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M. Il figlio del secolo

Antonio Scurati

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 settembre 2018
Pagine: 848 p., Brossura
  • EAN: 9788845298134

19° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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Gaia la libraia

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Vincitore Premio Strega 2019, proposto da Francesco Piccolo.

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

«Con M Scurati ha raggiunto la maturità artistica di chi guarda finalmente in faccia il suo demone e può chiamarlo per nome: Mussolini, il nome della nostra sconfitta»Daniele Giglioli, la Lettura

«Il romanzo che l’Italia aspettava da decenni. Un capolavoro»Roberto Saviano

«Un esperimento narrativo mai tentato prima nella cultura letteraria italiana»Simonetta Fiori, il venerdì

"Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l'azienda c'è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia."

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

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    GAIO

    11/07/2021 13:43:37

    Da leggere assolutamente. Appare più un saggio, il romanzo si legge tra le righe, ma le pagine si divorano.

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    Guido

    09/07/2021 15:15:05

    Un libro che merita un'attenta lettura con una struttura che rende ancor più credibile il racconto. Preciso, forte, lucido, con un alto valore educativo. Molto ben scritto.

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    mirko

    08/07/2021 21:50:05

    Beh che dire, non si può che dare 5 stelle a quest'opera. Riesce a catturarti sin dal primo momento, ad esporre molto chiaramente i fatti che si susseguono e in alcuni casi perfino a farti calare nei panni di alcuni personaggi sui quali ci si sofferma di più, per poi, in altri capitoli invece, fornirti una narrazione più esterna agli eventi. Non mancano ovviamente gli spunti di riflessione per il lettore, ed effettivamente l'intero libro si pone questo obiettivo, ovvero narrarti la storia di un personaggio e di chi gli stava attorno facendoti però anche pensare, riflettere, durante la lettura

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    lui70

    08/07/2021 21:33:40

    opera monumentale di impegno civile. lettura di un certo impegno che consente di comprendere, finalmente, davvero, come nacque, ,si sviluppó e cosa fu il fascismo, nei fatti concreti e negli avvenimenti storicamente accertati, pur poeticamente narrati con stile personale, al di là delle narrazioni posteriori e di quanto poco si studi nei libri scolastici.

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    teo

    08/07/2021 16:43:24

    Beh direi premio strega più che meritato per questo bellissimo romanzo

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    Giulia

    07/07/2021 10:33:01

    Sicuramente molto interessante sui contenuti storici, se solo fossi riuscita a leggere più 100 pagine. Abbandonato per disperazione, una scrittura troppo noiosa e prolissa.

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    Lorenzo

    06/07/2021 17:41:58

    Un'opera bilanciata, che attinge molto dalle fonti. Rende il romanzo estremamente godibile, nonché indicativo di un'epoca e di un personaggio estremamente controverso e negativo della nostra storia nazionale

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    maria64

    05/07/2021 20:09:40

    Ottimo libro, un po' crudo ma che mette davanti la realtà, mostra ciò che effettivamente è successo in quegli anni e che tutti dovrebbero leggere. Consiglio vivamente l'acquisto.

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    silvia

    30/06/2021 11:44:04

    Sguardo non giudicante su Mussolini teso a comprendere le sue motivazioni. Narrazione in bilico tra romanzo e libro di storia, verso la fine ho smesso di leggere, mi straziava la descrizione dell’escalation che ha portato all’epilogo di Matteotti, non ce l’ho fatta a continuare a leggere sapendo come sarebbe andata a finire. Un tentativo di rimozione rispetto a quanto accaduto in Italia in quel funesto periodo, certe vicende sarebbe più facile dimenticarle. Pagine scure per il nostro paese, una piaga dura da rimarginare, che a volte ti fa vergognare di esser nati qui. Quasi un monito a non rischiare che possa nuovamente verificarsi una serie di fattori socioeconomici e culturali aberranti. Greggi alimentate di illusioni fittizie potrebbero riaggregarsi.

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    Flavia

    31/05/2021 12:03:53

    Uno dei libri piu' belli mai letti. Ha tutto per essere perfetto. Un testo storicamente rigoroso, completo, con l'autore che riesce a non essere invadente. E poi la scrittura... davvero molto, molto difficile chiudere il libro a fine giornata

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    Riccardo

    10/04/2021 19:24:33

    Per gli amanti della storia come me è un libro da non perdere, interessantissimo e minuzioso nei particolari. Forse più un saggio che un vero romanzo. Comunque ho apprezzato il modo di raccontare dell'autore, il quale si limita a riportare gli eventi accaduti senza esprimere un suo parere personale, cosa che a volte potrebbe risultare pedante, in questo caso invece, è da apprezzare il fatto che la critica sia lasciata al libero pensiero del lettore. Mi è piaciuto molto anche l'inserimenti di articoli di giornale e di documenti dell'epoca così da farci entrare ancora di più nella storia.

