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Metafisica dei tubi - Amélie Nothomb - copertina

Metafisica dei tubi

Amélie Nothomb

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Traduttore: P. Galeone
Editore: Voland
Collana: Amazzoni
Edizione: 5
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 22 agosto 2016
Pagine: 111 p., Brossura
  • EAN: 9788862430166
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Metafisica dei tubi

Amélie Nothomb

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Gaia la libraia

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La penna di Amélie Nothomb disegna la mappa dei primissimi anni di vita trascorsi in Giappone: ne viene fuori una non-biografia. Indizi e ricordi delle prime scoperte si accavallano in un turbinio di metafore e paradossi irriverenti. Le proprietà terapeutiche del cioccolato, la parola (pensiero fatto carne), la quadratura degli opposti, la sinergia con il luogo di nascita... fino al filtraggio della realtà come unica via di scampo. Una faccenda, quella dell'esperienza delle cose, del primo impatto col mondo, che lascia sempre una ferita: nulla passa senza traccia, neanche il nulla.
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    Alewoolf

    01/06/2019 12:42:04

    In questo libro stupendo l'autrice racconta, a modo suo, i suoi primi tre anni di vita. I suoi deliri di onnipotenza, le sue scoperte e i suoi precoci pensieri sulla vita fino al suo tentato suicidio, in uno stile poetico e sognante. Molto divertente la parte in cui racconta le prime parole che ha pronunciato.

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    La Bibliatra

    26/05/2019 11:47:35

    [..] Un titolo, “Metafisica dei tubi”, che non mi diceva assolutamente nulla, non m’ispirava! Non sono, però, partita prevenuta, in questi anni ho imparato che molto spesso tali scelte sono provvidenziali, ho letto, grazie al club, libri ai quali non mi sarei mai accostata di mia spontanea volontà, ma che mi sono piaciuti tantissimo. Ho, quindi, iniziato a leggerlo, ma arrivata a pagina diciotto ho preso il telefono in mano e ho mandato un messaggio WhatsApp nel gruppo del club taggando chi l’aveva scelto: “sono 18 pagine che leggo e da diciotto pagine che ripeto Ma che razza di romanzo è questo? [...] Quelle diciotto pagine erano farneticanti, un delirio mentale a cui non avevo mai assistito…forse ho fatto male, questa volta, a non informarmi prima su autore e su testo. Il libro inizia con questa spiegazione del Dio paragonato ad un tubo e lei, l’autrice che dice che nei primi due anni della sua vita era un tubo, un ortaggio, chiamata Pianta, che non piangeva neanche, come solitamente fanno i neonati, ma semplicemente fissava il soffitto… “Non ti preoccupare,” mi rispondono al messaggio “quando vai avanti, il libro cambierà e sarà migliore!” [...] Procede con il racconto dei sei mesi di vita successivi dell’ esistenza di questa bambina, dei suoi primi passi, le prime parole, il tutto condito da quello che in molti descrivono come ironia, ma sinceramente, personalmente, non lo trovo granché ironico, ho trovato soltanto una serie di descrizioni surreali e deliranti. [...] ha assorbito la cultura orientale. È l’ennesimo libro di orientali che leggo e che non mi piace, probabilmente mi manca quel “quid” per poter comprendere al meglio il loro pensiero e le loro idee, evidentemente così differenti dalle mie. [...] In realtà, ho trovato parecchie frasi del libro che, estrapolate dal contesto “metafisico” del romanzo, hanno un logicità e sono particolarmente significative, la mia preferita è quella sull’importanza della parola:

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    dado

    08/03/2019 07:11:35

    Racconto di una ragazza viziata nascosta dietro l'io narrante di una bambina.

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    maria

    25/02/2016 09:40:26

    Libro che ho amato moltissimo ammesso sia in parte mestiere, il mestiere bisogna averlo. anche Fenoglio amo molto una cosa non esclude l'altra. quello che amo di meno è che qualcuno possa dare dell'esaltato a chi ha un gusto diverso. quanto diverso poi? visto che comunque il voto è 4?. la cortesia sempre, soprattutto in un sito a sfondo letterario.

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    simon@

    04/12/2011 07:43:13

    in una parola: BELLISSIMO!!!

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    Paola

    01/06/2008 22:24:28

    Libro che ricerca continuamente un'originalità forzata, riuscendoci maldestramente nella prima parte e fallendo del tutto nella seconda. Appare noioso e prevedibile. Ho apprezzato di più altri libri della Nothomb, ma, nel complesso, mi appare una scrittrice molto sopravvalutata.

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    Gwynplaine

    01/05/2007 11:56:03

    nulla di Vero. simpatico, leggero, ma è tutto mestiere. rileggano Fenoglio, gli esaltati.

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    Alessandro Del Gaudio

    14/07/2006 09:30:17

    Quello che stupisce della Nothomb è la capacità di concentrare in poche pagine interi universi interiori, esplorando, in questo libro, il mondo dell'infanzia e, in particolare, di un'infanzia: la sua. A volte sembra di leggere una storia troppo incredibile per essere reale,però poi ci si accorge che da bambini succedono cose che non si ripetono più, si crede a tutto, anche che una carpa possa entrare nel letto e mangiarti... L'ho trovato molto divertente nella sua indagine sul lavoro del padre e evocativo nella ricostruzione del Giappone, il cui fascino può essere riassunto nel laghetto verde in cui da bambina l'autrice amava tuffarsi. Amélie Nothomb è una scrittrice a cui non manca il senso dello humor, ogni volta che leggo un suo libro rido da matti e rifletto. E mi diverto.

