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Enrico Brizzi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Pagine: 497 p. , Brossura
  • EAN: 9788804652366

Recensioni dei clienti

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    patrizia b.

    06/12/2016 18.31.12

    Gran bel libro, non capolavoro, ma emozionante e coinvolgente. Bravo!

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    francesca

    31/08/2016 11.54.51

    Non dò 5 a questo libro solo perché penso si debba tenere per un vero capolavoro, tuttavia trovo che meriti un 4 abbondante. Come ha già scritto un altro recensore: 40 anni raccontati con leggerezza e profondità! Davvero ci si rivede nelle situazioni, nei sentimenti, che però solo l'autore ha saputo esprimere così bene, senza mai essere eccessivamente pesante, sempre con un sorriso, anche se a volte un po'amaro. Storia bella e coinvolgente, ipnotizza ed è un vero dispiacere terminare questa lettura.

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    franco

    30/08/2016 19.16.10

    Anch'io voglio dare un piccolo contributo per un grande romanzo.Direi un bel libro,scritto bene,che emoziona e coinvolge dalle prime righe,bello anche il finale.

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    Sara

    22/08/2016 07.51.23

    Mi e' piaciuto moltissimo, la storia e' talmente bella che si ringrazia sia un tomo da 500 pagine. Bellissimo il finale, al termine della lettura ci si sente addirittura " orfani" a concludere la lettura. Molto emozionante, scritto divinamente lo consiglio agli amanti di Brizzi e non.

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    Michele

    02/08/2016 16.17.35

    Scritto in maniera sublime, mai banale, apre il vaso di pandora del costume italiano degli ultimi anni. racchiude cose che ognuno vorrebbe raccontare, ma che in nessun altro libro e nessun altro autore ha saputo fare nella sua semplice ricercatezza, peculiarità che si trasformano in incisività e nel dover dire più volte durante la lettura "ecco prprio così". Arrivati verso la fine si vorrebbe ricominciare, per ritrovare quel passato spensierato (un pò come succede nella vita). Molto semplicemente un gran bel libro.

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    Mura

    31/07/2016 18.48.28

    bello, bello bello.

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    cristina

    16/06/2016 17.19.28

    Romanzo semplicemente perfetto, uno spaccato della nostra storia e dei nostri costumi degli ultimi 40 anni, emotivamente coinvolgente, non mancano sorrisi lacrime e spunti di riflessione.

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    Sil Via

    13/05/2016 21.41.05

    Ottima narrazione, personaggi perfettamente caratterizzati - in particolare Max - storia emozionante e finale perfetto. Complimenti a Brizzi, che ha saputo raccontare quarant'anni di vita senza essere banale nè scontato, tenendo il lettore sul filo, ma sempre in equilibrio.

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    Renzo

    25/04/2016 10.13.51

    Stupendo. Bravo Enrico Brizzi ti seguo dal tuo primo libro. Il matrimonio di mio fratello è davvero uno dei migliori racconti che ho letto negli ultimi anni! Spero venga premiato come merita.

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    Sara

    13/04/2016 11.54.23

    Il legame intenso tra due fratelli, seppur con caratteri diversi, descritto sullo sfondo di un'Italia che ha attraversato varie fasi, dal boom economico degli anni Settanta-Ottanta, epoca in cui si stava bene e il lavoro era una cosa seria (non come oggi per intenderci), fino ad arrivare al declino dei nostri giorni. Teo è l'io narrante della storia, secondogenito di una famiglia alto-borghese, che ha sempre cercato di trasmettere i suoi valori ai propri figli. Si tratta di una famiglia che tiene alla forma (soprattutto la madre Adriana), e che per i propri figli desidera il meglio, a cominciare dall'istruzione. Max è il fratello maggiore, che non riesce a stare nelle righe che la famiglia ha tracciato per lui. Vuole diventare un grande alpinista,non gliene importa niente dell'università e nè del lavoro fisso in ditta col padre; per lui esiste solo la montagna e per realizzare il sogno di diventare alpinista non esita ad andarsene di casa a 20 anni per trasferirsi in Trentino. E pazienza se il suo gesto gli costerà l'ira e il rancore del padre. Teo nutre una certa ammirazione verso Max, perchè almeno lui prova a realizzarsi al di fuori del nido familiare; Max ha delle aspirazioni, mentre a lui non rimane altro che andare a lavorare alla Vortex col padre dopo la laurea, ovvero prendere quel posto che Max ha snobbato sin da subito. Questo perchè Teo rispetto a Max si vede un pò come un mediocre, una persona priva di passioni e talento. Tuttavia la vita vera non regala niente a nessuno e presto anche Max si ritroverà a pagare la sua passione per la montagna con una spedizione fallita da dove tornerà ferito e malconcio, sia nel fisico che nell'anima. Teo dal canto suo continua a fare una vita normale, ma non è soddisfatto. Brizzi narra in maniera schietta le vicissitudini dei fratelli Lombardi, facendo collegamenti con l'Italia che diventa sempre più estranea a quella dei nostri genitori. Libro veritiero, che lancia un messaggio molto chiaro: indietro non si torna.

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    virginio

    07/04/2016 14.04.34

    Quando la bibliotecaria mi ha consegnato il volume, vedendo le dimensioni - 500 pagine - stavo per rifiutarlo, ma incuriosito ho iniziato la lettura e devo dire che sono stato contento. Esposizione chiara, coinvolgente, affascinante. Profondo il ritratto dei due fratelli e delle loro vite. Mai noioso, si sarebbero potute risparmiare una cinquantina di pagine, ma nel complesso raccomandabile la sua lettura.

