La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

Andrea Marcolongo

Editore: Laterza
Edizione: 20
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 22 settembre 2016
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788858125250

10° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Lingue, dizionari, enciclopedie - Linguistica, lingue straniere e dizionari - Linguistica - Linguistica comparata e storica

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,10
Descrizione


Lo sappiamo tutti: la prima reazione davanti a un testo in greco antico spazia dalla paralisi al terrore puro.
Ho scelto nove ragioni per amare e per raccontare ciò che il greco sa dire in modo unico, speciale, diverso da ogni altra lingua – e sì, per spazzar via ogni paura trasformandola forse in passione.


"Innanzitutto questo libro parla di amore: il greco antico è stata la storia più lunga e bella della mia vita. Non importa che sappiate il greco oppure no. Se sì, vi svelerò particolarità di cui al liceo nessuno vi ha parlato, mentre vi tormentavano tra declinazioni e paradigmi. Se no, ma state cominciando a studiarlo, ancora meglio. La vostra curiosità sarà una pagina bianca da riempire. Per tutti, questa lingua nasconde modi di dire che vi faranno sentire a casa, permettendovi di esprimere parole o concetti ai quali pensate ogni giorno, ma che proprio non si possono dire in italiano. Ad esempio, i numeri delle parole erano tre, singolare, plurale e duale - due per gli occhi, due per gli amanti; esisteva un modo verbale per esprimere il desiderio, l'ottativo, e non esisteva il futuro. Insomma, il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale. Non sono previsti esami né compiti in classe: se alla fine della lettura sarò riuscita a coinvolgervi e a rispondere a domande che mai vi eravate posti, se finalmente avrete capito la ragione di tante ore di studio, avrò raggiunto il mio obiettivo."

€ 12,75

€ 15,00

Risparmi € 2,25 (15%)

Venduto e spedito da IBS

13 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Ilaria

    16/11/2018 07:35:38

    Buon libro, adatto più a chi ha studiato il greco o si accinge a farlo che a neofiti, che comunque potrebbero essere incuriositi da un 'opera non esclusivamente didattica. A tratti è un po' ostico, ci sono degli inframezzi impaginati male, che disturbano la fluidità della lettura, molti riferimenti personali comunque attinenti, qualche paragrafo un po' confuso, ma nel complesso una buona esperienza. Ha riacceso il mio interesse per il greco, dopo 30 anni, e il desiderio di riprendere a studiarlo, anche con occhi nuovi che all'epoca non sono stati ben aperti. Il merito di questo sforzo più o meno riuscito è quello di aver acceso l'attenzione su quella che è considerata una lingua morta ma che dimentichiamo spesso è alla base di molte lingue, tra cui la nostra, mettendone in risalto anche aspetti, affascinanti per me, che la scuola difficilmente ti evidenzia. Sono pochi i professori illuminati essi stessi dalla passione di ciò che dovrebbero insegnare e molto sottovalutata ormai la forma mentis che lo studio di ciò che è classico, fondamento di tutto ciò che è moderno, con le tristi e spesso nefaste conseguenze, soprattutto nella scuola, che investono le giovani menti non più allenate alla conoscenza e al discernimento, mezzi per poter scegliere. Lo consiglio, anche per i tanti spunti di riflessione che propone in generale.

  • User Icon

    Marco

    05/11/2018 22:18:30

    Delusione totale: ho adorato il greco,lo adoro anche oggi a piu’ di 70 anni e da medico ho goduto nel ritrovarmelo tutti i giorni nella professione ma trovo più semplice tradurre in italiano un pezzo di una tragedia che una pagina di questo libro in qualche cosa di riconoscibile del mio grande amore,peccato!

  • User Icon

    Andreina

    31/10/2018 18:12:22

    Non credo di aver mai lasciato un libro a metà; ebbene con questo ci sono riuscita. Non è un libro di "spessore" a favore della lingua greco-antica; per me è piuttosto noioso e dice cose scontate; d'altra parte non è affatto accattivante e non ha la necessaria leggerezza per catturare il lettore. Forse nel quarto finale del testo, quello che ho tralasciato...comunque francamente non lo consiglierei

  • User Icon

    leonardo de chanaz

    29/09/2018 08:12:40

    carino....