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    daniele

    03/04/2021 14:15:55

    Opera a metà fra il romanzo storico e il saggio. A me è piaciuta molto, ricostruisce con rigore le complesse vicende del quinquennio 1919-1924; ha anche il pregio di offrire una lettura critica dei fatti e dei personaggi senza imporre l'opinione dell'autore. Sconvolgente la narrazione che riguarda l'operato e la tragica fine di Mateotti

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    lela

    14/02/2021 18:52:24

    Impegnativo ma bellissimo, obbligatorio per chi vuole capire il nostro passato e insieme qualcosa di più del nostro presente. Scurati usa questo interessantissimo modo di mescolare il romanzo con documenti, lettere, articoli: l'ho trovato intelligente, molto stimolante. Il personaggio di Mussolini viene studiato sotto ogni aspetto, pubblico e privato, con grande attenzione al contesto storico in cui si svolge. Lo darei per obbligatorio, e aspetto con ansia il seguito.

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    lori

    09/02/2021 13:41:37

    Se volete imparare qualcosa su questo periodo storico e sul protagonista consiglio sicuramente altri libri

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    franco

    31/01/2021 19:23:22

    Opera straordinaria questa di Scurati, da non perdere e per almeno due motivi. Da un lato per la novità della struttura: si fa fatica a definirlo un romanzo storico, pur richiamandosi senz'altro a questo genere, perchè non ne ha le caratteristiche letterarie, essendo la narrazione centrata su una sequenza di scene singole in cui i personaggi o gli eventi di volta in volta scelti occupano la narrazione con una tecnica quasi teatrale, in cui con potenza espressiva e tensione psicologica gli attori tengono la scena per qualche momento. L'effetto è strordinario: una vera e propria deflagrazione, che conferisce un carattere sempre vigoroso al racconto. Si sente che l'autore ha studiato a fondo l'epoca 1919-24, ma la tecnica conferisce al tutto una potenza espressiva unica. Dall'altro, la scelta del personaggio Mussolini, messo in scena senza remore e senza giudizi morali, per come appare: istrionico, violento, velocissimo nel cogliere le opportunità, sciupafemmine incallito, privo di scrupoli sempre, retore abilissimo, sa cogliere la forza insita negli sbandati reduci delle trincee che formano i nocciolo duro del suo partito e la base dei lettori del suo giornale. Tutti i suoi seguaci più accesi sono reduci di guerra, più o meno incapaci di riadattarsi e propensi alla violenza, violenza che, fra 21 e 22, prende sempre più una connotazione antisocialista, addirittura al di là delle sue intenzioni di ex socialista. Fra tanti personaggi che vengono richiamati, talvolta eminenti come Giolitti (il solo che egli tema per la sua risolutezza), talaltra minimi, come Dùmini e gli altri sicari di Matteotti, due contendono la scena al protagonista per fascino e forza: D'annunzio, il vate e l'eroe della grande guerra, colui che inocula il germe della sovversione con l'esperimento fiumano e Matteotti, il lucidissimo socialista riformista che denuncia senza esitazione le violenze e la corruzione del fascismo nascente, pagando con la vita il suo coraggio.

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    Guido de Mozzi

    07/01/2021 17:14:54

    Un libro estremamente interessante, sopratuttto per chi già conosce la storia del Ventennio. A leggerlo si riempiono parecchi scacchi prima rimasti vuoti. Come dice anche qualche altro lettore, sarebbe bene specificare che si riportano verità storiche, anche se alcuni particolari non possono essere che frutto della soggettività dell'autore. Sto leggendo il secondo.

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    Veronica

    30/12/2020 16:48:39

    E' un libro storico, non lo classificherei come "romanzo". La lettura non è sempre scorrevole, troppe date, avvenimenti. Si tira un pò il fiato nelle descrizioni e nelle riflessioni più intime di M. ma non è un libro che divori senza intoppi, senza lasciarlo sul comodino chiuso per qualche giorno.

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    Luther Caleb

    17/12/2020 19:31:46

    Bisognerebbe dirlo però che non è un romanzo. Sarebbe uno splendido saggio se non fosse inquinato da riflessioni arbitrarie e personali, per quanto indubbiamente informate. L'ho comprato con l'idea di immergermi in una storia e mi ritrovo una concatenazione di fatti senza un vero filo narrativo. Niente trama, niente personaggi, niente intreccio. Le due stelle sono per il format. La storia, a mio parere, andrebbe insegnata così. Tolte le opinioni personali, ovviamente. Ma dal romanzo, questo libro, è distante anni luce

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    vale

    07/12/2020 20:16:37

    Un libro impegnativo, non solo per il volume di pagine ma anche per la scrittura. Non lo definirei romanzo. È più un trattato storico degli anni 1920 - 1925. Il fascismo è vissuto da dentro, nei minimi dettagli. Interessante. A volte anche emozionante.

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    giantres

    03/12/2020 11:07:55

    Ho capito molto di più del fascismo e della sua nascita e crescita con questo saggio-romanzo che in tutti gli anni tra scuola,documentari tv e dibattiti politici e tutte le altri modi di comprendere questo periodo con il quale ancora adesso facciamo i conti.

