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Traduttore: A. Sciacovelli
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 115 p., Brossura
  • EAN: 9788807888458
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    Stefano

    04/05/2009 17.58.31

    È uno deilibri più brutti che abbia mai letto. La storia è sconclusionata, il messaggio scontato (sappiamo tutti che i campi di concentramento sono una delle peggiori tragedie della storia dell'uomo) e comunicato in modo superficiale. Lo stile, almeno nelle traduzioni italiana e francese, è pedante, appesantito da una pletora di "per così dire" e simili

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    Ennio

    30/08/2005 22.46.43

    Il libro ruota attorno ad una questione: è possibile che B. – uno scrittore di grande talento – si sia suicidato senza aver lasciato “il suo libro”, il libro del quale Kerezu, il suo amico assistente editoriale, trova tracce indirette in tutta l’altra produzione? Ma questo non è che un espediente narrativo per parlare della vita di B., dalla sua nascita nel campo di concentramento di Auschwitz alla sua morte per overdose di morfina, e soprattutto per parlare della senso di liquidazione che pervade tutto: il regime, la casa editrice, lo scrittore B., il suo libro, Auschwitz, i momenti di vita passati. Questa mancanza di punti di riferimento viene tradotta da Kertesz frammentando lo stile del romanzo. Troviamo quindi il racconto, la lettera, il testo teatrale, la poesia. Un romanzo complesso e affascinante.

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    Libetta

    11/03/2005 15.21.20

    L'amico dell'io narrante si suicida a decenni di distanza dall'esperienza dell'olocausto. Il libro sembra come governato da flusso proprio tentando per alcune pagine di prescindere od almeno allontanarsi dal ricordo, tanto parte integrante interiore di chi visse quei giorni, mediante delle belle immagini di confusione, teatro, innamoramenti (o meglio attaccamenti affettivi) e persino con una sorta di giallo letterario. Ma poi sempre riaffiora impossibile da sfuggire, come immanente spiegazione a fatti e sentimenti.

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