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Andrea Marcolongo

Editore: Laterza
Edizione: 17
Anno edizione: 2016
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788858125250

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Lingue, dizionari, enciclopedie - Linguistica, lingue straniere e dizionari - Linguistica - Linguistica comparata e storica

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Una giovane donna, appassionata sostenitrice dell’importanza dello studio del greco antico, dichiara di avere scritto un racconto non convenzionale di grammatica greca. (…) Le sue riflessioni e le annotazioni sulla lingua greca si articolano in nove capitoli – ciascuno dedicato a una delle ragioni che motivano il titolo del libro – e in esse si susseguono con riformulazioni entusiaste e creative alcuni appunti su argomenti incontrati nello studio del greco antico al liceo e  all’università. (…).

Andrea Marcolongo sintetizza la descrizione della morfologia della lingua greca antica e lo fa con l’entusiasmo di chi si sia liberata da un incubo: dallo studio della grammatica come prassi asettica e acritica di formule senza senso da memorizzare e ripetere (…). Una certa difformità di tono induce però a chiedersi quale sia il destinatario reale di questo libro e chi ne sia il lettore ideale. L’ignaro di lingua greca non riuscirà a superare pagina 20, stremato dai continui riferimenti a termini o a lunghi passi riportati in lingua. L’adulto che il liceo classico l’ha frequentato ormai da tempo troverà isolate rievocazioni di cose sentite in tempi lontani, comprese soprattutto le banalità (…). Potrebbe motivare un aspirante studente allo studio del greco? Superato l’indubbio fascino del titolo, non vedo argomenti di per sé sufficienti, se non per il fascino che si genera da ciò che appare oscuro. E agli insegnanti? Sì, certo, qualche spunto lo offre; un docente che si rispetti è sempre in autoaggiornamento; per questo però l’alto numero di ovvietà, la ripetuta autoreferenzialità, i confusi e sentenziosi atti di protesta nei confronti dello studio di regole fini a se stesse (…), rendono questa lettura discontinuamente interessante. Due capitoli meritano attenzione, quelli sull’aspetto verbale e sul modo ottativo. Potrebbero definirsi come una riscrittura in forma poetica di quanto si viene a conoscere appena si abbandonano i solchi dei manuali più cari all’editoria scolastica di massa. (…). Il merito di questa lettura rientra nel coraggio di trattare un argomento così serioso e delicato in una forma editoriale che unisce il saggio al pamphlet al diario; la scrittura è facile; inframmezzate ai capitoli vi sono schede con cui si mettono a fuoco alcuni contenuti essenziali, su isolate e varie questioni inerenti lo studio del greco antico (…).

In conclusione, il libro di Marcolongo si propone come esempio di come si possa utilizzare la propria esperienza e formazione in lingua e cultura classica in una brillante operazione di marketing editoriale: lo storytelling del greco antico.

Recensione di Rossella Sannino

Recensioni dei clienti

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    Andrea Paramithiotti

    25/04/2017 10.01.10

    Ho studiato anch'io greco al liceo, ma questo libro tocca corde inaspettate... Non e' una grammatica greca (grazie al cielo!). Non e' un altro libro che descrive la civilta' greca grazie a passaggi scelti da autori piu' o meno noti. Prende invece alcune particolarita' linguistiche del greco antico, e attraverso di esse avvicina il lettore al modo in cui i Greci concepivano il mondo. Geniale!

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    Giuseppe

    17/04/2017 23.08.06

    Da insegnate di letteratura italiana, ho adottato questo libro per tutti i miei studenti. Splendido, perché oltre al greco permette di riflettere sul nostro italiano di ogni giorno.

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    Claudia

    17/04/2017 22.56.19

    Un libro splendido, il più bello letto nel 2017. Parla di greco, sì, ma soprattutto dei nostri sentimenti. Il fatto che sia in classifica da oltre cinque mesi dimostra l'onestà intellettuale e il grande regalo che l'autrice ha fatto ai lettori. Consigliatissimo.

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    Beatrice

    17/04/2017 11.14.19

    Devo dire che mi è piaciuto davvero tanto, anche se non ho mai studiato il greco! Consiglio questo libro perché è ben scritto!

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    Antonio De Felice

    30/03/2017 20.52.09

    Questo "libro" sta alla Saggistica come Fabio Volo sta al Romanzo.