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    Alex

    05/11/2020 08:14:01

    Un romanzo storico che dovrebbero leggere tutti!!!! X la storia, x la conoscenza del nostro paese!!!! Una raccolta di informazioni che vanno oltre il romanzo....non facile arrivare in fondo!!!! Dettagliatissimo

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    Raffaele Fevola

    31/10/2020 15:02:03

    Appena preso in mano il libro mi sono bastate poche pagine per capire che mi trovavo di fronte ad un'opera colossale. La cosa che ad un primo impatto colpisce è la 'scaltrezza' mi si passi il termine, dell'autore: i paragrafi sono tutti brevissimi, di massimo tre o quattro pagine, e raccontano il punto di vista di ciascuno dei protagonisti, cosicché un evento è narrato dal punto di vista di Mussolini, un altro da quello della Sarfatti, un altro ancora da quello di Matteotti o Balbo, e così via. Al termine di ciascun paragrafo, poi, vengono richiamati, per rafforzare i concetti ed amalgamarli con il testo, dei veri e propri estratti degli articoli dei giornali del tempo, o brevi sintesi dei discorsi o delle dichiarazioni del Duce o degli altri protagonisti del momento storico. Tutto questo apparato ha la funzione di rendere il testo scorrevole, lineare, coordinato ed assolutamente non pesante, dando, anzi, al libro, la struttura di un enorme romanzo storico. I capitoli sono sintetizzati per anno, con le sole eccezioni del momento della marcia su Roma e dell'omicidio Matteotti, toccando la fine della guerra ed arrivando al 1925. Gli eventi vengono narrati con precisione, puntualità e profondità, riuscendo forse così ad essere più incisivi di molti degli innumerevoli saggi sul ventennio, e riuscendo a farci ben comprendere lo stato d'animo di Mussolini e di tutti i protagonisti e/o comprimari, provvedendo così a contestualizzare e spiegare con eccezionale lucidità i rapporti di causa-effetto che hanno consentito al partito fascista di proliferare per lunghi anni. Scurati, con quest'opera, magistralmente concepita e realizzata, davvero si merita enormi complimenti, per essere riuscito a realizzare un testo - a mio avviso - da far assolutamente leggere nelle scuole al posto di tanti 'mattoni' che non avrebbero sicuro lo stesso peso specifico, il tutto con distacco tale da rendere improcedibile qualsiasi accusa di parzialità. Opera eccezionale.

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    Mosio93

    28/10/2020 08:28:18

    Da leggere e rileggere. Scurati, con tanta fedeltà agli avvenimenti storici e con uno stile mai noioso, aiuta a rivivere fatti che - per il bene di ognuno - mai vanno dimenticati o dati per scontati.

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    pier

    21/10/2020 12:50:34

    Non è un saggio, non un romanzo ... non riesco a definire cosa abbia letto! Un susseguirsi di episodi collegati da pareri personali che non hanno l'autorevolezza dello storico. Troppo lungo e troppo noioso. Soldi e soprattutto tempo buttato.

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    Gregorio Raspuletti

    26/09/2020 12:46:42

    Una delle sorprese più gradite dell'anno passato. Scurati descrive con grande destrezza il vortice di fatti, personaggi e avvenimenti dai quali sorgerà la primigenia dittatura fascista; su tutto si staglia il conflitto a distanza tra Mussolini e Matteotti, tra il predatore politico dall'animo camaleontico e dall'inesauribile fiducia nei propri mezzi e l'idealista modesto ma tenace, inflessibile nella difesa della propria idea e nell'accusare il fascismo senza mezzi termini. L'uno, dopo un iniziale smarrimento, vedrà inchinarsi ai suoi piedi il paese intero; l'altro andrà incontro ad un destino segnato da tempo.

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    mauro68

    21/09/2020 11:26:21

    Siamo di fronte ad un capolavoro? Si, ma... ovvero: tutto ciò che l'Autore narra, scrive, ricostruisce e riporta sul fascismo è sacrosanto, ma spesso glissa sulle violenze "dall'altra parte"... si, ci sono state, ci mancherebbe, epperò... Doveroso raccontare la spaccatura della Sinistra italiana dopo il 1919 come concausa del "pass" che il fascismo ottenne in Italia con la violenza, un po' meno glissare sul fatto che la Sinistra non ha mai capito, per limiti propri, che a violenza d'azione corrisponde sempre violenza di reazione, in Italia come nel mondo... Scritto benissimo, minuzioso e scorrevole, tuttavia le opinioni personali a volte emergono, per cui dire in quarta di copertina che è un libro fondante l'antifascismo mi sembra solo una boutade per vendere... la Storia si analizza senza opinioni, altrimenti è romanzo storico, coi fiocchi, certo ma pur sempre e solo romanzo

