Mao. La storia sconosciuta

Jung Chang,Jon Halliday

Traduttore: E. Valdrè
Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 4 maggio 2006
Pagine: 960 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830421936
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Descrizione

Questo saggio è ricco di rivelazioni che tra l'altro smontano il mito della Lunga Marcia, e mostra un Mao sconosciuto: completamente privo di idealismo, ottenne il potere grazie ai suoi complessi rapporti con Stalin, che datavano dagli anni '20, e a una serie di complotti, avvelenamenti e ricatti. Ma dopo aver conquistato la Cina nel 1949, il suo scopo segreto era diventato la conquista del mondo, e per inseguire questo sogno Mao arrivò a causare la morte di 38 milioni di persone nella più grande carestia registrata nella storia. In tutto, più di 70 milioni di persone persero la vita sotto il governo di Mao, e questo in tempo di pace.

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Recensioni dei clienti

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    Gabriele

    02/02/2014 16:54:54

    Leggendo questo libro ci appare un Mao megalomane, spietato, assetato di potere, che ha ucciso direttamente ed indirettamente piu' di 70 milioni di cinesi. Ci appare, pero', anche un Mao estremamente inteligente, quasi un genio d' intrighi. Poi...leggendo l' altro libro di Jung Chang " Cigni selvatici " la stessa autrice non nega che la Cina abbia anche vissuto anni in cui TUTTI stavano davvero bene. E allora, che idea dobbiamo farci ?

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    Antonella

    21/06/2012 16:29:36

    L interpretazione di un 'epoca e di avvenimenti storici così complessi come quelli narrati dagli autori in questa biografia richiede un'estrema cautela, un' interpretazione precisa e puntuale delle fonti, avrebbero fatto bene gli autori a riportare nelle note brani di interviste, parte dei testi utilizzati, per dare al lettore un sostegno "forte" ai fatti esposti; certo ne sarebbe venuta fuori un'opera ancora più ponderosa. La lettura è interessante e coinvolgente. Mi piacerebbe sentire il parere di storici che si sono occupati dello stesso periodo

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    fabio

    25/07/2011 21:18:52

    L'abbondantissima bibliografia testimonia la serietà dello sforzo nelle ricerche fatte dagli autori. Sarebbe inutile riportare 200 pagine di bibliografia se si fosse voluto fare un libro di ideologia. Se le cose stanno davvero come stanno, le critiche a Mao fatte in questo libro sono decisamente poche: bastano i fatti. Gli autori tuttavia raramente danno giudizi di merito, limitandosi a riportare i fatti che hanno conosciuto. Ne esce la figura di un uomo, Mao, assetato di potere e completamente insensibile alle sofferenze del suo popolo, che egli non esita a sacrificare gettandolo in tutte le guerre possibili, tenendolo rigorosamente nella fame e nell'ignoranza. Essendo una biografia, non viene fatta parallelamente una storia socio-economica della Cina, ma se alla morte di Mao la Cina era un paese ancora poverissimo, qualcosa vorrà pur dire sui metodi e sui risultati conseguiti da un sanguinario dittatore. Personalmente non ho riscontrato in questa opera impostazioni ideologiche o pregiudizi di alcun genere. Un po' prolisso lo stile.

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    Tommaso Minniti

    26/07/2009 20:27:33

    Splendido documento storico, mostruosamente avvincente, mostruosamente drammatico perchè narra il dramma di una mostruosa storia negata per anni.Roba da far rabbrividire storici e premi Nobel nosrani, se avessero il senso della vergogna e se sapessero distinguere la storia dai loro sogni infranti. La Storia è matura per essere scritta,perchè si dia un nome ai milioni di morti, perchè chi ancora difende questa macchia della moderna storia dell'uomo, trovi il pudore di tacere per sempre.

