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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788807881930

75° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Alntonella

    05/06/2017 10.32.26

    Non conoscevo la scrittrice. Ne avevo sentito parlare, mi sembrava un po troppo snob. Poi la curiosità. Inoccasione di un viaggio in treno verso Losanna, ho cominciato. L'ho letto d'un fiato. Appassionante. C'è tutto il calore, la passione, il profumo della Sicilia, la storia e le tradizioni della sua gente. Vivido e intenso, mi ha rapita. Mi è piaciuto molto

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    Silvia

    06/10/2016 15.24.24

    Molto particolare; inizialmente non si capisce bene dove la Agnello voglia andare a parare, poi pagina dopo pagina la trama si dipana e prende forma. La Mennulara é la storia di una donna forte, intelligente, colta e...amata.

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    Hyeronimus52

    02/07/2016 16.24.34

    E' il primo libro che leggo della Hornby e non è il romanzo emozionante che mi è stato descritto da chi me l'ha consigliato: il suo svolgimento mi fa pensare a una telenovela come se ne vedono tante in tv, senza infamia e senza lode, lo considero un romanzo superficiale, totalmente privo di poesia, con personaggi che non hanno un'anima e non lasciano il minimo segno di sé alla fine della lettura.

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    giorgio g

    31/05/2016 08.59.19

    Ho tenuto fede al mio proponimento e ho riletto, a distanza di una dozzina d'anni, il libro con il quale Simonetta Agnello Hornby fece il suo trionfale esordio nella narrativa. Le mie impressioni di allora sono confermate: è senza dubbio il suo migliore libro. La storia di Adriana Mangiaracina, vedova dell'avvocato Orazio Alfallipe, del figlio Gianni con la moglie Anna Chiovaro, della figlia Lilla con il marito dottor Gian Maria Bolla e dell'altra figlia Carmela con il marito Massimo Leone si interseca in un groviglio inestricabile con quella di Maria Rosalia Inzerillo intesa la Mennulara. Ma è tutta la gente del paese di Roccacolomba a fare da contrappunto alla storia, come il coro in una tragedia greca. Non manca neppure la mafia, questa eterna presenza della Sicilia, rappresentata da don Vincenzo Ancona, che ha " la sicurezza di chi sa di essere nel pieno diritto di fare come gli aggrada". La frase che ho trovato nel libro e che, a mio parere, meglio rappresenta il carattere degli isolani è: "l' abilità a dissimulare i propri pensieri e sentimenti che i siciliani si bevono col latte materno". Una rilettura davvero fruttuosa!

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    Gianfranco

    30/05/2016 14.14.44

    Tutto sommato è un buon libro, la scrittura è gradevole e la trama è ben intrecciata. Da siciliano, ho apprezzato la conversazione tra il presidente del circolo agricolo e il giovane idealista comunista, in cui il vecchio aristocratico borghese espone con malinconia i tratti peculiari della sicilianita' che da un lato stigmatizza, ma dall'altro si rende conto della loro ineluttabilità, cadendo nell'ossimoro di desiderare un cambiamento culturale ma incapace di adeguarvisi restando prigioniero delle rigide consuetudini sociali, che come catene invisibili obbligano i siciliani ad un frustante quanto necessario conformismo. Vorrei infine far notare quella ritengo una imprecisione; nel racconto si fa riferimento alla raccolta delle mandorle nel periodo compreso tra la tarda primavera e l'estate, ma le mie reminiscenze collocano tale raccolta dopo ferragosto in apertura del trittico comprendente anche uva e olive.

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    dublino80

    08/01/2016 20.30.24

    Ottimo libro, scritto davvero bene sopratutto l'intreccio, e i diversi livelli narrativi. Tante tessere di un mosaico sorprendente e in alcune parti inaspettate. Mi sono piaciute molte alcune riflessioni, sopratutto il dialogo tra il giovane dipendente postale e l'avvocato, fotografano molto bene la storia della sicilia. comprero' altri libri dell'autrice.

