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Il libraio di Selinunte - Roberto Vecchioni - copertina

Il libraio di Selinunte

Roberto Vecchioni

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 luglio 2014
Pagine: 78 p.
  • EAN: 9788806223212
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Il libraio di Selinunte

Roberto Vecchioni

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Gaia la libraia

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Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s'innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno. La storia è ispirata al testo di una sua nuova canzone.
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    Marica

    13/05/2020 06:42:38

    La bellezza. Quando trovi il tuo posto fra mille altri in cui ti sei sempre sentito sbagliato.⁣ ⁣Se fossero le parole quel posto? Se fosse la magia che scaturisce dal loro suono l’energia attraverso cui riusciamo a percepire tutto?E come tutte le cose, forse ci accorgeremmo del suo reale valore solo dopo averla perduta.⁣ ⁣Selinunte e i suoi abitanti sanno cosa vuol dire. Sanno cosa accade quando le parole si dissolvono, per non tornare mai più. O forse, non ne hanno più memoria. Quello che resta loro è un mondo muto, vacante. Senza più nemmeno la vita e la possibilità di appartenerle.⁣ ⁣Nessun passato, nessun futuro. Solo un presente in cui ci si guarda fissi negli occhi.. e si tace.⁣ ⁣E immagina che sia tu il solo risparmiato da quel crudele incantesimo. Quando mentre parli, nessuno comprende quello che dici. Quando vorresti che partecipassero alla bellezza della vita, ma quella bellezza ormai puoi vederla solo tu.⁣ ⁣Questa storia mi ha fatto capire cosa sia la solitudine. Quel senso di estraneità, quel vuoto che vorresti riempire di parole.. ma senza qualcuno che sia disposto ad ascoltarle. E dar loro un senso, insieme a te.⁣ ⁣Ma perché sono andate via le parole?⁣ Forse perché qualcuno le ha usate nel modo sbagliato. Perché se ne è servito come un’arma per ferire, agendo all’ombra dei pregiudizi e dell’ignoranza.⁣ ⁣E quando succede, c’è bisogno di qualcuno che le protegga. Che le protegga dal male, perché con le parole si può far piovere poesia e commozione dal cielo. Empatia, altruismo. Comprensione e fiducia.⁣ ⁣E usarle in ogni altro modo sarebbe terribilmente vile e indegno.⁣ ⁣Un libraio, un bambino e una città senza più un’identità.. sono qui a ricordarcelo.⁣ ⁣Abbiamo le armi più potenti al mondo con cui plasmare la nostra realtà.⁣ La voce, le parole.⁣ La scrittura, i libri, la lettura.⁣ Possiamo usarle per diffondere conoscenza, vicinanza e comprensione.⁣ ⁣Che possano servirci solo a questo. O almeno, a tutto quello che ci sembri simile all’amore

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    miki

    11/05/2020 20:42:44

    bellissimo libro del cantante Vecchioni. affronta due temi e cioè ciò che le parole riescono a trasmettere e soprattutto della comprensione. molto scorrevole, ben scritto si potrebbe leggere anche in una volta sola da quanto la storia rapisce.

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    Giulia

    08/05/2020 11:40:46

    Letto il primo anno di liceo, quindi adatto a tutti! Una storia corta ma con un grande significato dietro a mio parere

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    michelalibri

    13/02/2020 09:40:40

    Romanzo che trasporta il lettore in un mondo quasi magico. Selinunte è un piccolo borgo (antica colonia greca) che si trova nelle coste della Sicilia. Un giorno arriva in paese un piccolo ometto dall'aspetto grottesco che decide di aprire una libreria al posto della bottega del sarto, oramai chiusa. Il libraio invita i paesani a recarsi di sera nella sua libreria ad ascoltare le sue letture (lui non vende libri...dispensa parole). Inizialmente qualche persona mostra interesse ma, nel giro di una serata o due, l'unico spettatore rimane un bambino, Nicolino, che è inspiegabilmente attratto da quelle letture ed architetta un piano per uscire di casa di nascosto, tutte le sere, senza che i sui genitori se ne accorgano. E' così nascerà la magia delle parole dei grandi poeti e narratori. Ma...un giorno la libreria viene incendiata e le parole, insieme, al libraio, scompariranno da Selinunte, tranne che per Nicolino. Il libro è incentrato sulla esaltazione del valore del linguaggio e della sua importanza nella vita delle persone, anche di quelle più semplici ed umili. Forse, mi aspettavo qualcosa di più. La storia, pur delicata ed interessante, non decolla come ci si potrebbe aspettare.