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    Neda

    26/03/2017 18.40.37

    9 ragioni per amare il Greco? Che dire, io non l'ho mai studiato, mai avuto l'occasione di amarlo. O meglio, sì l'ho incontrato, come si può intraprendere qualsiasi studio senza incontrare il greco, che scatti l'amore o no? Per me conoscenza del greco consisteva nel avere un pò di confidenza con le radici di alcune parole scientifiche e basta, per tutto il resto era come "Pdorr il figlio di Kmerr della tribù di Starr?". Quindi, bella sfida tra l'autrice innamorata della sua materia e lettrice priva di minima base classica, come sarebbe andata a finire? E vi dirò, è andata benissimo! Certo, ho guadagnato tempo su tutte le parti scritte in greco, per poi impiegarlo nel gustarmi i concetti che sono chiarissimi e accessibili anche per i "non classici" come me. Ma era chiaro che ci legava comunque la consapevolezza che nessun obbiettivo impegnativo si ottiene senza fatica, perseveranza, costanza e determinazione. Ho capito che il popolo di studi classici abbia questa caratteristica, ho capito abbastanza del greco antico da non pensare più solo a "Kmer e Pdor della tribù di Starr", ma non è forse vero che di questi popoli con caratteristiche di perseveranza e determinazione, popoli come "classici", esistano anche altri? Che fortuna hanno avuto gli studenti del classico, loro sì che hanno potuto gustare ogni parola. Per me, anche se ho barato sulle parti in greco, vale lo stesso perché è un libro che arriva dritto senza deviazioni, riuscito nel intento di semplificare un argomento impegnativo con tanto amore, rispetto e ammirazione. La bravura nel farlo c'è tutta. E se ci fossero i libri altrettanto ben scritti per ogni materia?

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    Laura

    14/03/2017 11.23.12

    Parlando di greco antico ci si aspetterebbe un saggio noioso, pedante e per certi versi anche saccente solo per addetti ai lavori. Invece, si viene travolti dalla freschezza e passione dell'autrice, dal suo desiderio di trasmettere a tutti il piacere di una lingua difficile, ma piena di fascino e sfaccettature. Tra aneddoti, etimologie, brani di autori classici, il greco torna a vivere e riacquista la sua nitidezza. Riemergono la molteplicità e le infinite particolarità, grammaticali e linguistiche, in grado di esprimere gli stati dell'animo di chi scrive, che l'hanno resa la lingua che ha dato origine alla filosofia, al teatro, alla democrazia. Dopo 5 anni di liceo classico e un amore infinito per il mondo greco, questo piccolo testo mi ha entusiasmato e permesso di capire perché, nonostante la sua complessità, non si può non amare questa lingua ostica espressione di un mondo che ha travalicato la storia rimanendo archetipo immortale.

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    Michael GIffoni

    12/03/2017 14.32.13

    « …Je ne regrettais pas d’avoir imposé à ma vie des disciplines grecques. Tout ce qui en nous est humain, ordonné, et lucide nous vient d’elles. » così Marguerite Yourcenar fece dire al protagonista delle Memorie di Adriano che poi concludeva in tal modo: “tutto quello che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco”. Non c’è infatti lingua che esprima o abbia espresso un’idea del mondo così vera, particolare, precisa e attenta alle pieghe dei sentimenti come il greco. Partendo forse da quest’intimo assunto, Andrea Marcolongo si cimenta nel volume “La lingua geniale” in un’operazione culturale di grande peso, lanciando una sfida ardua: instaurare con leggerezza una relazione di passione tra un contemporaneo e una lingua muta, da cui molte lingue moderne hanno derivato tantissimi vocaboli ed espressioni. E ci riesce in maniera leggera e naturale, quasi che leggendo il testo venga spontaneo al lettore riconosce che la lingua greca è unica e scoprire la sua essenziale unicità equivale a ammirarne la bellezza e ricchezza, a riconoscerle in maniera sicura. Viene così fuori tutta la nostalgia dell’uomo moderno ( circondato da una caotica e quasi orribile contemporaneità ) per la concezione di un mondo regolato da ordine e attraversato da una meravigliosa bellezza. Ed è quella che l’autrice sembra sentire profondamente e vuole far passare a tutti i lettori.

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    Alberto Pietrangeli

    20/02/2017 16.35.21

    Questa recensione non è sul libro, ma sulla santificazione del greco. Ogni lingua ha le sue particolarità. Affermare che greco e latino siano superiori al cinese o all'Hindi mi sembra molto azzardato. Ogni civiltà plurimillenaria ha dovuto dotarsi di una lingua che nei secoli si è affinata ed arricchita. Ma oggi le lingua che servono veramente sono l'inglese e il cinese, che in ambiente scientifico sono superate dalle formule matematiche e in ambiente generale dalle icone degli smartphone e dei tablet.

