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Aaron Karo

Traduttore: M. Rossari
Editore: Giunti Editore
Collana: Y
Anno edizione: 2012
Pagine: 288 p. , Rilegato

Età di lettura: Young Adult.

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  • EAN: 9788809759800

Recensioni dei clienti

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    Tilde

    21/10/2013 21.29.27

    Divertente, fresco e positivo. Una storia di disagi superati grazie ai buoni sentimenti.

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    EMANUELA

    28/02/2013 16.36.34

    Da leggere! Bravo Aaron Karo!

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    claudio

    02/01/2013 16.12.59

    Un romanzo fresco, ironico, allegro. Quasi una favoletta. Ti riporta indietro nel tempo e ti fa riscoprire - se quell'età l'hai passata da un pezzo - situazioni e sentimenti di un'epoca che fu. Una parentesi di sorriso in questo mondaccio che ci circonda. Consigliato.

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    Maria Vittoria

    28/07/2012 19.29.15

    Divertente e allo stesso tempo molto emozionante! Consigliatissimo! Complimenti all'autore, davvero un bel romanzo!

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    Franci

    07/06/2012 22.41.08

    Mi chiamo Chuck è un libro che ho iniziato ieri sera e che ho finito questa mattina. Già quando la Giunti Y ci aveva presentato questo romanzo mesi fa,avevo ricevuto (come dire) vibrazioni positive. La cover è simpatica: ricorda le liste che compila il nostro protagonista,e le Converse rosse che significano rabbia mi piacciono,perchè sono un'altra mania che troverete nel libro e perchè le trovo anch'io funzionali,comode e belle. Questo libro è interessante per l'argomento trattato; per il modo in cui è stato scritto: fresco,giovane ed esilarante; per il protagonista per cui ho provato subito simpatia; per l'uso della prima persona e per la storia che è coinvolgente e attuale. Uno degli aspetti che mi rimarrà impresso è il mood Converse: ad ogni colore corrisponde un umore. Io ho solo un paio di scarpe Converse color fucsia: chissà cosa significherebbero per Chuck? :) Spero di leggere presto un nuovo libro firmato Aaron Karo.

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    Mockingjay

    01/06/2012 15.00.03

    Voto: 4,5 Chuck Taylor ha diciassette anni, e il suo nome non è l'unica cosa che lo associa alle famosissime sneakers. Chuck infatti ha una vastissima collezione di All star, tutte di un colore diverso, che indossa in base all'umore; lui non indossa mai le sue scarpe a caso, perché ogni cosa che Chuck fa, la fa maniacalmente. Perché Chuck, come dice il titolo del libro, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. I suoi genitori sono talmente preoccupati che decidono di mandarlo da una psicologa, ma non sarà lei ad aiutare Chuck ad "uscire dal tunnel", il merito sarà infatti della sua nuova, bellissima compagna di classe, Amy ... Mi chiamo Chuck è stata una vera sorpresa. Tratta un'argomento molto serio - la malattia del protagonista - con molta leggerezza, ma non una leggerezza frivola, bensì con uno stile narrativo fluido e diretto, che colpisce subito. E farcito di umorismo. Chuck è un protagonista fantastico, divertente e realistico, molto ben delineato. La stessa cosa vale per Amy (e per la sua Ranuncola, che un incrocio di carlino, e infatti io me ne sono follemente innamorata), anche lei un personaggio realistico e molto credibile. Ma questo vale anche per i personaggi secondari: i genitori di Chuck, sua sorella Beth, la sua psicologa - la dottoressa S. -, tutti con i propri difetti e le proprie qualità. Ma, come ho già detto, ciò che ho apprezzato di più del romanzo è stata la capacità dell'autore di trattare un argomento serio in una maniera leggera ma mai superficiale. Se ve lo consiglio? Assolutamente sì.

