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Traduttore: C. Poli
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 147 p., Brossura
  • EAN: 9788807881626

52° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Cosimo Sportelli

    18/06/2017 22.08.44

    Se per i film basta creare un trailer figo scegliendo ad arte le scene più visivamente d’impatto, per i libri è sufficiente scrivere una quarta di copertina accattivante per trasformare in una meraviglia un libro che in realtà sarebbe dimenticabilissimo. Ed è il caso, ahimè, di questo libro. Le premesse sarebbero ottime, il potenziale c’è, l’idea non è male, sebbene non brilli più di tanto per originalità; le atmosfere burtoniane piacciono sempre, le storie di personaggi un po’ sfortunati e bislacchi che tra mille peripezie si fanno strada nel mondo, attirano le simpatie dei lettori, che si ritrovano nelle loro piccole sventure entrandoci in empatia. I contrasti fra luci e ombre e fra un registro narrativo fanciullesco e favolistico e uno più cupo, quasi gotico e grottesco, affascinano. Ma con La meccanica del cuore ciò non basta. Innanzitutto, vi sono una serie di incoerenze temporali; la voce narrante – che è quella del protagonista Jack – cita alcuni personaggi realmente esistiti, tipo Dalida e Charles Bronson, i quali ai tempi della narrazione (gli ultimi decenni del XIX secolo) non erano neanche lontanamente in procinto di vedere i propri natali, provocando uno sfasamento temporale sgradevolissimo, che distrugge la tenuta interna del contesto in cui è calata la storia. L’epilogo è commovente, un po’ sospeso (e questo, a seconda dei gusti, può anche essere terribilmente seccante) e se si è in fase di umore calante potrebbe anche strapparvi una lacrima di malinconia; ma questo non è un buon libro. È frettoloso, indeciso su ciò che vuol essere: una storia d’amore vecchia come il mondo a suo modo originale, un divertissement letterario, una lunga barzelletta o una tragicommedia del XIX secolo? Potrebbe essere tutto questo, ma per fare un buon frullato bisogna saper dosare nella giusta misura gli ingredienti; questo romanzo, invece, è una coperta piena di toppe cucite male, proprio come il vecchio orologio a cucù malamente appiccicato al cuore difettoso di Jack.

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    gaetano

    07/02/2017 14.48.40

    Sinceramente a me è piaciuto tanto, leggendo le recensioi ne ero rimasto perplesso,ma poi mi sono ricreduto. Il libro è scorrevole e si fa leggere con fluidità. La storia è carina e non è scontata. I personaggi sono semplici, e credo che sia proprio questa semplicità a rendere il libro gradevole. E' una favola e le favole sono semplici e di facile comprensione per tutti. Io lo consiglio

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    Daniela

    08/10/2016 16.16.13

    Le premesse per una bella favola magica c'erano tutte, per cui ho incominciato questo libro con grandi aspettative. Non potevo immaginare che mi avrebbe deluso così tanto. Ciò che è mancato completamente è stato lo stile con cui è stato scritto questo romanzo; personaggi non caratterizzati, una scarsa se non assente descrizione dell'ambientazione, indispensabile per contestualizzare anche a livello storico la storia. E poi ancora ci sono eventi (anche di una certa importanza) che vengono appena accennati e lasciati cadere nel nulla, per poi essere ripresi alla fine. La prosa è banale e ripetitiva tanto da risultare fastidiosa e in questo modo la storia d'amore, mal raccontata, fatica a venir fuori. Il finale poi è deludente. Stilisticamente, un fallimento.

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    Paolo

    25/08/2016 14.33.55

    Ho comprato il libro incuriosito dalla trama e dalla copertina. Avevo voglia di una storia fantastica, leggera, da leggere sotto l'ombrellone. All'idea, originale e scritta anche con uno stile gradevole, assegnerei il punteggio pieno. In fondo, ti stanno a cuore le sorti di Little Jack. Le atmosfere descritte, oniriche e visionarie, lasciano poi un ampio spazio all'immaginazione. Quello che invece è intollerabile è la ripetuta citazione di eventi o fatti che il protagonista non può conoscere, narrando l'autore la storia al presente. All'inizio pensavo ad un errore veniale, ma poi la cosa si ripete per tutto il romanzo, in modo pedante e non accettabile. Provo ad elencare i casi più clamorosi ricordando che il protagonista nasce nel 1874 e la storia si conclude nel 1892. 1) La Coppa del Mondo viene istituita nel 1930; 2) Charles Bronson nasce nel 1921 ma le sue rughe diventeranno famose solo molto tempo dopo; 3) il primo Tour de France si correrà nel 1903; 4) il personaggio di Campanellino vede la luce nel 1904; 5) Modigliani nasce ben dieci anni dopo Jack, e i suoi primi quadri vedono la luce solo nel 1900; 6) le granate a mano, scomparse nel XIX secolo, tornano ad essere utilizzate nella Prima e Seconda guerra mondiale; 7) il gas lacrimogeno verrà usato per la prima volta dai francesi contro i tedeschi solo nell'agosto del 1914, durante la Prima Guerra mondiale. Se l'autore ha fatto in modo che la vita di Jack incrociasse quella di George Melies, realmente vissuto, è evidente che la collocazione temporale del racconto avesse una sua importanza, ma il fatto di aver bellamente e così palesemente voluto inserire particolari del tutto sconosciuti al protagonista rende a mio giudizio l'opera non classificabile. Domanda: nemmeno l'editor avrà notato sì tante incongruenze? Peccato, una grande occasione perduta.

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    Paolo

    25/08/2016 14.31.38

    Ho comprato il libro incuriosito dalla trama e dalla copertina. Avevo voglia di una storia fantastica, leggera, da leggere sotto l'ombrellone. All'idea, originale e scritta anche con uno stile gradevole, assegnerei il punteggio pieno. In fondo, ti stanno a cuore le sorti di Little Jack. Le atmosfere descritte, oniriche e visionarie, lasciano poi un ampio spazio all'immaginazione. Quello che invece è intollerabile è la ripetuta citazione di eventi o fatti che il protagonista non può conoscere, narrando l'autore la storia al presente. All'inizio pensavo ad un errore veniale, ma poi la cosa si ripete per tutto il romanzo, in modo pedante e non accettabile. Provo ad elencare i casi più clamorosi ricordando che il protagonista nasce nel 1874 e la storia si conclude nel 1892. 1) La Coppa del Mondo viene istituita nel 1930; 2) Charles Bronson nasce nel 1921 ma le sue rughe diventeranno famose solo molto tempo dopo; 3) il primo Tour de France si correrà nel 1903; 4) il personaggio di Campanellino vede la luce nel 1904; 5) Modigliani nasce ben dieci anni dopo Jack, e i suoi primi quadri vedono la luce solo nel 1900; 6) le granate a mano, scomparse nel XIX secolo, tornano ad essere utilizzate nella Prima e Seconda guerra mondiale; 7) il gas lacrimogeno verrà usato per la prima volta dai francesi contro i tedeschi solo nell'agosto del 1914, durante la Prima Guerra mondiale. Se l'autore ha fatto in modo che la vita di Jack incrociasse quella di George Melies, realmente vissuto, è evidente che la collocazione temporale del racconto avesse una sua importanza, ma il fatto di aver bellamente e così palesemente voluto inserire particolari del tutto sconosciuti al protagonista rende a mio giudizio l'opera non classificabile. Domanda: nemmeno l'editor avrà notato sì tante incongruenze? Peccato, una grande occasione perduta.

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    Bookworm

    23/08/2016 18.11.01

    Sembrava che il libro promettesse di sviluppare una trama interessante e inusuale, invece dal momento in cui i due protagonisti si ritrovano cade tutto nella banalità quotidiana. Se Tim Burton decidesse di farne un film, di sicuro saprebbe sviluppare meglio un'idea brillante venuta per caso a un musicista, e cambierebbe indubbiamente il deludente finale. Per chi volesse vedere un film incentrato sulla figura di Mèlies e il suo rapporto con gli "ingranaggi", consiglio la visione di "Hugo Cabret" (2011), regia di Martin Scorsese.

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    Joy

    17/08/2016 13.10.46

    Ho provato molte emozioni grazie a questo libro e il modo in cui è scritto, seppur poco convenzionale, ci porta in un mondo di fiaba. Una storia delicata come la prosa con cui è scritta e che ci insegna molto. Nonostante ognuno di noi abbia un piccolo handicap con cui convivere, ciò non toglie che l'amore può raggiungere tutti e farci provare emozioni intense che ci riempono la vita. Un gioiellino che consiglio a tutti di leggere vivamente.

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    Antonella M.

    08/08/2016 14.20.03

    che storia strana! sembra scritta per Tim Burton! mi piace il modo in cui è scritta e l'analisi della meccanica del cuore in amore, qualche perplessità sul finale ma lo consiglio veramente!

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    maria

    25/05/2015 18.00.01

    Trovato originale (forse) pessimamente e noiosissimamente portata avanti

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    Il libro è scritto in modo particolare, con dei paragoni bizzarri ed allusivi. È un libro molto diverso rispetto ai soliti libri di narrativa, l'argomento stesso è curioso ed intrigante, anche se, a dirla tutta, poteva essere sviluppato in modo migliore e magari, un po' più approfondito. In complesso, questo non è affatto un libro da gettar via, non sarà uno di quei libri in grado di incantarti e di farti innamorare, ma piccolo sogno, penso che lo celi anche lui.

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    Melania

    28/02/2014 23.03.32

    Mah...Sono perplessa. Mi è piaciuta la magica poesia di questo libro, ma la trama mi ha un po' irritata. Forse dipende dal mio vissuto. In qualche modo mi ricorda Eduard mani di forbice (la sua diversità), anche se qui c'è di più. C'è il passaggio dall'infanzia all'adolescenza e la figura materna iperprotettiva.

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    strummercave

    26/02/2014 16.54.44

    Tante intuizioni felici in questa favola dark, semplice, divertemente, ricca di spunti e con i personaggi principali devastati da imponenti esplosioni ormonali. Lo stile dell'autore, però, non può soddisfare chi ha bisogno di una lettura appagante e non si accontenta di telegrammi, aforismi e dialoghi onirici. Di sicuro c'è molto di meglio in giro, però la sufficienza è raggiunta.

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    Francesco

    21/02/2014 20.29.01

    Una fiaba, una tenera storia d'amore che, via via, si fa sempre meno ricca di spunti. Può essere letta d'un fiato ma con una punta di torpore, di noia. Ma l'amore ed i suoi travagli e le sue mille magie, non è forse un argomento sempre coinvolgente? E il tempo? E il senso della vita? "Posso tornare indietro nel tempo invertendo invertendo il senso delle lancette?" "No, forzeresti gli ingranaggi e sarebbe estremamente doloroso. E poi non servirebbe a nulla. Non possiamo mai tornare alle azioni passate, nemmeno con un orologio nel cuore."

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    mossy

    17/02/2014 10.34.40

    Deludente in ogni aspetto. Storia d'amore si, ma non mi è piaciuta com'è scritta. Benchè di poche pagine ho avuto difficoltà a terminarlo, a differenza di altri libri, mi sono dovuta imporre di finirlo solo per curiosità. Peccato!

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    marigrace

    08/02/2014 14.46.45

    Una delizia non troppo speciale. Bella la storia, piena di passione. Il piccolo Jack, diverso dagli altri ma come gli altri muore d'amore. Difficile credere che un ragazzino di appena quindici anni possa provare un'emozione tanto forte. Tutto crolla con il tentativo dello scrittore di essere poetico, ma disgrega la delicatezza del libro con un linguaggio comune e un po' povero rispetto a quello che merita la storia. Tutto sommato e' una lettura piacevole e scorrevole che riempe la giornata.

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    Tiziana

    26/12/2013 16.49.35

    Un vero gioiellino, denso di bellissime immagini e poetiche metafore; un sussurro e un palpito, un urlo e un rimbombare che si alternano continuamente. Tocca il cuore, accarezza i sentimenti, suscita tenerezza e anche disperazione. Lascia interdetti perché finisce troppo presto e bruscamente.

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    Serena Zanfini

    14/01/2013 10.09.05

    E' un libro delizioso, scritto in maniera gentile, una favola che si avvicina moltissimo alla relatà dei sentimenti.

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    Mattia

    03/01/2013 16.03.46

    E' un libro di 147 pagine e va preso per quello che è: un libricino da leggere con curiosità, non un romanzo da 500 e più pagine in cui ogni cosa debba essere perfetta. Detto ciò gli do 5 stelle perchè è veramente ben scritto, descrive bene i personaggi ma, al tempo stesso, lascia spazio all'immaginazione. La storia ti mette voglia di continuare pagina dopo pagina per vedere come va a finire, i personaggi sono nella loro particolarità entusiasmanti. Io, parlando col senno del poi, lo rileggerei. Un bellissimo libro.

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    stefania

    28/10/2012 20.17.47

    assolutamente deludente, non riuscivo neanche a finirlo, ho impiegato ben tre mesi per leggerlo tutto... non mi era mai capitato. banale, anacronistico, sconclusionato... senza alcun vero sentimento. e poi, addirittura, come se non bastasse, finisce male! ok il prezzo economico, ma con gli stessi soldi si può leggere di meglio. sconsigliato!

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    Lady Libro

    14/09/2012 00.50.58

    La trama di questo libro mi aveva conquistata e quindi l'ho comprato tutta contenta, a scatola chiusa. Non avrei mai immaginato che potesse rivelarsi una delusione così grande. L'inizio è anche bello e promettente: pieno di magia, dolcezza, contenuti fiabeschi e profondi... che puntualmente svaniscono con il procedere della storia! Il problema più grande de "La meccanica del cuore" è sicuramente lo stile (non so se è colpa dell'autore o della traduttrice): è leggero, quindi ha il pregio di rendere la lettura non molto pesante, ma anche il difetto di essere approssimativo, poco descrittivo, pieno di frasi fatte e banali, con tanto di personaggi che rivestono il ruolo di macchiette senz'anima. Sembra di leggere un libro scritto da una tredicenne con gli ormoni a mille! Sarò anche un'appassionata lettrice di paranormal romance e romanzi rosa in tutte le salse, ma io ho sempre detestato, come in questo caso, gli amori a prima vista! Sono più irreali e assurdi delle storie del Babau sotto il letto che spaventa i bambini... Ma poi dov'è la cosiddetta storia d'amore? Io non l'ho vista da nessuna parte. O meglio: non ho capito se fosse di tipo carnale o spirituale, visto che Jack, il protagonista, non fa altro, per tutta la durata del romanzo, che guardare il corpo della sua amata, in particolare il sedere. E quest'ultima non si capisce fino a che punto lo ami, anzi, mi è addirittura sembrato che fingesse di amarlo... Non so, io ho visto in lei tanta indifferenza e freddezza... A proposito, lei si chiama, tenetevi forte.... "Miss Acacia". Ma come diamine si fa a chiamare una persona così? A questo punto preferivo Sigismonda o Ermenegilda. Un'altra cosa fastidiosa di questo romanzo sono i numerosi anacronismi: siamo nel 1800, perchè mai ci sono continui riferimenti al calcio, al meteo, alla Coppa del Mondo e agli smalti per unghie? Per non parlare poi del grandissimo Georges Melies, in questo libro ridotto ad un esaltato, psicotico donnaiolo perennemente arrapato...

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