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Nadeem Aslam

Traduttore: D. Vezzoli
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 384 p., Brossura
  • EAN: 9788807819193
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Già apparso nel 2004 nella collana "I Narratori", il romanzo di Nadeem Aslam ritorna a due anni di distanza nell'"Universale Economica", a testimonianza di un buon successo di pubblico e di critica. Successo ben meritato da un'opera decisamente originale per qualità di scrittura e per modalità di presentazione dei contenuti. L'intreccio che dà il titolo al libro, quello degli amanti Jugnu e Chanda di cui si sono perse le tracce, accomuna e contamina tutti gli altri, che insieme compongono il complesso mosaico della vita di una piccola comunità pachistana nella fredda e diffidente Inghilterra. Una vita intrisa di difficoltà e di contraddizioni, sia per chi sceglie di restare fedele alla propria patria e religione, conservando anche in terra straniera le abitudini e i valori dell'amato paese d'origine cui sogna di tornare, sia per chi imbocca la via dell'integrazione e dell'immedesimazione nel mondo occidentale che lo circonda. Paladina di una tradizione che non vuole macchiarsi di connivenza con la civiltà inglese è Kaukab, che si lamenta e soffre per il lassismo dei costumi che caratterizza la propria comunità e la propria famiglia; il suo estremo conservatorismo e il suo cieco attaccamento a una cultura retriva che soffoca l'individuo le alienano le simpatie del lettore, ma spiegano fonti e motivazioni di quel modo di pensare, rendendocelo più comprensibile e familiare. Più propensi ad abbracciare la dottrina dell'Occidente sono i giovani, che sognano di poter partecipare a testa alta a un mondo di dignità e di benessere cui contribuiscono con il lavoro e lo studio. Tra questi soprattutto le donne, da cui la società islamica pretende un rigore morale e un'obbedienza ai genitori e al marito sconosciuti alle inglesi, di fronte all'esempio dell'emancipazione coltivano un desiderio di rivalsa che le fa scontrare con la comunità. Come nel caso di Chanda, che ha destato lo scandalo dei connazionali per aver preso a vivere con Jugnu prima del matrimonio. Poco importa che la causa dell'accaduto sia puramente tecnica (la donna non può risposarsi perché il precedente marito l'ha lasciata senza sciogliere il matrimonio ed è ora introvabile) e che il nuovo amore sia sincero: agli occhi di buona parte dei connazionali Jugnu e Chanda sono adulteri e meritano la massima punizione. La loro storia filtra dai pensieri, dai gesti e dai discorsi degli altri personaggi ed è un pretesto affinché ciascuno narri la propria vicenda, spesso dolorosa, spesso ingiusta. Una scrittura singolare, quella di Aslam, che in un primo tempo confonde e atterrisce per l'attenzione quasi morbosa ai dettagli, l'ossessione descrittiva e un'enfasi per così dire barocca, ma che poi avvolge e appassiona. Una prosa che è un atto d'amore verso la cultura della propria gente, ma anche di esposizione critica dei suoi eccessi e delle sue contraddizioni.
  Ilaria Rizzato

Recensioni dei clienti

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    Frenz

    16/03/2010 15.44.26

    Io non so se ho letto lo stesso libro degli altri...il mio è stato intenso, ma anche un po' pesante e a tratti eccessivamente descrittivo...Ai miei amici proprio non lo consiglierei...

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    annalisa

    30/04/2009 12.14.48

    La poesia "in prosa". Ogni dettaglio è un piccolo, originalissimo capolavoro. Ogni scena, ogni ambiente, ogni personaggio descritti con cura e personalità. Perfetto poi il contrasto tra ciò che "si vuole" e ciò che invece "si deve" nell'animo, nella mente dei protagonisti. L'intreccio tra passato e presente si intreccia alla speranza della "libertà" e alla "costrizione" della tradizione. Bravissimo l'autore, ma, altrettanto brava la traduttrice. Da leggere

