Lieder

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Compositore: Aribert Reimann
Supporto: SuperAudio CD ibrido
Numero supporti: 1
Etichetta: MDG
Data di pubblicazione: 18 novembre 2015
  • EAN: 0760623192123

€ 20,50

Punti Premium: 21

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: …oder soll es Tod bedeuten? (Otto Lieder e un frammento su versi di Heinrich Heine per soprano e quartetti d’archi di Felix Mendelssohn rielaborati e intervallati da sei intermezzi di Aribert Reimann); Fünf Ophelia-Lieder di Johannes Brahms (trascrizione per soprano e quartetto d’archi di Aribert Reimann); Adagio zum Gedenken an Robert Schumann; Sechs Gesänge op. 107 di Robert Schumann (trascrizione per soprano e quartetto d’archi di Aribert Reimann)
Il superamento di triti stereotipi Giovane, brillante e molto ottimista nei confronti della vita che lo attendeva: questa è l’immagine che molti tendono ad associare a Felix Mendelssohn. Aribert Reimann ha deciso di dare uno sguardo più approfondito al grande compositore tedesco, con il risultato di ottenerne un’immagine completamente diversa. Il titolo che ha dato alla sua raccolta di Lieder del grande esponente del Romanticismo tedesco è una citazione di un verso di Heinrich Heine messo in musica da Mendelssohn, che si riferisce esplicitamente alla morte: …Oder soll es Tod bedeuten? (O significa la Morte?). Il soprano Christiane Oelze e il Leipziger Streichquartett eseguono questo lavoro commovente e quanto mai suggestivo, che offre agli ascoltatori un valido spunto per riflettere sulla loro esperienza esistenziale alla luce di tutto il microcosmo di emozioni del Romanticismo tedesco. Una rilettura di Heine Il primo verso che si ascolta in questo disco, «Leise zieht durch mein Gemüt liebliches Geläute» (Dolcemente nella mia mente sento il dolce mormorio di un ruscello), esprime come pochi altri l’essenza più autentica della poetica romantica. Il programma spazia da Auf Flügeln des Gesanges (Sulle ali del canto) a Was will die einsame Träne? (Cosa significa questa lacrima solitaria?), comprendendo opere note e meno note. Nella sua versione per quartetto, Reimann concentra gran parte della sua attenzione sulle sfumature musicali, con sezioni che riportano le indicazioni “sul ponticello” e “col legno” che delineano il carattere della musica, tratteggiando melodie di delicata fragilità. I sei intermezzi dalla scrittura estremamente libera che fungono da trait d’union tra gli otto Lieder contribuiscono a commentare gli ambivalenti versi di Heine, utilizzandoli – come ha detto lo stesso autore – come «punti di partenza e di ritorno per l’interpretazione». Una riscrittura di Shakespeare Molti anni dopo la morte di Mendelssohn, Johannes Brahms mise in musica cinque Lieder di Ofelia tratti dal quarto atto dell’Amleto di William Shakespeare. Reimann descrive con un organico ridotto all’osso il graduale sviluppo della follia della donna amata dal pallido principe di Danimarca. La versione per quartetto d’archi di Reimann enfatizza al massimo grado l’impressione di fragilità e di abbandono, con una toccante semplicità che arriva direttamente al cuore. Anche Robert Schumann aprì i suoi Sechs Gesänge op. 107 nel nome della sfortunata sognatrice Ofelia, ma – a differenza di Brahms – il grande compositore di Zwickau concluse la sua opera con un tono sereno e positivo con il Nacht Lied Una incredibile simbiosi I due cosiddetti “Corali della Morte” che Schumann riuscì a scrivere nel manicomio di Endenich hanno ispirato Reimann a scrivere un commovente omaggio a questo grande compositore del Romanticismo tedesco. Nell’Adagio in memoria di Robert Schumann le sonorità morbide e avvolgenti di quest’ultimo formano una mirabile simbiosi con il linguaggio musicale contemporaneo, con brusche accentuazioni e vigorosi pizzicati che interrompono brutalmente le pensose reminiscenze di tempi ormai irrimediabilmente passati. Lo spirito in perenne ricerca dell’epoca romantica è stato rievocato solo pochissime volte con questa commovente intensità in epoca romantica.
  • Aribert Reimann Cover

    Compositore e pianista tedesco. Allievo di B. Blacher e di E. Pepping, come pianista è stato soprattutto accompagnatore di Lieder, spesso collaborando con il celebre cantante D. Fischer-Dieskau. Come compositore affonda le sue radici nella Scuola di Vienna, in particolare in Berg e nel primo Webern, dei quali ha colto non tanto l'aspetto dodecafonico quanto la densità musicale e l'intensità espressiva. Nella sua produzione spiccano i lavori sinfonico-vocali, fra cui due Requiem (Wolkenloses Christfest per baritono, violoncello e orchestra, 1974, e Requiem per soli, coro e orchestra, 1982), Zyklus per baritono (1971), Duineser Elegie per «Sprechstimme» (da Rilke, 1985). Sin dalla metà dal 1965 (Ein Trauerspiel, da Strindberg) si è accostato all'opera teatrale con soggetti di forte tensione... Approfondisci
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