La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

Andrea Marcolongo

Editore: Laterza
Edizione: 20
Anno edizione: 2016
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788858125250

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Lingue, dizionari, enciclopedie - Linguistica, lingue straniere e dizionari - Linguistica - Linguistica comparata e storica

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Recensioni dei clienti

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    ANGELO RAFFAELE TAMBURRINO

    26/11/2017 17:20:35

    Ho letto con molto interesse il libro La Lingua Geniale.Ha ragione Andrea Marcolongo, chi ha studiato il Greco Antico si riconosce. E' una persona diversa , più riflessiva e senso critico , anzi dirò di più, chi ha letto i dialoghi di Platone ,ha studiato Aristotele ,Eschilo, Sofocle, Euripide, Alceo, e Saffo etc . difficilmente nella vita può far del male o comunque non rispettare gli altri.E' una cosa strana veramente ,dopo tanti anni ,sono un Medico di base prossimo alla pensione(chi non ricorda in terrore davanti ad un testo di una versione di Greco ?) eppure ogni anno mi diletto a tradurre la versione della Maturità, ma anche quella di Latino senza guardare la traduzione (lo giuro) meriterei forse un 6-- ma mi accontento ( al Liceo era una festa). Mi sembra di bere acqua fresca nel deserto di questa vita strana.Bravissima e bellissima del resto Andrea Marcolongo. Finalmente un professore di Greco non vecchio e burbero .Il libro è da consigliare a tutti specialmente a chi ha lasciato il Greco tanti anni per ritornare ancora giovani almeno nell'anima. Grazie Prof.ssa Andrea

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    n.d.

    21/10/2017 16:05:22

    Ottimo!

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    liberandoci

    21/09/2017 13:00:05

    Spesso leggo le classifiche dei best seller e, qualche tempo fa, l’occhio mi è caduto su “La lingua geniale – 9 ragioni per amare il greco”, un testo curioso per una classifica di questo tipo. Non avendo studiato il greco antico a scuola, mi sono approcciato a questo libro con grande curiosità e con lo spirito libero dalle fatiche di uno studente del liceo classico. L’autrice, Andrea Marcolongo, riesce, attraverso un saggio narrativo, a sviscerare con uno stile molto divulgativo i tratti distintivi della lingua di Aristotele, in un racconto appassionante e divertente. L’amore per il greco, la storia di un popolo attraverso la sua lingua, la grammatica come modo di pensare sono i tratti più caratteristici di questo testo. Per chi ama il greco, per chi l’ha odiato a scuola e per quelli digiuni come me: un libro adatto a tutti! Unico appunto: molte parole in greco sono lasciate lì, senza traslitterazione, e per chi non ha studiato il greco questo può risultare un po’ fastidioso.

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    Eleonora

    19/09/2017 09:21:15

    Finalmente un libro sul greco antico che non è un manuale scolastico! Capace di raccontare una lingua complessa in modo semplice ed efficace, questo scritto permette di erodere l'aura di terrore che questa lingua normalmente incute... Un ottimo modo per farsi un'idea del greco antico, uno sprone a impararlo.

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    corrado caselunghe

    14/09/2017 13:21:30

    Per amare nuovamente o per la prima volta la lingua greca. L'aggettivo "geniale" usato da Andrea Marcolongo nel titolo per definire la lingua greca, può a maggior ragione essere utilizzato per descrivere la stesura dinamica del libro dove il greco ed alcuni dei suoi momenti semantici più interessanti come ad esempio l'introduzione del duale, il concetto di neutro, le diversitá tra l'auristo e il perfetto o le particolarità dell'ottativo, rimbalzano e si avviluppano insieme a ricordi personali e intimi della vita della scrittrice, dando vita cosí ad un racconto di facile lettura, divertente e variegato che vede sullo sfondo la civiltá dei greci, la loro storia e il loro modo di pensare, a cui nel libro, per non interrompere la narrazione, vengono dedicate con una eccellente, inusitata capacitá didattica, apposite finestre. Il libro non sembra intenzionato principalmente a (ri)insegnarci il greco, ma a rendercelo oggetto d'amore o facendoci riappassionare, rivivere e ripercorrere con nostalgia lontane memorie tracciate tra i banchi del ginnasio oppure creandoci per la prima volta il terreno fertile, l'humus adatto su cui in seguito poter far germogliare con gioia e piacevolezza la curiosità e l'interesse verso questa lingua antica, ma estremamente, ineluttabilmente e inesorabilmente attuale