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    Marta

    02/12/2008 12.03.12

    E'rimasto a lungo sul comodino, per potermi immergere ogni sera, un capitolo alla volta, nell'atmosfera creata dall'arte letteraria di questo sorprendente scrittore. Un libro che meraviglia, sia per lo stile, le descrizioni e riflessioni,che per la caratterizzazione acuta, profonda e sincera dei personaggi. Aslam dimostra maestria nel proporci percezioni sensoriali ed emotive, nello svelare l'intimità più inconfessabile e scomoda da ammettere persino a se stessi, con un ritmo coinvolgente che induce a compatire, nel senso di patire insieme, i limiti dell'esistenza umana, senza alcuna ipocrisia o indulgenza. La trama ricorda il lavoro di un fine artigiano, che intagli con delicata armonia un legno giovane e pregiato, dal quale ad ogni morbido colpo si sprigioni un fresco e sensuale profumo di fiori bianchi. Un libro da leggere, e rileggere. Per “provare piacere”, emotivo ed intellettuale. Vera letteratura. Uno scrittore, finalmente.

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    Marta

    02/12/2008 12.02.28

    E'rimasto a lungo sul comodino, per potermi immergere ogni sera, un capitolo alla volta, nell'atmosfera creata dall'arte letteraria di questo sorprendente scrittore. Un libro che meraviglia, sia per lo stile, le descrizioni e riflessioni,che per la caratterizzazione acuta, profonda e sincera dei personaggi. Aslam dimostra maestria nel proporci percezioni sensoriali ed emotive, nello svelare l'intimità più inconfessabile e scomoda da ammettere persino a se stessi, con un ritmo coinvolgente che induce a compatire, nel senso di patire insieme, i limiti dell'esistenza umana, senza alcuna ipocrisia o indulgenza. La trama ricorda il lavoro di un fine artigiano, che intagli con delicata armonia un legno giovane e pregiato, dal quale ad ogni morbido colpo si sprigioni un fresco e sensuale profumo di fiori bianchi. Un libro da leggere, e rileggere. Per “provare piacere”, emotivo ed intellettuale. Vera letteratura. Uno scrittore, finalmente.

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    francescamuu

    26/10/2008 21.11.03

    anch'io l'ho letto con grande interesse e sono rimasta sconvolta dal fatto che questa comunità di pachistani viva in inghilterra e non sia integrata, nonostante le nuove generazioni facciano uno sforzo per far aprire gli occhi ai genitori. trovo scioccante che non vogliano entrare in contatto con gli europei ed anzi ne abbiano quasi ribrezzo (vedi il cambio dei vestiti fuori casa e in casa, vedi il senso di contaminazione dopo aver toccato un'europea...). da leggere.

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    Valeria

    02/08/2008 15.48.32

    Questo libro mi ha preso tantissimo, anche se mi aspettavo una fine più....concludente.

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    Silvia

    07/07/2008 13.11.31

    Avevo comprato questo libro lasciandomi affascinare dal titolo,dalla copertina, dal fatto che amo la letteratura del sub-continente indiano...poi l'avevo dimenticato negli scaffali della mia biblioteca da dove è magicamente emerso un paio di mesi fa.La storia, che è già stata ampiamente accennata, è molto interessante e non mi capacito come un libro simile non abbia avuto un successo più eclatante.Molto bella è la qualità della scrittura-un plauso alla traduttrice Delfina Vezzoli-cristallina ,unica, come unici sono nella forma i fiocchi di neve...molto meglio del "cacciatore di aquiloni".Grande Aslam!

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    elena

    05/10/2007 15.38.03

    Il racconto di Aslam è un'analisi sottile della realtà delle comunità di immigrati pakistani in Inghilterra. In questo libro nulla è lasciato al caso: dalle biografie dei personaggi principali al suono stesso delle parole tutto ha una forma lirica. Il trattamento delle donne è centrale nel romanzo. E' difficile leggere questo libro senza inorridire di fronte a certe situazioni paradossali (per noi occidentali): per fare un esempio, una donna che viene vista parlare con un uomo che non sia della sua ristretta cerchia familiare, rischia di essere screditata di fronte a tutta la comunità e di poter essere cacciata dal proprio marito. Insomma è un libro che coinvolge, anche se a volte mi ha fatta urlare di indignazione dal più profondo dell'anima e che consiglio vivamente.