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    angelo

    18/10/2014 23.12.07

    Ingredienti: la morte improvvisa di una serva-padrona in un paesino meridionale, la caccia all'eredità della famiglia adottiva, la vita della defunta ricostruita dai pettegolezzi dei conoscenti, uno splendido mosaico formato da tessere variopinte di mafiosi, nobili, popolani, passioni, stupri, ricatti ed affari. Consigliato: ai cacciatori (uomini) di romanzi siciliani stile Camilleri e Sciascia, alle prede (donne) di calunnie o ingiustizie sociali, capaci di trasformare a loro vantaggio ogni imprevisto o disgrazia.

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    isabella

    16/04/2014 13.24.15

    Bello bello bello ho finito di leggerlo proprio ora e come faccio di solito mi vado a ritrovare le frasi o i capitoli che mi hanno maggiormente colpito. Fantastica!!!!! Ho riso fino alle lacrime,una trama ben articolata ogni personaggio dice la sua e noi uniamo i pezzi del puzzle e ne traiamo la storia completa, nel finale avrei voluto qualche frase di più.Quando si scrive un epilogo si dovrebbe dire un pò di più o non metterlo.Una bella storia siciliana che poteva essere scritta da pirandello o da verga ma così ha vinto lei....... la mennulara.....bello!

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    Maddalena

    15/10/2013 09.08.37

    Che gioello! Io credevo che l'incredibile arte della narrativa italiana si fosse spenta con l'ultima generazione, e stavo cercando di rassegnarmi alla fiacca dei leggerissimi ma comunque vagamente divertenti scrittori di oggi (Vitali, Malvaldi) - ed ecco Simonetta Agnello, siciliana appena quarantenne ma autrice compiuta! Era da tempo che non trovassi un romanzo che mi desse tanto senza togliermi nulla, oltre a regalarmi un senso rassicurante dello stato attuale dell'arte della parola veramente 'tessitrice'.

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    silvia

    29/07/2013 15.53.56

    Storia intrigante che ha come protagonista una donna, forte, determinata e vincente. consigliato a tutti, ma alle donne in particolare.

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    marco

    29/06/2013 11.02.03

    Veramente un bel libro che prende dall'inizio alla fine, con finale inaspettato. Tanti personaggi che s'intrecciando direttamente ed indirettamente con la Mennulara. L'autirce con mastrie riesce a tenere viva la storia. Ogni personaggio svela una parte della Mennulara.

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    Silvia

    30/01/2008 10.42.42

    Libro scritto magistralmente, che mi ha fatto conoscere una Sicilia che non sapevo, personaggi ben delineati e veri nei sentimenti che esprimono, nelle esistenze che vivono. Emozionante in ogni suo capitolo. Bellissimo!

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    Newe

    28/08/2007 11.37.44

    Ben scritto e scorrevole!

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    Paola1977

    05/05/2007 14.34.47

    Dov'è il "divertimento maestoso" di cui parla Busi????? Bella mossa pubblicitaria per un libro che al massimo mi ha strappato qualche sorriso (tiratissimo). Mi sembra che l'autrice abbia cercato di copiare autori che,prima di lei,hanno eletto la Sicilia come fulcro delle loro storie,ma non basta essere siciliani (o mezzi siciliani...) per saper raccontare la Sicilia. Niente di originale.

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    cri

    09/04/2007 15.17.20

    In poche pagine tutta la Sicilia della fine degli anni cinquanta , primi anni sessanta del 900.La povertà, il profondo classismo che diventa discriminazione e abuso nei confronti dei più deboli e, in particolare, delle donne. Donne obbligate all'ignoranza, crude e indurite dalla vita che , riescono ,però , a trasmettere i valori dell'onestà, della dignità e del rispetto. Uno spaccato di vita ironico e amaro ma caldo come il sole che sembra di sentirsi addosso quando si leggono le descrizioni dei pomeriggi di Roccacolomba.

