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Recensioni Malone muore

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    03/12/2020 11:18:53

    Indubbiamente il talento e l'intelligenza di Beckett sono incredibili e il mio e' un giudizio del tutto personale da persona di media cultura. L'idea di fondo della storia e' geniale cosi' come il confondersi di realta' e finzione, l'idea della scrittura come orizzonte ultimo dell'esperienza umana. Ho trovato tuttavia alcuni passaggi molto complessi e difficili da digerire. Come se il flusso di coscienza producesse un continuo ciarlare, indubbiamente voluto che a tratti distrae il lettore e lo confonde. E' un testo complesso non indicato per neofiti o lettori distratti. Ricco di spunti ma talvolta anche di cose indefinite e incomprensibili in maniera irritante. Felice di averlo letto, ma non da inserire nel gota dei miei testi formativi.

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    21/09/2019 14:07:55

    In "Malore muore" l'io narrante è posizionato al centro della scena, su un letto d'ospedale. Il suo orizzonte è limitatissimo: non supera la porta della camera, e da una finestra può solo vedere i ballatoi e i tetti della casa di fronte. Una malattia sconosciuta lo costringe a stare a letto. Usa un bastone per avvicinare le cose: un quaderno dove scrive con un lapis, il piatto col cibo. La morte incombe su di lui, come annuncia egli stesso nell'incipit, ma la sua mente viaggia, ricordi vicini e lontani si sovrappongono; nei momenti di lucidità inventa addirittura una storia (che poi si perderà nella trama del racconto), poi ritorna alla realtà, smette di scrivere e si addormenta, e forse è per sempre, e lui lo sa, ma poi si sveglia e cerca di nuovo il quaderno che gli è caduto e continua a scrivere. Più e più volte si ha l'impressione che lo scrivente sia già trapassato, ma poi un rumore, un ricordo lo ridesta. La storia diviene un flusso di coscienza potente, cosmico; il tempo si dilata, le pareti scompaiono e tra me e Malone non c'è più alcuna distanza, perché potrei benissimo essere io, al posto suo. Un libro raro. E straordinario.

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    02/10/2016 18:07:41

    Un uomo sta morendo o forse è già morto e non lo sa, comunque non ne è sicuro: il fatto in sé non è fondamentale, importante è scriverne per cercare comunque di sopravvivere all'inspiegabilità (se non all'assurdità) dell'esistenza. Libro difficile, da leggere in pochi affannosi giorni o da distillare in vari mesi, imprenscindibile per chiunque non si limiti a farsi vivere ma abbia ancora il coraggio di pensare

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