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    Ardid79

    28/08/2007 13.13.41

    Puo’ un libro cosi’ poetico, scritto come una lunga canzone orientale, ricco di colori, sapori e profumi essere al tempo stesso cois’ doloroso, duro, povero di speranza? Avevo paura di iniziarlo in estate, pensavo che sarebbe stato troppo pesante, ma dopo poche pagine sono rimasta avvinta da quelle parole e da quella sofferenza, e non riuscivo a mettere giu’ il libro. Una famiglia pakistana che vive in Inghilterra da anni, in una comunita’ che rifiuta in ogni modo l’integrazione e segue i dettami dell’Islam in modo rigidissimo. Dei personaggi meravigliosi, che ha volte vorresti picchiare per quanto sono vivi e ti fanno rabbia, e vorresti consolare, per quanto vivi il loro dolore. Un romanzo che scatena domande e riflessioni, sull’incomunicabilita’, sull’impossibilta’ di creare percorsi per un’amore felice, per impedire che l’amore in ogni forma, faccia smarrire gli uomini.

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    Ardid79

    28/08/2007 13.12.51

    Puo’ un libro cosi’ poetico, scritto come una lunga canzone orientale, ricco di colori, sapori e profumi essere al tempo stesso cosi’ doloroso, duro, povero di speranza? Avevo paura di iniziarlo in estate, pensavo che sarebbe stato troppo pesante, ma dopo poche pagine sono rimasta avvinta da quelle parole e da quella sofferenza, e non riuscivo a mettere giu’ il libro. Una famiglia pakistana che vive in Inghilterra da anni, in una comunita’ che rifiuta in ogni modo l’integrazione e segue i dettami dell’Islam in modo rigidissimo. Dei personaggi meravigliosi, che ha volte vorresti picchiare per quanto sono vivi e ti fanno rabbia, e vorresti consolare, per quanto vivi il loro dolore. Un romanzo che scatena domande e riflessioni, sull’incomunicabilita’, sull’impossibilta’ di creare percorsi per un’amore felice, per impedire che l’amore in ogni forma, faccia smarrire gli uomini.

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    Clara

    19/03/2007 14.33.33

    Libro bellissimo, intenso e molto coinvolgente. I personaggi sono tutti ben caratterizzati ed hanno tutti un ruolo ben preciso. Kaubab, cosi' ottusa e convinta dei suoi principi, mi fa rabbia e pena allo stesso tempo; in Shamas invece vedo un po' una contraddizione, e' una persona che vuole gestire e risolvere i problemi del mondo senza pero' riuscire a risolvere quelli della sua famiglia. Nel complesso e' una storia molto triste, la visione del mondo e' un po' pessimista; sicuramente comunque merita il massimo ed lo consiglio.

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    mirella

    23/01/2007 12.54.00

    Anche a me questo libro è piaciuto molto: lo stile è davvero originale e poetico, la trama non ha cedimenti, i personaggi sono descritti molto bene ; tutto questo fa risaltare ancora di più la drammaticità della storia narrata. L'autore decisamente non fa sconti a nessuno e delinea un quadro tanto realistico quanto agghiacciante del conflitto esistente all'interno della comunità pachistana tra la cultura d'origine e la cultura occidentale, tra la religione e la legge. Mi ha fatto molto riflettere, lo consiglio vivamente!

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    Elena

    20/01/2007 22.24.19

    Un libro meraviglioso, unico. Aspettavo che arrivasse la sera per gustarmelo in tranquillità e immergermi nel mondo inglese/pakistano di Kaukab e famiglia. Per la prima volta mi sono ritrovata a leggerlo tutto d'un fiato e a rileggerlo una seconda volta subito dopo per gustarmi meglio il modo di scrivere dell'autore. Drammatica e tenera la figura di Kaukab, madre e moglie con un grande senso del dovere, così rigida verso la sua Verità da cadere in comportamenti che agli occhi di un occidentale sembrano senza possibilità di perdono. Allo stesso tempo non si riesce a volerle male, figlia anche lei di tradizioni radicate. Veramente un libro da consigliare.

