Recensioni La lunga vita di Marianna Ucrìa

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    14/09/2020 12:39:44

    Ingredienti: una donna colta, curiosa e sordomuta, la Sicilia del ‘700 basata su rigide caste e matrimoni combinati, una famiglia nobile e ricca in cui le donne servono a sposarsi e figliare, un trauma giovanile che scombina ruoli e condizioni imposti dal destino. Consigliato: a chi scopre il mondo con la vista e l’odorato, a chi vive di parole scritte più che pronunciate.

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    02/09/2020 21:20:01

    Bellissimo libro

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    14/08/2020 12:10:32

    Un capolavoro. Crudamente splendido. La vita di una nobile siciliana sordomuta, del 1700, che diventa osservatrice della società dell'epoca, lettrice accanita, va sposa a 13 anni allo zio materno e gli darà cinque figli. Con il passare degli anni e con la morte del "marito-zio" saprà prendere le redini della sua vita, conoscere l'amore in tutte le sfaccettature, compresa la passione da cui saprà allontanarsi e correre libera per l'Italia, godendo della compagnia di se stessa e della bellezza dei paesaggi che la circondano. Non è un libro recente, ma non avevo mai letto nulla di Dacia Maraini sebbene mi sia sempre piaciuta come persona e avessi invece letto scritti di suo padre. Brani di questo romanzo sono pura poesia descrittiva che lascia stupiti per la profondità, l'accuratezza delle parole, quasi una miniatura per la precisione e la delicatezza o la crudezza. Straordinario, non si può e non si deve aggiungere altro, se non invitare alla lettura.

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    17/06/2020 17:10:50

    La vita di una sordomuta, appartenente a un casato nobiliare siciliano, vissuta nel Settecento. Una condizione di menomazione, parzialmente tamponata dallo accentuato sviluppo degli altri sensi, nel contesto di un’epoca in cui la stragrande maggioranza delle persone sopravviveva in condizioni miserevoli e totalmente asservita alle classi dominanti formate da proprietari terrieri che si fregiavano del titolo di Conti, Baroni, Marchesi e Duchi. La Maraini tramite il suo personaggio, sagacemente avvolto dall’aurea di un mistero a lei sconosciuto che risale alla sua infanzia e che viene dalla scrittrice svelato a piccolissime dosi lungo il corso della lunga narrazione, ricostruisce una fetta di epoca storica mettendo in risalto le contrastanti condizioni economiche delle classi dominanti e dei loro servitori dediti alla coltivazione dei feudi dei loro “padroni”. Parallelamente al suo stato di figlia menomata e, successivamente, di giovane mamma e, in seguito, di nonna, la condizione esiliante della protagonista, infatti, chiusa nella sua argentata gabbia di silenzio parzialmente attenuata dall’uso della scrittura e della lettura di opere letterarie e filosofiche si evolve parallelamente alla interiore riflessione che condensando passato e presente, oltre alle rilevanti differenze sociali, sviluppa la consapevolezza della storica subordinazione femminile a quella maschile. Cosicché nel contesto sembra che la Maraini assegni all’esercizio della lettura e della scrittura il valore aggiunto derivante dalla luce che il pensiero umano gode tramite le brillanti scintille filosofiche trascritte sui libri. Una luce che ampliando gli orizzonti serve ad affrancare la condizione femminile e quella sociale da posizioni stereotipate, luce metaforica che induce la protagonista a un insolito viaggio per luoghi lontani da quelli consueti; un viaggio che rompe il cliché e per questo avversato da quanti familiari e conoscenti in tale tradizione vi si crogiolano dentro.

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    04/06/2020 15:41:15

    È considerato da molti, e anche da me, come uno dei più importanti libri di Dacia Maraini. È la vita di Marianna Ucria, la sordomuta duchessa di Campo Spagnolo, baronessa di Scannatura, contessa della Sala di Paruta, marchesa di Sollazzi e di Taya, nonché baronessa di Scebarràs di Avila, andata sposa al marito zio. Una frase, valida nel ‘700 come adesso: “tanto gli avvocati crescono come i funghi a Palermo”. Un’altra frase: “ma nessuno lo aveva rimpianto perché era un uomo talmente spento da parere defunto anche mentre era vivo”. Una lettura molto piacevole, che ci aggiorna sulle usanze della nobiltà siciliana.

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    01/06/2020 09:59:04

    Veramente un bel romanzo!!! La Maraini (di cui avevo già letto anni fa Bagheria) qui si supera delineando un personaggio straordinario come Marianna, dandole voce pur in presenza della sua menomazione vocale. Un volume che non dovrebbe mancare in nessuna biblioteca!!!

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    28/05/2020 13:14:12

    Non voglio usare aggettivi, perché sinceramente non mi sembra di trovarne di adeguati. Mi ha dato brividi che solo poche letture riescono a darmi. Per certi versi mi sento di accostarla a Lucia Lopresti (alias Anna Banti), altra scrittrice, di un passato non troppo lontano, che leggo senza fughe. Stessa attenzione all'ambito psicologico, stessa empatia femminile.

