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Enrico Franceschini

Editore: Laterza
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 155 p. , Brossura
  • EAN: 9788842099741
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Recensioni dei clienti

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    Cesare

    23/08/2011 16.25.45

    Mi sono avvicinato alla lettura di Londra Babilonia nella speranza di scoprire qualche parte meritevole di Londra sconosciuta agli sprovveduti e vi ho trovati solo qualche aneddoto poco divertente, una città piena di gang giovanili, pochi inglesi, pochi esempi di civiltà. Una capitale in parte conosciuta , piena di non inglesi, ricchi al centro e poveri in periferia. Banale abbastanza. Poche indicative sulla modestia dei politici inglesi rispetto ai nostri cafoni.

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    Luca Bufano

    18/03/2011 12.19.18

    Franceschini ha fatto il corrispondente dall'estero per una trentina d'anni, e nel frattempo ha scritto anche una diecina di libri, tutti pregevoli. Quest'ultimo, scritto in un invidiabile stato di grazia, è senza dubbio il migliore, se non il più bello. Forse perché qui l'autore trova la sua cifra stilistica più congeniale: dopo il saggio, il romanzo, l'inchiesta, l'autobiografia ibrida, ecco il macro reportage su Londra e gli inglesi. Sembrava difficile poter dire qualcosa di originale su questo argomento, ma Franceschini ci riesce, con un linguaggio piano, pur sempre imprevedibile, e una costruzione pressoché perfetta. Prende l'avvio dal celebre incipit di Eureka Street, «Tutte le storie sono storie d'amore», per parlare di città come fossero donne (ma anche, c'è da scommettere, di donne come fossero città!), e in virtuoso crescendo ci descrive il perenne sviluppo della capitale britannica, dovuto, soprattutto, al suo modo unico di conciliare tradizione e innovazione, fino a scorgere nella città-stato di «NyLon», simbiosi ideale di New York e London, la materializzazione di quella New Atlantis prefigurata quattro secoli fa dal londinese Francis Bacon. E nel libro non ci sono soltanto gli inglesi. Anzi, «dove sono gli inglesi?», si domanda all'inizio Franceschini con un sorriso nostrano, sopraffatto dal multiculturalismo londinese. Così anche le pagine sulla tribù degli italiani sono irresistibili, e superano per spirito o wit quelle del collega Severgnini (tanto più quelle dell'antenato Barzini junior). Il libro ha qualche piccolo difetto di editing: in almeno tre casi un paragrafo è ripetuto poco dopo con incisive varianti, come se l'autore l'avesse riscritto e si fosse dimenticato di cancellare la precedente versione. Ma leggete anche solo il racconto della serata a Buckingham Palace, per esempio, e ditemi se alla fine non avreste voglia di battergli il cinque, a Franceschini.

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