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    Angelica

    03/05/2012 17.13.48

    La trama è senz'altro originale, e tratta in questa maniera ha un bell'effetto sul pubblico a mio parere. Quando si vede un libro con una trama così, si ha subito l'idea che possa risultare pesante. Invece è un libro che vola via, davvero. L'ironia e la simpatia che trovi tra le righe ti permettono di divertirti senza pensare "Ommioddio, questo sta andando ancora a toccare le piastre -.-'" o peggio. In più, le frasi sono tutte abbastanza brevi, e quindi risulta tutto "immediato". Chuck è simpatico, e decisamente strambo. Ma che storia sarebbe senza di lui? E' ben costruito, anche al di là delle manie, e il sistema delle Converse è fantastico... dovrei adottarlo anche io. Amy invece è un po' carente, però d'altra parte noi vediamo le cose dal punto di vista di Chuck, quindi sappiamo che Amy ha i capelli rossi, che è fantastica, che indossa spesso la giacca di sua padre, che è fantastica, e che ha un cane di nome Ranuncola. Oh, è che è fantastica, dimenticavo ;) Ma è un ragazzo innamorato, quindi gliela lasciamo passare liscia. Stranamente la sorellina Beth non mi ha fatto nè caldo nè freddo, mentre ho avuto qualche problemino con Steve, il miglior e unico amico di Chuck, ma è colpa del mio carattere. In conclusione, lo consiglio se vi va di passare un pomeriggio e farvi qualche risata, se vi va di leggere una storia nuova e diversa, e se siete almeno un po' curiosi. Ah, se pensate anche voi di avere qualche piccolo disturbo ossessivo-compulsivo, non ditelo a Chuck! ;)

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    niccolò

    26/04/2012 09.28.58

    che tajo!!! ho iniziato il libro con una risata e l' ho finito con una lacrima! che volere de più ??

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    Letizia

    22/04/2012 14.16.42

    Molto incerta se è da 2 o da 3.... E' un libro molto semplice da leggere (poche ore bastano) e sbrigativo, coinvolge e non coinvolge. Tratta in maniera molto ironica e superficiale quello che secondo me era la tematica della storia e poteva risaltare molto di più il libro. Tra i tanti messaggi, uno importante, che forse ora è vicino a come mi sento, che per cambiare, uscire dai problemi è importante concentrarsi su noi stessi, bisogna farlo per noi stessi e non per piacere agli altri. Prima di tutti veniamo NOI.

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    Stefania

    20/04/2012 09.14.58

    Appena venuta a conoscenza della pubblicazione di questo romanzo, tramite i piccoli dettagli che trovavo in rete, e dopo aver letto la trama, ho capito che era il libro per me. Già dalle poche righe della sinossi mi sono fatta conquistare dalla tenerezza di Chuck. Io ho assolutamente bisogno di romanzi come questo. Attimi di pura spensieratezza che solo una lettura come questa può dare. Già le prime righe del romanzo hanno dato l'idea d'insieme, il quadro generale, di quello che Aaron Karo avrebbe offerto. Poche righe e già le mie labbra erano incurvate all'insù. Perchè mi ha fatto subito sorridere? Bhè, ammetto che a volte, mi sono riconosciuta in alcuni suoi comportamenti ed immedesimarmi in lui, soprattutto quando si trova ad affrontare situazioni imbarazzanti, mi ha fatto arrossire. Immaginatevi uno che ha la fissa per l'igiene essere travolto da un cane, che magari si è appena rotolato nella terra, che lo lecca dappertutto e lo riempie di peli! O ancora, inzaccherarsi le scarpe preferite e pulitissime con del fango! Ebbene sì, anche senza soffrire dello stesso disturbo del protagonista queste situazioni fanno davvero sorridere uno che ha delle piccole manie. E non credo che anche voi non abbiate le vostre piccole fissazioni o riti scaramantici. Chuck si tocca il ginocchio quando si trova in difficoltà. Io, senza dare nell'occhio, incrocio le dita pur tenendo le mani in tasca... Inoltre, altra caratteristica che me lo ha reso simpatico è il fatto che non sa raccontar bugie, e se lo fa si caccia in situazioni insostenibili che poi tendono ad esplodere. Poche pagine, e davvero il romanzo si legge in poche ore, ma che bastano a trasmettere una morale importante: ognuno deve combattere per vincere le proprie paure, in primis per se stesso, e trovare la forza dentro di se; bisogna almeno provarci, perchè anche se provandoci non si riesce, almeno si saprà di aver tentato. Vi ribadisco ancora che è un romanzo che va letto, non ve ne pentirete.

