Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806184445
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Recensioni dei clienti

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    luciano

    25/04/2016 13:58:17

    E' il racconto, in prima persona, del diciottenne Clay che ritorna a Los Angeles per le vacanze di Natale. Clay e i suoi amici fanno parte dell'alta società, passano da una festa all'altra, si sballano di cocaina, di eroina, anfetamine. Alcol a gogo. Per loro non esiste alcun limite, neanche in campo sessuale. Sulla copertina di questo libro campeggia questa frase: " Se si vuole una cosa è giusto prendersela". Questa frase viene detta in un contesto drammatico: una " giovanissima e carina " dodicenne è nuda su di un materasso e " ha le gambe divaricate e legate in fondo al letto e le braccia legate insieme sopra la testa. Gli amici di Clay, Spin, Rip e Trent, la drogano e la violentano. Clay dice: " E' che non è giusto" e Rip risponde: " Se si vuole una cosa, è giusto prendersela. Se si vuole fare una cosa è giusto farla". Clay esce e si chiude la porta alle spalle e si ripete una frase che ha letto su un cartellone pubblicitario: Sparire. Qui.

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    Norman

    24/05/2013 18:46:31

    Ho letto questo libro perchè regalatomi, non conoscendo l'autore, se non di nome, e nel complesso mi è molto piaciuto. Certo lo stile non è particolarmente ricercato e raffinato (non va diementicato che Elis scrisse il libro a 21 anni) ma risulta comunque estremamente efficace, in quanto ben si presta a descrivere i protagonisti ricchi , annoiati , apatici , vuoti,con i loro improvvisi momenti di inquietudine , che dimenticano con con droga , alcool e feste a ripetizione e che non sapevo bene se invidiare o disprezzare. Un po' ripetitivo a tratti ma molto intenso nel finale , sebbene il protagonista non riesca a far altro che constatare la propria vacuità e la desolazione della propria vita , senza trovare rimedio e redenzione. Romanzo affascinante , mi ha fatto venire voglia di leggerne altri dello stesso autore

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    gianni70

    12/12/2010 19:12:58

    Libro perfetto. Scritto 25 anni fà ed ancora oggi potentissimo. Chi lo considera trito nei contenuti non tiene forse conto della data di pubblicazione. Chi invece lo considera noioso credo abbia scarsa dimestichezza con la letteratura

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    Manuel

    07/12/2010 18:12:34

    Il romanzo di Ellis propone nichilismo a buon mercato, tradisce i suoi intenti estetici e una certa ansia da prestazione - giustificata in quanto diverse cadute (a partire dalle patetiche analessi) sottraggono la trama al suo protagonismo e catapultano il lettore dritto alla considerazione morale che, nonostante gli sforzi naturalistici, viene spiattellata alla fine con un'improbabile culmine di orrore-ingenuità-pentimento-redenzione. Le tematiche sono troppo attuali e troppo trite per ammettere sperimentalismi e incertezze stilistiche. Poco convincente, manca i suoi obiettivi.

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    Salvatore Gagliarde

    06/06/2009 20:21:53

    Bret Eston Ellis è di sicuro lo scrittore che meglio e' riuscito ad esprimere il vuoto interiore di una intera generazione di giovani, belli,ricchi e famosi o presunti tali. Dal mondo della moda in Europa a quello degli affari di NYC a quello del cinema di L.A. California,un unico comune denominatore:il nulla che e’ sotto lo scintillio delle luci e gli abiti sgargianti. Una sorta di fredda mancanza di autocritica,valori morali ed umana"pietas" che porta i personaggi di Ellis in una spirale autodistruttiva fatta di situazioni paradossali vissute con assoluta leggerezza e che vengono quindi presentate al lettore come assolutamente normali. E’ proprio in questi paradossi la forza di questo scrittore che a buon titolo possiamo definire “generazionale”:riesce a far sorridere (di sorriso amaro, beninteso,ma pur sempre sorriso)descrivendo scene drammatiche e a rattristare descrivendo scene di fasti e di sesso. E il capolavoro di Ellis,i cui personaggi sembrano crescere e mutare insieme al loro creatore,e’ proprio il suo primo romanzo,che costitui’ all’ epoca un caso letterario:-Meno di zero-. E’ sicuramente il piu’ amaro e il meno ironico dei suoi romanzi,probabilmente perche’ parla di adolescenti,in apparenza fortunati perche’ nati nell’ agio e nell’ opulenza dei quartieri ricchi di L.A. ma in verita’ soli e spaesati come si sentono tutti i cuccioli della nostra specie. Questi “youngster” del Jet set non scelgono una vita vuota e priva di qualsiasi stimolo ma la ereditano dal loro ambiente,immersi in un lusso estremo vissuto come noiosa quotidianità,e finiranno per perdere interesse per la propria stessa esistenza. Non a caso il pensiero ricorrente del protagonista, ispirato da un cartellone pubblicitario (!), è “Disappear Here”. Scomparire qui.