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    gigi77

    12/09/2017 07:50:47

    Il libro dimostra che Lei, la Lingua Geniale, non è assolutamente morta. Lei è viva sia per quello che ha tramandato ai posteri, come storia e cultura, che per i sentimenti che si possono provare leggendo questa vera e propria storia d'amore. Gli aspetti tecnici, doverosamente presentati, non risultano mai leziosi mentre quelli personali hanno la capacità di catapultare il lettore col cuore e con la mente in ogni singolo scenario. Per fare degli esempi: avvertire il concetto del “Tempo” e dare più valore al “come” dei processi e non solo al “quando”; avvertire l'emozione che genera “l'Ottativo”, interpretare il valore della complicità del “Duale”... Per me, che ho conosciuto la Lingua Geniale, il libro rappresenta, oggi, quasi il riunirsi con una ragazza amata ai tempi del liceo e portata sempre nel cuore. In questo nuovo contesto, il bello per me è il poter vivere oggi con Lei un nuovo rapporto con la presunta acquisita maturità di persone adulte. Per chi è neofita, il libro potrebbe essere innanzitutto una panoramica generale su forma e contenuto di una lingua spina dorsale, cuore e mente di molte lingue moderne. Aspetto parimenti importante però, è che il libro è anche un modo per vivere emozioni, generate dalla Lingua Geniale, senza la paura di essere giudicati da alcun professore...

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    DaisyValdi

    16/08/2017 23:30:38

    Libro interessante ma con la pecca alla lunga fastidiosa di autocelebrazione dell'autrice...i concetti sono smorzati simpaticamente da vari aneddoti...nell'insieme un testo interessante e innovativo.

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    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Originale modo di affrontare una lingua morta

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    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Originale modo di affrontare una lingua morta

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    Andrea Paramithiotti

    25/04/2017 10:01:10

    Ho studiato anch'io greco al liceo, ma questo libro tocca corde inaspettate... Non e' una grammatica greca (grazie al cielo!). Non e' un altro libro che descrive la civilta' greca grazie a passaggi scelti da autori piu' o meno noti. Prende invece alcune particolarita' linguistiche del greco antico, e attraverso di esse avvicina il lettore al modo in cui i Greci concepivano il mondo. Geniale!

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    Giuseppe

    17/04/2017 23:08:06

    Da insegnate di letteratura italiana, ho adottato questo libro per tutti i miei studenti. Splendido, perché oltre al greco permette di riflettere sul nostro italiano di ogni giorno.

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    Claudia

    17/04/2017 22:56:19

    Un libro splendido, il più bello letto nel 2017. Parla di greco, sì, ma soprattutto dei nostri sentimenti. Il fatto che sia in classifica da oltre cinque mesi dimostra l'onestà intellettuale e il grande regalo che l'autrice ha fatto ai lettori. Consigliatissimo.

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    Beatrice

    17/04/2017 11:14:19

    Devo dire che mi è piaciuto davvero tanto, anche se non ho mai studiato il greco! Consiglio questo libro perché è ben scritto!

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    Antonio De Felice

    30/03/2017 20:52:09

    Questo "libro" sta alla Saggistica come Fabio Volo sta al Romanzo.

