Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 17 novembre 2016
Pagine: 508 p., Brossura
  • EAN: 9788854514065
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Descrizione
Apparso per la prima volta nel 1964, Il male oscuro ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L’apprezzamento critico che ne seguí, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest’opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento.

«Ogni volta che aprivo e leggevo venti o trenta pagine de Il male oscuro, avrei voluto che questo libro non avesse a che fare con me, con le mie sofferenze, le mie fobie, le gabbie del mio passato, il mio tempo, avrei voluto che fosse un libro datato, lontano, un reperto del Novecento, e invece ogni volta mi ritrovavo coinvolto dalla sua sincerità senza scampo» - Christian Raimo

Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l’ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell’epoca caratterizzata da una società in piena espansione, Il male oscuro, come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un’epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un’autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d’animo». Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso piú volte il suo debito con La coscienza di Zeno di Svevo e La cognizione del dolore di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. Il male oscuro, tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l’epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi).

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Recensioni dei clienti

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    Marco C.

    17/09/2018 19:08:56

    Sapevo mi sarebbe piaciuto e sapevo che al suo interno avrei trovato passaggi intensi e in grado di farmi tremare. È sembrato uno specchio, a tratti, tanto che alcune cose le ho lette sentendo la mia voce. Alcuni pensieri di Berto erano nella mia testa, e a volte è capitato di sentirmi proprio come lui: colpevole e condannato a qualcosa di terribile. L’ossessione che Dio sia lì pronto a punire – anche per cose normali e umane come la masturbazione - è sempre nella mente dell’autore, è una costante, una fissazione che probabilmente ferisce e fa star male più del dolore fisico e delle fitte che, da come sono descritte, sembrano essere tra le cose peggiori che si possa provare. Che Berto sia stato molto vicino alla religione lo si capisce da subito e lo si era capito anche grazie all’altro suo splendido libro "La Gloria". E restando sempre sul tema del divino, del sacro o della provvidenza, ho trovato Il male oscuro un libro molto influenzato da giganti come Dostoevskij, Tolstoj e Turgenev, con i primi due che, non a caso, e chi conosce gli autori capirà benissimo perché, diventano parte di quel tormento dato dal contrasto tra peccato e piacere. Quella de Il male oscuro è una vera e propria autopsicanalisi ovviamente debitrice di Italo Svevo, tanto che proprio l’autore lo conferma nelle appendici (da leggere assolutamente), ed è quindi un continuo parlare di Io, Super-Io, Es e teorie Freudiane che trovano riscontro nei “simboli” e nelle situazione sparsi nel libro: la masturbazione, il rapporto con il padre e il rapporto che lui “avrà” con la figlia, i personaggi, o per essere più precisi, il modo in cui i personaggi/le persone vengono viste dall’autore. Lo stile adottato da Berto in questo libro può spaventare i curiosi, me ne rendo conto. I punti si contano su due mani, forse una, e il flusso di pensieri raggiunge il suo apice dalla pagina 239 alla 301, pagine in cui i punti scompaiono del tutto. Fantastico, ma non per tutti.

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    n.d.

    04/04/2018 20:47:46

    Meraviglioso. Un'esperienza sincronica al 100% permessa dalla straordinaria capacità letteraria di Berto e dal genere di scrittura, il flusso di coscienza. I temi affrontati sono descritti alla perfezione e sono sempre presenti. Consigliatissimo per gli amanti del genere.

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    giuseppe

    28/03/2018 03:46:31

    Sicuramente sotto il profilo grammaticale e lessicale è un romanzo figlio del suo tempo o forse figlio della nevrosi ed ipocondria che lo caratterizza. Mi è risultato molto faticoso. La curiosità mi ha spinto anche perché andavo alla ricerca di un confronto letterario nel rapporto padre figlio e invece mi sono imbattuto una una sorta di una degenerazione patologica. Comunque si tratta di una storia di rilettura della propria vita. Siamo sempre pronti a responsabilizzare per i nostri fallimenti o insicurezze qualcuno o qualcosa diversi da noi quando, invece, la risposta è meno complessa e più immediata e si trova dentro di noi, le nostre fragilità, i nostri limiti il nostro io morale che prende il sopravvento senza un orientamento preciso, chiaro ed illuminato. Personalmente niente di straordinario.

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    Wanda

    15/11/2017 22:24:17

    A dispetto del titolo, un libro esilarante, coinvolgente, fluido, di una malinconia poetica. La realizzazione di quel sogno di gloria letteraria tanto cercata dall'autore. Una testimonianza di gloria vera per la nostra letteratura.

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    Julio

    16/12/2016 13:24:19

    Romanzo di una bellezza abbagliante.

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