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Editore: Einaudi
Collana: Nuovi Coralli
Anno edizione: 1982
Pagine: XXVII-309 p.
  • EAN: 9788806532802

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Tra le non poche proposte interessanti della giovane casa editrice le nubi, spicca questa nuova traduzione di uno dei più eversivi e singolari incunaboli del gusto novecentesco: Locus solus, capolavoro di un genio che amava raccontare, adottando lo stile convenzionale e didattico di Jules Verne, vicende partorite da un'immaginazione così estrema nelle sue invenzioni provocatorie da destare l'ammirata invidia di surrealisti e dadaisti. Quasi incompreso in vita, Roussel diventerà, dopo il suo misterioso suicidio a Palermo, nel 1933, un punto di riferimento importante per le generazioni a venire. Breton tenterà un'interpretazione del suo mondo immaginario, Foucault gli dedicherà un saggio di grandissimo fascino (cfr. "L'Indice", 2001, n. 6) e Leiris e Perec saranno segnati a fondo dalla sua capacità di inventare, partendo da costellazioni arbitrarie di parole, racconti mitologici di stravagante ricchezza e inesauribile eccentricità. È proprio una brillante sfilata di racconti di questo genere a costituire la narrazione di Locus Solus. Il filo conduttore è offerto dalla visita di un gruppo di amici nel parco di surreali meraviglie che lo scienziato Martial Canterel ha creato intorno alla propria villa. Per ognuna di esse – che si tratti di una statua africana di terra nella cui mano cresce una piantina che ha il potere di curare l'amenorrea, o di gabbie di vetro in cui qualche folle rivive nel delirio le vicende improbabili di un melodrammatico passato – Canterel ha in serbo una macchinosa spiegazione, che espone con l'imperturbabile aplomb dell'etnologo positivista. La traduzione di Gianluca Reddavide permette al lettore italiano di cogliere bene quel voluto contrasto tra stile e contenuti che è la molla fondamentale dello humourrousseliano; nell'introduzione sarebbe stato opportuno illustrare, a titolo d'esempio, qualcuno di quei giochi di parole in cui lo stesso Roussel ha additato l'origine di molte delle sue più strabilianti invenzioni.
  Mariolina Bertini