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    giorgio riparbelli

    06/07/2009 15:44:17

    votare 0/5, ma nn era nelle mie possibilita'. Mao e' stata una figura storica complessa e controversa, come tutti i giganti della storia. Ma nn una figurina, o una barzelletta. Ha dato organizzazione a disperse e disperate rivolte contadine; unificato uno stato immenso; violato le consegne dell'Internazionale e alcuni capisaldi del marxismo, portandosi al successo; vinto un certo numero di imperialismi; tentato una critica radicale alla crisi dei "socialismi reali" e cosi' via. Avrei votato 0 perche' gli autori mi hanno coinvolto in una lettura di piu' di 700 pg.(l' ed.inglese in mio possesso), in cui violano le piu' elementari norme metodologiche del fare storia; del riportare secondo i noti criteri della ricerca scientifica e storica, fatti e testimonianze, corredati da note e citazioni che li individuano chiaramente e univocamente(per es. quelli indicate da Edgar Carr in " Sei lezioni di Storia). E' vero che c'e' un numero invidiabile di studiosi che ha appoggiato il libro (ma nn e' vero che i mandarini vivono in torri d'avorio: essi sono sensibilissimi allo spirare dei venti). E' vero anche che un certo numero di odiatori di Mao, pero' amici del mestiere che fanno hanno definito il best seller dei due, come "spaventosamente disonesto" (Steve Tsang- Oxford Univ.), o Francesco Scisci (La Stampa) che lo trova controproducente. Se si voleva fare una science fiction sul tipo di Blade Runner, devo dire, che almeno per il buon gusto nella scelta dei personaggi, preferisco Blade Runner. Se invece si voleva fare lavoro storico, sia pure orientatissimo ideologicamente, non bastava mettere 68 imponenti pg.(ed.ing.) di note al seguito. Anche Toto' e Peppino, quando scrivono la famosa lettera alla Malafemmina inzeppano il finale di punti , punti interrogativi e esclamativi: ma nn fanno una migliore lettera. Al contrario chi vuole controllare cosa sono le note puo' consultare per es."Gesu' Ebreo" di Riccardo Calimani (ne ha ben 110 pg.) ed e' un modello di chiarezza perche'le note a quello servono.

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    Lilly

    23/12/2007 01:34:50

    Non è vero che la documentazione è poco attendibile, Jon Halliday è uno storico e esperto di politica, lo saprà bene come si fa una ricerca storica! E poi chi meglio di chi ha vissuto in quel periodo sulla sua pelle (Jung Chang) certi avvenimenti può spiegarci cosa è successo? Qui NON C'ENTRANO LE IDEE POLITICHE, quando muiono milioni di persone a causa di un pazzo la politica non c'entra un bel niente. Non è questione di anticomunismo. E' realtà.

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    Rocco

    30/04/2007 22:44:53

    Non do 5 solo perchè ci sono troppe opinioni personali che rovinano un pochino l'opera. Resta tutttavia un lavoro megalitico che merita il massimo rispetto. A chi critica gli autori accusandoli di propaganda anticomunista, direi di non arrampicarsi sugli specchi, il male causato da Mao & Co. è ancora evidente ai giorni nostri. Una biografia completa in tutti gli aspetti. Avevo idee poco chiare su chi fosse il Gande Timoniere prima di leggere questo libro. Gli autori denunciano stragi senza pragoni ma sottolineano anche la grande intelligenza di un uomo che avrebbe potuto cambiare (o terminare) la storia del mondo intero partendo da una capanna di paglia e fango in una nazione 100 anni indietro rispetto all'Occidente. Chissà chi sarebbe stato se avesse avuto un cuore e cosa sarebbe la Cina oggi. A distanza di un mese continuo a riflettere su quanto ho letto. Accattivante!

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    LUIGI

    28/02/2007 16:47:08

    Per la prima volta mi trovo di fronte ad un libro coinvolgente,trascinante,ideologicamente puro. Finalmente cominciano ad affiorare le verità sulla Cina,se il prezzo da pagare per raggiungere il risultato attuale è quello dello sterminio di 70 milioni di persone,allora adoro la povertà e l'amore, doti e vurtù molto rare. La documentazione, dimostrata, per la stesura di questo libro, è affascinante, e l'impegno profuso è encomiabile, da parte dll'autrice. Mi accingo a leggere "Cigni selvatici" della stessa autrice,sperando in nuove emozioni. Straordinario,appasionante,da leggere. Ottima la biografia di Mao,è stato abbattuto un mito.