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    Xino

    08/01/2009 00:56:20

    Ellis descrive bene l'ambiente dei figli di papà californiani di fine anni '80 - almeno per quanto lo posso immaginare io - con uno stile fresco e un bel ritmo fatto di flash su situazioni luoghi e persone. Ragazzini adolescenti presi da un turbine di coca, eccessi, cinismo, noia, sesso casuale, surfisti biondi, i primi videogiochi, la musica di quegli anni, coca, noia, sesso casuale, eccessi, abbronzature, party, coca, mancanza di valori, eccessi, fighette bionde, noia, coca, sesso, ville con piscina, auto di lusso, coca, eccessi, cinismo, genitori ricchissimi e assenti, assenza di limiti, noia, sesso malato, indifferenza alla vita, coca. Pur non dispiacendomi a tratti l'ho trovato un po' noioso.

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    zok

    31/10/2008 13:45:30

    Sul piano della scrittura questo è uno dei romanzi più efficaci che abbia letto. Qui lo stile di Ellis - primitivo, 'geroglifico', vuoto, apatico - è l'elemento che più coinvolge nella lettura e si addice perfettamente alla storia raccontata. I punti più scioccanti del romanzo non vengono mai resi in termini sensazionalistici e quando li leggi ti arrivano addosso inaspettati come pugni sui denti. Un libro di grandissima classe. Un piccolo gioiello.

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    Franco

    30/03/2008 15:17:54

    Qui Ellis scrive un ottimo romanzo. Qui e non oltre a mio parere (per quell'infinitesimo che possa contare). Altrove si perde e straborda, eccede in lunghezza. Qui è essenziale nel ritrarre in poche pagine personaggi vividi che par quasi di toccar con mano, pare di averci vissuto insieme in un'epoca, non ancora trascorsa, ancora attuale, dove l'unica cosa che tutto ricopre e tutto avvolge è il vuoto più assoluto, con i suoi corollari: la noia, la mancanza di valori, la sterile ricerca di ogni tipo di emozioni, l'evasione ad ogni costo, ecc. Libro gelido nello stile che forse in futuro rimarrà nella storia letteraria come un piccolo capolavoro, fuori da mode o ismi, non vi è traccia di postmodernismo né di minimalismo (ancora dominanti negli anni in cui fu scritto), ma confluisce nell'ampia e nobile corrente del Realismo.

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    Matthia

    17/10/2007 20:21:54

    Non male...ma niente di particolare... Si legge al volo... ma alla fine non lascia niente di particolare... Le vicende trattate, con personaggi differenti le stesse di "regole dell'attrazione" e a personaggi diversi, invecchiati e laureati di american psycho... A mio parere, anche per lo stile di scrittura più curato meglio riusciti...

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    Alberto

    31/08/2007 12:27:33

    Mi è piaciuto molto. La scrittura è minimale, fortemente voluta. E' anche il suo primo libro ed era molto giovane.

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    Dario Giorgianni

    17/06/2007 13:36:34

    NOIOSOOOOO!!Ma dico io,è incomprensibile.Oltre ad essere tremendamente ripetitivo.Mi aspettavo un libro decisamente migliore. Inutile spendere questi 10 Euro.

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    Vicky Vale

    09/01/2007 00:34:18

    Per molti è il capolavoro di Ellis. Disturbante e sfrontato. Personalmente preferisco Le regole dell'attrazione e American Psycho perché trovo questo primo Ellis piuttosto acerbo, anche se le tematiche cardine della sua produzione sono già tutte presenti.

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    pag

    03/12/2006 17:25:43

    Soggetto tra i più scontati possibili (la generazione perduta tra sesso, droga, psicofarmaci e nullafacenza), uno stile di scrittura poco più che elementare. Lo salva il palpabile senso di disperazione che contiene una forte critica verso la società americana.

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