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    Renzo Montagnoli

    19/07/2020 12:47:03

    La curiosità mi ha indotto ad acquistare e a leggere questo libro, per sapere come Antonio Scurati potesse riuscire a dare un volto letterario a un personaggio ampiamente sviscerato dagli storici, oggetto di numerosi e approfonditi studi, e di cui in pratica si sa pressochè tutto. Se qualcuno si aspettasse un romanzo storico penso che ne resterebbe francamente deluso; certo, ci sono alcune caratteristiche del genere, ma quella principale è la cura minuziosa dell’aspetto storico, elaborato e proposto con una serie di quadri in ordine temporale in cui di volta in volta risultano protagonisti Benito Mussolini, la sua amante e mecenate Margherita Sarfatti, un ancor giovane Italo Balbo, il fedelissimo Leandro Arpinati, Gabriele D’Annunzio dagli ultimi fuochi con l’impresa fiumana al suo ritiro nella villa sarcofago sul Garda, e altri personaggi ancora, realmente esistiti, di un’epoca cruciale nelle vicende italiane. La successione dei tempi va dagli albori del fascismo al clamoroso discorso del 3 gennaio 1925 alla Camera dei Deputati con il quale Mussolini assume su di sé le colpe delle violenze fasciste e in particolare dell’omicidio di Giacomo Matteotti. Credo che con questo discorso il futuro duce, oltre aver rinsaldato la sua posizione, abbia di fatto sancito la definitiva morte della democrazia in Italia, rappresentata da uno sparuto ed esile numero di inconcludenti socialisti di cui l’unico veramente capace, tecnicamente e soprattutto politicamente, era proprio Giacomo Matteotti. Da parte mia ammetto di essre stato scettico all’inizio, ma poi di aver scoperto, pagina dopo pagina, come una storia raccontata in questo modo, una storia che potrei forse classificare come romanzata, mi abbia consentito di trascorrere piacevolmente le lunghe giornate di quarantena, portandomi anche inconsciamente a riflessioni senza preconcetti, al fine di cercare di comprendere le cause dei comportamenti delle parti in gioco e forse ci sono riuscito, almeno così spero.

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    Eliana

    28/06/2020 16:18:21

    ho iniziato col leggere l'estratto, ma dopo poco ho smesso, troppo di parte, mi è sembrata una descrizione negativa di fatti e personaggi: troppo di parte tanto che mi ha fatto passare la voglia di continuare a leggere. Non mi è mai capitato di leggere una descrizione così negativa riguardante un personaggio per così dire, .di sponda opposta ..Metto una stella per obbligo ma sinceramente non vorrei.

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    pier enrico favalini

    26/06/2020 10:31:58

    Usando la tecnica della molteplicità dei punti di vista (centrale è quello di mussolini), il libro va dalla fondazione dei fasci di combattimento del 1919 all'assassinio di Matteotti (1924) attraverso episodi di primaria o secondaria grandezza sul piano storico, tutti volti però a dimostrare la capacità del "figlio del secolo" di approfittare delle difficoltà degli avversari a prendere decisioni, e della sua estrema adattabilità e tenacia nel perseguire un fine, anche quando i fili del suo disegno paiono perdere consistenza. Da una parte un uomo che nell'ambiguità morale e politica che gli è propria persegue il potere a tutti i costi, adattabile, malleabile, privo di scrupoli; dall'altra un Paese incapace di giungere ad una svolta che vedesse finalmente le masse protagoniste, pur avendo i socialisti ottenuto parecchi deputati nel 1919 e parecchi consigli comunali. Molto interessanti sul piano narrativo anche le figure di fiancheggiatori e sicari calate nella loro vicenda biografica. Alcuni episodi sono analizzati nei dettagli, come la vicenda fiumana e l'avvicinarsi della marcia su Roma. Ma l'atmosfera di quegli anni è sicuramente resa dalla miriade dei fatti ed episodi criminali che costellarono l'ascesa del fascismo

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    nico72

    26/06/2020 09:16:40

    Un libro da leggere, che spiega molti fatti e quindi invita a riflettere. A mio parere molto molto bello. Voto 8

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IL RIFUGIO DELL'IRCOCERVO - letterature, mondi e animali mitologici

Esiste soltanto un aggettivo adatto a descrivere M, ed è grande. Una grandezza che, nel romanzo di Scurati, si declina in molte forme.

Innanzitutto è una grandezza fisica: spesso definito “monumentale” dai critici, il libro raggiunge le 848 pagine, ed è solamente il primo volume di una trilogia che si ripromette di coprire tutta la storia del fascismo, ascesa e declino. In secondo luogo la mole di riferimenti, documenti, testimonianze che esso contiene e rielabora è immensa e, in un certo senso, spaventosa. Grandioso è lo stile, al punto da risultare spesso complicato e a volte pesante.
Infine, non si può non riconoscere l’impegno profuso dall’autore nel recuperare e rielaborare i documenti dell’epoca, e soprattutto il coraggio nel riesumare e ripresentare al mondo Benito Mussolini – l’uomo che, nel bene e nel male, ha influenzato in modo irreversibile il destino dell’Italia.

