M. Il figlio del secolo

Antonio Scurati

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2018
Pagine: 848 p., Brossura
  • EAN: 9788845298134

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

"Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l'azienda c'è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia."

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

€ 20,40

€ 24,00

Risparmi € 3,60 (15%)

Venduto e spedito da IBS

20 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Altri venditori

Mostra tutti (6 offerte da 22,80 €)

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Manus78

    19/01/2019 17:24:53

    Romanzo che ha attratto la mia curiosità sin dalla sua pubblicazione ( raramente acquisto le novità editoriali: preferisco aspettare l' edizione in brossura) , fondamentalmente penso che emerga uno studio completo e metodico dei fatti , ma c'è poco " sentimento" , traspare un'assenza di personalità, un asetticismo tipico di un saggio , non di un romanzo che è frutto di finzione ed immaginazione ( seppur sostenuta da dati oggettivi) . Avrei preferito più partecipazione , considerando anche che l'argomento , forse, la richiederebbe. In alcuni punti risulta essere decisamente prolisso.

  • User Icon

    AdrianaT.

    15/01/2019 12:18:21

    Non mi piace come scrive Scurati, neanche un po'. Questo è il suo terzo romanzo che leggo, perché 'Il tempo migliore della nostra vita' (scelto come second chance dopo l'obbrobrio de 'Il sopravvissuto'), mi ha fatto dimenticare la sua mala penna grazie alla grandezza del personaggio che ha trattato: Leone Ginzburg. E qui è uguale; l'importanza del soggetto è andata oltre i suoi soliti limiti ed errori che a questo punto ritengo strutturali e cronici. O forse non è stata una buona idea leggerlo in contemporanea ad uno dei Romanzi Perfetti di Hugo magnificamente intessuti di Storia: il paragone viene spontaneo e impietoso o forse no, a prescindere, Scurati, per me, non li sa scrivere i romanzi intessuti di Storia; magari cronista sì e saggista pure, ma romanziere proprio no. La sua narrazione è debole; c'è qualcosa che cigola in tutta la struttura e non scorre via bene. Spesso adotta delle soluzioni dall'estetica linguistica, semantica e stilistica orripilanti, anche se, in verità, il tutto migliora un po' nella parte finale (attorno alla marcia su Roma - ma dura appena un centinaio di pagine - sembra addirittura un'altra mano; più centrato, fluido e coerente). Gli va comunque riconosciuto che ha delle buone iniziative, è curioso e appassionato. Mi immagino si sia fatto un gran mazzo; che abbia anche studiato e lavorato molto per questo libro, che è di un'innegabile utilità e ricchezza in quanto a fatti, cifre, date e nomi anche se c'è veramente troppa roba e troppo dettagliata rischio costante di ridondanza, dispersione e noia: in oltre 800 pagine si arriva solo al 1924 dal 1919... (ma davvero sarà una trilogia?!?) Da leggersi per capire e saperne di più di Storia, ma certamente non di letteratura (che è un'altra cosa). Inquietanti le analogie con il presente.

  • User Icon

    GIAMBA

    09/01/2019 11:20:51

    Assolutamente piacevole. La formula dei capitoli brevi con piccoli frammenti di documenti dell’epoca ne favoriscono la lettura. Un romanzo storico privo di giudizi, ma che richiama inevitabilmente problematiche dell’attualità

  • User Icon

    Delia

    02/01/2019 17:13:20

    827 pagine lette con passione come se non conoscessi la storia. Ad ogni pagina mi son trovata a sperare che tutto potesse cambiare, la violenza potesse sparire e i poveri morti morire di vecchiaia nel loro letto. Un libro da leggere per riflettere sulle nostre possibili colpe d'indifferenza e ignavia che rendono anche l'uomo debole e senza qualità un capo che ci porta morte, rovina e odio.

