Memoriale del convento

José Saramago

Traduttore: R. Desti, C. M. Radulet
Editore: Feltrinelli
Edizione: 16
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 320 p.
  • EAN: 9788807809996
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Recensioni dei clienti

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    Mariella Agresti

    28/01/2013 18:46:14

    Quando leggo Jose' Saramago vengo impossessata da una specie di fame che non si interrompe prima di aver mangiato a sazieta'.

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    francois sanders

    28/08/2009 14:18:43

    Mia madre mi racconta che da ragazza cuciva venti a venti le pagine dei libri che aveva scelto da leggere,per non terminarli in una notte sola. Memoriale del convento è l'ultimo ricordo organico di M.(nelle prime dieci pagine ci sono macchie di marmellata),come il paio di tanga nel cassetto e la matassa di capelli nel velcro dei copricuscini. Sono riuscito a divorarlo in due giorni. E non ci penso più. Mi pare,però,di non averlo digerito bene,soprattutto questo boccone: "Si coricarono e quella notte non desiderarono i loro corpi,non tanto per la stanchezza,che ben sappiamo essere tante volte buona consigliera dei sensi,ma come per una consapevolezza eccessiva degli organi interni,come se questi fossero usciti dalla loro pelle,forse è difficile da spiegare,ma è con la pelle che i corpi si conoscono,si riconoscono e si accettano,e se certe profonde penetrazioni,certi intimi contatti sono tra mucosa e pelle,quasi non si ci accorge della differenza,è come se si fosse cercata e trovata una pelle più profonda."

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    robi

    28/07/2009 22:02:04

    di non facile lettura per l'assenza di punteggiatura, ma una volta entrati nel meccanismo, si scopre un libro straordinario e assolutamente poetico, commovente. Se ce la fate, non fatevi bloccare dallo 'scoglio' dello stile.. perchè ne vale la pena! secondo me un libro che coglie sia il lato storico dell'ambientazione che l'animo onirico di un portogallo del 700, quasi medioevale...

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    Elisa

    09/03/2009 10:40:20

    E' un romanzo bellissimo, denso di luoghi, personaggi e situazioni; la sintassi non è delle più semplici, ma una volta entrati nell'ottica conquista a trasporta verso il Portogallo dei secoli passati.

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    maria cristina aschieri

    13/11/2008 12:19:01

    Dopo un primo tentativo di approccio fallito, la mia copia è rimasta inerte sullo scaffale della libreria per qualche anno, fin quando ho capito che forse i tempi erano maturati. Allora l'ho ripreso e ne sono rimasta folgorata . Ho capito che le difficoltà dell’inizio erano dovute esclusivamente ai miei limiti personali. Ci sono momenti opportuni e momenti sbagliati per ogni cosa nella vita di ciascuno e questo vale anche per la lettura di Saramago. Se siamo fortunati e il momento giusto arriva, si può trasformare in un’esperienza straordinaria. Nulla di ciò che vale è facile.

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    caterina

    30/10/2008 19:51:41

    Uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Saramago è un genio. Sublime.

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    Mc

    05/09/2008 10:56:34

    Romanzo estroso (in questa sede è già stata rilevata la particolarità della costruzione sintattica; io porrei l'accento sulle sorprendenti comparazioni che scandiscono l'andamento argomentativo), prodigo di spunti di riflessione, polemico e profondo (le concise e toccanti sentenze, quasi aforismatiche, sul rapporto tra uomo e donna archetipici muovono veramente il cuore). Mi limito ad un giudizio personale su un dato di fatto: un Nobel alla letteratura meritatissimo!

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    costantino

    24/06/2008 11:41:17

    Senza dubbio il più bel romanzo storico da me letto. Magia pura! E le cose più folli descritte in realtà sono Storia, mentre le vicende e le persone più credibili sono opera della fantasia. Profondità di descrizione senza eguali. Difficoltà nella lettura per chi non comprenda la melodia e la ritmicità dello stile di Saramago. Un romanzo per chi è molto esigente.

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    Gaba

    16/05/2008 14:05:13

    Ho adorato Cecità, ma questo libro proprio no: pesantissimo da finire (e sì che sono abituata a leggere, e ad amare, Marquez, mica tanto leggero!) ci si perde non solo nella mancanza di punteggiatura, che può anche rendere magistrale un'opera pur rendendola di difficile comprensione, ma proprio per una mancanza a volte di nesso logico, a volte di collegamento narrativo. A tratti emerge qualche pagina ben scritta, che coinvolge e immerge nell'epoca e nel mondo dei personaggi, ma poi ci si perde in chissà quale elucubrazioni che non c'entrano nulla... I due protagonisti avrebbero potuto diventare due personaggi da ricordare, e invece rimangono solo nomi di carta, resi ancor più freddi e inanimati da un finale davvero brutto. Incompleto. Confuso. Leggete altro di Saramago... merita!

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    francesco

    13/05/2008 21:11:36

    Non ritengo giuste le pur minime critiche su Saramago, ma ammetto che il risultato finale possa risultare difficile a molti. Ma Saramago è così. Si beve d'un sorso, in un istante e magari, inizia a dissetare un mese dopo. Poi non si riesce più a farne a meno. Monumentale.