Sebbene si tratti di un romanzo, e non di un saggio, M si caratterizza per l’aderenza alla realtà: ogni fatto, ogni dialogo, ogni evento è documentato oppure deducibile dalle fonti. Il legame tra queste e il testo è evidente: i capitoli (a loro volta compresi in sei macrosezioni che coprono gli anni 1919-1924, dalla fondazione dei Fasci di combattimento al delitto Matteotti) sono sempre introdotti da brani di diario, lettere, articoli di giornale.

Se da un lato questa scelta ha un valore positivo (raramente, in un romanzo storico, il lettore trova questa volontà di attenersi alla realtà dei fatti), non mancano i lati negativi: per prima cosa, eventuali errori risaltano con più evidenza; dall’altro, la narrazione fatica a volte a staccarsi dalle fonti, che vengono utilizzate così come sono, in modo non sempre armonico. Mi riferisco, ad esempio, all’attribuzione dell’espressione “il cane del suo nulla” a D’Annunzio: una scelta quasi superficiale, descrivere il poeta con le sue stesse parole.

Scopo manifesto di Scurati è raccontare il fascismo in ogni sua caratteristica, senza preconcetti, adottando anche il punto di vista degli esponenti del movimento/Partito. Il risultato, di cui si sentiva in realtà il bisogno, è un’opera imparziale, equilibrata, in cui l’autore scompare per lasciar spazio alla voce dei protagonisti (dai “grandi” Matteotti, Mussolini, D’Annunzio, a personaggi meno noti come Nicolino Bombacci e Cesare Rossi). Scurati riesce nella difficile impresa di non ricadere nello stereotipo della lotta fra Bene e Male. Ogni personaggio è particolare, ha ombre e luci: qualcuno è brutale, qualcuno è ipocrita, qualcuno è coraggioso, ma Scurati non esprime alcun giudizio, tuttalpiù riporta i pensieri dei contemporanei.
Ciò detto, ritengo sbagliato leggere e valutare M soltanto per il messaggio che porta, per la funzione che può avere per l’Italia attuale. L’intento dell’autore, per quanto meritevole, non può far dimenticare che si sta parlando di un’opera letteraria, e come tale va valutata.

Durante la lettura si riscontrano alcune imprecisioni (ad esempio, l’espressione “la grande proletaria” attribuita a Carducci anziché a Pascoli) di per sé minime, che risultano piuttosto gravi per un libro che si pregia di essere assolutamente veritiero.
Lo stile rappresenta un altro elemento di debolezza: pur nella consapevolezza che i temi trattati richiedono un linguaggio peculiare, come è avvenuto per Mio padre la rivoluzione, la lettura è stata faticosa, lenta, asfissiante.
Infine, la mancanza più eclatante: in un’opera che fin dal titolo richiama l’importanza della figura di Mussolini, all’interno del libro il Duce sembra sfuggirci. O meglio, si conoscono le sue azioni e le sue posizioni politiche, ma si ha l’impressione che l’autore, nel tentativo di rimanere super partes, non sia riuscito ad afferrare o a trasmettere l’essenza dell’uomo. Per fare un paragone, Scurati appare come uno studente sì preparato, ma che non ha la totale padronanza dell’argomento.

In conclusione, M è un’opera innovativa che dà freschezza a una letteratura e a un periodo troppo spesso imbrigliati nella dicotomia fascismo-antifascismo, e ha il merito di descrivere un’epoca difficile senza sbilanciarsi in pareri personali. Alcune mancanze e disattenzioni, tuttavia, unite a uno stile forse troppo complesso, fanno sì che il libro sia meno gradevole del messaggio che trasmette.

Sonia Aggio

I vincitori del concorso “Caccia allo Strega” 2019

Francesco M.Recensione stregata scelta da Antonio Scurati 

"Io sono una forza del passato". Pier Paolo Pasolini viene scelto in epigrafe per uno dei romanzi italiani indubbiamente più innovativi degli ultimi anni. Benito Mussolini è stato tante cose: un dittatore, un fascista, un benefattore, un inetto. Si può credere o negare che abbia interpretato questi personaggi, eppure è innegabile il comune denominatore di tutte le sue possibili sfaccettature: la sua stessa possente presenza, la sua figura in quelli che furono anni decisivi, disastrosi per l’Italia (1919-1925). Il romanzo di Scurati non è un elogio al fascismo, né un’aspra critica nei confronti del dittatore. Piuttosto, è uno strumento letterario che permette al lettore di entrare in contatto con il personaggio di Mussolini e con il suo contesto, con il fine d’inquadrare le dinamiche di quel periodo da una visione più ampia non per giustificarne le scelte, ma per avere più angolazioni possibili da analizzare. La ricostruzione storica di fatti e personaggi (mediante lettere, diari, documenti storici, etc.) veicolata tramite una narrazione fluida, intrigante, stimolante (propria dei romanzi d’inchiesta) costituisce la chiave di volta dell’opera e rende la lettura estremamente affascinante, utile per inquadrare una storia ben nota agli italiani ma di cui si deve necessariamente continuare ad approfondire, affinché, come sottolineò Primo Levi, gli errori del passato non si ripetano nel presente. Personalmente, sono fiero di questo libro. Dopo aver letto romanzi contemporanei come quelli di Cercas e Aramburu, era il momento di annoverare, tra le fila dei romanzi impegnati in questioni sociopolitiche, anche il nome dell’italiano Antonio Scurati. Se nella realtà dei nostri giorni persistono forme di fascismo, la letteratura costituisce un’ulteriore voce che ha bisogno di essere ascoltata, quantomeno per ricordare la nostra storia e cercare di non ripeterla. Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 5

