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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 183 p. , Brossura
  • EAN: 9788804593690

Nicola Gratteri è uno dei magistrati più impegnati sul versante della lotta alla mafia. Quotidianamente conduce indagini, formula accuse nel tentativo di reprimere o, perlomeno, indebolire il potere di quella che è divenuta la più potente multinazionale del crimine: la 'ndrangheta. In questo libro, attraverso un dialogo vivace e avvincente con Antonio Nicaso, storico ed esperto della mafia calabrese, Gratteri offre una ricostruzione storica dell'organizzazione criminale, che trova radici già nel Settecento e che arriva fino ai giorni nostri. Il tutto raccontato nel rispetto di fonti storiche e documenti giudiziari, mediante una rigorosa rilettura di fascicoli depositati negli archivi delle procure di Locri e di Reggio Calabria. La ventennale attività di Gratteri, fatta di inchieste che vanno dalle indagini sulla Locride degli anni Ottanta a quelle sulla faida di San Luca e sulla strage di Duisburg del Ferragosto 2007, viene messa a disposizione dei lettori come chiave di comprensione, di denuncia e di giudizio sul fenomeno.
Il libro parte dalla triste constatazione che la mafia ormai più potente del mondo, che controlla quasi tutta la cocaina d'Europa, domini una delle regioni più povere d'Europa, la Calabria. Se la famiglia è il nocciolo duro, il «locale» è l'ente territoriale di governo della 'ndrangheta: un consorzio tra famiglie, cementato dal sangue, che si spartisce lo stesso ambito, un paese intero o il quartiere di una città. Nel 1991, per porre fine a una faida interna ai clan criminali durata sei anni, il territorio di Reggio Calabria e provincia venne diviso in tre «mandamenti». Oggi, tutti i «locali» sparsi per il mondo, fanno capo ai gruppi della Locride, soprattutto a quelli di San Luca, che costituisce una sorta di «camera di commercio delle 'ndrine» di Reggio, Crotone, Cosenza, Catanzaro e Vibo. è questa la malapianta che dà il nome al libro, che avanza con le sue ramificazioni, penetra nei territori italiani e, dopo aver colonizzato l'Europa, ora si allarga nelle Americhe e in Africa. Dalle miniere congolesi del coltan, minerale fondamentale per i telefonini di ultima generazione, alle infiltrazioni negli appalti dell'Expo di Milano 2015, la 'ndrangheta unisce armi e soldi, violenza e investimenti, ed è sempre un passo avanti agli investigatori.
Ma come combattere questa nuova Piovra? Con quali armi? Secondo Gratteri ci vogliono il carcere duro, la confisca dei beni, la riapertura dei penitenziari sulle isole di Pianosa, Gorgona, L'Asinara e Favignana, inspiegabilmente chiusi dopo le stragi di Palermo degli anni 90. Ci vuole anche l'impegno e la partecipazione della Calabria che non ci sta, quella di Francesco Fortugno, il vicepresidente regionale ucciso nel 2005, quella che la mafia delle 'ndrine vuole combatterla, rappresentata da uomini come l'autore di questo libro, Nicola Gratteri. Un procuratore duro, calabrese di Gerace che non ha mai voluto lasciare la sua terra ma che ogni giorno combatte questa guerra, con la sostanza delle cose e delle parole qui raccolte.

Recensioni dei clienti

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    MARCO S.L.L.

    18/09/2011 14.40.09

    Libro coinvolgente e scritto con la verace passione di un uomo che ha dedicato, che dedica e che dedicherà (ne sono certo!) la propria vita nella dura impresa della lotta alle fazioni del crimine organizzato calabrese. Libro che non può mancare nella biblioteca del lettore appassionato sia di questo genere letterario che della legalità!

