Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 aprile 2009
  • EAN: 9788806199463
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Che cosa unisce seimilacinquecento coppie di uno sposalizio di massa nello Yankee Stadium, un famoso scrittore ostinatamente misantropo e un funzionario svizzero ostaggio a Beirut? Dai funerali di Khomeini al massacro di Tienanmen, la realtà del mondo è che sette uomini senza nome posseggono tutto e ci muovono come trottole. La vita dello scrittore McGray di colpo s'intreccia con il terrorismo internazionale mentre una fotografa cerca di catturare le immagini della sua esistenza solitaria. Ancora una volta, DeLillo compone un affresco epocale dove le vite degli individui qualunque incontrano i grandi eventi della Storia, in uno spietato confronto fra destino personale e perpetuo movimento delle masse, incontrollabile solo all'apparenza. Come in altri suoi capolavori, DeLillo ritrae il mondo in una prospettiva planetaria la cui sorte sembra un'inevitabile, spontanea apocalisse collettiva. Lo fa con la sua solita ironia, elegante e tremenda, e con una beffarda voglia di provocazione.

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Questo articolo potrebbe non essere consegnato entro Natale
Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe Russo

    15/02/2013 18:38:42

    L'ostinata, cieca, spinoziana continuità della vita a dispetto delle circostanze in cui le capita di trovarsi è probabilmente il vero Leitmotiv di questo romanzo pubblicato nel 1991 da DeLillo. I personaggi, a dispetto della loro grande varietà apparente, sono tutti dei simulacri di forze che li agitano, li attraversano, li sospingono nelle più disparate direzioni, direzioni che - alla resa dei conti - si rivelano tutte insignificanti: quella del grande autore che si crede un Deus absconditus come quella della fotografa non più ispirata o come quella del leader di un gruppo terrorista libanese. Tutti cercano di estendere il proprio ego fuori dal proprio spazio "naturale" (leggi: sociale), e tutti falliscono in questo sforzo che è superiore alle umane possibilità ma è allo stesso tempo inevitabile. Nessuno ha un'identità certa e fissa perché l'epoca delle identità stabili è finita. Ognuno cerca perciò di moltiplicare le declinazioni del proprio Io in un "conatus" che non può mai terminare ma che ci dà l'illusione di essere ancora dei soggetti. «Sappiamo tutti che la cosa che teniamo in segreto non è affatto un segreto ma quella cosa eterna e palese che predice il proprio ripresentarsi» (p. 235). Ecco, ciò che ostinatamente si ripresenta è proprio questo tremendo sforzo, che in realtà è inumano ma che coincide con la vita.

Scrivi una recensione