M. Il figlio del secolo - Antonio Scurati - copertina

M. Il figlio del secolo

Antonio Scurati

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2018
Pagine: 848 p., Brossura
  • EAN: 9788845298134

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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M. Il figlio del secolo

Antonio Scurati

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Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Francesco Piccolo

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

"Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l'azienda c'è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia."

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

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    Rocco Bochicchio

    19/05/2019 15:58:00

    M è un romanzo potente, scritto con un linguaggio evocativo, che risveglia sensazioni: i canti degli Arditi, l'unto delle osterie, il fumo delle sigarette, il rombo degli aerei, il rumore degli scarponi nelle marce, il rosso delle bandiere socialiste e del sangue delle vittime, il nero delle camicie e dell'odio fascista, l'imminenza di un cambiamento inevitabile. M è il romanzo dell'inesorabilità della sconfitta della rivoluzione rossa in Italia, mai davvero iniziata, e della vittoria fulminea del Fascismo. M è l'ansia incalzante verso la marcia su Roma, che tuttavia passa quasi in secondo piano rispetto ai torbidi scenari che si celano dietro le quinte dei palazzi e del potere, dove si decide il futuro del Paese appena uscito dalle macerie della guerra. M è Mussolini, figlio del secolo, ancora embrione di ciò che la storia ci consegnerà ma già faro del più grande cambiamento della giovane Italia unita. M è pero anche Matteotti, l'unico vero antagonista di Mussolini, pietra miliare dell'antifascismo, che si erge solitario a sfidare la marea nera e ne viene drammaticamente travolto, senza tuttavia esserne mai davvero sepolto. M è una vittoria facile e quasi fantasma sulle ceneri di uno Stato mai veramente in grado di tenere le redini della situazione del Paese, stanco di lotte intestine, il quale si affida ciecamente a chi fa della violenza pura l'arma principale del consenso, preludio comunque fatale al crollo che è ancora lontano ma che pure sempre si legge tra le righe. M è una serie di fotografie in bianco e nero, che si legge come sfogliando un album di istantanee su momenti fatali lungo tutto il percorso di gestazione, di nascita e di primi anni di vita del Fascismo e degli uomini che ne sono stati artefici. M è in ultimo una fotografia a colori di un pezzo della nostra storia, che non può essere cancellato, ma che è servito per essere ciò che siamo e soprattutto affinché non diventiamo più ciò che di terribile siamo siamo stati. Copertina:4 Storia:5 Stile:5

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    sesse

    18/05/2019 20:53:23

    Non si può non leggerlo!

  • User Icon

    Luca

    16/05/2019 07:12:23

    Scurati ha svolto un compito arduo fondendo con maestria la narrativa alla ricerca storica. La cura per i dettagli, numerosi e così immersivi nell'epoca fascista, dà all'opera una profondità che avvolge il lettore nei momenti più sporchi della recente storia italiana. M. non solo va connotato temporalmente come il figlio del secolo, ma anche come il figlio di un'Italia secolare vile e violenta. Che sia un azzardo dare a M. un peso pari a I promessi sposi? Non merita forse la nostra epoca contemporanea la celebrazione di un altro capolavoro sempiterno? Copertina: 3 Storia: 5 Stile:5

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    Alessandra A.

    15/05/2019 16:20:05

    Un libro che spiega con chiarezza, in forma “leggera” di romanzo, alcuni punti nodali della storia d’Italia negli anni Venti, del fascismo e del suo capo. I fatti narrati sono quelli storici, ormai conosciuti, ma mai abbastanza. Si comprendono le molte cose dell’oggi, di come siamo arrivati a questo punto belka nostra storia politica. Lettura piacevole e non banale. Copertina:4 Storia:4 Stile:5

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    Barbara.

    15/05/2019 15:18:29

    Ottocentoquarantotto pagine nelle quali racchiudere le sterminate fonti dalle quali l'autore ha tratto la sua opera d'arte scritta. Il periodo storico è tra i più avvincenti, innovativi, all'avanguardia e colmo di avanzamenti tecnico scientifici ma anche di difese estreme. Da approfondire per aggiungere anche questa versione alle sfaccettature storico contemporanee che fanno emergere le più Italie racchiuse nell'unica nazionale che non aggredisce mai il suo esercito di persone comunque variegatamente esistenti e presenti. Copertina, storia e stile catalogati in un punteggio totale di quindici ovvero il totale estremo in base al punteggio di riferimento. 60/60.