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    17/05/2020 14:30:08

    Dolcezza di scrittura nella cruda realtà: Maraini in questo romanzo dà voce a chi letteralmente non ne ha, e con la protagonista Marianna provi la paura e la voglia di evadere, con lei respiri l'aria siciliana e le speranze.

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    16/05/2020 23:09:44

    Un romanzo che non può mancare nella libreria, un classico, un best seller che stupisce ad ogni rilettura. Dacia Maraini, come sempre maestra nel dare voce alle donne, mostra qui una formidabile bravura nel tracciare le sensazioni e i pensieri di una sordomuta: la vista, l'olfatto, il tatto e il gusto diventano filtri eccezionali per dare voce alle esperienze della sfortunata Marianna, prima bambina, poi madre che nasconde in sé i frammenti, prima sfocati poi sempre più marcati, di un dramma assurdo, crudele....

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    11/05/2020 18:41:59

    “uscire dal libro è come uscire dal meglio di se’...” confida l’autrice in un indimenticabile passaggio, riconoscendo a questa storia un’innegabile capacità immersiva che tanto l’autore, quanto il lettore, avverte sin dalle prime pagine. La storia di Marianna Ucria è la testimonianza del valore delle risorse personali, del potere della compensazione sensoriale, della potenza e della forza del femminile. Una figura letteraria indimenticabile, quella di Marianna, che si distingue tra quelle uscite dalla penna e dall’immaginazione di Dacia Mariani. La rileggerei ancora una volta. Questo basta a raccomandarla.

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    11/05/2020 13:28:59

    Questo è stato il primo libro che ho letto di Dacia Maraini, e che dire mi ha colpita in pieno. Ad una prima lettura può sembrare complesso, ma leggendolo con attenzione si riesce a comprendere il tormento interiore di Marianna, la sua intelligenza, forza e il suo coraggio. Riusciamo così a conoscere nei vari dettagli la storia della Sicilia del '700, le condizioni di ricchi e poveri, attraverso gli occhi di Marianna, che diventano anche i nostri, e che riescono a guardare oltre le apparenze. Lo consiglio a tutti!

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    03/04/2020 13:48:11

    Il primo libro di Dacia Maraini che lessi e uno dei miei romanzi preferiti in assoluto. L'autrice riesce davvero a fissare sulla carta i colori, gli odori e i sapori della Sicilia del 700 e, soprattutto, a far entrare il lettore nella testa di Marianna, permettendogli di sentire in prima persona i sentimenti e i pensieri di questa donna straordinaria. Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti.

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    06/01/2020 15:21:17

    Mi è piaciuto il contesto storico, la Sicilia del 700 molto bene descritta, ma la storia di Marianna non molto,...la lunga vita…il libro finisce che lei non ha nemmeno 50 anni e molte cose da fare ancora….e non scopre mai perché è muta , il vero motivo….

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    17/12/2019 18:43:34

    All'inizio non mi era piaciuto, poi andando avanti sono rimasta affascinato dalla protagonista è dal contesto storico.

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    24/09/2019 12:53:31

    In questo libro Dacia Maraini ci narra la storia di Marianna Ucria, giovane nobildonna palermitana vissuta nel Settecento. Marianna però vive una condizione particolare, infatti è sordomuta, ovvero mutola come viene descritta nel libro. Questo la rende un personaggio diverso, che deve affrontare la quotidianità in modo differente, eppure costituisce anche la sua forza. Segregata in una vita che non sembra essersi scelta, con una famiglia costruita con lo zio che l’ha sposata nonostante la sua menomazione, la giovane donna sembra trovare la sua maggiore realizzazione nell'estraniarsi dalla realtà circostante, rifugiandosi nella lettura e nella riflessione. La sua vita acquisisce ulteriore autoconsapevolezza quando rimarrà vedova, e lentamente uscirà dalla gabbia che lei stessa si era creata. Tuttavia c’è un tarlo che le rode nel cervello, e piano piano, scoprirà la verità.

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    19/09/2019 13:30:13

    L'ho letto due volte, tanto mi è piaciuno! La vita di una donna forte e dolce allo stesso tempo che mi ha conquistata fin da subito. Bellissime le descrizioni, sia degli ambienti che degli stati d'animo dei personaggi.