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    Yuko

    19/04/2012 10.55.03

    Spassoso, ironico e pungente, Mi chiamo Chuck è stato una piacevole sorpresa e una ventata d'aria fresca. Le battute, le situazioni imbarazzanti e gli equivoci ci fanno ridere e affezionare al personaggio di Chuck nonostante la sua condizione sia, in realtà, tutt'altro che divertente. Probabilmente, se il protagonista fosse stato lamentoso e piagnone, il romanzo sarebbe risultato unicamente noioso: grazie all'autoironia di Chuck invece l'autore ci descrive un problema psichiatrico piuttosto diffuso senza risultare né pesante né saccente, avvicinando così anche i più giovani a questo disturbo. Ho inoltre apprezzato molto il percorso che il nostro protagonista si trova a dover affrontare per cercare di migliorare, un sentiero tappezzato di decine di difficoltà che può superare solo facendo affidamento su se stesso, la sua forza di volontà e talvolta l'aiuto dei suoi amici. Cose che per noi possono sembrare sciocchezze per Chuck diventano delle grandi conquiste: non bisogna erroneamente pensare che i comportamenti compulsivi vengano metabolizzati da chi soffre di questo disturbo come normali. Chi soffre di DOC sa che le ossessioni e le conseguenti compulsioni che vengono messe in atto sono insensate, ma nonostante ciò non riesce a farne a meno. Solo capendo ciò si può comprendere l'entità degli sforzi di Chuck per raggiungere le sue piccole vittorie, l'impegno che deve impiegare anche solo per mangiare un muffin con le mani senza correre a disinfettarsi. In definitiva un libro che, ridendo e scherzando, tocca tematiche importanti e ci insegna un'importante lezione di vita: peccato per la sua brevità!

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    monica

    19/04/2012 08.50.41

    Chuck è un diciassettenne un po' particolare, ha appena scoperto, controllando su Wikipedia, di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo. Chuck ha capito perfettamente che in lui c'è qualcosa che non va, ma perché cambiare, perché rinunciare alla sua inesauribile collezione di Converse (tutte in tinta unita) che indossa basando il colore allo stato d'animo della giornata? Eppure nella vita di Chuck qualcosa sta per cambiare, una nuova ragazza a scuola, Amy, riuscirà a sconvolgere l'ordinata vita del nostro protagonista? "Mi chiamo Chuck" è un libro che si legge tutto d'un fiato, e su di me ha avuto lo stesso effetto di un bel bicchiere di limonata fresca in una calda giornata estiva. Conoscere Chuck e le sue "Manie" mi ha fatto sorridere così spesso da rischiare la paresi facciale e al tempo stesso mi sono sentita protettiva e quasi materna nei suoi confronti, perché la sua lotta per cambiare è davvero esemplare. Infatti Chuck dovrà combattere prima di tutto con se stesso, per arrivare in fondo ad un tunnel che sembra interminabile? e per sapere come andrà a finire dovrete andare in libreria e comprare il libro. Lo stile dell'autore è umoristico e semplice, non si dilunga in pompose descrizioni, in questo modo il lettore si trova immediatamente catapultato all'interno della storia. Il protagonista è ben caratterizzato e anche i personaggi secondari mi hanno convinta pienamente, Chuck, anche nei mommenti più difficili della storia, non risulterà mai negativo .. la sua voglia di emerger vi conquisterà fin dalle prime pagine e una volta finito il libro sentirete terribilmente la sua mancanza! Consiglio questo libro a chi ha voglia di leggere una storia leggera e divertente, un libro non troppo impegnativo

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    Ilaria

    18/04/2012 11.32.27

    Una delle pubblicazioni più azzeccate della Giunti Y! Il romanzo è divertente, spassoso e si legge d'un fiato. Chuck, il protagonista, è unico. E' il classico adolescente timido, insicuro, ma che si differenzia dalla maggior parte dei ragazzi in quanto è affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo, come egli stesso definisce le sue manie un po' strambe, come lavarsi le mani in continuazione, girare le manopole del gas assicurandosi che siano spente, ruotare la combinazione dell'armadietto ben 14 volte prima di essere sicuro che sia chiusa. Aaron Karo sa ben tratteggiare la figura di questo ragazzo, del bel rapporto d'amicizia che lo lega a Steve, il suo migliore amico, e della cotta che prende per Amy, la nuova compagna di scuola. Simpatica la mania di Chuck di calzare ogni giorno un tipo di Converse diverso (ma tutte rigorosamente a tinta unita!), a seconda del suo umore. Rosse= arrabbiato, gialle=nervoso. Bello, veramente! Voto 10 , complimenti all'autore e alla casa editrice che ha pubblicato uno dei suoi romanzi migliori. E, cosa non da poco, ottimo il prezzo. 12 euro (ma su Internet si trova anche a meno). Cosa chiedere di meglio?