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    Antonio

    07/03/2011 15.46.42

    Ho deciso di premiare con un voto alto questo libro perché penso che sia un manuale, oltre che una compeytente testimonianza, per qualunque cittadino che vuole credere nella giustizia. In un Paese dove politica, massoneria, media e mafia sono sempre più collusi, un uomo, lasciato solo dalle istituzioni, caparbiamente, continua la sua lotta per ridare dignità all'Italia e ai suoi cittadini; un magistrato che racconta queste storie, lo fa perché crede nel cambiamento e la sua dedizione mi fa sentire fiero e rappresentato da una, seppur piccola parte, di quello che può ancora chiamarsi degnamente: Stato.

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    Paolo Rigamonti

    16/09/2010 09.37.49

    Alta testimonianza civile, anche se un po' generalizzante il giudizio sulla politica.

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    giorgio g

    05/04/2010 15.02.17

    E’ un libro che desta sentimenti contrastanti: da un lato l’ammirazione per Nicola Gratteri, un Magistrato che ha fatto della lotta alla ’ndrangheta una missione di vita, un uomo di cui i brevi cenni autobiografici inseriti nel capitolo “Le radici” ci fanno intuire lo spessore; dal lato opposto la delusione per avere perso l’occasione per spiegarci meglio il fenomeno della malavita calabrese per mezzo del botta-e-risposta con Antonio Nicaso. Qui il pensiero corre a “Cose di cosa nostra” in cui Marcelle Padovani intervistava con ben altro risultato Giovanni Falcone. Forse un motivo è da ricercare nella complessità delle storie in cui si articolano le molteplici attività criminose della “malapianta” , storie che avrebbero richiesto ben più delle centottanta paginette del libro. Un libro che è comunque da leggere. Da non perdere la citazione a pagg.156-157 che riporto: “Ferdinand Toennies distingueva la società mitteleuropea da quella mediterranea definendo la prima una società di diritto, basata su leggi uguali per tutti (Gesellschaft) e la seconda una società di favori e amicizie, una sorta di comunità di tipo familiare (Gemeinschaft)... Chi appartiene alla Gesellschaft mitteleuropea è protetto dalla legge, quindi non ha bisogno di ricorrere agli altri per chiedere aiuto e favori. Nella Gesellschaft la legge è uguale per tutti. Invece i cittadini della Gemeinschaft mediterranea per ottenere giustizia devono coltivare amicizie influenti: fare favori in cambio di favori. In Italia abbiamo trasformato i diritti in favori". Mi pare che questo spieghi molte cose, anche dei rapporti tra Nord e Sud del nostro Paese.

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    Beatrice Zanetti

    03/04/2010 15.52.17

    Il Dott. Nicola Gratteri è uno degli uomini più coerenti, coraggiosi e determinati che ha fatto della lotta alla 'ndrangheta un motivo di vita. Ogni suo scritto dovrebbe essere parte integrante della formazione di ogni giovane magistrato. "La malapianta" è un'interessante intervista fatta da un grande giornalista a Gratteri. Ma se vogliamo capire cos'è veramente la n'drangheta e la Calabria meglio leggere " Fratelli di sangue" , direttamente dalla penna e dal cuore di Gratteri.

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    manoz

    16/03/2010 16.54.39

    Ho scoperto leggendo questo libro non solo le radici storiche, ma anche che non possiamo più pensare alle mafie come a qualcosa che non ci tocca e non ci riguarda da vicino: un'intero capito è dedicato al Nord e un altro all'Estero. Ho scoperto inoltre, come per Falcone, un uomo di grande cultura, con un grande coraggio e con un grande senso del dovere a sfatare certi stereotipi che ancora permangono. Il libro è scorrevole, chiaro e sintetico, magari talvolta ripetitivo nell’esporre le informazioni e i pareri, come spesso sono i libri-intervista, poiché nascono dall’assemblaggio di più conversazioni. Perché leggerlo? Perché informarsi è il primo passo per poter cambiare la realtà che ci circonda e per lo stesso motivo per cui questo magistrato fa interventi nelle scuole e si fa intervistare: per promuovere la cultura della legalità.

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    br1

    06/03/2010 19.18.05

    buon libro.molto scorrevole e ben argomentato.non poteva comunque che essere così quando l'autore è uno dei massimi conoscitori della materia trattata.

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