Traduttore: E. Ganni
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 70 p., Brossura
  • EAN: 9788806191672
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 4,05

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Paolo V

    16/09/2013 20:47:54

    Davvero angosciante. Un libro davvero angosciante. E' una situazione assurda, illogica, surreale, eppure il protagonista non sembra essere molto colpito dalla faccenda, e nemmeno il narratore, che descrive il tutto con toni distaccati e privi di troppa emotività. Da leggere, assolutamente.

  • User Icon

    Salvatore

    27/05/2013 23:04:35

    Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che grazie al suo lavoro mantiene la propria famiglia, si risveglia un mattino nelle sembianze di un orrido e gigantesco insetto... Un racconto breve ma intenso, piccolo ma grande capolavoro per i suoi contenuti e la sua originalitá. Tratta, in modo agghiacciante, il tema dell'emarginazione da parte della societá nei confronti del diverso. Nel corso della lettura si è portati ad immedesimarsi con il protagonista, un senso di angoscia e man mano di rassegnazione, per una situazione che diviene sempre piú insonstenibile, pervade il lettore. Questo racconto lascia il segno, ti scuote dentro. Vale davvero la pena di essere letto.

  • User Icon

    MATTIA

    05/04/2013 10:40:33

    Libro intenso e ricco di sentimenti che dovrebbero essere trattati in modo più esplicito, tra cui il tema dell'emarginazione sociale. Complimenti e non dubitavo dell'ottima riuscita delle settanta pagine.

  • User Icon

    Jean

    30/07/2012 15:08:23

    Racconto breve ma intriso di tantissime tematiche fra cui l'emarginazione del "diverso" nella società, il rapporto problematico padre-figlio, il surreale ecc. La condizione dell'insetto è la metafora di questa diversità che cambia l'opinione persino dei famigliari più stretti del protagonista (infatti prima era colui che manteneva con il suo lavoro tutta la famiglia e dopo la metamorfosi improvvisa diventa un peso per tutti nonostante lui cerchi in tutti i modi di recuperare la condizione perduta). Per me è un assoluto capolavoro di tematiche dell'uomo contemporaneo in un racconto cosi breve e secondo me dovrebbe essere uno dei libri obbligatori sia nelle scuole e sia nelle università!

  • User Icon

    Simon

    25/07/2010 16:35:36

    vorrei rispondere a Stefano88. Ecco, quando dici "se l'avessi scritto io" , bene quando scriverai un racconto o un romanzo, casomai ne riparleremo. Kafka è uno straordinario scrittore, e la vostra generazione, abituata a libri che cercano solo effetti iperbolici e trame dense di azione, non ha evidentemente la profondità di soffermarsi a riflettere, di prendersi del tempo per riflettere. Voi siete la generazione della velocità, per cui anche la descrizione è una perdita di tempo. Lascia perdere Kafka allora, ti consiglio di leggere Ammaniti, che per te andrà benissimo. Concludo dicendo che è ora di finirla con la frase " se l'avessi scritto io" perché denota davvero povertà di giudizio dal momento che ogni testo, racconto, scritto da ognuno, è un'esperienza irripetibile come la vita che ciascuno vive..

  • User Icon

    Stefano88

    02/06/2009 02:48:18

    Forse non percepisco le sfumature in profondità, ma non riesco a proprio a reputare un "capolavoro" questo testo...Non ti entusiasma mai, non crea nulla di solido e sembra che le parole vaghino come il protagonista, in cerca di un posto in cui stare..Il finale poi non desta nessuna meraviglia e tantomeno risolleva le sorti di un libro che se l'avessi scritto Io nessuno avrebbe considerato...Credo che tutti i critici e non, siano abbagliati dal nome importante..però allora mi chiedo com'è possibile raggiungere anche se da postumo, il successo con quest'opera...

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione