I magnifici 7 capolavori della letteratura italiana. Ediz. integrale

D'Annunzio Gabriele, Fogazzaro Antonio, FOSCOLO UGO

Editore: Newton Compton
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,72 MB
  • EAN: 9788854152366
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Descrizione
In questo volume ripercorriamo in compagnia dei nostri più grandi scrittori due secoli fondamentali per la letteratura italiana. Ugo Foscolo ci trascina nel suo mondo tumultuoso di passioni e tormenti con "Le Ultime lettere di Jacopo Ortis": impostato come un romanzo epistolare lirico, con i suoi contenuti e con il suo stile, ha dato inizio alla prosa italiana moderna. Dopo Foscolo è Alessandro Manzoni a narrarci la storia di Renzo e Lucia, don Abbondio e padre Cristoforo, della monaca di Monza e dell'Innominato nei "Promessi sposi". Ci inoltriamo poi nella modernità al seguito di Giovanni Verga, che con dolore e commozione diventa cronista delle tragedie dei vinti. Un romanzo come I Malavoglia - notò Capuana - non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Aci Trezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto del verismo italiano e un classico della nostra letteratura. Di un altro mondo, di tutt'altra atmosfera ci parla Gabriele D'Annunzio che con "II piacere" scrisse il suo capolavoro e, come molti ritengono, il primo romanzo moderno. Ancora risvolti intimistici, ma questa volta intrecciati strettamente al contesto storico, incontriamo nel capolavoro di Antonio Fogazzaro "Piccolo mondo antico", che ci trasporta nella brumosa Italia settentrionale in pieno fervore risorgimentale. "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello e "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo.

Recensioni dei clienti

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    LiveALive

    11/06/2013 12:10:08

    Di recente, qualche sedicente espertone di letteratura (che in verità ne sa ben poco), se n'è venuto fuori con alcuni assurdi discorsi sull'evoluzione tecnica d'essa, e quindi con l'inutilità dei classici. Ci viene detto che la letteratura d'un Manzoni è come una Model T della Fort, mentre oggi siamo delle Bugatti Veyron, poiché è assolutamente normale che anche "uno studente al primo anno di liceo conosca molta più fisica di Newton", citando Kasparov. Ma questo ragionamento è valido solo per le scienze tecniche, e chiaramente non può valere per la letteratura. Al di là dell'impossibilità dell'arte, oggi guardiamo con la stessa ammirazione i geroglifici egizi, gli affreschi di Cimabue, i quadri ultrarealistici di Bouguereau, e ancor di più i lavori di Manet e Renoir. Tecnicamente un Michelangelo sarà sicuramente migliore d'un Botticelli, ma ciò non lo rende migliore, poiché arte e tecnica sono cose diverse. La vera arte in un quadro non sta nella sapienza della pennellata, ma in giochi di linee e contrasti di colore. Non a caso gli artisti moderni, come fossero alchimisti, hanno tolto tutte le impurità per portare alla luce l'Anima dell'Arte; hanno cioè ucciso la tecnica, lasciando l'essenza, creando quadri che tutti possono realizzare dal punto di vista tecnico, ma non da quello artistico. Si parla quindi di un CAMBIAMENTO nell'arte, e non in una evoluzione: Botticelli, Michelangelo, Renoir e Marcel Duchamp hanno tutti lo stesso valore, ma ognuno è unico e diverso. Nella letteratura, possiamo dire esattamente lo stesso. I lavori qui raccolti non sono arretrati rispetto a quelli di oggi, ma sono diversi, basati su altri principi e altre logiche. Che poi il grande pubblico possa apprezzarli o meno, è tutto un altro discorso, perché esiste un "gusto delle masse" che varia col tempo. Non posso apprezzare totalmente la politica di Newton, che ripropone testi già presenti nella raccolta assieme a inediti... ma sono comunque raccolte ben fatte e dal grande valore.

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