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    lea
    11/03/2019 19:26:48

    Il romanzo è ambientato nella quotidianità siciliana della prima metà del Settecento e come protagonista ha una famiglia palermitana di cui fa parte Marianna, una bambina destinata, come le sue sorelle e le sue cugine, a scegliere se sposarsi arricchendo così la famiglia compiendo il suo dovere di donna oppure a vestire il velo del monacato professando il suo amore per Dio. Marianna ha una particolarità: è sordomuta, sfoga i suoi sentimenti tramite la scrittura. La sua condizione di "mutola" fa si che non si interessi di quello che succede attorno a lei, anzi a volte è felice della sua condizione perche le permette di estraniarsi da tutti. Essa vive per sè stessa. Non vive per il marito zio e non si preoccupa più di tanto dei figli escludendo Signoretto per il quale nutre un sentimento forte ed inconsueto. Marianna passa le giornate a leggere i libri della sua biblioteca e i pensieri di chi le sta davanti. Le basta stare nella sua villa, non spostarsi e dirigere una casa, ma dopo la morte del marito zio, Marianna è più libera e riesce così a percepire l'essenza delle cose. Si sente libera di poter prendere delle decisioni proprie, di organizzare feste, di aiutare la propria servitù, ciò veniva visto come un comportamento unico e strano per quegli anni. Dopo un po’ di tempo dalla morte del marito zio e riesce a interessarsi a relazioni con due uomini: una relazione mentale e una passionale e carnale con Sario. Ho sperato che Marianna fosse ancora più incisiva nel loro rapporto, avrei voluto che riuscisse a recidere del tutto i giudizi degli altri. A Marianna non importa più nulla, fa ciò che vuole mettendo i primi piani se stessa. È un libro dalla scrittura scorrevole nonostante sia un libro di anni fa, prende parte il dialetto, un aspetto del libro che ho adorato. Non risulta affatto noioso, al contrario, è riuscito a incuriosirmi fino all’ultima pagina facendomi entrare nel vivo del racconto. Lo rileggerei volentieri.

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    15/02/2019 22:29:59

    Un libro non semplice, soprattutto per la scrittura a tratti di difficile comprensione, ma comunque consigliato. La trama è coinvolgente e fa immergere nella vita di un tempo che poi tanto lontano non è. Ho apprezzato l'approfondimento psicologico della protagonista e la trattazione impeccabile di tematiche sempre molto delicate.

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    07/02/2019 11:24:46

    Un romanzo che regala un'immersione in un'epoca lontana, che fa riflettere su dinamiche e sentimenti immortali, un meraviglioso ritratto di una donna particolare e del suo ricco mondo interiore.

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    22/12/2018 19:39:26

    La prima volta che ho letto questo libro è stato su consiglio della mia prof. di italiano alle superiori. Poi l’ho riletto, dopo anni. È un classico che va letto almeno una volta nella vita.

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    07/12/2018 09:57:04

    tutti speciali i libri della Maraini, non saprei indicare il mio preferito

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    19/09/2018 13:47:32

    E un libro che ti appassiona, che ti tira dentro e ti fa immaginare tutto quello che succede. Lo consiglio agli appassionati della lettura.

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    19/09/2018 10:10:04

    Una famiglia siciliana collocata nella Palermo del '700, una donna di origini nobili è la protagonista. Attraverso un racconto che non rispetta perfettamente una linea cronologica è raccontata la sua storia, le sue debolezze, le sue conquiste, che conducono il lettore ad ammirarla profondamente fino alla fine. Un romanzo che cattura.

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    21/09/2017 08:43:55

    Mollato a pagina 165. Ampolloso all'inverosimile, descrittivo oltre ogni limite, pretenzioso e soprattutto noioso. O forse semplicemente non avrei dovuto leggerlo subito dopo la Mennulara. Errore mio

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    30/07/2017 15:29:56

    Uno dei libri più belli della Maraini. Storia meravigliosa, prosa magica, stile sublime.

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    08/07/2016 18:37:39

    Un romanzo molto ben realizzato che, pur usando sovente termini dialettali e spagnoli, non cade mai nella pedanteria e la lettura ne risulta praticamente sempre scorrevole. Un dipinto ben chiaro ed esaustivo della Sicilia del Settecento e lo trovo anche di grande utilità a livello conoscitivo. La trama non mi ha coinvolto più di tanto, unica pecca di questa lettura che resta comunque molto valida.

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    20/09/2015 18:46:06

    Romanzo coinvolgente dalla prima all'ultima pagina. Descrizione realistica della vita nobiliare del 700 con le sue ipocrisie e i suoi tabù. Analisi profonda e dolorosa della condizione sociale dei contadini dell'epoca. Uno dei migliori libri della Maraini, scrittrice da premio Nobel.

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    24/03/2015 18:47:48

    Un capolavoro! bellissima storia, coinvolgente!

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    29/01/2014 09:47:14

    straordinario.... davvero un capolavoro

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    29/07/2013 18:04:09

    Cosa aggiungere alle lodi sperticate che sono state meritatamente rivolte a questo capolavoro? Forse si riflette di rado sulla struttura dell'opera ed il rapporto tra il tempo della storia e quello del racconto che costituiscono senz'altro dei punti di forza del testo. Va inserito di diritto nella straordinaria galleria delle saghe familiari più riuscite ( Cent'anni di solitudine, I Buddenbrook ). Insomma, una lettura coinvolgente

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