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Maschio bianco etero - John Niven - copertina

Maschio bianco etero

John Niven

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Traduttore: Marco Rossari
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17 marzo 2015
Pagine: 362 p., Brossura
  • EAN: 9788806225131
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Maschio bianco etero

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«La volete sapere una cosa? Ogni volta che sganci un reggiseno e senti quel paio di tette sconosciute che ti cascano tiepide addosso, ti senti immortale. È come scrivere un libro. È come dare un bacio in fronte al padreterno, cazzo,»

Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico, un narciso. È uno scrittore inglese di successo, uno di quei bastardi cui il destino ha servito le carte migliori. Vive a Hollywood e ha scoperto quanto sia un posto meraviglioso per coltivare i suoi tanti eccessi. Nulla al mondo lo convincerebbe a lasciare la California. Kennedy non ha però considerato l’Agenzia delle Entrate e il fatto che non scrive una riga da cinque anni. Sarà costretto ad accettare un sostanzioso premio letterario, anche se ciò vorrà dire passare un anno in un college britannico a insegnare scrittura creativa a dei ragazzini senza talento. Soprattutto però tornare a casa significherà doversi confrontare con i fantasmi di un passato che non avrebbe mai voluto ricordare. Sarebbe troppo per chiunque, figuriamoci per Kennedy Marr... Dopo lo strepitoso Gesú Cristo di A volte ritorno, John Niven inventa un altro personaggio scorretto, irresistibile e sopra le righe, un uomo capace di fare a pezzi la reputazione del maschio contemporaneo.

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    dereg21

    07/02/2021 12:22:33

    Capolavoro. Niven nella prima parte del romanzo ti prepara la tavola poi ti serve dei piatti che ti stupiscono e che ti lasciano stupito e soddisfatto, appagato e felice. Romanzo più profondo e viscerale di quello che potrebbe sembrare al principio (forse scritto in due periodi diversi?), scritto da Dio. Dovrebbe costare due volte il suo prezzo per quanto vale. Grande Niven grazie.

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    Andrea Fava

    03/01/2021 15:06:41

    Se "lo scopo dell'arte è divertire", Niven ci riesce benissimo anche con questo suo quinto romanzo, oltre a farci ragionare su temi quali l'ipocrisia, la malinconia e, soprattutto, la solitudine, in un cocktail di umorismo e riflessione che non annoia mai.

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    Gabriele Della Torre

    29/11/2020 16:48:51

    Lo stereotipo diventa realtà in questo romanzo. In maniera magistrale viene presentato il mondo visto dal protagonista e ne viene descritta la sua crescita. Lettura veloce e piacevole.

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    m_b

    14/05/2020 15:43:49

    Chi, leggendo questo libro, voleva ritrovare (a tutti i costi) lo stesso Niven di "A volte ritorno" sbaglia su tutti i fronti. Il titolo suggerisce le caratteristiche principali del protagonista, uno stereotipo perfetto di arroganza e sregolatezza, che non viene però dipinto solo in quegli aspetti che normalmente sono pubblici di certi soggetti, come in questo caso di uno scrittore di fama internazionale, ma si vede soprattutto la sua vita privata, dolceamara, uno spaccato diverso che si porta a compimento nei capitoli finali del libro, particolarmente intensi, che nemmeno per un attimo permettono al lettore di staccarsi! Assolutamente consigliato.

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    Marika

    11/05/2020 14:43:10

    Romanzo divertente e brillante, in cui comicità e riflessione si mescolano.

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    Simone

    02/12/2019 19:33:04

    Dopo aver letto A volte ritorno, ho deciso di leggere altro di questo autore e ho letto questo. L'ho trovato meno brillante, ma ironico, pungente e introspettivo con qualche spunto di riflessione. Ho trovato migliore la seconda parte della prima. In conclusione è un romanzo che non mi ha entusiasmato.

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    mary

    28/10/2019 15:55:23

    Bellissimo! Molto divertente e brillante. Mi dispiace che non sia tra i più quotati di questo autore

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    ale

    25/09/2019 21:43:33

    l'ho assolutamente divorato. in questo libro l'autore si è davvero superato! è brillante, divertente, saggio e commovente. questa è una storia che non si dimentica tanto facilmente

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    Imma Liguori

    22/09/2019 21:00:34

    John Niven con la solita arguzia e cattiveria si prende gioco della società odierna, in questo caso in particolar modo di Hollywood con tutti i suoi cliché e estremismi. Ho portato questo libro sulla spiaggia in cerca di intrattenimento e ha svolto egregiamente il suo dovere, facendomi divertire per gran parte del tempo.