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    Marco

    14/05/2019 09:14:05

    Il libro è stato un regalo e prima di iniziarne la lettura l'ho "guardato e riguardato", soprattutto per via di quella grande M in copertina che tanto mi incuriosiva così come mi portava alle storie tristi (e mi fermo a questo aggettivo) che quella stessa lettera porta ancora oggi nei miei pensieri. Dopo attenta riflessione ho deciso di iniziare le oltre 800 pagine e devo dire che Scurati mi ha impressionato positivamente. Lettura molto scorrevole, supportata da moltissimi documenti del tempo che quindi ci riportano alla realtà di quello che è stato il post Grande Guerra, con l'avvento e l'affermazione del fascismo in Italia. Ho visto, proprio mentre leggevo il libro, le diatribe tra l'autore e alcuni storici (per esempio Ernesto Galli della Loggia) sulla storiografia... io non sono uno storico ma posso dire che il romanzo mi ha aperto comunque un mondo che conoscevo solo a sprazzi oltre a darmi alcune importantissime conferme su quelli che sono stati i fatti che hanno segnato l'Italia. Un libro che consiglio a tutti!!! Copertina: 4; Storia: 5; Stile: 5

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    iolanda

    11/05/2019 17:42:27

    Tra i libri più belli letti nell'ultimo periodo. Fatto veramente bene Copertina: 3 Storia: 5 Stile: 5

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    Antonella Scarciolla

    11/05/2019 11:07:03

    Wow che dire, libro davvero ben scritto dove dietro c’è sicuramente tanta informazione e studio dato che prima di scrivere un libro con dettagli così precisi l’autore si sarà sicuramente documentato bene. E questo è il risultato, un libro davvero stupendo in cui è raccontata una parte fondamentale della storia. Copertina: 5 Stile: 5 Storia: 5

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    rick

    10/05/2019 13:02:45

    Un plauso ad Antonio Scurati. Questo libro è scritto benissimo, con stile e parole riprese direttamente dall'epoca. Mussolini, qui narrato in terza persona nel periodo dal 1919 al 1924,domina sopra ogni altro personaggio. Un resoconto quasi giornaliero sulla nascita e l'origine del fascismo analizzato con grande precisione e perspicacia. Si evince chiaramente che questo romanzo è frutto di una grandissima e documentata ricerca. Stupisce, nel leggerlo, l'analogia con tanti accadimenti dei giorni nostri. Offre dunque un grande spunto di riflessione su cosa sia veramente cambiato nella società italiana dell'ultimo secolo. Un tema più che mai attuale e interessante sul quale sono stato contento di confrontarmi con mio figlio, dopo che anche lui ha letto ed apprezzato questa opera. Ad entrambi sembra che il popolo italiano sia oggi di nuovo alla ricerca di un uomo con il pugno di ferro che sia in grado di salvarci da tutte le nostre insoddisfazioni e depressioni. Non c'è davvero niente di nuovo sotto il sole …. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Lisa C.

    10/05/2019 09:20:36

    Non si tratta di un solo libro, racchiude in sé molto di più! Profondo, inquietante. Perfetto. Innumerevoli sono gli spunti di lettura e lo stile è impeccabile. E' la mia prima lettura di Antonio Scurati e sono meravigliata da tanta bravura! Consigliatissimo. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Sara

    09/05/2019 16:57:47

    Un libro necessario ed unico nel suo genere. Ecco come descriverei in pochissime parole un romanzo documentario di questa portata. Romanzo perché è la figura che più ha rappresentato l'Italia dal primo dopoguerra ad essere protagonista: Benito Mussolini. Che dalla stampa viene ritratto come ''intelligente, di forte costituzione, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale" mentre grazie alla penna di Scurati assume una luce differente, una luce quasi inaspettata oserei dire. Documentario perché al suo interno ci sono 848 pagine di storia italiana (dal 1919 al 1925) raccontate con neutralità e sequenza storica. Una raccolta di fonti e un lavoro di ricercatezza immane per questo primo capitolo di una trilogia storica che sono sicura farà parte della libreria di ognuno di noi. Che siate a conoscenza dei fatti narrati o vi approcciate con occhi nuovi alla storia, leggetelo. Leggetelo ed amatelo.