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    Neda

    26/03/2017 18:40:37

    9 ragioni per amare il Greco? Che dire, io non l'ho mai studiato, mai avuto l'occasione di amarlo. O meglio, sì l'ho incontrato, come si può intraprendere qualsiasi studio senza incontrare il greco, che scatti l'amore o no? Per me conoscenza del greco consisteva nel avere un pò di confidenza con le radici di alcune parole scientifiche e basta, per tutto il resto era come "Pdorr il figlio di Kmerr della tribù di Starr?". Quindi, bella sfida tra l'autrice innamorata della sua materia e lettrice priva di minima base classica, come sarebbe andata a finire? E vi dirò, è andata benissimo! Certo, ho guadagnato tempo su tutte le parti scritte in greco, per poi impiegarlo nel gustarmi i concetti che sono chiarissimi e accessibili anche per i "non classici" come me. Ma era chiaro che ci legava comunque la consapevolezza che nessun obbiettivo impegnativo si ottiene senza fatica, perseveranza, costanza e determinazione. Ho capito che il popolo di studi classici abbia questa caratteristica, ho capito abbastanza del greco antico da non pensare più solo a "Kmer e Pdor della tribù di Starr", ma non è forse vero che di questi popoli con caratteristiche di perseveranza e determinazione, popoli come "classici", esistano anche altri? Che fortuna hanno avuto gli studenti del classico, loro sì che hanno potuto gustare ogni parola. Per me, anche se ho barato sulle parti in greco, vale lo stesso perché è un libro che arriva dritto senza deviazioni, riuscito nel intento di semplificare un argomento impegnativo con tanto amore, rispetto e ammirazione. La bravura nel farlo c'è tutta. E se ci fossero i libri altrettanto ben scritti per ogni materia?

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    Laura

    14/03/2017 11:23:12

    Parlando di greco antico ci si aspetterebbe un saggio noioso, pedante e per certi versi anche saccente solo per addetti ai lavori. Invece, si viene travolti dalla freschezza e passione dell'autrice, dal suo desiderio di trasmettere a tutti il piacere di una lingua difficile, ma piena di fascino e sfaccettature. Tra aneddoti, etimologie, brani di autori classici, il greco torna a vivere e riacquista la sua nitidezza. Riemergono la molteplicità e le infinite particolarità, grammaticali e linguistiche, in grado di esprimere gli stati dell'animo di chi scrive, che l'hanno resa la lingua che ha dato origine alla filosofia, al teatro, alla democrazia. Dopo 5 anni di liceo classico e un amore infinito per il mondo greco, questo piccolo testo mi ha entusiasmato e permesso di capire perché, nonostante la sua complessità, non si può non amare questa lingua ostica espressione di un mondo che ha travalicato la storia rimanendo archetipo immortale.

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    Michael GIffoni

    12/03/2017 14:32:13

    « …Je ne regrettais pas d’avoir imposé à ma vie des disciplines grecques. Tout ce qui en nous est humain, ordonné, et lucide nous vient d’elles. » così Marguerite Yourcenar fece dire al protagonista delle Memorie di Adriano che poi concludeva in tal modo: “tutto quello che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco”. Non c’è infatti lingua che esprima o abbia espresso un’idea del mondo così vera, particolare, precisa e attenta alle pieghe dei sentimenti come il greco. Partendo forse da quest’intimo assunto, Andrea Marcolongo si cimenta nel volume “La lingua geniale” in un’operazione culturale di grande peso, lanciando una sfida ardua: instaurare con leggerezza una relazione di passione tra un contemporaneo e una lingua muta, da cui molte lingue moderne hanno derivato tantissimi vocaboli ed espressioni. E ci riesce in maniera leggera e naturale, quasi che leggendo il testo venga spontaneo al lettore riconosce che la lingua greca è unica e scoprire la sua essenziale unicità equivale a ammirarne la bellezza e ricchezza, a riconoscerle in maniera sicura. Viene così fuori tutta la nostalgia dell’uomo moderno ( circondato da una caotica e quasi orribile contemporaneità ) per la concezione di un mondo regolato da ordine e attraversato da una meravigliosa bellezza. Ed è quella che l’autrice sembra sentire profondamente e vuole far passare a tutti i lettori.

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    Alberto Pietrangeli

    20/02/2017 16:35:21

    Questa recensione non è sul libro, ma sulla santificazione del greco. Ogni lingua ha le sue particolarità. Affermare che greco e latino siano superiori al cinese o all'Hindi mi sembra molto azzardato. Ogni civiltà plurimillenaria ha dovuto dotarsi di una lingua che nei secoli si è affinata ed arricchita. Ma oggi le lingua che servono veramente sono l'inglese e il cinese, che in ambiente scientifico sono superate dalle formule matematiche e in ambiente generale dalle icone degli smartphone e dei tablet.

