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Stephen Greenblatt

Traduttore: R. Zuppet
Collana: Saggi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 364 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788817067744

47° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Studi generali - Letteratura antica, classica e medievale

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Recensioni dei clienti

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    mauro

    14/08/2015 19.58.44

    Lettura all'inizio estremamente accattivante, peccato che con il procedere delle pagine i dati forniti dall'autore si facciano sempre più fumosi ed imprecisi (si veda la parte su come Lucrezio "si rifiuti" di tradurre il termine atomo) o ideologicamente distorti (la totale "ignoranza" del problema della traduzione del termine religio nel capolavoro epicureo).Da un saggio, seppure divulgativo, ci si aspetterebbe di più.

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    Pino Chisari

    03/07/2014 12.15.42

    Dei tanti saggi che ho letto di sicuro questo è uno dei più belli e coinvolgenti. Se nelle scuole si usasse raccontare così gli eventi, ben diverso sarebbe il sapore di tutte le discipline umanistiche e ben diverso sarebbe il messaggio educativo. Consiglio vivamente la lettura di questo libro, sia per la bellezza che per la facilità. Personalmente ho anche scoperto a chi inconsciamente dovevo tanti dei principi in cui credo da sempre.

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    cristiano cant

    19/09/2013 09.22.24

    Un capolavoro, uno di quei lavori di ricerca che pur dentro il giusto e sapiente dosaggio di un metodo, esce dal persuasivo dotto perimetro dell'intelligenza e sconfina fino alle altezze della poesia.

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    gianluca guidomei

    30/10/2012 19.10.31

    Il ritrovamento del De rerum natura di Lucrezio da parte di Poggio Bracciolini non fu soltanto la grande avventura di un cacciatore di libri. Fu una scossa sotterranea che stimolò tutto il futuro Rinascimento: chi legge Lucrezio non può non trovare la sua arte e le sue idee in Sandro Botticelli, Piero di Cosimo, Leonardo da Vinci, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Giordano Bruno, Galileo Galilei e anche nei sommi William Shakespeare e Michel de Montaigne. Ma il libro di Greenblatt è anche e soprattutto una riflessione su come le idee possano cambiare il mondo. Lucrezio aveva capito tutto ( o quasi ) prima di Einstein, senza strumenti sofisticati, attenendosi alle percezioni sensoriali e alle prove del mondo materiale. Disprezzava le descrizioni spaventose dell'aldilà, aborriva le favole su una fantomatica creazione da parte di un qualsivoglia dio, predicava il superamento della paura della morte e inseguiva l'unico vero degno obiettivo degli esseri umani: il piacere. Quello di Epicuro. Ovviamente fu osteggiato per 1500 anni dalla chiesa ( il minuscolo è dovuto oltre che voluto ). Ma la cosa più incredibile in questa storia è l'atteggiamento della chiesa stessa nei confronti dell'opera e delle idee di Lucrezio. Che dimostra ancora una volta quanto sia intrinsecamente stupida e volgare questa funesta istituzione: Lucrezio più che osteggiato per le sue teorie sull'origine del mondo e sull'aggregazione atomistica, venne quasi, come dire, compatito, perché essendo un pagano, e quindi non tacciabile di eresia, aveva avuto la "disgrazia" di essere nato prima della venuta di Cristo. Se avesse conosciuto il figlio di Dio non avrebbe scritto tutte quelle brutte cose: su questo la chiesa non nutriva dubbi! Neanche Bramieri o Berlusconi avrebbero saputo raccontare una barzelletta più incredibile.

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    Valentina

    08/10/2012 09.54.47

    Ho acquistato il libro la sera stessa che mi è stato indicato come un "saggio eccellente". Devo dire che la lettura è avvincente. Splendido affresco della "età dell'oro" della cultura italiana, dove la curiosità e la sete di conoscenza erano tali da indurre l'erudito Poggio Bracciolini ad affrontare mille difficoltà, viaggi interminabili, ristrettezze economiche pur di nutrire la mente con le opere dei grandi del passato, il cui pensiero giaceva dimenticato in polverosi papiri o pergamene all'interno di inestibili biblioteche in lontani monasteri. Utile lettura, un invito alla riscoperta del pensiero antico e alla curiosià, come chiave di lettura dei nostri tempi.

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    Massimo Gatta

    06/09/2012 10.51.28

    E' un libro di straordinario interesse, scritto con una prosa che nulla ha del trombonismo accademico di molti (nostri) saggisti, da uno dei più grandi storici della letteratura inglese in circolazione, sarà un caso che insegna ad Harvard? Che poi uno studioso di letteratura inglese sia riuscito a scrivere un saggio di tale bellezza (ha vinto nel 2011 il Pulitzer per la saggistica) su autori latini e italiani la dice assai lunga sulla eccellente preparazione culturale degli studiosi nordamericani. Come spesso accade per molti storici di cultura anglosassone il talento narrativo procede insieme ad una sana e robusta erudizione in un mix elegante nel quale il lettore è da subito coinvolto. In particolare la lettura di questo poderoso saggio su Lucrezio, il De rerum natura il suo riscopritore (1417) umanista Poggio Bracciolini, andrebbe a mio avviso letto avendo presenti sia le pagine che Leo Deuel dedica al Bracciolini cacciatore di libri nel suo affascinante "Cacciatori di libri sepolti" (Bompiani, 1968), sia alla simpatica novella di Conrad F. Meyer, "Plauto nel convento delle monache", fortunatamente ristampato nel 2004 dall'editore Ariele nelle "Sei novelle" di Meyer. Ma ora basta chiacchiere inutili e godetevi la scrittura di Greenblatt.

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