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    Imma

    22/09/2019 20:49:27

    Questo libro non è all'altezza degli altri lavori di John Niven, perché troppo banale, con un personaggio visto e rivisto in molteplici occasioni. Se avete già letto il Bukowski peggiore o visto la serie tv Californication, potete evitare di spendere soldi in questo libro perché ricalca gli stessi cliché con lo stesso identico tipo di protagonista.

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    e.dimarco

    19/09/2019 15:41:22

    Mettiamo dei paletti per ben capirci. Niven mi fa morire dal ridere. Niven è scorretto come il suo linguaggio. Niven non è adatto, dunque, a tutti. Leggere Niven rappresenta un'evasione che ci si dovrebbe, comunque, concedere, ogni tanto. Ok. 'Maschio bianco etero' potrebbe essere il manifesto del credo umano e artistico dell'autore. Il protagonista, uno scrittore affermato ma in declino di ispirazione, pieno di soldi quanto di debiti, abituato ad una bella vita così disgustosamente ricca da essere, a volte, deprimente, per problemi meramente economici, è costretto, ormai ultraquarantenne, a percorrere, lentamente e con mille cadute una strada di redenzione e di scoperta di ideali completamente inaspettato... E, lo ripeto, nel frattempo ci si diverte tanto... Consigliatissimo.

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    S.COLE

    17/09/2019 13:34:51

    La prima delusione avuta da Niven. Dopo "A volte ritorno" e "Le solite sospette", uno più bello dell'altro, qui qualcosa non ha funzionato. La trama insipida, un protagonista cinico e donnaiolo che non conquista quanto un Gesù rockettaro o una vecchietta rapinatrice. Peccato. Consiglio Niven, ma di questo romanzo si può tranquillamente fare a meno.

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    S.COLE

    17/09/2019 13:33:53

    La prima delusione avuta da Niven. Dopo "A volte ritorno" e "Le solite sospette", uno più bello dell'altro, qui qualcosa non ha funzionato. La trama insipida, un protagonista cinico e donnaiolo che non conquista quanto un Gesù rockettaro o una vecchietta rapinatrice. Peccato. Consiglio Niven, ma di questo romanzo si può tranquillamente fare a meno.

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    Enrico Bigolin

    13/08/2019 04:43:38

    Bel libro che si fa leggere volentieri riuscendo anche a strappare qualche risata (non facile)

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    Alex

    11/03/2019 15:50:38

    La storia di Kennedy Marr potrebbe essere quella di molti uomini di oggi. Eppure riesce ad essere a suo modo unico. Son riuscito ad immedesimarmi con il protagonista. Bello!

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    Giulia

    18/09/2018 03:58:58

    Il romanzo migliore di Niven, un protagonista super caratterizzato che ti accompagna nella narrazione della sua vita e delle miserie di un’esistenza votata all’avere e non all’essere, al successo piuttosto che alla poetica che ti porta ad esso. Niven ricorda molto il conterraneo Irvine Welsh nella scelta dei soggetti di cui scrivere e nell’esecuzione della narrazione, pur distinguendosi radicalmente nell’approccio ai temi trattati. Se vi piace Welsh probabilmente vi piacerà anche Niven, e se Welsh invece lo odiate Niven probabilmente vi piacerà comunque.

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    Simone

    23/07/2018 08:59:55

    Ho acquistato questo libro dopo aver letto "a volte ritorno". Ho trovato questo libro molto interessante e lo consiglio vivamente. La lettura risulta molto scorrevole e la trama ti tiene incollato al libro. La storia è molto avvincente e insegna a tutti noi a non fermarci alle apparenze ma ad andare sempre più affondo nel conoscere gli altri. Lo consiglio.

