Mani impunite. Vecchia e nuova corruzione in Italia

Donatella Della Porta,Alberto Vannucci

Editore: Laterza
Collana: Libri del tempo
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 14 giugno 2007
Pagine: VII-257 p., Brossura
  • EAN: 9788842083382
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Descrizione
La breve stagione di Mani Pulite non ha scardinato il vecchio equilibrio ad alta densità di corruzione che si era andato consolidando nella gestione italiana della cosa pubblica. Cos'è rimasto della "rivoluzione dei giudici", che tante speranze aveva suscitato nella prima metà degli anni Novanta? Mentre da tempo il problema della corruzione in Italia non è più all'ordine del giorno, negli ultimi anni una lunga serie di episodi di micro-corruzione e clamorosi scandali politici e finanziari hanno segnalato una chiara linea di continuità con le vicende svelate da Mani Pulite. In questo volume, somiglianze e differenze tra vecchia e nuova corruzione vengono evidenziate a partire da una ricerca empirica basata su materiale giudiziario, relazioni di commissioni parlamentari e authorities pubbliche, oltre che sulla sistematica rassegna della stampa. L'analisi si concentra sui meccanismi della corruzione, sulle loro attuali trasformazioni rispetto al passato, sul rafforzato intreccio tra politica ed economia che sta caratterizzando la nuova fase istituzionale.

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    Andrea

    21/07/2007 19:13:27

    Finalmente uno studio serio e documentato sulla corruzione in Italia, dopo il bel lavoro (anche se più specialistico) di Arnone e i volumi di Travaglio e Gomez (molto meno complessi). Altro che le menate di Giavazzi sul "più mercato", e il mito degli USA, qui si analizza spietatamente e scientificamente il sistema "strutturale" della corruzione in Italia. Non si salvano in molti, e, sopratutto se ne evidenziano i reali costi per tutti. Ma la parte più interessante è quella della corruzione privata e all'assoluta falsità delle tesi relative alla migliore efficienza delle "privatizzazioni", delle "liberalizzazioni" e dei partiti leggeri. L'unico modo per combattere la corruzione è proprio l'opposto: riaffermare il primato della cosa pubblica e ritornare ad essere cittadini e non clienti. Bel libro, da consigliare. Speriamo che lo legga anche Giavazzi

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