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    Nut

    08/11/2006 10.59.33

    Non è vero che è da tanto che non leggevo un bel libro, quest'anno sono stata fortunata e consigliata bene. Comunque, questo è stato veramente notevole, per il contenuto senz'altro, ma la forma è un vero diamante di letteratura. Due mondi, due culture, Shamas aperto al cambiamento e Kaukab ottusamente ancorata al passato e alla sua terra perduta. Mi sono affezionata e ho sofferto con loro la lacerazione per la realtà da cogliere per l'uno e da rifiutare per l'altra. La loro famiglia, i figli perduti, il delitto di sfondo, i vicini, l'amante, tutti hanno avuto un posto che sarà difficile scordare.

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    francesca

    12/02/2006 15.15.30

    bello..bello...bello...quantomeno a me è piaciuto molto. Ho ancora impressa nella mente l'immagine del lago e del paesaggio innevato circostante. E' una scrittura delicata, descrittiva, fortemente evocativa. I personaggi si amano e si odiano, ma anche per chi si odia si prova pena perchè si percepisce come soffra nella propria ottusità. Da leggere, mio modesto parere, lo consiglio.

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    Giovanna

    14/10/2005 11.01.23

    Per me è un libro dolcissimo, nonostante affronti il difficile percorso dell'integrazione di comunità immigrate. L'autore cura con attenzione maniacale la scelta lessicale proponendo nostalgiche immagini delle fiabe d'oriente, curiosamente proiettate nel contesto della periferia (forse) londinese. Lo consiglio a chi ha amato "Sette mari tredici fiumi"; "Il dio delle piccole cose"; "Il Buddha delle Periferie", a chi legge con passione Anita Desai e Chitra B. Divakaruni.

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    Federica

    07/10/2005 09.23.47

    Bel libro. Direi che una riflessione viene spontanea: è questa l'integrazione? è questo il destino a cui l'occidente va incontro? Se così è mi si riconosca il diritto di non essere affatto d'accordo. Anche l'autore ci da la sua opinione in merito, in particolare a pag. 331-332.

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    Loris

    31/05/2005 11.29.33

    Il titolo accattivante mi ha spinto a leggere questo romanzo. Aslam entra nel cuore di una comunità pakistana nella provincia inglese, usando come spunto narrativo un delitto d'onore di cui sono vittima due amanti, colpevoli di convivere al di fuori del matrimonio. Il dolore della perdita è vissuto in modo diverso dai protagonisti. Shamas è di idee liberali, è aperto agli influssi della cultura occidentale e non può che provare sgomento e orrore per quanto accaduto. Sua moglie, Kaukab, si sente in esilio in un paese ostile: per lei la religione islamica è una certezza, un modo per difendere la sua identità e la famiglia. E' lei la figura più controversa e distante dal nostro modo di pensare e Aslaam ha il grande merito di rivestirla di umanità, evitando gli stereotipi del fanatismo. Il tutto è raccontato con una lingua vivace e immaginifica, ricca di similitudini e attenta alle minime sfumature della natura nello scorrere delle stagioni.

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    Stefano

    23/05/2005 23.21.46

    Un libro che mi ha affascinato dalla prima pagina. Attraverso uno stile raffinato e spesso poetico, Aslam da un ritratto atroce e affascinante di una famiglia pakistana emigrata in Inghilterra, con le contraddizioni che nascono dalla contrapposizione dei valori tradizionali islamici e il modo di vivere occidentale. Tutto questo è filtrato attraverso uno sguardo profondo, che porta con sè l'eleganza e il profumo di oriente, ma che non perde ma il rigore della narrativa anglosassone. Una lettura non facile, ma comunque un vero gioiello.

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    chiara

    18/05/2005 21.21.04

    Assolutamente straordinario, come già detto nella recensione precendente alla mia, all'inizio di difficile lettura, ma poi stupendamente scritto e interessantissimo.

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