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    angelo

    08/05/2019 09:16:15

    Non conosco Scurati ma mi sento di dovergli fare i complimenti ,sia per la sua scrittura , ma soprattutto per il modo in cui ha trattato gli argomenti , avevo letto parecchio sul fascismo ma mai come in questa lettura sono stato coinvolto. Copertina 4 . Storia 5. Stile 4.

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    Maria

    07/05/2019 17:58:31

    Un romanzo che ha fatto nascere molti dibattiti non solo per il tema complesso che tratta ma soprattutto per il personaggio di cui tratta. "M" che sta per Benito Mussolini. L'uomo che stregò l'italia per vent'anni. L'autore cerca di fare luce sugli anni che vanno dalla fondazione dei fasci nel '19 fino alla presa del potere da parte di Mussolini e del partito fascista. Un racconto interessante che sicuramente può dividere per le emozioni che evoca. Tra chi lo ama e chi lo odia. Si cercherà di mettere in luce l'uomo Mussolini prima che ancora il politico. Anche se nel caso di questo personaggio è difficile scindere le due cose. Vi ritroverete immersi in un'Italia stremata dalla guerra, che cerca di ripartire tra i socialisti che evocano la rivoluzione e i borghesi che vogliono tranquillità. È tra questi due mondi che Mussolini si insinua e crea la terza via. Tutto questo e molto altro in "M,il figlio del secolo" di Antonio Scurati. Buona lettura! Copertina: 7 Storia:7 Stile: 8

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    Oriana

    06/05/2019 20:17:50

    Antonio Scurati ha scritto il capolavoro dell'anno, se non degli ultimi anni. "M. Il figlio del secolo" è un ritratto impietoso di anni spaventosi e pieni di violenza, cattura la ferocia e la sete di sangue. Cattura quel clima da fine del mondo che sembra pervadere tutta la prima parte della storia. Nonostante le polemiche, sembra fornire inoltre una soddisfacente analisi di quelli che erano i simboli, le parole del fascismo, i segni, insomma. Per il resto, non si propone quale saggio di storia contemporanea, ma piuttosto come romanzo sul fascismo: un'opera per le masse, come poi è stata, almeno se si tiene conto di quanto ha venduto e quanto il numero delle copie vendute sia sproporzionato rispetto al numero dei cosiddetti 'lettori forti'. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Carla

    06/05/2019 07:33:50

    Antonio Scurati, sempre attento e preciso nel riportare avvenimenti storici, ci racconta in questo suo bellissimo e interessantissimo volume la storia italiana dal 23 marzo 1919 - giorno della fondazione dei Fasci di combattimento - al 1945. M. Il figlio del secolo si chiude col discorso pronunciato il 3 gennaio 1925 alla Camera dei deputati e l’instaurazione della dittatura dopo la crisi politica determinata dall'omicidio di Matteotti. E’ la cronaca di un periodo storico da pochi conosciuto, infatti molto si conosce del prima e del dopo, ma davvero poco di questo preciso periodo, ed è invece fondamentale assimilare queste conoscenze per comprendere come è nato il Fascismo. Consigliato come fonte di riflessione anche, anzi soprattutto, agli esponenti della attuale frammentata sinistra italiana. Copertina:5 Storia:5 Stile:5

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    LEOPOLDO ROMAN

    05/05/2019 15:38:11

    Sarà pure un romanzo e non un saggio storico, come qualche recensore ha tenuto a sottolineare, certo è che Scurati ha fatto un gran bel lavoro anche di ricerca presentandoci un Mussolini non da rapsodie di cineteche, ma più umano, anzi meno disumano, con tutte le sue debolezze e contraddizioni. Stesura con qualche errore tecnico, come ha rilevato un popolare editorialista di un importante quotidiano nazionale, ma, a mio modo di vedere alquanto veniale, data la mole di lavoro svolto. Dal libro emerge che la forza di Mussolini sia stata soprattutto la debolezza dei suoi oppositori sempre divisi, e del Re, che lo hanno sempre sopravvalutato nella sua prorompente carriera politica e per quanto riguarda il sovrano anche tacitamente approvato. Si capisce che bastava poco per fermare quelle raffazzonate bande di balordi che erano i fascisti, che ad un certo punto sono pure sfuggite al suo stesso controllo, ovviamente nella prima fase della presa del potere. Pare comunque che la lezione non sia servita. Nell’opera narrativa di Scurati leggo, fra le righe, molti riferimenti all’oggi. Copertina: 4 Storia 5 Stile 5

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    Marina

    03/05/2019 09:32:22

    Un libro da leggere, anche se si pensa di sapere già tutto,un libro che mancava nel panorama italico,dei racconti fascisti. Copertina 3. Storia 4 . Stile 4.