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    Matteo

    28/10/2019 21:22:26

    Non capisco davvero le ragioni per pubblicare robaccia simile: un'insopportabile storiella moralista gonfia di retorica.

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    Ilenia

    30/08/2019 08:40:32

    Il protagonista di questa storia è un bambino curioso, ormai adulto, che vive a Selinunte e racconta di come in città, dopo un particolare evento, gli abitanti hanno smesso di esprimersi a parole e di conoscerne il reale significato. Nel raccontare la sua storia, Nicolino ci presenta la figura del libraio, un uomo avvolto nel mistero, che amava leggere i suoi libri per chi era disposto ad ascoltare, ma che non fu ben accolto dai concittadini perché diverso, straniero. Una storia che mi ha lasciato molto riflettere sul ruolo della comunicazione, dell'integrazione e della cultura. Allegoricamente ci viene posta l'esistenza di un mondo in cui la parola non esiste e forse questa evenienza non è poi così lontana dalla realtà. Viviamo in un mondo in cui sentimenti ed emozioni sono riassunti in brevi messaggi ed emoticon, si utilizzano sempre meno parole per esprimere concetti e sensazioni e alla lunga si finirà per conoscerne sempre meno. Un mondo senza parole, piatto, vuoto, privo di senso. Una lettura adatta a grandi e piccini, una favola moderna, da leggere a cuore aperto.

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    Patrizio

    19/09/2018 12:57:26

    Ascoltare la canzone omonima per rivivere il romanzo, rileggere il romanzo per riascoltare la canzone. Poesia in prosa, in un mondo dove le persone parlano ma non dicono parole e le loro parole non diventano cose. Grazie professore

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    sebi

    30/08/2018 09:24:10

    Storia non male ma nella media. Buona la scrittura, Vecchioni non si smentisce mai, però il finale è davvero crudele.

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    pint74

    26/06/2016 21:49:38

    Poteva essere un gran bel romanzo ma è troppo corto,a mio giudizio,troppo corto per approfondire la storia,i misteri ed altro.Unico personaggio caratterizzato bene è il ragazzino che narra,sotto forma di ricordi,la storia.I personaggi secondari sono ombre che passano,appena abbozzati e senza carattere,un peccato perchè il paese è descritto bene,come lo stato di animo del protagonista ed altri passi di questo libro.Purtroppo,lo ripeto,tante cose che meritavano di essere sviluppate ed approfondite,come il misterioso libraio e la sua libreria,la gente del paese ed altro,a causa delle poche pagine,una settantina,rimangono un abbozzo.Un libro interessante ed originale che poteva essere eccezionale ma che ,a mio parere,si ferma alla sufficienza.

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    lela casini

    09/01/2015 13:05:09

    Un inizio non troppo attraente, ma nel cuore del romanzo un'allegoria bellissima, un protagonista curioso e coraggioso, mi è piaciuto moltissimo!

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    valentina simona bufano

    05/09/2010 19:10:36

    io ci ho visto questo in questo libro magico: ci ho visto una persona che fugge dall'ignoranza ci ho visto una creatura che ha aiutato il bambino...che si è salvato da se' perchè è così che funziona la scuola sarà anche obbligatoria ma siamo noi a decidere se vogliamo salvarci dall'ignoranza, dal vuoto di valori, dal trash Libro non male

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    salvatore

    17/06/2008 18:48:13

    Meraviglioso. Una bella storia che fa sognare. Grande Roberto Vecchioni

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    Alessia

    05/09/2007 18:59:05

    Le parole sono fondamentali per esprimere i nostri sentimenti, le sfumature dei sentimenti...e come sappiamo sono le sfumature a fare la differenza. Però per avere le parole fondamentale è la cultura, che è la nostra ricchezza, ma come fa intravedere Vecchioni in questo bel libro, c'è il pericolo che la stiamo perdendo. Buona lettura.

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    alberto

    15/05/2007 19:45:54

    L'idea è buona ma si spegne a meta',il finale è patetico e un po' buttato li.Peccato perche' il libro prometteva bene.

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    ermes*

    18/06/2006 17:55:30

    Niente di eccezionale, davvero.

