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Mendel dei libri

Stefan Zweig

Traduttore: A. Vigliani
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 53 p., Brossura
  • EAN: 9788845922749
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Recensioni dei clienti

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    MD

    22/06/2017 06.51.10

    Ho letto con grande interesse BUCHMENDEL. Un libro tanto breve quanto concentrato. Il distillato di una vita. È uno sprofondare—con lo sguardo fra le sue pagine—nella figura del protagonista e nel suo mondo fatto di libri, “fatto di cellulosa”. Un modo di essere interiorizzato come in una ‘paranoia sublime’, tanto che M. vi si immerge come in un “altro universo”, “un mondo sovrastante il nostro mondo”. Per poi, posto di fronte alla cieca violenza del suo tempo, risvegliarsi; ma, va da sé, senza mai abbandonare del tutto quell’universo di sottile sapienza talmudica coltivato, “ruminato” per anni, e dunque, perseverando in un’efficace lontananza dalla barbarie della storia. La mirabile emozione che si ha aprendo un libro e ritrovando in esso un tempo sottratto al tempo, reso inattaccabile dalla caducità, ci fa pensare ai libri come un rifugio... che se non proteggono del tutto la persona, ci schiudono certo l’accesso alla sua spiritualità e memoria: “Perché il ricordo unisce sempre, e tanto più il ricordo nell’amore”. Quello della «stanza dei libri», e dei libri ‘cartacei’ come compagni di solitudine, è un argomento che a M. sta infinitamente a cuore. Poter tenere fra le mani un libro prezioso significava per M. quel che per altri è l’incontro con una donna. Quel momento erano le sue notti d’amor platonico. Soltanto il libro esercitava un potere su di lui, mai il denaro. «Era arrivato a Vienna per studiare da rabbino; ma ben presto aveva abbandonato quel severo Dio unico che era Yahveh per consacrarsi al rutilante e sfaccettato politeismo dei libri». «M., attraverso le sue lenti, immergeva lo sguardo nell’altro universo, quello dei libri, anch’esso in eterna rotazione e in un continuo rigenerarsi, in quel mondo sovrastante il nostro mondo». Voglio aggiungere che seguire i suoi bei discorsi è un po’ come—ispirandosi a Stefan Zweig—andare davvero in terra consacrata, al Caffè Gluck di Vienna da M., dall’informatissimo M., “una fonte di soddisfazione e appagamento”.

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    francesco v

    03/08/2015 09.32.38

    La scrittura di Zweig è come sempre equilibrata e profonda. Un racconto piacevole, ma parlare di capolavoro mi sembra eccessivo

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    Maurizio Nasi

    13/07/2015 06.48.39

    Il Mendel dei libri- che definirei il capolavoro indiscusso di Stefan Zweig- si ispira certamente a Sholem Yankev Abramowitsch, che significa in ebraico proprio "Mendel il venditore di libri", lo pseudonimo utilizzato dallo scrittore di letteratura yiddish Mendele Moicher Sforim.

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    spaggio

    25/10/2014 09.23.06

    Un racconto un poco al di sotto di altri scritti da questo grande creatore di gioielli letterari. Comunque sempre gratificante.

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    lina

    17/10/2012 01.50.21

    decisamente sopravvalutato. un po' per la brevità del racconto, un po' per la prevedibilità del suo sviluppo, questo libro non riesce a "toccare" il lettore più smaliziato.

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    lamberto

    17/03/2012 15.10.00

    ho letto questo libro spaventato dalla sua brevità. ma m'è piaciuto davvero tanto!!! la storia di una passione, o forse di una mania, ma io direi anche di un grande amore, quello per i libri!

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    Giuseppe

    24/08/2011 22.06.36

    Un piccolo "gioiello" di Zweig che vi resterà nel cuore!

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    Giulia

    10/11/2010 19.02.03

    Zweig non delude mai, veloce e profondo, come dovrebbero essere tutti i migliori libri.

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    stefano

    28/05/2010 09.05.19

    il personaggio di mendel alla lunga (pur nella brevità del racconto) diventa simpatico. Pur nelle sue poco probabili caratteristiche, accentuate in funzione della morale.

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    claudio

    21/05/2010 11.42.38

    Stupendo racconto di quel grande scrittore che fu Zweig. Mi ricorda molto una statuetta che ho comprato recentemente a Venezia, al Ghetto e che raffigura proprio un personaggio come Mendel, con le sue caratteristiche fisiche e quelli occhi piccoli dietro grandi lenti.

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    Giovanni B.

    15/09/2009 12.21.37

    semplice, breve, carino, commovente, ancor più per chi è <i>drogato</i> di libri :-)

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    canguro di mezzanotte

    03/09/2008 23.19.53

    come sempre, zweig si legge tutto d'un fiato, e poi ci si pensa a lungo... e poi lo si rilegge.

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    ivan

    02/09/2008 17.33.46

    un libro sul piacere dei libri ! bello, intenso, commuovente.

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    Fabio Scarnati

    22/05/2008 10.18.30

    Stupendo. Una scrittura rara e preziosa e un personaggio, Mendel appunto, che non dimenticherete mai. Come il Bartleby di Melville, ma infinitamente più bello.

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