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    Gabriele

    02/05/2019 10:08:18

    Poderoso, monumentale, magistrale, riuscito, complessivamente armonioso e ben congegnato e ricostruito, il libro di Scurati indaga con la giusta distanza una figura come quella di Mussolini di cui di norma ancora non si riesce ad avere una trattazione priva di cadute di stile. Copertina: 5. Storia: 3. Stile: 4.

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    Sara Griso

    01/05/2019 20:08:52

    Coinvolgente, scorrevole e lucido, appassiona alla lettura anche chi di solito non legge molto. Descrive la nascita del fascismo e l’ascesa di Mussolini in maniera diretta e vivace, non tralasciando tanti personaggi minori e tanti dettagli curiosi e necessari. La mole è impegnativa: sono più di 800 pagine che non tutti si sentono di affrontare, ma essendo indicata la data ad ogni pagina (come in un diario) il lettore saltuario può andare a cercare gli episodi che lo interessano di più (L’impresa di Fiume, la marcia su Roma, il delitto Matteotti...). Merita comunque una lettura integrale. Copertina 5 stelle Stile 5 stelle ⭐️ Contenuto 5 stelle

  • User Icon

    Gisella

    01/05/2019 09:31:12

    Libro eccellente. Libro da leggere, da rileggere, da regalare, da divulgare. Mussolini e gli anni dal 1919 al 1925 raccontati soltanto sulla scorta di documenti. Storia, che l' abile scrittura dell'autore ne rende la lettura fluida e avvincente. "Un romanzo - e questo è il punto cruciale - in cui di inventato non c'è nulla". Aiuta a conoscere, a capire, a scegliere. Oggi, più che mai, utile. Copertina: 5, Storia: 5, Stile: 5

Vedi tutte le 112 recensioni cliente

C’è titubanza, ammettiamolo. Non solo per via del numero delle pagine, più di 800. Ma, anche e, soprattutto, per quella lettera M scritta a caratteri cubitali che sovrasta l’intero fronte della copertina. Una titubanza che, però, viene presto sostituita da curiosità. Sì, perché comprare il nuovo libro di Antonio Scurati significa accettare una sfida: quella di prendere la figura del Mussolini politico e unirla a quella di Mussolini uomo, leggervi l’emozione laddove vi è la strategia, capirne il pensiero laddove tutto sembra privo di logica.

A metà tra il memoir ed il reportage, tra il romanzo storico ed il saggio, l’autore si preoccupa di dar voce, con minuziosa precisione, ai principali protagonisti del post guerra italiano. E benchè sia una storia dal finale già scritto e noto, Scurati riesce a catturarci con le sue parole, riportarci indietro nel tempo, durante quei sei anni che seguono la fine della Prima Guerra Mondiale e che vedono il fascismo nascere, crescere e poi dilagare.
Sono anni difficili, confusi, stanchi: l’Italia, uscita trionfante dalla Grande Guerra, sul carro dei vincitori, in realtà, non ci salirà mai. E questo lo sanno gli Americani, che negano al popolo italiano qualsiasi ricompensa territoriale. Lo sa D’Annunzio che, dismessi i panni del poeta, decide di trascinare gli italiani in una nuova, folle impresa: quella di Fiume. E lo sa Mussolini quando, il 23 marzo 1919, in una misera sala riunioni del Circolo dei commercianti e degli industriali di Milano, davanti a poche decine di facce smagrite ed abbattute,  fonda i Fasci di combattimento.