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    Piero

    31/01/2007 18:29:14

    Un libro avvincente,di fondamentale importanza,frutto di un grande lavoro,documentatissimo e allo stesso tempo scritto con uno stile accattivante,tipico della storiografia anglosassone. Interessanti anche molte delle fotografie fuori testo. Dovrebbe essere pubblicizzato da chiunque lo abbia letto ed apprezzato;inoltre,non sarebbe male se anche qualche insegnante,non accecato dall'ideologia,suscitasse la curiosità dei suoi allievi sull'argomento,segnalando quest'opera come un notevole contributo per la conoscenza di un personaggio che alcuni,incredibilmente,si ostinano a mitizzare. Per chi poi non avesse il tempo e/o la voglia di leggere un volume di quasi 1000 pagine ma fosse interessato ad episodi specifici come ad esempio la guerra di Corea o il cosidetto Grande balzo può tranquillamente leggersi solo i capitoli ad essi dedicati e soddisfare le proprie curiosità in proposito. E non manchi di dare un'occhiata alle 3 righe dell'epilogo a pag 739

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    Francesco

    17/01/2007 16:42:16

    Incredibile che si parli di libro poco documentato, ci sono almeno 200 pagine di note, un elenco interminabile di persone, anche ad altissimi livelli, che sono state intervistate. Il libro merita veramente di essere letto, per capire chi fosse davvero questo personaggio, un uomo cinico e spietato come pochi altri credo, spinto da una insaziabile sete di potere, che è arrivato a "regnare" sulla Cina non per il suo carisma e le sue doti politiche, ma grazie a intrighi e tradimenti continui, e a prezzo di immani spargimenti di sangue. C'era davvero bisogno che qualcuno distruggesse quato mito.

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    giorgio g

    08/01/2007 10:22:56

    Confesso che ho esitato a lungo prima di inviare questi commenti ad un libro letto parecchi mesi fa, sia per il soggetto stesso del libro, sia per la personalità dell’autrice (anzi degli autori). Per il primo aspetto, va detto subito che occorre sgombrare il giudizio sia dalle ideologie che dalla personalità e dalle azioni stesse di Mao: qui si tratta di giudicarne la biografia, non il personaggio. Poi ognuno può avere, e tenersi, le sue idee politiche e il giudizio morale sull’uomo. Per quanto riguarda Jung Chang, la ricordiamo nel delizioso “Cigni selvatici”, la saga di tre generazioni di donne della sua famiglia, e la ritroviamo autrice della biografia di uno dei massimi protagonisti dello scorso secolo, in un volume di oltre 950 pagine di cui più di duecento di note, riferimenti bibliografici, elenchi degli archivi consultati e delle persone intervistate, indici analitici. Un’ opera immane, cui certo ha collaborato il suo coautore. Esiterei però ad affermare che la Jung si sia trasformata in una storiografa, anche se ne ho apprezzato le intenzioni e lo sforzo. E’ comunque un libro che merita di essere letto, se non altro per rendersi conto degli eccessi a cui porta la lotta per il potere, anche sotto cieli diversi da quello della Cina.

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    piero

    01/12/2006 12:37:04

    Ho appena letto alcune recensioni qùì pubblicate, mi piange il cuore sentire certe affermazioni da persone che conoscono, forse, poco o niente la storia della Cina. Gli autori, sorattutto Jung Chang che ha vissuto sulla sua pelle questo periodo terribile della storia del suo paese è molto credibile. Lo dice uno che la Cina la conosce tutta e molto bene.

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    leo68

    20/11/2006 16:39:59

    Ottimo libro magnificamente scritto. Molto interessante la parte in cui si mette in luce il ruolo di Mao nelle guerre di Corea e del Vietnam.

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    Antonello

    25/10/2006 15:26:17

    Non credo proprio che c'entri l'ideologia. Quello che si conosceva di Mao e della Cina era solo quello lui voleva. Adesso, scovando negli archivi e raccogliendo testimonianze, viene fuori ben altro. Se poi le testimonianze vengono fuori da più parti allora diventano ancora più attendibili. Si vedano a tal proposito gli scritti di Terzani, un uomo sicuramente non di destra come credo lo siano molti di quelli che hanno letto il libro, espulso dalla Cina dopo avervi vissuto diversi anni e solo perchè testimoniava piccole verità di ogni giorno. Certo non è facile governare un paese così grande, ma quando l'obiettivo è raggiungere il potere, mantenerlo a tutti i costi, distruggere le radici storiche della nazione e seminare il terrore nella popolazione allora credo che forse Mao pensasse solo ad emulare Hitler e Stalin e non a migliorare le condizioni della popolazione. Quindi, con questi propositi, inutile parlare di comunismo, ormai utopia consolidata; del resto basta vedere la Cina di adesso tarsformatasi in una dittatura quasi capitalista. Tutto sommato penso che i Signori della guerra dell'epoca medidievale e post avrebbero fatto meno morti e il capitalismo avrebbe raggiunto ugualmente anche loro. Brava Chang, adesso però mi piacerebbe un bel romanzo come Cigni selvatici.

