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Hugo von Hofmannsthal

Curatore: G. Bemporad
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 122 p.
  • EAN: 9788845912337

Recensioni dei clienti

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    Ilaria

    27/05/2016 20.06.16

    Bella idea quella di associare i pensieri agli amici gli aforismi al tono più colloquiale.ho sempre considerato gli aforismi di importanti autori come perle rare come regali e quindi di una certa importanza.amo alternare letture di romanzi a raccolte di pensieri .c'e da dire che viste le precedenti recensioni mi aspettavo qualcosa di più illuminante è sconvolgente invece ho trovato buona cultura ostentata ma non così erudita è interessante

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    Cristiano Cant

    11/09/2015 11.33.24

    Nobilissimi prestiti e stille di un io che si attraversa; guardarsi attorno e contare in ogni momento sul soccorso di spiriti non comuni e insieme intingere il proprio credo nell'umile sforzo del comprendere. Umile perché solo tagli di luce breve e intensissima riescono a incidere nell'anima l'eternità di un bagliore. Basterebbe togliere l'ancora e partire da questo pensiero: "Che cosa sia lo spirito la afferra solo l'animo angustiato". Il viaggio interiore, la piega amara che la vita mostra nei suoi mille profili, la scia delle volontà e degli eventi continuamente deragliata nelle confusioni umane, e un tratto di salvezza residua che corre nelle vene solo grazie a quei silenzi con se stessi che vestono, simili a un sarto divino, questa confusa permanenza nel mondo. Scaglie di verità sospese su rami esilissimi, come in questo soffio di Pannwitz:"Vi sono molte specie d'amore, la più famosa non è la più gradevole". Siamo come in un letto di sorprese nelle quali l'autore ci consegna sogni da coltivare e da mandare a mente, improvvise feritoie saggistiche dalle quali si affaccia un'idea dell'arte, della forma che diano volo all'emozione suprema, all'incanto, alla meraviglia:"Il primo merito di un quadro è quello di essere una festa per l''occhio" (tanto per citare Delacroix). Un libro che è una delizia da taschino, un breviario buono a scandire gli istanti e a sedurre la memoria, e che si può aprire a caso scoprendo le profondità e le derisioni di cui l'umano da sempre s'impregna, la stoltezza delle mode, il gioco dello stile, la miseria delle ambizioni, il decrepito e ridicolo romanzo umano in ogni ombra e ogni crepa. Come non rabbrividire sentendo sulla schiena questa frustata di Balzac: "Non vi è nulla di così violento a Parigi come ciò che dev'essere effimero". Ci si perde nella gioia di queste scintille ammaestrate come nel cuore delle stanze di un emporio poetico. Hofmannsthal li chiama amici, noi, più facilmente, Maestri.

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    Luigi

    10/12/2008 10.55.20

    Non importa da che parte stiate, che colore votiate o quale quotidiano leggiate. "Il libro degli amici" è Europa, qulacosa di voi è nelle sue pagine e se non lo credete è forse perchè dovete lasciare che questo libro lo faccia emergere. Ne dipende la vostra comprensione di molte, moltissime cose.

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    amedeo blasi

    20/11/2004 08.25.14

    il libro degli amici di hugo von hofmannsthal è una lettura che conosco da circa venticinque anni. è uno di quei libri che ogni tanto, ogni poco, hai bisogno di leggere, rileggere magari solo solo uno dei suoi aforismi, ma lo si fà, se ne ha bisogno. Così, a volte per riconciliarsi con il mondo a volte per riconiscersi nel pensare, nel riflettere, per non sentirsi e quindi proprio per sentirsi e risentirsi si legge il libro degli amici. il libro degli amici è una presenza divina nel panorama letterario, non ci si compiace di leggerlo si tiene segreto, è una ricerca continua e rinnovata sempre di senso di poesia di memoria sulla vita e sulle relazioni umane, non è spigoloso come detti e contraddetti di Carlo Kraus, o ardito compimento di un'opera frammentaria eretta come quella di Cioran e del suo squartamento. E' un testo che occorre avere nella propria biblioteca e ricordare costantemenete dove lo si è messo perchè dopo che lo hai gustato una volta ci torni, ci ritorni, ti manca e se non lo trovi quando ne hai bisogno per lo spirito, la giirnata che prosegue, la nottata o la serata continuano indelebili ma senza il tuo piacere di viverla; se non hai soddisfatto quel momento di ricerca di senso rimani sospeso. Insomma, il libro degli amici è un regalo che può farsi solo a chi si ama, a chi si stima a chi è valutato passibile di grande confidenza. il libro degli amici di Hofmannsthal ricorda quelle letture, quelle letterature sospese nell'epochè del giudizio greco e greche nel loro senso di riferir del gioco in quanto tale: dati alcuni elemti funzionali tra loro esercitarsi nella passione di un evento. insomma il libro degli amici parla e quel che s'assomiglia alla parola come si sà si tace e si tiene stretto nel cuore. Rimini, 20 11 04 Amedeo Blasi

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