Vladi    

Avessi letto questo libro prima della maturità tutto sarebbe andato diversamente nella mia vita. Quando dopo aver dignitosamente analizzato “Il Piacere” accennai, per farmi bello, ad un’amicizia tra D’Annunzio e Mussolini e l’esaminatore mi disse: “Ah bene, parliamo di questo rapporto di amicizia!”…beh probabilmente non avrei farfugliato in modo sbrigativo “si conoscevano… bene…” Bando agli scherzi, non sono in grado di dire quanto sia accurata la ricostruzione storica dei fatti, ho letto alcune critiche in questo senso nelle altre recensioni, quello che è certo è che una volta iniziata la lettura è veramente difficile interromperla. Bellissime, secondo me, le testimonianze dell’epoca, inserite tra un capitolo e l’altro, costituite da articoli di giornale, lettere private, circolari riservate ai prefetti o rapporti scritti da funzionari di pubblica sicurezza. La frase spesso usata in questi casi “parla di eventi ancora attuali” acquista un nuovo significato. Scurati infatti non tenta di trovare o suggerire analogie col presente ma, al contrario, risucchia il lettore indietro di cent’anni e lo costringe a vivere la tensione di una realtà violenta dove era possibile e frequente venire picchiati a morte nel cuore della notte, mentre si dormiva in casa propria. Resta alla fine l’impressione di aver viaggiato nel tempo ed è una sensazione entusiasmante. Copertina 5 Storia 5 Stile 5.                                                                   

                                                              

FLAVIO ALBERTO DE MARCO                   

Avrei sempre sperato si potesse in Italia riservare a M. la sacrosanta "damnatio memorie" degli antichi romani; purtroppo non è così perché i veri conti con il fascismo non sono mai stati fatti nel nostro sciagurato Paese. Scurati ha il merito di provare ad archiviare questa storia nazionale così intrigante e ancora irrisolta con un romanzo appassionante, icastico, perverso, enfatico, fumettistico, feroce e doloroso. Impressionanti i documenti, bellissimo il ritratto di Matteotti, vero eroe politico degli anni '20. Storia (5), Stile (5) e Copertina (5).                                                                            

                                                                              

Riccardo                             

Una sola parola: catartico. Sì, questo è l'aggettivo che più si addice a questo romanzo che penetra e incendia - attraverso una purezza e una nobiltà di contenuti - la coscienza di noi lettori: vecchi, giovani, operai, professori, studenti, dottori. Tutti. Perché non vuole essere un volume magniloquente o vanitoso, tutt'altro, è alla nostra memoria che vuole arrivare, con umiltà e oggettività, è il nostro passato che vuole rispolverare. Il fine primo e a mio avviso più grandioso e autentico di "M IL FIGLIO DEL SECOLO" è quello di farci schiantare contro, collidere con ciò che siamo stati - è inutile negarlo -, per ricordarci che, alle volte, basta un nulla per sovvertire il cammino di un paese. E una sala con meno di cento persone è un particolare non banale. Copertina:4 Storia:5 Stile:5                                                                   

                                                                              

Rocco Bochicchio           

M è un romanzo potente, scritto con un linguaggio evocativo, che risveglia sensazioni: i canti degli Arditi, l'unto delle osterie, il fumo delle sigarette, il rombo degli aerei, il rumore degli scarponi nelle marce, il rosso delle bandiere socialiste e del sangue delle vittime, il nero delle camicie e dell'odio fascista, l'imminenza di un cambiamento inevitabile. M è il romanzo dell'inesorabilità della sconfitta della rivoluzione rossa in Italia, mai davvero iniziata, e della vittoria fulminea del Fascismo. M è l'ansia incalzante verso la marcia su Roma, che tuttavia passa quasi in secondo piano rispetto ai torbidi scenari che si celano dietro le quinte dei palazzi e del potere, dove si decide il futuro del Paese appena uscito dalle macerie della guerra. M è Mussolini, figlio del secolo, ancora embrione di ciò che la storia ci consegnerà ma già faro del più grande cambiamento della giovane Italia unita. M è però anche Matteotti, l'unico vero antagonista di Mussolini, pietra miliare dell'antifascismo, che si erge solitario a sfidare la marea nera e ne viene drammaticamente travolto, senza tuttavia esserne mai davvero sepolto. M è una vittoria facile e quasi fantasma sulle ceneri di uno Stato mai veramente in grado di tenere le redini della situazione del Paese, stanco di lotte intestine, il quale si affida ciecamente a chi fa della violenza pura l'arma principale del consenso, preludio comunque fatale al crollo che è ancora lontano ma che pure sempre si legge tra le righe. M è una serie di fotografie in bianco e nero, che si legge come sfogliando un album di istantanee su momenti fatali lungo tutto il percorso di gestazione, di nascita e di primi anni di vita del Fascismo e degli uomini che ne sono stati artefici. M è in ultimo una fotografia a colori di un pezzo della nostra storia, che non può essere cancellato, ma che è servito per essere ciò che siamo e soprattutto affinché non diventiamo più ciò che di terribile siamo stati. Copertina:4 Storia:5 Stile:5 