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    StefanoR

    17/04/2012 07.20.11

    Non voglio dilungarmi troppo. Divertente, carino, fa riflettere. I personaggi sono unici. Imperdibile!

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    Valuccina

    16/04/2012 17.38.15

    Ecco cosa ho da dire su questo libro, letto veramente in pochissimo tempo: la scrittura è molto "botta e risposta", stile copione cinematografico, la cosa non mi è dispiaciuta tantissimo. Comunque, ora vengono le critiche e non. Inizialmente ero tentata di mollare la lettura a poco prima di metà libro, la trama svolgeva lenta e i continui botta e risposta in questo frangente li ho trovati un po' fuori luogo, e poco adatti. Poi, non essendo nella mia indole di mollare il libro a mezza strada, sono andata avanti. E menomale perché poi si è ripreso globalmente. Il tema è trattato nel modo adatto per il pubblico verso il quale è rivolto (fascia di età tra i 15-19 anni), linguaggio molto semplice e diretto, sentimenti messi a nudo per quello che sono: semplici ma complessi nello stesso tempo. Mi è piaciuto molto il suo specificare di non dare mai un'amicizia per scontata, facendo capire che va coltivata e che è fatta di litigi, di chiarimenti, di sincerità come base e accettazione dell'altro per quello che è aiutandolo quando è in difficoltà. Mi è piaciuta la lotta che il protagonista deve fare con se stesso, con gli amici e con la ragazza che gli piace. Dovessi basarmi su una scala di valutazione fatta di 5 stelline a questo libro gliene assegnerei tre, non di più perché ha sì delle ottime tematiche, buon linguaggio, buona impostazione, però il suo progredire iniziale lento, secondo i miei gusti personali, mi ha un po' sciupato il gusto complessivo del libro.

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    Seventeen

    12/04/2012 16.56.06

    Chuck ha diverse ossessioni, fisse, riti, manie, che lui chiama "routine" o "le sue cose". In particolare la mania di lavarsi le mani di continuo lo spinge a cercare informazioni su Wikipedia. In questo modo si rende conto di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo. Così i suoi genitori decidono di mandarlo da una psichiatra. Grazie a questo, ma soprattutto grazie all' arrivo di Amy, una nuova ragazza che attira subito la sua attenzione, le cose iniziano a cambiare.Chuck cercherà di guarire per lei, ma scoprirà che la cosa fondamentale è riuscire a guarire per se stesso.Il modo di narrare è molto "moderno", anche per l' uso di termini "giovani". In genere queste cose mi innervosiscono abbastanza, ma in questo caso non mi è sembrata una cosa forzata, fatta apposta, anzi, mi è parsa molto naturale e anche logica all' interno del contesto. Invece mi ha stupito il fatto che ci siano anche alcuni riferimenti che tanto moderni non sono. Cioè, penso sia un po' strano che un diciassettenne di adesso sappia dell' esistenza di cose come "Bayside school" o "Tron". A me comunque, che sono più grandicella, questi riferimenti in particolare hanno fatto piacere. Io di sicuro non sono ai livelli di Chuck, ma qualche ossessioncina assurda del genere che ha lui ce l' ho pure io, e forse ce l' hanno un po' tutti, quindi mi ci sono molto ritrovata in questo libro. È stato un tantino preoccupante, ma anche divertente. Allo stesso tempo è un romanzo molto dolce, in fondo positivo ed emozionante, cosa che non mi aspettavo. È carinissimo e piacevolissimo, fa provare svariate emozioni a seconda del particolare momento che Chuck sta vivendo.