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    claudia

    25/04/2006 22:37:00

    Un libro di un carattere decisamente nuovo che riesce a "raccontarsi da sè". Ci mette a disposizione la possibilità di capire il nostro mondo attuale con un linguaggio semplice. Ci fa capire dove stiamo arrivando; potrebbe essere un avvertimento come un semplice consiglio. Secondo me il libraio rappresenta la cultura e l'istruzione; è una cosa che non si conosce e che vuole solo essere ascoltata. Vecchioni è riuscito a capire il motivo del nostro senso continuo di inadeguatezza e della nostra solitudine: non riusciamo più ad esternare quello che abbiamo dentro e ci stiamo uccidendo da soli. Ci fa veramente capire l'importanza del parlare e del sapere. Noi dobbiamo effettivamente SAPERE che stiamo perdendo le parole e dobbiamo assolutamente DIRLO anche a chi non riesce a vederlo: vecchioni lo ha fatto con poche pagine.

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    Joe

    01/09/2005 11:54:17

    Un favola delicata, piena di significato e di amore per i Libri e la Letteratura.

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    Piera

    22/07/2005 16:34:44

    Non male, ma nemmeno bene. L'idea è un po' banale ma ha il merito di evidenziare la povertà linguistica e sentimentale del nostro tempo. Scrittura a tratti piacevole, ma per lo più striminzita, di poco respiro.

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    Fulco

    12/03/2005 11:43:15

    Bellissima prova di moralistica letteraria..........ma il finale è veramente scadente se consideriamo che la storia aveva tutto il potenziale per terminare con una conclusione molto più reale ed empirica che avrebbe toccato meglio le corde dei nostri animi................

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    Dino

    15/02/2005 14:20:50

    È una favola, una favola che poteva essere scritta meglio, ritengo con rispetto verso un artista che apprezzo e stimo, un tema, magico, che mi ha raggiunto con difficoltà nella sua interezza…colpa mia? Potrebbe essere. Ma resta il fatto importante, del messaggio: l’importanza della parola, quindi della conoscenza. L’importanza della comunicazione, o meglio della condivisione delle sensazioni che nascono dalle parole, dalle frasi…che servono a scuotere Selinunte, ma anche noi…”sono una pianta, se tu non mi annaffi, io deperisco...ho bisogno che tu mi annaffi di parole e frasi, che raccontino una storia” ….da seduzione un racconto breve di T.A. Jelloun

Vedi tutte le 33 recensioni cliente

Fu uno shock, come la luna vista dall’altra parte. A tredici anni, scappato di casa, non potevo decifrare il senso di quella lettura, ci vagavo dentro e basta, cullato, inerme, felice come al centro i un gioco sconosciuto, felice di una felicità che era insieme il vecchio e il nuovo: tutti i natali e quel che sarà.

Nel racconto di Roberto Vecchioni prende vita la piccola cittadina di Selinunte abitata da persone che hanno perso le parole. O meglio, non sanno più dargli la giusta tensione, si parla solo per routine. Poche parole, incisive, amene. Finché in città non arriva un libraio, un ometto descritto come piccolo, storto e incurvato che riporta il peso delle parole in città aprendo una libreria dove i libri non si vendono ma si leggono tutti i giorni alle 21.

La figura del libraio senza nome fa innamorare, è come se fosse un pifferaio magico. Riporta i sentimenti e le emozioni espressi tramite le parole in una città grigia. Senza parole e senza libri si sa, spariscono anche tutte le sfumature.

Numerose sono le citazioni classiche di altri libri, che fanno intravedere qualcosa della personalità del libraio.

È un libro che parla di quello che la lettura ci può donare e di come ci possa salvare dal degrado generale dei nostri giorni. La scrittura è quella tipica del maestro Roberto Vecchioni: fluida, famigliare, semplice.

Recensione di Francesca Chiarello

A cura del Master Professioni e prodotti dell’editoria - Collegio Universitario "Santa Caterina da Siena” in collaborazione con l’Università di Pavia

  • Roberto Vecchioni Cover

    Roberto Vecchioni nasce in Brianza da genitori napoletani, è sposato e ha quattro figli. Nel 1968 si laurea in Lettere Antiche all'Università Cattolica di Milano, dove resterà per due anni come assistente di storia delle religioni, proseguendo poi per trent'anni la sua attività di insegnante di greco, latino, italiano e storia nei licei classici. La sua attività nel mondo musicale inizia negli anni '60, quando comincia a scrivere canzoni per artisti affermati (Vanoni, Zanicchi, Cinquetti, etc.); collaborazioni che riprenderà più tardi anche per Nannini, Oxa, Patty Pravo, Adamo. Nel 1971 si propone per la prima volta come interprete delle proprie canzoni e nel '73 partecipa al Festival di Sanremo con L'uomo che si gioca il cielo a dadi. L'anno... Approfondisci
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