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    Gio

    25/07/2007 10:31:17

    Trovo strepitoso, ancor più che in ogni altro romanzo di Saramago, l'utilizzo così personale del 'flusso continuo' che, con la punteggiatura, abolisce anche la ripartizione dei punti di vista. La prospettiva diventa quasi corale e i punti di vista, talvolta contrapposti (anche quello di un ironico autore onnisciente distaccato da due secoli di storia), fluiscono in un mare di voci giustapposte. Meraviglioso.

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    stefano

    07/04/2007 20:23:25

    Lo stile forzosamente arcaico. I periodi sono così lunghi che arrivato alla fine non ricordi l'nizio. I dialoghi vanno intuiti perchè il capoverso è abolito. Le disgressioni sono infinite, quando si torna all'oggetto della narrazione… ci si è persi. Ora, Saramago sarà-mago ad avere così tanti ammiratori? O non è semlicemente che tutto ciò che è volutamente complicato, così come in Borges, deve essere per forza "superiore"? Faccio mio il finale dell'ottimo commento di Fabio " Lo consiglio solo a chi voglia provare a se stesso o ad altri di essere un vero intellettuale con la passione per la letteratura (di ogni genere)."

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    Emiliano

    23/09/2006 18:02:44

    regalato per un mio compleanno a caso per la copertina, dal mio amico fraterno. Mai miglior regalo, mi sono lasciato coinvolgere dalla scrittura di Saramago, un viaggio indimeticabile, ottimo libro.

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    denise

    20/12/2005 10:27:33

    L'ho letto con qualche difficoltà per l'uso che Saramago fà della punteggiatura. Usare solo virgole e punti pensavo fosse impossibile prima di leggere questo libro. Durante i discorsi diretti mi perdevo un po' ed ero costretta a rileggere per capire bene chi diceva cosa. Resto decisamente affezionata ad un uso più classico della punteggiatura. In ogni caso il modo di raccontare mi è piaciuto molto e se certe descrizione possono apparire prolisse l'atmosfera viene resa perfettamente dall'autore. Un libro che da una visione disincantata del Portogallo del 1700. I due protagonisti sarà difficile dimenticarli. Bello!

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    il lupo

    15/02/2005 15:08:19

    Magico! Nient'altro.

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    mirella

    12/01/2005 11:23:41

    Un lavoro impegnativo e perfetto nella sua astratta concretezza.Una umanità vera e irreale all'interno di un periodo storico preciso eppure quasi astratto.La forza della convinzione e della speranza,la vita come mezzo per riscattarsi proprio da una vita dura e senza sogni.Un capolavoro,tra i migliori testi di Saramago.

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    Luca

    08/12/2004 20:55:45

    Povero Fabio!

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    Bruno - da Parigi

    19/05/2004 00:45:54

    Semplicemente magistrale. Indimenticabile la processione del Corpus Domini. Possibile che ogni romanzo di Saramago sia cosi eccellente ? Eppure è cosi, ormai li ho letti quasi tutti. Un grandissimo scrittore.

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    Manuel

    02/03/2004 16:52:56

    Schopenhauer non crede mai alla storia, ma alle volontà e sembra che della stessa opinione sia Padre Bartolomeo Lorenço de Gusmão che nell'intento di far spiccare il volo al suo uccellaccio meccanico, ha bisogno delle volontà degli uomini. Certo, esse sembrano nuvole chiuse e isolate all'interno di ciascun individuo, ma riunite insieme hanno la forza di sollevare l'uccellaccio; di sollevarlo sopra le vicissitudini e le sofferenze, sopra la viscerale crudeltà degli usurpatori, in alto sulla religiosità morbosa e la morbosa miseria. Ma per radunarle Padre Bartolomeo ha bisogno dell'aiuto degli emarginati: di Blimunda, figlia d'una "strega" condannata al rogo, che a digiuno è capace di vedere quanto v'è dentro alle persone, e ha bisogno di Baltasar Sette Soli, reduce d'una guerra inutile e fedele compagno di Blimunda. Ancora una volta la storia nella Storia, la verità degli umili narrata con sullo sfondo il Convento di Mafra voluto da Giovanni V per rispettare un voto. Se il lettore avrà la pazienza di farsi il palato all'istrionico registro narrativo che, a mio avviso, esprime il miglior lavoro di Saramago, Il Memoriale del Convento sarà un piacere perfetto, ironico, commovente, intelligente, romanzo storico, romanzo sociale, romanzo di condanna e di riflessione, capolavoro d'intreccio, di stile, d'idee e tematiche... insomma uno dei migliori romanzi del '900.

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    Fabio

    07/01/2004 07:04:28

    Potente affresco storico, d'accordo, ma nel reparto romanzi non cercavo un saggio sul Portogallo del 700. La trama, scarna, è solo un pretesto per un a raffigurazione epocale. Mi sono fermato a pag 134 all'ennesima enumerazione di confraternite che partecipano alla processione (ho provato un senso di nausea simile a quello indotto da "LE città invisibili"). Libro pesantissimo soprattutto a causa della trovata "ad effetto" di eliminare capoversi e virgolette sul diretto: trovata che toglie all'opera leggibilità forse con il pretesto di rendere la struttura grammaticale più arcaica (ne "I promessi sposi" abbiamo effetti ben diversi con un uso più che proprio della punteggiatura). Lo consiglio solo a chi voglia provare a se stesso o ad altri di essere un vero intellettuale con la passione per la letteratura (di ogni genere).

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