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    ciabetto

    28/03/2016 15.48.58

    Bello, ben scritto e ricco di tante preziose verità. Per chi quegli anni li ha vissuti, poi, la bellezza della storia si arricchisce con l'immedesimazione; così la forza della suggestione diventa ancora più alta e scopri che il liceo del protagonista era il tuo, la famiglia Lombardi era la tua famiglia, ricordi come le vacanze fatte con l'interrail siano state più belle di tante mete esotiche. Si, forse si poteva accorciare di qualche pagina qui e la, ma è stato talmente grande il piacere di leggere e ricordare, che va benissimo anche così.

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    roberta

    23/03/2016 09.34.05

    L'ho preso spinta principalmente dai commenti positivi che avevo letto. Brizzi non l'ho più letto dopo "jack frusciante". Il libro mi è piaciuto, mi sono riconosciuta negli eventi raccontati che ho vissuto in contemporanea con i protagonisti. Ho amato il fratello Max coerente nelle sua battaglie ben descritto nelle sue crisi di uomo. Non do il massimo perché l'ho trovato in alcuni punti prolisso, un bravo editor lo avrebbe accorciato di almeno 50/80 pagine. alcuni punti sono difficoltosi e poco fluidi.

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    RossaMina

    04/03/2016 12.10.59

    All'inizio la mole del libro mi ha un pò scoraggiata, ma poi è filato tutto liscio e anzi le pagine non erano troppe!! Sicuramente apprezzato di più da chi come me ha circa l'età dei protagonisti e abita più o meno nelle stesse zone. Fotografia perfetta dei nostri ultimi quarant'anni.

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    paola

    01/03/2016 01.22.00

    Non posso che condividere completamente i commenti espressi. È un libro bellissimo. Di quelli che capita molto ma proprio molto raramente trovare. L ho comprato d istinto. Nelle sue quasi 500 pagine non ho trovato una frase inutile, superflua. Ogni parola è appropriata e nel posto giusto e ti fa vivere il momento preciso , ti permette di entrarci dentro . Leggerò ancora Brizzi.

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    Lud

    16/02/2016 17.36.24

    Il libro è bellissimo,è uno dei pochi libri che è riuscito ad emozionarmi veramente.. probabilmente proprio perché mi ritrovo molto nella storia dei protagonisti (io nato nel 1984). Ripercorrendo l'infanzia, l'adolescenza, fino a giungere alla maggiore età dei suoi protagonisti Brizzi ci fa vivere 40 anni di vita di una famiglia bolognese sullo sfondo di una Italia che vive nell'ordine: il benessere del Boom Economico, Tangentopoli, l'avvento di Berlusconi fino ad arrivare ai giorni d'oggi del governo Renzi. La scrittura di Brizzi è perfetta per questo tipo di romanzo? i personaggi si animano e sprizzano emozioni così umane da permettere una immedesimazione totale nella loro vita: le aspettative dei genitori, l'indolenza dei figli, la paura e le speranze per il futuro. Io rivedo in moltissime situazioni anche me stesso e i miei genitori (la mamma apprensiva e ansiosa, la sorella sempre più sveglia della sua età, i sogni di amore liceali, la voglia di emulare i più grandi, il padre che cerca una nuova giovinezza alla soglia della pensione, le dinamiche aziendali con i colleghi, il sogno del posto fisso, l'amore non corrisposto, il matrimonio e i figli, la difficoltà e il dolore di un divorzio). Teo, protagonista e io narrante del libro, e il fratello Max rappresentano due approcci alla vita diametralmente opposti. In qualche modo questi due personaggi credo che rappresentino le due anime che si scontrano dentro di noi nel corso della vita proprio come nel Fedro di Platone il cavallo bianco (razionalità) e il cavallo nero (passione). Teo pacato e riflessivo, segue le regole e sogna una vita tranquilla con meno problemi possibili (in questo io mi ci ritrovo molto onestamente), Max invece al contrario brucia di ambizione e vive di ideali con una vita avventurosa, sempre alla ricerca di nuove sfide. L'alpinismo e la montagna sono una metafora per lo spirito di Max a voler varcare i propri limiti e ogni regola in una sfida continua a superare se stesso.

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    Claudio S.

    12/02/2016 22.36.37

    Gran bel libro, gran bel narratore il Brizzi che torna potentemente al romanzo.Ritratto di una famiglia, di una generazione, di due fratelli, di tanta gente (i camei di Sauro Cusumano e Francesco Marsala) sono gioiellini.Max e Teo difficilmente si faranno dimenticare.

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    Chicca63

    20/01/2016 12.13.30

    Bello, bello, bello. Enrico Brizzi, con il suo narrare spumeggiante e mai noioso, disegna alla perfezione il ritratto di una famiglia italiana, esaltando in primis il rapporto tra i due fratelli maschi, in cui ognuno di noi potrà riconoscersi. Un libro che fa riflettere: sui rapporti familiari, sulle scelte di vita, sul passare del tempo, sull'inseguimento dei propri sogni che spesso si schiantano con la mediocrità quotidiana. Intenso ma con qualche spunto ironico e divertente.

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    Wolf

    02/01/2016 15.30.55

    Enrico Brizzi nelle pagine di questo romanzo descrive un ritratto familiare indimenticabile.

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    Saverio

    01/01/2016 18.08.49

    Chi ha amato le epopee familiari di Enrico Brizzi, da "La nostra guerra" a "La legge della Giungla" a "in piedi sui pedali", non potrà non apprezzare questo libro, la storia di una famiglia italiana (e soprattutto dei suoi due figli) che si snoda tra gli Anni Settanta e i giorni nostri. Non è il finale quello che importa, ma la strada che Brizzi ci fa percorrere per arrivarci.

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