  • User Icon

    Vladimiro

    12/12/2018 21:14:28

    Avessi letto questo libro prima della maturità tutto sarebbe andato diversamente nella mia vita. Quando dopo aver dignitosamente analizzato “Il Piacere” accennai, per farmi bello, ad un’amicizia tra D’Annunzio e Mussolini e l’esaminatore mi disse: “Ah bene, parliamo di questo rapporto di amicizia!”…beh probabilmente non avrei farfugliato in modo sbrigativo “si conoscevano… bene…” Bando agli scherzi, non sono in grado di dire quanto sia accurata la ricostruzione storica dei fatti, ho letto alcune critiche in questo senso nelle altre recensioni, quello che è certo è che una volta iniziata la lettura è veramente difficile interromperla. Bellissime, secondo me, le testimonianze dell’epoca, inserite tra un capitolo e l’altro, costituite da articoli di giornale, lettere private, circolari riservate ai prefetti o rapporti scritti da funzionari di pubblica sicurezza. La frase spesso usata in questi casi “parla di eventi ancora attuali” acquista un nuovo significato. Scurati infatti non tenta di trovare o suggerire analogie col presente ma, al contrario, risucchia il lettore indietro di cent’anni e lo costringe a vivere la tensione di una realtà violenta dove era possibile e frequente venire picchiati a morte nel cuore della notte, mentre si dormiva in casa propria. Resta alla fine l’impressione di aver viaggiato nel tempo ed è una sensazione entusiasmante.

  • User Icon

    teresa

    04/12/2018 18:21:36

    Una narrazione particolare: si alternano capitoletti con brani, comunicati ufficiali, articoli, lettere, discorsi. Il libro che conta ben 800 pagine ed è frutto di una ricerca accurata. Numerosi i personaggi, da D’Annunzio a Marinetti a Balbo, a Matteotti, Don Sturzo, per non parlare delle innumerevoli amanti, da Margherita Sarfatti a Bianca Ceccato, che contribuiscono a rendere un quadro imponente e realistico dell’epoca e del suo protagonista Mussolini, un predatore. Un romanzo che fa riflettere. Ho apprezzato la ricerca storica ma la lettura è stata “faticosa”. Penso che sia una lettura non per tutti, è un testo corposo, denso,che non annoia ma impegna.

  • User Icon

    Lorenzo Ciuf

    01/12/2018 20:45:29

    Scritto molto bene, forse anche troppo. In alcuni punti si ha l'impressione di voler peccare di virtuosismo e l'elemento storico e critico pare finire in secondo piano. Siamo davanti a un testo molto lungo, certamente interessante e presenta un punto di vista per certi aspetti nuovo. Non mi ha rapito come altri libri sul tema, per questo non mi sento di dare un voto elevatissimo. Premetto di non averlo ancora finito, ma mi prenderò molta calma per concludere questa lettura, anche perché la lunghezza questa volta non pare giustificata dai contenuti. Consigliato comunque per chi ha passione per questa storia, ma ribadisco, non è un testo indispensabile.

  • User Icon

    n.d.

    01/12/2018 01:34:40

    Il linguaggio di Antonio Scurati è elegante e fluido. La sua descrizione\ndell'incapità della classe dirigente italiana, sia nel campo cattolico, dal\nquale provengo e appartengo, sia pure in atteggiamento critico, di gestire il futuro dell'Italia, è vivida e direi sconvolgente.\nSto cercando di promuovere la lettura del libro, specialmente tra gli italiani di Toronto, in pensione.

  • User Icon

    Monica67

    28/11/2018 09:42:35

    Ho letto le prime duecento pagine circa, poi ho desistito. Il libro che dovrebbe rifondare l'antifascismo è inutilmente prolisso e ripetitivo. Meglio una buona biografia di Mussolini.

  • User Icon

    Sordello

    22/11/2018 11:42:18

    Premessa: deve interessare l'argomento e il periodo storico. Detto ciò il libro è ben scritto ed appassiona pagina dopo pagina. Non conoscevo Scurati ma sicuramente dopo aver letto questa opera mi interesserò anche ai suoi libri precedenti e futuri. Da leggere.

  • User Icon

    Giulia

    11/11/2018 19:31:31

    Sembra un libro costruito per voler vincere lo Strega.

  • User Icon

    Roberto

    11/11/2018 11:02:45

    Le 839 pagine, mettono .."spavento" ma la lettura è scorrevole come un romanzo ed avvincente come un libro di storia. Il fascismo è visto dietro le quinte, senza faziosità e fuori dagli schemi retorici che siamo abituati a vedere o leggere. E' una storia soprattutto di persone con tutti i propri difetti e pregi. Escludendo la violenza di quel periodo , le solite meschinità ,affarismi, attaccamento alle poltrone e saltare sul carro del vincitore che oggi come ieri , nella politica, nulla è cambiato.

  • User Icon

    jlo89

    07/11/2018 20:56:38

    Avvincente come un romanzo, ma interessante come un libro di storia. Ha il grande merito di far tornare in primo piano vicende da non dimenticare mai...

  • User Icon

    nto

    07/11/2018 13:45:29

    un libro che rapisce il lettore, scorrevole e riflessivo

  • User Icon

    goldrake

    07/11/2018 10:30:08

    L'opera è sicuramente interessante e Scurati torna ai livelli dei suoi primi scritti (Il rumore sordo della battaglia, Il Sopravvissuto). Ha il merito di recuperare alla memoria collettiva figure secondarie della vita di Mussolini, che anche opere storiografiche ben più corpose e documentate avevano trascurato. L'unico appunto è la lunghezza. Qualche taglio in più avrebbe, almeno secondo me, aiutato. Sul piano strettamente storico, trovo poco corretta la rappresentazione di alcuni esponenti della sinistra socialista (Bordiga, Togliatti) poi comunista, la cui idea di violenza e aggressione delle istituzioni borghesi era molto vicina a quella di Mussolini e i suoi, e pesò non poco nell'orientamento della piccola borghesia italiana. A Scurati deve essere comunque riconosciuto il grande merito di aver avuto il coraggio di affrontare un tema enorme e di averlo fatto con indubbia proprietà... Mi spaventa un po' il seguito e spero che la parte dedicata al tramonto della parabola mussoliniana riesca nell'arduo compito di mantenere il dovuto distacco rispetto a una vicenda tragica (la guerra civile) che non può essere raccontata con il manicheo distinguo bene/male, con le solite inevitabili caricature derivanti dall'appartenenza dello scrittore all'uno o all'altro schieramento politico.

  • User Icon

    Giorgio g

    02/11/2018 16:31:47

    L’autore, in brevi capitoli, ci informa che la “resistibile” ascesa di Mussolini fu dovuta, oltre alle sue indubbie doti, all’alleanza tra gli Arditi (di cui furono ripresi i motti “a noi!”, “me ne frego!” ed “eja, eja, eja, alalà!”), il padre del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, il Vate Gabriele D’Annunzio, che nel frattempo ha compiuto l’impresa di Fiume, e la sua amante Margherita Sarfatti. Dopo il trionfo socialista nelle elezioni del 16 novembre del 1919 (o millenovecentodiciannove come scrive l’autore), il fascismo era ridotto ai minimi termini ma seppe riprendersi con una repentina svolta a destra e si accinse alla conquista del potere, non disdegnando l’uso della violenza. Da chi è formato l’esercito dei fascisti? “Dai ceti medi declassati a causa delle speculazioni di guerra del grande capitale, dagli ufficialetti che non si rassegnano a perdere un comando per tornare alla mediocrità della vita quotidiana, dai travet che più di ogni altra cosa si sentono insultati dalle scarpe nuove della figlia del contadino, dai mezzadri che hanno comprato un pezzetto di terra dopo Caporetto e adesso sono pronti a uccidere pur di mantenerla, tutte brave persone prese dal panico, cadute in ansietà”. Chi lamenta l’odierno sfascio della vita politica può constatare che un secolo fa era molto peggio. In conclusione, un libro, che si ferma al discorso del 3 gennaio del 1925, che appare molto ben scritto e che merita di essere letto.