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    Talisie

    19/02/2017 19:49:12

    Ciò che soprattutto colpisce è la genuina passione che anima l’autrice, una passione di quelle che durano tutta una vita. E questo è senz’altro lodevole, ma la spinge anche a credere che tutti una volta venuti a contatto con il mitico mondo dell'Ellade rimarranno folgorati come sulla strada di Damasco. In realtà il libro è solo per chi ha una conoscenza abbastanza fresca del greco, ma penso sarebbe di una noia mortale per i non addetti ai lavori. Ad ogni modo lo stile abbastanza colloquiale, gli approfondimenti a sussidio dei capitoli e i ricordi di studentessa e docente alleggeriscono una materia che è sempre trattata con competenza e professionalità. Una piccola svista da segnalare: il capitolo sul duale si conclude con la romantica riflessione che il “noi due” richiederebbe questa particolare forma; peccato però che il noi sia proprio la persona mancante nel duale.

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    Fabio

    16/02/2017 10:37:53

    Da professore di greco da oltre trent'anni, non posso non riconoscere il grande merito del volume nella divulgazione della lingua greca presso il grande pubblico. Il caso editoriale del libro e il successo dell'autrice, sempre prima in classifica, rappresentano un unicum nella storia del greco: mai un libro simile, dedicato ad una lingua antica, era stato così concepito, destinato a tutti, studiosi, curiosi, appassionati e comuni lettori. Il libro della Marcolongo, a differenza di altri presenti sul mercato e dedicati al latino, si distingue per correttezza accademica e per genuina passione, capace di coinvolgere tutti. Consigliatissimo. Complimenti alla casa editrice, il libro resterà nella storia del greco per molto tempo.

Vedi tutte le 32 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Una giovane donna, appassionata sostenitrice dell’importanza dello studio del greco antico, dichiara di avere scritto un racconto non convenzionale di grammatica greca. (…) Le sue riflessioni e le annotazioni sulla lingua greca si articolano in nove capitoli – ciascuno dedicato a una delle ragioni che motivano il titolo del libro – e in esse si susseguono con riformulazioni entusiaste e creative alcuni appunti su argomenti incontrati nello studio del greco antico al liceo e  all’università. (…).

Andrea Marcolongo sintetizza la descrizione della morfologia della lingua greca antica e lo fa con l’entusiasmo di chi si sia liberata da un incubo: dallo studio della grammatica come prassi asettica e acritica di formule senza senso da memorizzare e ripetere (…). Una certa difformità di tono induce però a chiedersi quale sia il destinatario reale di questo libro e chi ne sia il lettore ideale. L’ignaro di lingua greca non riuscirà a superare pagina 20, stremato dai continui riferimenti a termini o a lunghi passi riportati in lingua. L’adulto che il liceo classico l’ha frequentato ormai da tempo troverà isolate rievocazioni di cose sentite in tempi lontani, comprese soprattutto le banalità (…). Potrebbe motivare un aspirante studente allo studio del greco? Superato l’indubbio fascino del titolo, non vedo argomenti di per sé sufficienti, se non per il fascino che si genera da ciò che appare oscuro. E agli insegnanti? Sì, certo, qualche spunto lo offre; un docente che si rispetti è sempre in autoaggiornamento; per questo però l’alto numero di ovvietà, la ripetuta autoreferenzialità, i confusi e sentenziosi atti di protesta nei confronti dello studio di regole fini a se stesse (…), rendono questa lettura discontinuamente interessante. Due capitoli meritano attenzione, quelli sull’aspetto verbale e sul modo ottativo. Potrebbero definirsi come una riscrittura in forma poetica di quanto si viene a conoscere appena si abbandonano i solchi dei manuali più cari all’editoria scolastica di massa. (…). Il merito di questa lettura rientra nel coraggio di trattare un argomento così serioso e delicato in una forma editoriale che unisce il saggio al pamphlet al diario; la scrittura è facile; inframmezzate ai capitoli vi sono schede con cui si mettono a fuoco alcuni contenuti essenziali, su isolate e varie questioni inerenti lo studio del greco antico (…).

In conclusione, il libro di Marcolongo si propone come esempio di come si possa utilizzare la propria esperienza e formazione in lingua e cultura classica in una brillante operazione di marketing editoriale: lo storytelling del greco antico.

Recensione di Rossella Sannino