Ma chi è il Mussolini dipinto da Scurati?
È il bambino che gironzola per le campagne romagnole e piange la nonna defunta; è il maestro di scuola che cammina con le scarpe in mano per non consumarne la suola; è il socialista rivoluzionario che, dopo dodici anni di militanza, viene espulso dal suo stesso partito; è lo stratega che riesce a stringere patti con tutti ed essere fedele a nessuno; è il politico ferito, preso il giro, ridicolizzato, dato per finito che riesce a trasforamare pochi reduci di guerra dapprima in un movimento, poi in un partito politico, infine in un esercito.
È il carneficie imperturbabile che, con le mani ancora coperte dal sangue di Matteotti, davanti alla vedova disperata che chiede dove sia il marito, riuscirà a dire “ Non so nulla, signora.”

Con questo romanzo dotato di un straordinario impatto emotivo, Antonio Scurati si conferma essere una delle voci storiche più brilanti dei nostri tempi, regalandoci il ritratto di un uomo che, per molti anni, è stato il ritratto di un paese intero.

di Elena Righetti
Si ringrazia il Master BookTelling

Due anni fa ho avuto l’onore di partecipare al Premio Strega e il privilegio di farlo senza avere reali possibilità di vittoria, cosa che mi ha permesso di osservare il rito e i suoi effetti con il necessario distacco: nel corso di quei mesi mi colpì in particolare un fatto: quando la favorita era Teresa Ciabatti con La più amata, nella “bolla” del campo letterario, critico ed editoriale, che si allarga fino a blogger e lettori fortissimi, stavano tutti per Paolo Cognetti e Le otto montagne; quando però poi Cognetti ha vinto, sono tornati tutti ciabattiani. Il fatto è tanto più curioso perché si trattava in entrambi i casi di romanzi eccellenti, firmati da autori di solida fama letteraria: pure, la loro stessa letterarietà veniva messa in dubbio non appena si profilava all’orizzonte la possibilità di un successo commerciale. Le stesse persone che si sperticavano in elogi per lo stile icastico e puntuale del Cognetti dei libri minimum fax, ora erano in prima fila ad affibbiare a quello (invero ancora più compiuto) del Cognetti Einaudi e “stregato” la degradante etichetta di midcult.

Specchio di un paese incarognito? Forse è un parallelo troppo facile, ma ecco che torna alla mente la presentazione di M di Antonio Scurati, dove l’autore è stato contestato da tre persone, una che riteneva il libro troppo poco antifascista, un’altra per cui lo era troppo, e una che non aveva gradito i paralleli col clima populista odierno. Segnali di uno Zeitgeist – ma anche del fatto che il libro è riuscito, e infatti lo è: scrittura muscolare, immedesimazione forte, grande senso della storia come flusso emotivo se non spirituale. E tutti subito a criticarlo: in classifica? Ci deve essere qualcosa sotto… Ecco allora, forse, il punto: la tracimazione della mentalità complottistica nel pensiero generale, al punto di credere che ciò che è bello debba per forza essere anche nascosto. 

Vanni Santoni

Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Scurati racconta con dedizione e ostinazione la nascita del fascismo in Italia, non tralasciando nessun dettaglio decisivo alla comprensione della nostra Storia, attenendosi ai fatti documentati e appassionando i lettori per pagine e pagine, come hanno dimostrato le reazioni fin dal primo giorno della sua comparsa nelle librerie. Il racconto corale, con al centro la figura di Benito Mussolini, compie il miracolo di farci comprendere come i fatti prendano consistenza e poi potenza in pochi anni, con la complicità dell’indifferenza e della superficialità di un intero popolo. Nonostante quest’anno tra i candidati al premio Strega siano presenti libri e autori che apprezzo, propongo M. di Antonio Scurati perché è un evento nella letteratura italiana, uno dei romanzi importanti dei nostri anni, che merita per questo non solo di partecipare al Premio Strega ma di vincerlo».
Proposto da Francesco Piccolo
  • Antonio Scurati Cover

    Ricercatore allo IULM di Milano, coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza e insegna all'Università di Bergamo Teorie e tecniche del linguaggio televisivo.Editorialista della «Stampa» è anche columnist di «Internazionale». Nel 2005 ha vinto il Campiello con il romanzo Il sopravvissuto. Nel 2011 pubblica La seconda Mezzanotte e nel 2013 Il padre infedele. Nel 2015 arriva tra i finalisti al Campiello con Il tempo migliore della nostra vita, edito come sempre da Bompiani. Nel 2018 esce M. Il figlio del secolo, un romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini.I suoi libri sono stati tradotti in varie lingue. Approfondisci
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