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    giulietta

    09/12/2006 10.58.14

    Il libro è fantastico, scritto molto bene, avvincente...geniale!Mi spiace se qualcuno non lo ha apprezzato, è vero che da leggere "c'è tanto", e forse è questa cosa che può turbare... Superconsigliato!

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    Maria Luisa Sotgiu

    13/05/2006 22.45.42

    Ho terminato oggi di leggere “La Mennulara”, di Simonetta Agnello Hornby, edito da Feltrinelli: sono stupita della bravura dell’autrice di aver saputo scrivere un romanzo della Sicilia degli anni 50-60, della vita di paese, della gente di quell’epoca, della vita di una “crìata” , (serva), riuscendo ad attirare l’interesse del lettore con la caratteristica del genere “noir”. La figura della protagonista principale del romanzo, Maria Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara, ovvero raccoglitrice di mandorle (lavoro che svolgeva da giovinetta), nasconde dei segreti che si intuiscono fin dall’inizio, ma non si riesce a capire esattamente quali siano e il lettore prosegue a leggere avvinto dalle vicende che si susseguono, per riuscire a capire che cosa nasconde la cameriera-padrona, la cameriera che ha dedicato la sua vita alla famiglia di Orazio Alfallipe, l’avvocato che lei ha amato, e dal quale è stata riamata. Una donna che si è comportata con il padrone come una donna innamorata, aspettando che lui si pentisse di essersi allontanato per seguire i capricci di un’amante, aiutandolo a catalogare i reperti antichi ritrovati negli scavi, imparando a studiare i segreti della ceramica greca, a capire la musica che a lui piaceva tanto; aiutandolo infine a salvaguardare il patrimonio della famiglia, che senza la sua amministrazione si sarebbe perso. La figura di questa donna è stata descritta con rispetto, con amore, con pietà per i dolori che ha dovuto subire nel corso della sua vita: da giovanissima quando subì uno stupro da parte del figlio del capomafia della zona, fino alla sua morte. Il linguaggio è particolare: nei dialoghi si sente il modo di parlare dei siciliani. Il libro merita piena votazione. Maria Luisa Sotgiu

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    stefania

    07/03/2006 14.00.39

    Il libro l'ho letto così come si beve una medicina, proprio perché me l'aveva regalato un'amica che ne era rimasta entusiasta. Noioso, provinciale, stupido e scritto male. Improbabile in tutte le sue sfaccettature e anch'io come qualcun altro che ha lasciato qui il suo commento ho trovato eccessivo il commento il Aldo Busi , che lo definisce "un divertimento maestoso", non è divertente ne tantomeno maestoso anzi proprio mediocre.

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    xxx

    23/02/2006 22.00.05

    Lo stile della narrazione ricorda le telenovele, ed il dramma interiore di Maria Rosalia Inzerrillo, viene svelato al lettore che ha la pazienza di raggiungere la lettura degli ultimi capitoli. S.A. Hornby attraverso una trama fitta ma spesso noiosa, riesce a costruire con abile pazienza l'interesse nei confronti del suo personaggio " LA MENNULARA". Il volume in mio possesso, edito dalla Feltrinelli, era corredato di fascetta verde chiaro con sopra stampata la seguente frase : " Un divertimento maestoso." Aldo Busi. Mi sembra davvero troppo per un testo che considero poco più che mediocre.

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    Carla

    27/01/2006 22.41.36

    Ho "conosciuto" l'autrice tramite una intervista radiofonica su una piccola emittente locale cuneese che ha nel proprio palinsesto un programma fantastico che parla di libri "Il posto delle parole". Ho letto "La zia Marchesa" e sono corsa a cercare il precedente libro. Molto bello! La figura della Mennulara è descritta molto bene e soprattutto il piccolo paese che ruota attorno al mistero della sua vita. Stupendo! Da leggere tutto di un fiato!

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