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    Alessandro Molin Brosa

    17/09/2006 10:56:56

    Si vede subito che un libro con ben 200 pagine di bibliografia e note è un testo preparato con attenzione ed impegno. Ma quando l'ideologia prevale sul voler fare storia, allora non basterebbero neppure 1000 pagine di bibliografia. Nonostante sia molto ben scritta, questa nuova biografia del Grande Timoniere è un eccesso di critiche contro Mao, che viene dipinto solo come dittatore sanguinario e non come un imporante uomo di stato che ha fatto uscire dal feudalesimo il Paese più popolato del mondo. Gli autori credono forse che sia tanto facile dominare una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni di persone senza essere un regime non democratico? Quando, e se, il comunismo cadrà in Cina, ci sarà da ridere, se non da piangere.. (lo dice uno che in Cina c'è stato)

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    HULK

    11/09/2006 14:23:37

    Ad un certo punto ho iniziato la conta dei morti, ed ho perso il conto, altro che 70 milioni. Ok il revisionismo, ma almeno non sbrarcare anche se.... Anche se vorrei incontrare una mia ex insegnate di Italiano, 'Come in Cina sei mesi studiare, sei in risaia' noi privilegiati. 'Ed io farei una bella rivoluzione culturale' risposi pronto. Quanto erano .......lasciamo perdere.Esistono libri più seri.

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    Paolo

    06/07/2006 16:10:40

    Il mondo è bello perchè e' vario. Come si può scrivere che il libro "non è documentato" ? La cosa agghiacciante è scoprire che un pazzo sanguinario come Mao continui ad essere un mito in alcune zone del mondo (Nepal) oltrechè per alcuni nostalgici.

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    Alan

    01/07/2006 11:30:20

    Finalmente una biografia che mette definitivamente in luce la figura di Mao per quella che è stata: un dittatore assetato di potere, assolutamente senza morale e scrupoli, cinico oltre ogni immaginazione. Purtroppo la propaganda filocinese degli anni sessanta e settanta ci aveva presentato un Mao buono e umano, esattamente il contrario di quello che era, e solo ora si inizia a fatica a scoprire la verità. Dall'ascesa al potere alla fine, passando per una inpensabile serie di crimini e di atrocità in nome di un "progresso" utopistico e contro ogni logica e buon senso, ecco una biografia dettagliata, frutto di lunghe ricerche e di innumerevoli fonti storiche, riprodotte fedelmente e con grande cura. Un libro sicuramente da consigliare, non solo agli appassionati di storia contemporanea, ma anche e soprattutto a coloro che vogliono rendersi conto di quali orrori sia stato capace questo "padre dei popoli" lungamente ed erroneamente ammirato da tante persone anche in Occidente.

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    Giuseppe

    04/06/2006 20:36:22

    Leggetelo ! Se amate la Cina , se amate la storia,leggete il lavoro di Jung Chang e Jon Halliday. Qual'e'la storia sconosciuta di Mao di cui il libro parla ? Mao fu l'artefice della morte di oltre 70 milioni di cinesi. Ho letto le recensioni scritte da altri lettori: Vi prego non fatene un discorso pro o contro il Comunismo che in questa storia non viene mai citato, che in questa storia non c'entra proprio niente. A chi non se la sentisse di affrontare la storia cinese in questo modo,con un testo che cita nomi e fatti storici poco conosciuti,invito a leggere "Cigni selvatici" della stessa autrice. Un grande grazie a Jung Chang e Jon Halliday per il grandissimo lavoro fatto in dieci anni di ricerche.....

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    Philip

    19/05/2006 18:23:32

    Bah, se informazione "storica" significa: "secondo quanto ci ha detto un'arzilla vecchietta" che nessuno sa chi sia... Non si capisce come mai, ogni volta che Mao massacra tutti i suoi seguaci (praticamente una volta al mese, secondo gli autori, se non più spesso, e con un gusto tremendo), il giorno dopo se ne ritrova il doppio di prima se non il triplo. Mai fidarsi delle ex Guardie Rosse: abbattere idoli è sempre stato il loro mestiere, ma sono tornati subito in piedi, molto più forti di prima. No, un libro davvero scadente. Non trovo altro aggettivo.

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