  • User Icon

    Luca

    20/09/2018 07:07:09

    L'idea e le competenze dell'autrice potevano essere un buon punto di partenza per un libro piacevole e ricco di spunti per vecchi studenti di greco e neofiti. Purtroppo in molte sue parti (e fin dall'inizio) si perde in frasi esistenzialistiche, quasi fosse una raccolta di aforismi sul senso della vita, che nulla (o molto poco) c'entrano con l'argomento trattato. Un conto è far emergere la passione per la materia, altro caricare di eccessiva enfasi (spesso fuori luogo) lo stile narrativo che in molti punti si fa faticoso e lento.

  • User Icon

    paolo

    21/04/2018 10:11:53

    Insegno greco da una vita. Questo è il libro più inutile (e più irritante) sul greco antico che io abbia mai letto: inutile per chi già lo conosce; ancora di più per chi non lo conosce, perché chiuderà questo saggio dopo la prima pagina. Si tratta solo una astuta e brillante operazione commerciale dell'editore che conta sempre - in casi come questi - sulla frustrazione (mascherata da alta autostima) degli insegnanti di liceo classico.

  • User Icon

    Vittoria

    05/02/2018 13:34:57

    Così così. Credo sia un buon libro per chi frequenta o ha frequentato il liceo classico, meno per chi non si è mai avvicinato allo studio del greco antico e che difficilmente, nonostante i propositi dichiarati dall'autrice, troverà in questo libro lo stimolo a farlo.

  • User Icon

    Isabella

    03/02/2018 11:21:41

    Io non concordo affatto con chi ha scritto prima di me: tra le persone peggiori, arroganti ed egoiste che ho conosciuto ci sono proprio gli studiosi di greco. Non tutti, ovvio, ma questo libro ne è la prova. L'autrice sembra fare un monumento a se stessa e non al greco, lingua che peraltro amo moltissimo. Alla fine non si capisce quale sia la particolare bellezza rispetto ad altre lingue, antiche o moderne, che l'autrice evidentemente non ha mai studiato né avvicinato. Io ho amato molto l'accadico, il sumerico, l'aramaico, lingue tutte sublimi nelle loro peculiarità. E una grammatica divulgativa, secondo me, dovrebbe comunque avere basi solide, proporre concetti insoliti, aiutare veramente a capire la "genialità "di una lingua - anche se io credo che tutte le lingue siano a loro modo geniali.

  • User Icon

    ANGELO RAFFAELE TAMBURRINO

    26/11/2017 17:20:35

    Ho letto con molto interesse il libro La Lingua Geniale.Ha ragione Andrea Marcolongo, chi ha studiato il Greco Antico si riconosce. E' una persona diversa , più riflessiva e senso critico , anzi dirò di più, chi ha letto i dialoghi di Platone ,ha studiato Aristotele ,Eschilo, Sofocle, Euripide, Alceo, e Saffo etc . difficilmente nella vita può far del male o comunque non rispettare gli altri.E' una cosa strana veramente ,dopo tanti anni ,sono un Medico di base prossimo alla pensione(chi non ricorda in terrore davanti ad un testo di una versione di Greco ?) eppure ogni anno mi diletto a tradurre la versione della Maturità, ma anche quella di Latino senza guardare la traduzione (lo giuro) meriterei forse un 6-- ma mi accontento ( al Liceo era una festa). Mi sembra di bere acqua fresca nel deserto di questa vita strana.Bravissima e bellissima del resto Andrea Marcolongo. Finalmente un professore di Greco non vecchio e burbero .Il libro è da consigliare a tutti specialmente a chi ha lasciato il Greco tanti anni per ritornare ancora giovani almeno nell'anima. Grazie Prof.ssa Andrea

  • User Icon

    n.d.

    21/10/2017 16:05:22

    Ottimo!