  • User Icon

    Andrea Muratore

    29/10/2018 12:16:44

    Redigo questo misero resoconto con le mani tremanti e pavide, timorose di confrontarsi con un’opera monumentale, ottocentescamente tolstojana, ove una ridda di elementi storici, biografici e cronachistici si fondono in un volume che vanta il ritmo palpitante del giallo e la meticolosità della monografia storica. Nulla è lasciato al caso: documenti, elenco dei personaggi, dialoghi, riferimenti storici, letterari, umori e tendenze, dicerie e leggende, indiscrezioni e falsi eclatanti, tutto converge in una opera che trascende ogni limite e, per parafrasare Dante “Trasumanar significar per verba non si poria”. Questo romanzo (romanzo? Macché) è ineffabile. Non è il figlio del secolo: È IL ROMANZO DEL SECOLO.

  • User Icon

    claudio_musso

    24/10/2018 15:31:02

    Lettura necessaria. La narrazione si snoda equanime e non pregiudizievole, divide nelle recensioni in rete e sui giornali, impera tra i lettori, si nutre di un’ampia documentazione quasi titanica. Un romanzo che è anche una cronaca dove nulla è inventato e tutto è raccontato da dentro il fascismo sorgivo degli Anni '20, con qualche svista di date e riferimenti letterari. Opera corale, nonostante il titolo, scandaglia pagine di Storia e di storie poco note, è un volo di ricognizione su un arcipelago umano. Un volume corposo, lucido, immediato, che ha come voci narranti, silenti, composte e farneticanti, italiani di allora, divisi tra chi vuole la rivoluzione di Mosca e non la fa, chi delega all’eresia nera l’atto supremo, chi nella violenza compensa e compendia vite marginali e reiette, e come volti, impudenti o mascherati, feudi personali, oligarchie soprattutto padane, satrapie di quartiere e di casta, particolarismi che la camicia nera avvolge e adombra con il suo demiurgo, come cauterio alle ferite di un’Italia che vuole solo riposare sognando la grandezza e il rispetto delle grandi nazioni vicine come sorella e non come cameriera. Leggendo M Il figlio del secolo e le altre lettere di cui si compone questo alfabeto di storia italiana ho visto Hinkfuss, il noto regista dispotico dei Sei Personaggi in cerca d’autore di Pirandello: imperversa, interrompe, mutevole nelle idee, cerca di tenere le redini di uno spettacolo mentre una nutrita compagnia di attori, le varie voci dei fascismi locali, da Balbo ad Arpinati, da Dumini a Farinacci, la mentore Sarfatti, compresi i nemici rossi, gli ‘asiatici’, Turati e Matteotti, sul palco della nazione reclama di recitare senza un copione, con il proprio credo. Lui li osserva attento e fiuta la storia ‘con quei suoi occhi scuri e profondi da pazzo, con quel suo sguardo privo di oggetto, con la virilità di quel suo corpo plumbeo e oltraggioso da animale braccato’. instagram claudio_musso

  • User Icon

    Bebe

    24/10/2018 11:15:33

    Semplicemente da obbligare tutti i giovani a leggerlo; libro illuminante e necessario in questi tempi di cosiddetto cambiamento come lo furono quelli dell'epoca in questione. Scrittura attenta, mai sopra le righe, fluida e catturante che ti porta velocemente alla fine del librone ma vorresti proseguire ancora; per certi versi mi ricorda lo stile di Sebastiano Vassalli, autore amatissimo, che lo avrebbe sicuramente elogiato. Non ci resta che aspettare con malcelata impazienza e voluttà i restanti due tomi previsti dal progetto editoriale. Grazie Scurati!

  • User Icon

    lore

    23/10/2018 13:41:11

    gran libro. assolutamente da leggere. sarebbe interessante una prosecuzione

Vedi tutte le 34 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione