Meglio essere felici - Cristina Guarnieri,Zygmunt Bauman - ebook

Meglio essere felici

Zygmunt Bauman

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Traduttore: Cristina Guarnieri
Editore: Castelvecchi
Testo in italiano
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Dimensioni: 709,95 KB
Pagine della versione a stampa: 43 p.
  • EAN: 9788869449437
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La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un’esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell’infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell’era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l’amicizia, l’amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all’interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell’essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici. La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un’esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell’infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell’era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l’amicizia, l’amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all’interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell’essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici.
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    Michela

    30/07/2020 08:02:04

    Mi aspettavo di più. Libricino brevissimo e carino, ma mi aspettavo un testo più incisivo.

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    CarMe

    28/06/2019 08:56:57

    Libro piccolo letto tutto d'un fiato ma che racchiude delle riflessioni di diversi autori influenti nel campo filosofico, sociologo e psicologico. Può sembrare banale l'argomento trattato, invece, io almeno, l'ho trovato interessante soprattutto perché fa riflettere su cose che diamo ormai per scontate. Consiglio Bauman e i suoi testi.

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    Mar

    03/02/2019 22:01:14

    Il testo è una trascrizione di un intervento tenuto da Bauman ad una conferenza, un testo, dunque, sintetico e conciso adatto ad un discorso orale. Nonostante ci siano spunti interessanti, per via delle circostanze non sono trattati con la dovuta profondità. Ne consiglio la lettura se si è alla ricerca di uno spaccato di contemporaneità (e dei suoi surrogati di felicità) senza però analisi troppo accademiche.

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    SimonaLu

    23/06/2018 14:28:13

    Cose che già tutti sappiamo!! \nMi aspettavo qualcosa di più... Ma in realtà è un opuscolo che ci ricorda come internet e i Social stiano rovinando e distruggendo l'autostima delle persone.

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    Maris

    18/04/2018 06:37:28

    Un piccolo vademecum fatto di verità, spunti e considerazioni sul male dei nostri anni. La solitudine e l'uso dei social, e la vera essenza della felicità. Consigliatissimo

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    alida airaghi

    30/10/2017 10:04:11

    Partendo dalla considerazione condivisa universalmente che è “meglio essere felici che infelici”, Bauman afferma che le definizioni di cosa sia la felicità si sprecano, anche se sostanzialmente nell’opinione comune sembrano ridursi alla promessa di una vita con meno disagi e svantaggi, priva di preoccupazioni (come ci illude la modernità, nell’avanzamento del progresso tecnico e scientifico), impantanata in una quotidianità appagata ma noiosa. In realtà, noi non siamo mai felici in modo continuativo, ma solo nel momento in cui superiamo il dolore, il fastidio fisico, una delusione o un disappunto. Felici per poco tempo, però intensamente, proprio quando lottiamo contro le difficoltà e riusciamo a superarle. Verissimo che “c’è un effetto diretto tra la situazione in cui siamo nati, la nostra cosiddetta sorte, e l’abilità di perseguire e conquistare la felicità”: ognuno di noi è delimitato da condizioni fisiche, sociali, economiche di partenza, su cui è arduo se non impossibile intervenire. Però possiamo modificare il nostro carattere, in modo da indirizzare la nostra esistenza verso condizioni migliori di quelle stabilite per noi dal fato. Ma perché, se non riusciamo a raggiungere lo stesso successo dei modelli che ci vengono imposti culturalmente, diventiamo infelici, scontenti di noi, complessati? Molti filosofi hanno attribuito proprio all’illusione democratica dell’uguaglianza questo diffuso senso di inadeguatezza che rende le persone insoddisfatte, in quanto spalanca davanti ai loro occhi un enorme ventaglio di possibilità di realizzazione che tuttavia rimangono spesso un miraggio irraggiungibile. Ne nascono invidie, rivalità, sensi di colpa e di inferiorità paralizzanti. Vivere assorbiti in una spirale ansiogena che ci ossessiona con la seduzione del potere, dell’acquisto, della moda, del successo, ci rende proni agli imperativi consumistici del mercato che ci vuole insoddisfatti e sempre più desideranti, quindi potenziali clienti di prodotti innovativi.

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  • Zygmunt Bauman Cover

    Fuggito dalla Polonia in seguito all'invasione nazista, Zygmunt Bauman (Poznan 1925 - Leeds, Regno Unito 2017) dopo la guerra ritorna in patria e si laurea in sociologia a Varsavia. La sua dissertazione sul socialismo britannico, che per prima gli diede notorietà, nacque dalla sua permanenza alla London School of Economics. Ottimo conoscitore di Gramsci e di Simmel, dapprima marxista ortodosso, gli venne tolta la cattedra all'università in tempo di epurazioni, cioè nel 1968. Insegnò per un certo periodo all'università di Tel Aviv e poi a quella di Leeds.È il creatore del concetto di società "liquida": l'incertezza dei tempi moderni trasforma i cittadini in consumatori, smantellando ogni certezza conduce a una vita liquida... Approfondisci
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