  • User Icon

    liberandoci

    21/09/2017 13:00:05

    Spesso leggo le classifiche dei best seller e, qualche tempo fa, l’occhio mi è caduto su “La lingua geniale – 9 ragioni per amare il greco”, un testo curioso per una classifica di questo tipo. Non avendo studiato il greco antico a scuola, mi sono approcciato a questo libro con grande curiosità e con lo spirito libero dalle fatiche di uno studente del liceo classico. L’autrice, Andrea Marcolongo, riesce, attraverso un saggio narrativo, a sviscerare con uno stile molto divulgativo i tratti distintivi della lingua di Aristotele, in un racconto appassionante e divertente. L’amore per il greco, la storia di un popolo attraverso la sua lingua, la grammatica come modo di pensare sono i tratti più caratteristici di questo testo. Per chi ama il greco, per chi l’ha odiato a scuola e per quelli digiuni come me: un libro adatto a tutti! Unico appunto: molte parole in greco sono lasciate lì, senza traslitterazione, e per chi non ha studiato il greco questo può risultare un po’ fastidioso.

  • User Icon

    Eleonora

    19/09/2017 09:21:15

    Finalmente un libro sul greco antico che non è un manuale scolastico! Capace di raccontare una lingua complessa in modo semplice ed efficace, questo scritto permette di erodere l'aura di terrore che questa lingua normalmente incute... Un ottimo modo per farsi un'idea del greco antico, uno sprone a impararlo.

  • User Icon

    corrado caselunghe

    14/09/2017 13:21:30

    Per amare nuovamente o per la prima volta la lingua greca. L'aggettivo "geniale" usato da Andrea Marcolongo nel titolo per definire la lingua greca, può a maggior ragione essere utilizzato per descrivere la stesura dinamica del libro dove il greco ed alcuni dei suoi momenti semantici più interessanti come ad esempio l'introduzione del duale, il concetto di neutro, le diversitá tra l'auristo e il perfetto o le particolarità dell'ottativo, rimbalzano e si avviluppano insieme a ricordi personali e intimi della vita della scrittrice, dando vita cosí ad un racconto di facile lettura, divertente e variegato che vede sullo sfondo la civiltá dei greci, la loro storia e il loro modo di pensare, a cui nel libro, per non interrompere la narrazione, vengono dedicate con una eccellente, inusitata capacitá didattica, apposite finestre. Il libro non sembra intenzionato principalmente a (ri)insegnarci il greco, ma a rendercelo oggetto d'amore o facendoci riappassionare, rivivere e ripercorrere con nostalgia lontane memorie tracciate tra i banchi del ginnasio oppure creandoci per la prima volta il terreno fertile, l'humus adatto su cui in seguito poter far germogliare con gioia e piacevolezza la curiosità e l'interesse verso questa lingua antica, ma estremamente, ineluttabilmente e inesorabilmente attuale

  • User Icon

    gigi77

    12/09/2017 07:50:47

    Il libro dimostra che Lei, la Lingua Geniale, non è assolutamente morta. Lei è viva sia per quello che ha tramandato ai posteri, come storia e cultura, che per i sentimenti che si possono provare leggendo questa vera e propria storia d'amore. Gli aspetti tecnici, doverosamente presentati, non risultano mai leziosi mentre quelli personali hanno la capacità di catapultare il lettore col cuore e con la mente in ogni singolo scenario. Per fare degli esempi: avvertire il concetto del “Tempo” e dare più valore al “come” dei processi e non solo al “quando”; avvertire l'emozione che genera “l'Ottativo”, interpretare il valore della complicità del “Duale”... Per me, che ho conosciuto la Lingua Geniale, il libro rappresenta, oggi, quasi il riunirsi con una ragazza amata ai tempi del liceo e portata sempre nel cuore. In questo nuovo contesto, il bello per me è il poter vivere oggi con Lei un nuovo rapporto con la presunta acquisita maturità di persone adulte. Per chi è neofita, il libro potrebbe essere innanzitutto una panoramica generale su forma e contenuto di una lingua spina dorsale, cuore e mente di molte lingue moderne. Aspetto parimenti importante però, è che il libro è anche un modo per vivere emozioni, generate dalla Lingua Geniale, senza la paura di essere giudicati da alcun professore...