Due anni fa ho avuto l’onore di partecipare al Premio Strega e il privilegio di farlo senza avere reali possibilità di vittoria, cosa che mi ha permesso di osservare il rito e i suoi effetti con il necessario distacco: nel corso di quei mesi mi colpì in particolare un fatto: quando la favorita era Teresa Ciabatti con La più amata, nella “bolla” del campo letterario, critico ed editoriale, che si allarga fino a blogger e lettori fortissimi, stavano tutti per Paolo Cognetti e Le otto montagne; quando però poi Cognetti ha vinto, sono tornati tutti ciabattiani. Il fatto è tanto più curioso perché si trattava in entrambi i casi di romanzi eccellenti, firmati da autori di solida fama letteraria: pure, la loro stessa letterarietà veniva messa in dubbio non appena si profilava all’orizzonte la possibilità di un successo commerciale. Le stesse persone che si sperticavano in elogi per lo stile icastico e puntuale del Cognetti dei libri minimum fax, ora erano in prima fila ad affibbiare a quello (invero ancora più compiuto) del Cognetti Einaudi e “stregato” la degradante etichetta di midcult.

Specchio di un paese incarognito? Forse è un parallelo troppo facile, ma ecco che torna alla mente la presentazione di M di Antonio Scurati, dove l’autore è stato contestato da tre persone, una che riteneva il libro troppo poco antifascista, un’altra per cui lo era troppo, e una che non aveva gradito i paralleli col clima populista odierno. Segnali di uno Zeitgeist – ma anche del fatto che il libro è riuscito, e infatti lo è: scrittura muscolare, immedesimazione forte, grande senso della storia come flusso emotivo se non spirituale. E tutti subito a criticarlo: in classifica? Ci deve essere qualcosa sotto… Ecco allora, forse, il punto: la tracimazione della mentalità complottistica nel pensiero generale, al punto di credere che ciò che è bello debba per forza essere anche nascosto. 

Vanni Santoni

C’è titubanza, ammettiamolo. Non solo per via del numero delle pagine, più di 800. Ma, anche e, soprattutto, per quella lettera M scritta a caratteri cubitali che sovrasta l’intero fronte della copertina. Una titubanza che, però, viene presto sostituita da curiosità. Sì, perché comprare il nuovo libro di Antonio Scurati significa accettare una sfida: quella di prendere la figura del Mussolini politico e unirla a quella di Mussolini uomo, leggervi l’emozione laddove vi è la strategia, capirne il pensiero laddove tutto sembra privo di logica.

A metà tra il memoir ed il reportage, tra il romanzo storico ed il saggio, l’autore si preoccupa di dar voce, con minuziosa precisione, ai principali protagonisti del post guerra italiano. E benchè sia una storia dal finale già scritto e noto, Scurati riesce a catturarci con le sue parole, riportarci indietro nel tempo, durante quei sei anni che seguono la fine della Prima Guerra Mondiale e che vedono il fascismo nascere, crescere e poi dilagare.
Sono anni difficili, confusi, stanchi: l’Italia, uscita trionfante dalla Grande Guerra, sul carro dei vincitori, in realtà, non ci salirà mai. E questo lo sanno gli Americani, che negano al popolo italiano qualsiasi ricompensa territoriale. Lo sa D’Annunzio che, dismessi i panni del poeta, decide di trascinare gli italiani in una nuova, folle impresa: quella di Fiume. E lo sa Mussolini quando, il 23 marzo 1919, in una misera sala riunioni del Circolo dei commercianti e degli industriali di Milano, davanti a poche decine di facce smagrite ed abbattute,  fonda i Fasci di combattimento.

Ma chi è il Mussolini dipinto da Scurati?
È il bambino che gironzola per le campagne romagnole e piange la nonna defunta; è il maestro di scuola che cammina con le scarpe in mano per non consumarne la suola; è il socialista rivoluzionario che, dopo dodici anni di militanza, viene espulso dal suo stesso partito; è lo stratega che riesce a stringere patti con tutti ed essere fedele a nessuno; è il politico ferito, preso il giro, ridicolizzato, dato per finito che riesce a trasforamare pochi reduci di guerra dapprima in un movimento, poi in un partito politico, infine in un esercito.
È il carneficie imperturbabile che, con le mani ancora coperte dal sangue di Matteotti, davanti alla vedova disperata che chiede dove sia il marito, riuscirà a dire “ Non so nulla, signora.”

