Il matrimonio di piacere - Tahar Ben Jelloun - copertina

Il matrimonio di piacere

Tahar Ben Jelloun

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Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 28 aprile 2016
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788893440011
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Il nuovo romanzo dell’autore Premio Goncourt di Creatura di sabbia e di Il razzismo spiegato a mia figlia. Una storia che affronta con le armi del romanzo i temi dell’integrazione e della differenza.

Amir è un commerciante di Fès. È ricco, sposato con Lalla e ha 3 figli. Siamo negli anni 50. È felice, o meglio: tranquillo. Il suo matrimonio non è fatto di amore, di passione, ma di rispetto. Non si è mai posto il problema dei sentimenti, ma è affezionato a Lalla e la rispetta. Amir è un buon musulmano e quindi non tradisce Lalla. Tuttavia, poiché il lavoro lo tiene lontano da casa per mesi, quando è fuori (anziché andare a prostitute) stipula un contratto di “matrimonio di piacere” – previsto dall’Islam: per 1 mese, 2 mesi o quel che serve, si lega a un’altra donna, temporaneamente. La donna con cui stila questo contratto di matrimonio è Nabou, una senegalese statuaria e bellissima, con cui Amir inizia una relazione fatta all’inizio di solo sesso. Amir vive con lei una passione che con la moglie Lalla non ha mai avuto e che lo fa interrogare sul suo matrimonio. Poco a poco, tornando per diversi anni da Nabou, Amir si lega sempre più a lei, fino a che decide (una volta che compie il viaggio con uno dei suoi figli, Karim, handicappato ma non sciocco) di portarla a Fès: vuole darle lo statuto pieno di moglie, garantirle i diritti e il rispetto che merita. Ma a Fès la convivenza fra le due donne non è facile: oltre alla inevitabile competizione amorosa, Nabou subisce il peggiore razzismo, i marocchini di Fès si sentono bianchi, e superiori, rispetto ai negri dell’Africa profonda.
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    28/05/2016 14:11:57

    Ennesimo libro che esemplifica i pregi, ma soprattutto i difetti, del suo autore. La storia sarebbe avvincente e l'ambientazione maghrebina fascinosa ma lo stile di scrittura è piatto e didascalico, i personaggi monodimensionali, la narrazione tende a divagare troppo spesso su sottotrame e dettagli poco funzionali alla vicenda che viene raccontata. Del rapporto tra le due donne rivali per amore, che dovrebbe essere il fulcro del libro, non viene detto nulla, e anche l'altro tema del libro -il razzismo e i pregiudizi dei maghrebini verso i neri africani: ognuno è il negro di qualcun altro!- è trattato in modo semplicistico, senza nessun approfondimento della psicologia dei personaggi. E' andata a finire che quaranta pagine prima della fine del libro mi sono arresa e l'ho mollato, interessandomi poco o nulla le vicende dei figli dei protagonisti, completamente estranee a quanto narrato fin lì. Peccato, un'occasione mancata.

  • Tahar Ben Jelloun Cover

    Tahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino di religione islamica. In Italia ha pubblicato molti volumi tra saggi, opere di narrativa e poemi. Ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat. Ha insegnato in un liceo a Tétouan e a Casablanca ed è stato collaboratore del magazine «Souffles». Dal 1971 vive a Parigi. Suoi articoli in Italia appaiono di frequente su «La Repubblica»; ha collaborato anche con «Il Corriere della sera», «Panorama», «L'Espresso». Scrive inoltre per «Le Monde». Per il profondo messaggio del libro Il razzismo spiegato a mia figlia (Bompiani 1998) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il Global Tolerance... Approfondisci
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