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    Valerio Brunetti

    24/05/2018 16:28:55

    Compio gli anni in Giugno ed una cara amica mi ha portato "A volte ritorno" e "Maschio bianco etero". Alcuni amici nelle settimane precedenti il cumple mi avevano parlato di "A volte ritorno" perché gli sembrava l'avessi scritto io (nella giovinezza, ho scritto per una rivista di musica; successivamente dei racconti su un diario on-line, ma finisce lì). Dei due, ho letto solo questo. Effettivamente, mi ricorda me medesimo. Non so se questo sia un bene o un male: ho un'altissima considerazione di me, ma non ho talento nella scrittura; sono una persona divertente, so raccontare storielle divertenti ed intrattenere gli amici - spesso facendoli ridere per battute di cui ci si dovrebbe vergognare di ridere - ma la scrittura con la "S" maiuscola trovo sia altra cosa. Questo concetto suppongo lo condivida Niven stesso. A meno d'esser minus habens o organismi che in vita loro han letto solo le istruzioni dello smartphone, chiunque tra noi conosce almeno una persona in grado di raccontare aneddoti divertenti come la storia di questo romanzo. Non voglio sminuirlo poiché è divertente, ma così come può esserlo un vostro amico. E' proprio per questo che lo considero il regalo perfetto per il mio cumple in Giugno: ottima lettura estiva (nel bene e nel male).

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    Luke Skywalker

    04/01/2018 18:52:36

    Autore davvero divertente e scrittura davvero piacevole

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    Kevin

    04/07/2016 11:56:13

    spettacolare, il libro mi è piaciuto davvero un sacco. il personaggio è quello che tutti vorremmo essere per un giorno nella vita, e sebbene appaia frivolo, dietro c'è un lato più serio che andrebbe capito e interpretato. l'unica cosa, avrei ampliato la parte del college. libro che consiglio e rileggerò!

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    Massimo

    21/09/2015 14:47:36

    Acquistato per curiosità e per alcune recensioni lette; libro to tal men te inutile e denso di luoghi comuni. Finale e trama scontata. Deludente!!!

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    e. ferrarese

    08/09/2015 14:50:00

    L'ho letto dopo "a volte ritornano" ed è stato fantastico: lettura scorrevole, divertente, toccante. Consigliato

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    Fede

    07/08/2015 18:25:49

    É stato il primo romanzo di Niven che ho letto, e mi è piaciuto moltissimo. Kennedy è un personaggio divertente, dissacrante ma che rivela un lato molto profondo e difficile. Concordo col parere che verso il finale si vada verso scene scontate, e a mio parere la sua esperienza al college inglese doveva essere sviluppato in maniera piu ampia. Nel complesso risulta un libro divertente e commovente, Consigliatissimo!

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    misselisabethbennet

    28/07/2015 15:50:05

    ... sapevo che dopo 'a volte ritorno' nulla sarebbe stato come prima.. Il libro non è male.. diciamo che la prima parte del libro è più brillante ed è il Niven che conosco... nella seconda, perde un pò e cade nel banale con facili moralismi e prevedibile finale. Il personaggio è tosto, divertente, l'idolo maschile di molti e anche la traduzione in italiano non è male. Aspettando con fiducia che esca la traduzione in italiano di 'kill your friends'..

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    gino

    26/05/2015 20:46:01

    Casualmente ho letto questo libro subito dopo avere finito Martin Eden, autentico capolavoro di Jack London e' mi e' parso singolare trovare come protagonista Kennedy Marr, un altro scrittore che e' l'esatto opposto di Martin Eden. Se per Martin Eden scrivere era il mezzo per elevarsi socialmente e culturalmente in questo caso troviamo uno che apparantemente sfrutta il successo solo per potere sperperare una fortuna, bere e avere avventure di basso livello. Inizialemnte sono rimasto quasi disgustato poi mano a mano che il paragone con London veniva meno ho iniziato ad apprezzare lo stile di Niven che e' riuscito a cosrtruire una storia dalle molte sfaccettature e a dare profondita'ad un personaggio nel quale c'e' molto di piu di quanto sembri nella prima parte del libro. In definitiva : lettura consigliata.