  • User Icon

    DaisyValdi

    16/08/2017 23:30:38

    Libro interessante ma con la pecca alla lunga fastidiosa di autocelebrazione dell'autrice...i concetti sono smorzati simpaticamente da vari aneddoti...nell'insieme un testo interessante e innovativo.

  • User Icon

    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Originale modo di affrontare una lingua morta

  • User Icon

    n.d.

    20/07/2017 08:58:41

    Originale modo di affrontare una lingua morta

  • User Icon

    Andrea Paramithiotti

    25/04/2017 10:01:10

    Ho studiato anch'io greco al liceo, ma questo libro tocca corde inaspettate... Non e' una grammatica greca (grazie al cielo!). Non e' un altro libro che descrive la civilta' greca grazie a passaggi scelti da autori piu' o meno noti. Prende invece alcune particolarita' linguistiche del greco antico, e attraverso di esse avvicina il lettore al modo in cui i Greci concepivano il mondo. Geniale!

  • User Icon

    Giuseppe

    17/04/2017 23:08:06

    Da insegnate di letteratura italiana, ho adottato questo libro per tutti i miei studenti. Splendido, perché oltre al greco permette di riflettere sul nostro italiano di ogni giorno.

  • User Icon

    Claudia

    17/04/2017 22:56:19

    Un libro splendido, il più bello letto nel 2017. Parla di greco, sì, ma soprattutto dei nostri sentimenti. Il fatto che sia in classifica da oltre cinque mesi dimostra l'onestà intellettuale e il grande regalo che l'autrice ha fatto ai lettori. Consigliatissimo.

Vedi tutte le 40 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Una giovane donna, appassionata sostenitrice dell’importanza dello studio del greco antico, dichiara di avere scritto un racconto non convenzionale di grammatica greca. (…) Le sue riflessioni e le annotazioni sulla lingua greca si articolano in nove capitoli – ciascuno dedicato a una delle ragioni che motivano il titolo del libro – e in esse si susseguono con riformulazioni entusiaste e creative alcuni appunti su argomenti incontrati nello studio del greco antico al liceo e  all’università. (…).

Andrea Marcolongo sintetizza la descrizione della morfologia della lingua greca antica e lo fa con l’entusiasmo di chi si sia liberata da un incubo: dallo studio della grammatica come prassi asettica e acritica di formule senza senso da memorizzare e ripetere (…). Una certa difformità di tono induce però a chiedersi quale sia il destinatario reale di questo libro e chi ne sia il lettore ideale. L’ignaro di lingua greca non riuscirà a superare pagina 20, stremato dai continui riferimenti a termini o a lunghi passi riportati in lingua. L’adulto che il liceo classico l’ha frequentato ormai da tempo troverà isolate rievocazioni di cose sentite in tempi lontani, comprese soprattutto le banalità (…). Potrebbe motivare un aspirante studente allo studio del greco? Superato l’indubbio fascino del titolo, non vedo argomenti di per sé sufficienti, se non per il fascino che si genera da ciò che appare oscuro. E agli insegnanti? Sì, certo, qualche spunto lo offre; un docente che si rispetti è sempre in autoaggiornamento; per questo però l’alto numero di ovvietà, la ripetuta autoreferenzialità, i confusi e sentenziosi atti di protesta nei confronti dello studio di regole fini a se stesse (…), rendono questa lettura discontinuamente interessante. Due capitoli meritano attenzione, quelli sull’aspetto verbale e sul modo ottativo. Potrebbero definirsi come una riscrittura in forma poetica di quanto si viene a conoscere appena si abbandonano i solchi dei manuali più cari all’editoria scolastica di massa. (…). Il merito di questa lettura rientra nel coraggio di trattare un argomento così serioso e delicato in una forma editoriale che unisce il saggio al pamphlet al diario; la scrittura è facile; inframmezzate ai capitoli vi sono schede con cui si mettono a fuoco alcuni contenuti essenziali, su isolate e varie questioni inerenti lo studio del greco antico (…).

In conclusione, il libro di Marcolongo si propone come esempio di come si possa utilizzare la propria esperienza e formazione in lingua e cultura classica in una brillante operazione di marketing editoriale: lo storytelling del greco antico.

Recensione di Rossella Sannino