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    Talisie

    19/02/2017 19.49.12

    Ciò che soprattutto colpisce è la genuina passione che anima l’autrice, una passione di quelle che durano tutta una vita. E questo è senz’altro lodevole, ma la spinge anche a credere che tutti una volta venuti a contatto con il mitico mondo dell'Ellade rimarranno folgorati come sulla strada di Damasco. In realtà il libro è solo per chi ha una conoscenza abbastanza fresca del greco, ma penso sarebbe di una noia mortale per i non addetti ai lavori. Ad ogni modo lo stile abbastanza colloquiale, gli approfondimenti a sussidio dei capitoli e i ricordi di studentessa e docente alleggeriscono una materia che è sempre trattata con competenza e professionalità. Una piccola svista da segnalare: il capitolo sul duale si conclude con la romantica riflessione che il “noi due” richiederebbe questa particolare forma; peccato però che il noi sia proprio la persona mancante nel duale.

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    Fabio

    16/02/2017 10.37.53

    Da professore di greco da oltre trent'anni, non posso non riconoscere il grande merito del volume nella divulgazione della lingua greca presso il grande pubblico. Il caso editoriale del libro e il successo dell'autrice, sempre prima in classifica, rappresentano un unicum nella storia del greco: mai un libro simile, dedicato ad una lingua antica, era stato così concepito, destinato a tutti, studiosi, curiosi, appassionati e comuni lettori. Il libro della Marcolongo, a differenza di altri presenti sul mercato e dedicati al latino, si distingue per correttezza accademica e per genuina passione, capace di coinvolgere tutti. Consigliatissimo. Complimenti alla casa editrice, il libro resterà nella storia del greco per molto tempo.

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    Antonia

    15/02/2017 21.11.24

    Sono una liceale di 16 anni e ho letto questo libro dopo averlo visto la splendida recensione di Alessandro D'Avenia. Anch'io, come l'autrice, sono alle prese con la fatica e la bellezza del greco, ma soprattutto con la mia vita: avevo bisogno dello sguardo di una donna come Andrea non solo per amare il greco, ma anche per diventare grande nel mio modo di pensare. Inoltre le ho scritto una mail per ringraziarla e mi ha risposto subito!

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    Vasiliki Vourda

    27/01/2017 11.34.29

    Essendo insegnante di neogreco ho comprato il libro di Andrea Marcolongo con la speranza di trovare dentro una specie di ricetta magica: come fare innamorare gli Italiani della lingua greca! Già dai primi capitoli mi sono resa conto che si tratta di un libro che dovrebbero leggere anche i Greci... In Grecia riteniamo scontato e ovvio che la nostra lingua è "superiore", che ha influenzato tutte o quasi le lingue europee che tutto il mondo ci deve un "favore" per il grande patrimonio linguistico "regalato"... Ma la maggior parte di noi ha una conoscenza superficiale del greco antico mentre per i ragazzi e le ragazze che lo studiano oggi nelle scuole elleniche è più difficile delle lingue straniere... Metodi di insegnamento superati, insegnanti demotivati, libri noiosi pieni di tabelle e regole, programmi pesanti... come sentirsi un genio quando tutto e tutti ti fanno sentire un perdente? Nel Liceo Classico italiano la situazione è più o meno uguale. Come risollevare il morale di migliaia di studenti ed ex studenti dei greco? Ci voleva un'idea geniale e Andrea Marcolongo l'ha avuta! Ha scritto un libro sul greco per "dovere di riparo" regalandoci, per la nostra fortuna, un manifesto di resistenza! Non ci sono ricette magiche... solo grande talento e grande amore.

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    Questo è un gran libro.Un libro che ti accompagna prendendoti per mano con dolcezza infinita e tanto sapere verso un mondo lontano.Lo fà con semplicità,con affetto,con amore,perchè è amore verso quello che è stato e mai più tornerà quello che ci accompagna pagina dopo pagina.Mi ha commosso e fatto sorridere facendomi tornare prima bambino che leggeva Omero,poi adolescente al primo giorno del Ginnasio,poi uomo che ha fatto del classicismo la base fondamentale della sua vita.Centocinquantasei pagine d'Elide,della bellezza di una lingua ostica ma una volta fatta propria non la si lascia più.Grazie ad Andrea Marcolongo,per questo viaggio,anzi per questo "ritorno" in un mondo che è bagaglio di tutti.Una emozione intensa che vorresti mentre sei avvolto dal libro non finisse mai.