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    Marco

    15/05/2015 20:19:31

    Bellissimo libro! Erano secoli che non leggevo un romanzo capace di coinvolgermi e tenermi "agganciato" a questo modo. Niven è un grande. Lo stile è eccellente (cosa rara di questi tempi): forbito, mai scontato, originale, caustico e in certi punti esilarante. Il turpiloquio costante e a tratti insistito, che salta all'occhio fin dalle prime pagine, potrebbe sembrare esagerato ma in realtà serve a dare vivacità alla narrazione e si adatta perfettamente al protagonista Kennedy Marr. La storia, che ridotta all'osso potrebbe sembrare abbastanza banale, in realtà è scoppiettante e mai noiosa, in grado di tenere avvinto il lettore dall'inizio alla fine. La narrazione non ha mai un cedimento, un momento di stallo, ma scorre spedita e sempre intrigante fino alla sua conclusione. Si ride, e molto, tra le avventure sconclusionate del protagonista e l'ironia pungente di Niven nei confronti del mondo del cinema e di quello accademico universitario. Ma, attenzione, è un libro che fa anche riflettere (anche in questo caso, molto...) sulla vita e su come viene vissuta. Insomma, tante risate e alcune pillole di saggezza da custodire gelosamente. Con le parole di Kennedy Marr: "vivi e ama". Consigliatissimo!

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    Mauro

    07/03/2015 17:35:07

    Attraverso un personaggio dissacrante, amorale quasi disgustoso, Niven non solo ci fa divertire con una prosa mai banale e scorrevole dove pagina tira pagina, ma ci manda un messaggio, , attenti che il successo non è tutto, non perdetevi le cose importanti della vita. Banale ma mai scontato.

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    maria stella

    25/01/2015 18:55:54

    Ottima traduzione. Un Capolavoro! Complimenti all'autore.

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    Saverio

    27/12/2014 18:58:17

    A giudicare dalle recensioni di chi mi ha preceduto, questo è un libro senza mezze misure: si ama o si odia. Io l'ho amato. Spassoso, scorrevolissimo, un'ottima traduzione (riesce a utilizzare una decina di sinonimi per "masturbazione") e un messaggio finale trasmesso senza pedanteria. Kennedy Marr è un personaggio che ricorderò a lungo.

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    Davide

    07/10/2014 16:05:35

    Che dire, dopo aver letto "a volte ritorno" ero entusiasta di rileggere Niven nella sua ultima opera. Sono rimasto profondamente deluso. Libro noioso e scontato, dove viene incarnato lo stereotipo dello scrittore di successo con tutti i suoi eccessi (mi è sembrato un po' come la serie Californication). Ho fatto fatica ad arrivare alla fine. Non consigliato.

Vedi tutte le 33 recensioni cliente

Il romanzo di Niven non è un romanzo come un altro. Eppure, avrebbe tutte le caratteristiche per esserlo: un protagonista dannato ed egocentrico, una storia in apparenza semplice, a tratti superficiale, con possibilità di redenzione finale.
Kennedy Marr è un inglese trapiantato in California, è un uomo pieno di sé, di bell’aspetto, per il quale le uniche cose che contano sono il lusso e le donne, sullo sfondo di una Los Angeles cinematografica. Ma, allo stesso tempo, è molto più di questo: è stato uno scrittore squattrinato, è stato un marito, un fratello, un figlio ed un padre. Ma Niven questo lo svela con calma, inserendo pagina dopo pagina i tasselli che hanno composto la sua vita e che non giustificano affatto l’uomo che è diventato. Kennedy aveva tutti i presupposti per essere una brava persona, invece ha scelto di diventare un egocentrico narcisista, un edonista incurante dei sentimenti. Il romanzo si snoda attraverso i pensieri del suo protagonista tra un pranzo in centro e la presentazione di un libro, tra gli incontri con i più famosi attori di Hollywood e le sue incertezze e perversioni, tutte raccontate dallo stile unico di Niven, una scrittura appassionante, scorrevole, che coinvolge il lettore al punto di farlo affezionare anche a un protagonista così sbruffone e snob.

Quello che dovrebbe essere un dramma esistenziale, diviene nelle mani di Niven una commedia sarcastica, pungente, a tratti volgare, che parla del successo e dei suoi postumi. Kennedy Marr non è il risultato dei suoi traumi personali, al contrario li rifugge cercando di sfuggire alla morte stessa e se, infine, riuscirà a migliorarsi sta solo al lettore scoprirlo.

