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Traduttore: E. Ganni
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 70 p., Brossura
  • EAN: 9788806220631

93° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    KidChino

    01/12/2015 16.15.31

    C'è molto in questo libro. Dalla penna di Kafka a mio modestissimo parere ne è uscito un capolavoro. Si parla di emozioni. Di egoismo. Che è padrone dell'uomo. Di un piccolo uomo che si fa in quattro per mantenere la sua famiglia. Per far vivere a quella famiglia un sogno che a lui costa tanti sacrifici. E dopo una notte tormentata da incubi l'uomo si ritrova trasformato. La sua metamorfosi. E' diventato un insetto. La famiglia che prima poggiava sulle sue spalle ora lo ripudia. Ora lo guarda con ribrezzo. Kafka riesce brillantemente ad amalgamare la descrizione fisica e caratteriale di Gregor nel suo lento ma inesorabile passaggio da uomo ad insetto. Fa quasi paura assaporare il cambiamento che nelle persone nasce nei confronti del prossimo quando qualcosa cambia. L'affetto (se poi cosi possiamo chiamarlo) che diventa disgusto. L'unico momento felice che la famiglia vive è quando Gregor/Insetto muore. E cosi tutto può ricominciare. Un'intensa riflessione sulla vita e su ciò che ad ognuno di noi (in modi forse non cosi fantasiosi) potrebbe ad un tratto accadere.

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    Pask

    14/10/2014 09.33.03

    Libro letto per la seconda volta dopo anni. La prima volta non mi aveva lasciato nulla. Pensavo di non averlo letto bene, forse troppo in fretta. Perciò l'ho riletto con calma. L'impressione però rimane la stessa. E' un buon libro che si lascia leggere velocemente ma di certo non è un capolavoro. L'ambiente e lo stesso protagonista sono descritti minuziosamente ma la storia è per buona parte scontata e lo stesso vale per il finale. Il tema del non essere accettati dalla società per colpa del proprio aspetto e per la paura del "diverso" è un problema vissuto quotidianamente da molte persone. Nel libro però si va oltre. Qui il protagonista per diversi mesi viene relegato da solo nella sua stanza non da estranei ma dalla sua stessa famiglia che per tutto il racconto non fa praticamente nulla per cercare di aiutarlo. Anzi, fin da subito si capisce che tutti vogliono vederlo morto. Questo aspetto dell'abbandono totale di un figlio da parte dei genitori per la sola paura del diverso mi sembra una forzatura. Il libro è comunque da leggere ma per me non vale più di 3 stelle.

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    Paolo V

    16/09/2013 20.47.54

    Davvero angosciante. Un libro davvero angosciante. E' una situazione assurda, illogica, surreale, eppure il protagonista non sembra essere molto colpito dalla faccenda, e nemmeno il narratore, che descrive il tutto con toni distaccati e privi di troppa emotività. Da leggere, assolutamente.

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    Salvatore

    27/05/2013 23.04.35

    Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che grazie al suo lavoro mantiene la propria famiglia, si risveglia un mattino nelle sembianze di un orrido e gigantesco insetto... Un racconto breve ma intenso, piccolo ma grande capolavoro per i suoi contenuti e la sua originalitá. Tratta, in modo agghiacciante, il tema dell'emarginazione da parte della societá nei confronti del diverso. Nel corso della lettura si è portati ad immedesimarsi con il protagonista, un senso di angoscia e man mano di rassegnazione, per una situazione che diviene sempre piú insonstenibile, pervade il lettore. Questo racconto lascia il segno, ti scuote dentro. Vale davvero la pena di essere letto.

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    MATTIA

    05/04/2013 10.40.33

    Libro intenso e ricco di sentimenti che dovrebbero essere trattati in modo più esplicito, tra cui il tema dell'emarginazione sociale. Complimenti e non dubitavo dell'ottima riuscita delle settanta pagine.

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    Jean

    30/07/2012 15.08.23

    Racconto breve ma intriso di tantissime tematiche fra cui l'emarginazione del "diverso" nella società, il rapporto problematico padre-figlio, il surreale ecc. La condizione dell'insetto è la metafora di questa diversità che cambia l'opinione persino dei famigliari più stretti del protagonista (infatti prima era colui che manteneva con il suo lavoro tutta la famiglia e dopo la metamorfosi improvvisa diventa un peso per tutti nonostante lui cerchi in tutti i modi di recuperare la condizione perduta). Per me è un assoluto capolavoro di tematiche dell'uomo contemporaneo in un racconto cosi breve e secondo me dovrebbe essere uno dei libri obbligatori sia nelle scuole e sia nelle università!

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    Simon

    25/07/2010 16.35.36

    vorrei rispondere a Stefano88. Ecco, quando dici "se l'avessi scritto io" , bene quando scriverai un racconto o un romanzo, casomai ne riparleremo. Kafka è uno straordinario scrittore, e la vostra generazione, abituata a libri che cercano solo effetti iperbolici e trame dense di azione, non ha evidentemente la profondità di soffermarsi a riflettere, di prendersi del tempo per riflettere. Voi siete la generazione della velocità, per cui anche la descrizione è una perdita di tempo. Lascia perdere Kafka allora, ti consiglio di leggere Ammaniti, che per te andrà benissimo. Concludo dicendo che è ora di finirla con la frase " se l'avessi scritto io" perché denota davvero povertà di giudizio dal momento che ogni testo, racconto, scritto da ognuno, è un'esperienza irripetibile come la vita che ciascuno vive..

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    Stefano88

    02/06/2009 02.48.18

    Forse non percepisco le sfumature in profondità, ma non riesco a proprio a reputare un "capolavoro" questo testo...Non ti entusiasma mai, non crea nulla di solido e sembra che le parole vaghino come il protagonista, in cerca di un posto in cui stare..Il finale poi non desta nessuna meraviglia e tantomeno risolleva le sorti di un libro che se l'avessi scritto Io nessuno avrebbe considerato...Credo che tutti i critici e non, siano abbagliati dal nome importante..però allora mi chiedo com'è possibile raggiungere anche se da postumo, il successo con quest'opera...

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