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    Pippomix

    04/07/2005 18:34:36

    Dopo il vivido "Stupore e Tremori", un altro capolovoro dei suoi, tra illusione e trauma, tra il Giappone dell'armonia estetica e quello truce del rigore e del rancore! Amelie Nothomb, come una divinità immanente e passiva, degusta i primi momenti della sua vita alla scoperta dell'alterità, in quello che viene da lei stessa descritto come una sorta di visione egocentrica del mondo. Ancora una volta il risveglio è traumatico e non è un caso che nel "suo" Giappone a tre anni si finisca per sempre di essere trattati come divinità! Bellissimo come al solito. Unico difetto? Perchè mai tali striminziti libercoli dovrebbero costare così tanto? Una tirata d'orecchie alla Voland!

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    Riccardo Venturini

    30/05/2005 19:39:00

    Tubo come sinonimo di assenza di ogni desiderio e attaccamento, ma anche di morte, tubo la bambina affetta da inerzia patologica come l'Autrice si descrive nei primi due anni di vita. Figlia di un diplomatico belga in servizio a Kobe, viene risvegliata alla vita dalla nonna paterna che compie il miracolo portandole del cioccolato bianco dal Belgio (…) La descrizione del suo terzo anno di vita (il romanzo si conclude col compimento del terzo anno), la conquista del linguaggio, la contrapposizione del ricco mondo interiore di bambina alla superficiale considerazione che gli adulti hanno di lei, le esperienze di interpretazione della realtà, la costruzione di un ordine simbolico in cui collocare genitori, fratelli e altri, costituiscono un'affascinante opera di psicologia dell'infanzia e, in particolare, di un'infanzia troppo felice, passata in Giappone, in quella età in cui il bambino è considerato una divinità («Handicappata da un'infanzia troppo felice, sono abbonata alla nostalgia», dice di sé l'A.). Felicità che viene presto al suo termine quando le viene annunciato quello che non avrebbe mai creduto possibile: un prossimo trasferimento in un altro Paese (…) La perdita della felicità si tramuta in un improvviso lasciarsi andare, un apparecchiarsi alla morte nel laghetto di casa, ove ha il compito di nutrire le carpe che la disgustano, tubi anch'esse, dalle bocche (lacaniane!) sempre beanti. Così, improvvisamente, sente di cedere alla tentazione di tornare a essere tubo senza reattività, scivolando nell'acqua Cominciata la “carriera” di scrittrice, il successo è immediato e travolgente (Stupeur et tremblement supera le 300.000 copie): scrivere se non le restituisce la felicità perduta si rivela essere il suo modo di combattere contro il “nemico interno”, contro la morte. Scrittura come ricordo, rievocazione dell'oggetto perduto, ritorno attraverso il “fantasma” alla pienezza inattingibile degli eventi infantili di “fondazione”. Riccardo Venturini (da Dharma, III, 2001, n°6

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    vanni santoni

    20/01/2005 15:32:50

    un lavoro divertente.

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    eugenia

    05/01/2005 21:47:38

    lucidissimo,divertente,commovente,ironico,filosofico,affascinantissimo ritratto della nascita e primi anni di vita dell'autrice in giappone. si rilegge sempre con lo stesso gusto.. indimenticabile!davvero un capolavoro!

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    Sandra

    22/05/2003 12:52:25

    Il "tubo" neonata è semplicemente fantastico! Ormai macino uno dietro l'altro i libri della Nothomb, cinismo e ironia si mescolano al paradosso in scene di vita apparentemente quotidiane. E nei libri in cui si parla di Giappone Amelie è insuperabile!

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    Philippe Ziglioli

    11/06/2002 16:50:32

    Magnificamente sadico, iperlucido. L'autobiografia "da neonata" di un'autrice che ha molto, moltissimo da dire, e senza peli sulla lingua. Il tutto con uno stile asciutto e pungente, senza mai una parola di troppo. Belli i brani sui bambini e le carpe e sulla nutrice assassina.

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    Marco N.

    31/05/2002 15:00:54

    Un piccolo capolavoro! L'autrice belga sa raccontare con intelligenza ed ironia un'"educazione sentimentale infantile". Al centro di tutto la scoperta del piacere, senza il quale nulla ha significato, nulla davvero importanza.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente
  • Amélie Nothomb Cover

    Scrittrice belga. Figlia di un ambasciatore membro di una delle famiglie più in vista del suo paese ha trascorso l'infanzia in Giappone, per poi trasferirsi in Cina al seguito del padre diplomatico.I suoi libri hanno ormai conquistato milioni di lettori e fans appassionati. L’esordio a soli ventitré anni con Igiene dell’assassino, cui ha fatto seguito, ogni anno, un romanzo accolto con identico successo. Laureatasi, decide di ritornare a Tokyo per approfondire la conoscenza della lingua giapponese studiando la «langue tokyoïte des affaires»: assunta come traduttrice in una enorme azienda giapponese, vive un'esperienza durissima che racconta in seguito nel libro Stupore e tremori, che riceverà il Grand Prix du Roman dell'Académie... Approfondisci
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