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    Davide Astolfi

    27/12/2016 15.16.27

    Andrea Marcolongo è una penna geniale : è geniale l'idea di portare in superficie il senso del Greco antico e la fascinazione che suscita in noi, per parlare di noi stessi, per rifiutare la vaghezza della nostra epoca e per ritrovare profondità in un'irripetibile visione di mondo e nella lingua che la rispecchiava. Geniale è il modo in cui Andrea "risolve" la dittatura che tutti affligge: quella del tempo. Geniale è saper mostrare, per poi dire, l'aspetto delle cose. Perfetti, presenti e aoristi: compiuti, in compimento e senza tempo. Ciò che tutti noi ogni giorno siamo. Con queste categorie, Andrea illumina di senso le nostre vite qui e oggi. Geniale è saper raccontare l'ottativo, il saper fare il conto con i propri desideri e con quelli degli altri. Geniali sono i tanti excursus in cui perdersi, geniale è l'ironia con cui Andrea racconta. Geniale è saper reinventare il saggio, in maniera così esistenzialista e sincera.

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    angelo

    21/12/2016 12.52.23

    Ingredienti: la riscoperta di una lingua sepolta sotto secoli di storia, un baule di ricordi liceali riaperto sotto una nuova luce, l’analisi di costruzioni linguistiche (ottativo, duale, aoristo) curiose e uniche, l’elemento unificante e vivificante di un popolo mai stato nazione. Consigliato: a chi vuole riscoprire con consapevolezza tante sfumature non colte o mal digerite al liceo, a chi vuole apprezzare una antica lingua del “come” diversa dai moderni linguaggi del “quando”.

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    Cristina

    08/12/2016 08.29.35

    non vi spaventate o voi che leggete!!!! Non sono previsti esami...non ci sono interrogazioni...lo scopo della lettura è quelo di lasciarvi avvolgere e ciinvolgere da wuesto "diverso" modo di guardare il mondo....raccontato attraverso 9 motivi che possono essere condivisi ache da chi,come me, mai orima di ora si è avvicinata al greco!!!! Contenuti agevoli e pure divertenti....citazioni colte ed appropriate... Pagine, insomma, che incuriosiscono. Una lingua così antica può intimorire ma approcciandosi ad essa nel modo giusto e "geniale" di Andrea....non può non diventare amore per sempre! Non a caso il numero 9...numero della genialità e della completezza...contiene glinotto numeri precedenti e quindinanche inloro potenziali! La lezione che può dare il 9 è dunque la più impegnativa!!!!!! È in questa ottica che andrebbe visto il libro di Andrea...una ragazza così giovane ma anche così incredibilmente ferrata nella materia.. Nè uno di meno nè uno di più potevano essere le sue ragioni per condurci in un mondo che vale la pena di conoscere... La sua genialità è sottolineata dal fatto che ci trasporta con allegria e freschezza Posso solo augurare alla scrittrice che questo sia l'inizio di una lunga serie di successi ringraziandola di averci deliziato con le sue pagine! 9 grandi abbracci.. Cristina

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    Cristiano Massaro

    27/11/2016 12.57.47

    Emozionato e commosso. Un libro più ricco di sentimento e sapienza di molti romanzi. Stessa ammirazione che per Recherche, Cantos e Commedia. Un libro che porterò sempre nel cuore. Aspetto il secondo.

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    Simon60

    07/11/2016 19.32.02

    Ho frequentato il liceo classico e sono laureata in Lettere classiche, insegnante di Lettere: ma questa glorificazione del liceo classico mi sconcerta. Innanzitutto la mente si allena con l'esercizio di qualunque disciplina, dal cinese all'algebra, e non occorre l'aoristo per diventare migliori, né più intelligenti ( peraltro, se proprio dovessi scegliere, preferirei il latino, decisamente più " geniale", tant'è vero che ha avuto vita assai più lunga come lingua della scienza) Peraltro mi chiedo dove ci abbia condotto una classe dirigente che, più o meno, é stata educata nei licei classici. Di certo questa scuola non ha evitato né corruzione né decadenza, e Paesi decisamente molto più avanzati di noi culturalmente e socialmente non hanno mai avuto una istituzione scolastica di questo tipo.

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    Luca

    01/10/2016 18.05.45

    Sono da anni un consulente di comunicazione presso un'azienda inglese che lavora in tutto il mondo. Ho ordinato questo libro per curiosità nei confronti della giovane autrice e non posso che dire: splendido. La densità di pensiero unita all'ironia, la complessità del ragionamento unita ai tanti esempi della vita concreta (ora quanto valore riesco a dare ad una telefonata), la musicalità dello stile fanno di questo libro strano e bellissimo un esordio eccezionale. Sono sicuro che sentiremo parlare di Andrea Marcolongo molto a lungo! Complimenti anche alla casa editrice che ci ha creduto, cosa rara in Italia, dove si leggono sempre le solite cose della solita gente.

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