Con questo romanzo dotato di un straordinario impatto emotivo, Antonio Scurati si conferma essere una delle voci storiche più brilanti dei nostri tempi, regalandoci il ritratto di un uomo che, per molti anni, è stato il ritratto di un paese intero.

di Elena Righetti
Si ringrazia il Master BookTelling

Se decidi di leggerti un libro di ottocentoventisette pagine e se decidi di fregartene della canicola di agosto per rimanere in stanza con quel mattone anziché sbollentare al mare, un motivo ci deve essere per forza. E non può essere solo che M. Il figlio del secolo (827 pagine, 24 euro), edito da Bompiani, abbia trionfato alla LXXIII edizione del Premio Strega. È importante, ma non basta. Deve esserci dell’altro. E posso assicurarvi che dell’altro ce n’è eccome!

Antonio Scurati – che è antifascista convinto, lo diciamo per tranquillizzare i più diffidenti – ripercorre i primi anni di vita dei Fasci di Combattimento, partendo dal 1919, anno in cui uno sconosciuto Benito Mussolini darà vita a quella controversa forza politica che, nel giro di pochi anni, conquisterà l’intero Paese. La parabola che descrive è avvincente, non solo per i suoi riverberi storici, ma anche per la fluidità e la potenza linguistica con cui ne romanza gli avvenimenti. Scurati non privilegia uno stile giornalistico, crudo e asettico, ma adotta una ricca sequenza di espressioni belle, evocative, liriche che bene restituiscono l’intensità e la potenza di quegli anni tumultuosi.

Il suo non è solo un approccio storiografico: al centro di tutto colpisce l’evidente indagine psicologica del personaggio. Il futuro duce d’Italia è esposto al lettore attraverso i suoi slanci, le sue incoerenze, i suoi opportunismi. Dalla lettura ne emerge una figura funambolica, un animale politico, una persona disposta a molto – forse non a tutto – pur di conquistare il potere. E allora eccolo che briga, traccheggia, incontra, trama, complotta, ordisce, pianifica, rischia, pondera, azzarda, analizza, rettifica. Il mondo sembra curvarsi in favore di questo umile maestro di provincia che dalla redazione del suo giornale, nell’ormai scomparso quartiere milanese del Bottonuto, tenta la scalata sociale. Gli sono accanto uomini e donne che, a vario titolo, ne favoriranno il successo, facendolo diventare inesorabilmente il figlio del secolo: Margherita Sarfatti, la nobile amante che lo introdurrà nei circoli dell’alta borghesia; Gabriele D’Annunzio, l’ombra lunga che minerà il suo carisma; i futuri gerarchi in camicia bruna che armeranno suo pensiero; Giacomo Matteotti, la voce fuori dal coro, il dissidente, la cui morte rischierà di comprometterne i piani di conquista.

Ogni persona, ogni evento concorrerà alla sua ascesa in un mix micidiale di fortuna, azzardo, violenza e calcolo politico. I parallelismi con le attuali vicende italiane sono fin troppo scontati: forse è anche per questo motivo che il libro seduce. Perché sebbene siano passati cento anni, il tempo sa essere ironico, immutabile, pronto a sfidarci di nuovo.

Recensione di Alessandro Orofino

 
Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Scurati racconta con dedizione e ostinazione la nascita del fascismo in Italia, non tralasciando nessun dettaglio decisivo alla comprensione della nostra Storia, attenendosi ai fatti documentati e appassionando i lettori per pagine e pagine, come hanno dimostrato le reazioni fin dal primo giorno della sua comparsa nelle librerie. Il racconto corale, con al centro la figura di Benito Mussolini, compie il miracolo di farci comprendere come i fatti prendano consistenza e poi potenza in pochi anni, con la complicità dell’indifferenza e della superficialità di un intero popolo. Nonostante quest’anno tra i candidati al premio Strega siano presenti libri e autori che apprezzo, propongo M. di Antonio Scurati perché è un evento nella letteratura italiana, uno dei romanzi importanti dei nostri anni, che merita per questo non solo di partecipare al Premio Strega ma di vincerlo».
Proposto da Francesco Piccolo
  • Antonio Scurati Cover

    Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969, è cresciuto tra Venezia e Ravello per poi trasferirsi a Milano. Docente di letterature comparate e di creative writing all'Università IULM, editorialista del «Corriere della Sera», ha vinto i principali premi letterari italiani. Esordisce nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia, poi pubblica nel 2005 Il sopravvissuto (Premio Campiello) e negli anni seguenti Una storia romantica (Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (2009), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013), Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio- Rèpaci e Premio Selezione Campiello). Del 2006 è il saggio La letteratura dell'inesperienza, seguito da altri studi. Scurati è con-direttore... Approfondisci
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