Recensione di Lucrezia Lazzari

A cura del Master Professioni e prodotti dell’editoria - Collegio Universitario "Santa Caterina da Siena” in collaborazione con l’Università di Pavia

Non lasciamoci imbrogliare. Non vorremo mica credere che Maschio Bianco Etero (362 pagine, 13 euro) di John Niven (tradotto da Marco Rossari per Einaudi) sia solo la storia complicata e spavalda di Kennedy Marr, plurimilionario scrittore di mezz’età? Sciocchezze, questo libro è un inquisitore, un indagatore. Un sacerdote che dal pulpito ci pone una domanda seria: quante protuberanze può avere la vita? Già, perchè al centro di tutto, nell’occhio del ciclone di queste pagine piroettanti c’è una malinconica, coraggiosa, fastidiosa, pruriginosa riflessione sul senso stesso dell’esserci.

Come sempre Niven aderisce perfettamente alla pragmatica ruvidezza dei nostri tempi. Per rispondere non si abbandona a facili semplificazioni. Sa bene che la morte livella tutto e restituisce un senso a ogni cazzo di giornata che abbiamo trascorso. Però non cerca scorciatoie. Il suo protagonista è un indiavolato. Uno che guarda alla fine di tutto con una certa rabbia, provando ad autoconvincersi che «vivere alla grande sia la migliore vendetta». Sì, perché con il pedale dell’acceleratore sempre pigiato, con i soldi scialacquati come se non ci fosse un domani e con il pisellino in ammollo in qualche superfiga californiana, nonostante tutto, non ci si butta via, si realizza quasi una predestinazione. Del resto, il carattere è il destino, si legge tra le righe. Kennedy Marr né è certo, gli uomini talentuosi possono e devono vivere al di sopra delle regole, non subordinate ad esse. Mica come suo fratello Patrick, brav’uomo, per carità, però insomma: con la stessa moglie da oltre vent’anni e con un lavoro che a stento gli permette una casetta appena fuori Dublino. No, lui vuole di più, perché tanto il sipario calerà per tutti. Anche per chi ha aiutato ad attraversare la strada alle vecchiette o per chi ha vissuto con morigeratezza e carità. Tanto vale sciallarsela. Eppure, le caleidoscopiche avventure del protagonista – scazzottate, scopate, pigri insegnamenti all’università – e le infinite declinazioni dell’alcool al quale si concede – vodka, gin, birra, vino, whiskey, brandy, rum – lo indurranno a ripensare la sua scala valoriale. E la sua stessa vita. Le scelte fatte e quelle che avrebbe potuto fare. Gli amori annegati nel sesso e quelli invece lasciati andare stupidamente. I figli mai avuti e l’unica figlia, Robin, che invece lo avrebbe voluto più vicino. Anche solo stravaccato sul divano a rimpinzarsi di patatine. Ma più vicino.

Vivere, e non strafare cercando di ingannare il tempo, è allora l’approdo? Non lo sapremo mai. Il pregio di Niven è quello di non chiudere la porta perché in questo dannato mondo c’è sempre spazio per una buona dose di imprevedibilità. Nessuno ha la verità in tasca. Tutt’al più qualche bigliettone da cento. Con cui puoi cenare nei migliori ristoranti o dormire nei migliori hotel, vestire gli abiti più lussuosi o viaggiare a rotta di collo. Una figata indubbiamente. Ma vivere, vivere è un’altra cosa. Forse l’amore è un passaggio obbligato, una tappa imprescindibile. John Niven prova a instillarci il dubbio. Kennedy Marr sembra confermarcelo mentre gli spruzzi del mare d’Irlanda gli lambiscono appena il bavero del cappotto.

Recensione di Alessandro Orofino

  • John Niven Cover

    John Niven è nato a Irvine, Ayrshire, Scozia, nel 1972. Scrive per «The Times», «The Independent», «Word» e «FHM». Ha pubblicato il romanzo breve Music from Big Pink e i romanzi Kill Your Friends (per «Word Magazine» probabilmente il miglior romanzo inglese dopo Trainspotting) e The Amateurs.Il successivo, A volte ritorno (Einaudi, 2012), è stato un caso editoriale. In seguito, sempre per Einaudi, ha pubblicato Maschio bianco etero (2015), Le solite sospette (2016) e Uccidi i tuoi amici (2019).  Approfondisci
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