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    Eleonora89

    12/04/2012 11.54.42

    Davvero molto carino e divertente, questo romanzo di Aaron Karo! Confesso che il primo capitolo mi aveva lasciata un po' interdetta, con tutto quel parlare del "conto delle pippe": tuttavia, il nostro autore sa conquistare in fretta l'entusiasmo del lettore. Chuck è un tipetto davvero simpatico che, sotto sotto, fa anche un po' pena. Il protagonista, infatti, altro non è se non il prototipo dello "sfigato medio", colui che non ha mai avuto una ragazza e che, per di più, si complica la vita con delle manie a dir poco ridicole. E se da un lato il lettore ride e si diverte inseguendo Chuck nelle sue quotidiane peripezie, dall'altro si dispiace, si rattrista e avverte il bisogno di aiutarlo a riprendersi, a riconquistare la sua vita e ad andare avanti. Infatti, al di là del linguaggio spassoso di Karo, ci ritroviamo dinanzi ad un vero e proprio dramma: quello di un adolescente che non è in grado di prendere in mano le redini della sua vita, che ha paura di tutto e che preferisce nascondersi dietro le sue fissazioni per evitare di affrontare il mondo così com'è, con i suoi spigoli e le sue insidie. Tanto di cappello ad Aaron Karo, dunque, per aver messo in scena un dramma così comune ai giorni nostri, e per averlo saputo rivestire di ironia e della giusta dose di malizia.

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    Sara Booklover

    11/04/2012 18.18.53

    "Mi chiamo Chuck" è un libro piacevolissimo, scorrevole, trasmette allegria ed è talmente carino che ora che l'ho finito già mi manca. L'autore affronta la tematica un po' particolare dei disturbi ossessivi-compulsivi puntando tutto sull'autoironia del protagonista che descrive i suoi problemi in maniera spensierata e sagace. A volte un velo di tristezza lo ammorba, perché lui è ben consapevole della sua diversità rispetto ai coetanei e un po' ci patisce perché essere "nella media" è il suo desiderio più grande. La storia apre una finestra anche sul concetto di normalità e desiderio di omologazione per essere accettati dagli altri, ma mantiene sempre un tono molto discorsivo ed esuberante che non lascia mai spazio alla noia e alla negatività. Chuck è un personaggio complicato e indimenticabile che con la sua simpatia saprà conquistarvi. Anche se a volte le sue manie possono sembrarvi un po' troppo lontane da voi, Chuck riesce a rendervi partecipi delle sue emozioni e a far immedesimare anche il lettore più esigente. Il divertimento è assicurato.

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    Monica S.

    10/04/2012 11.54.20

    Charlie, detto Chuck, soffre di manie ossessivo-compulsive, che vanno dal lavarsi continuamente le mani, percorrere gli stessi identici corridoi ogni giorno a scuola, tenere il conto delle pippe fattesi in un anno, far girare almeno 14 volte la serratura dell'armadietto di scuola, e indossare un paio di Converse di diverso colore in tinta unita (ne ha centinaia) a seconda dell'umore del giorno (giallo=nervoso, rosso=arrabbiato, ecc.). Ha un amico del cuore, Steve, cui confida tutto, una sorella normale e carina, Beth, che gli nega anche l'amicizia su facebook, ed ha le sue manie. I genitori, preoccupati per lui, lo convincono ad andare a parlare con una psichiatra, ma lui non ne è pienamente convinto. Amy entrerà nella sua vita e grazie a lei, ed all'ennesima umiliazione subita da Steve dal bullo della scuola, che peraltro esce con sua sorella, Chuck capisce finalmente che deve far qualcosa per vincere le sue manie e liberarsene. Tema originale, trattato molto bene, con garbo e la giusta dose di sarcasmo. Scorre piacevolissimo, veloce, leggero e ironico, opera prima dell'autore. Consigliatissimo.

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    Mik_94

    09/04/2012 23.34.07

    Una storia di cambiamenti e rivalse. Una storia di disagio sociale e sentimenti che, nel corso di una lettura intensa e ininterrotta, ci fa vivere per un giorno nei panni di un personaggio al di fuori degli schermi, a cui persino i più restii si affezioneranno. La simpatica favola di un eroe comune che, forse, non è poi tanto diverso da me e te. Leggero come un soffio e fresco come una carezza salmastra, Mi chiamo Chuck è un passatempo sano e piacevole. Un fumetto colorato e vivido animato animato dallo spirito di un meraviglioso protagonista e dalle nuvolette dei suoi pazzi pensieri. L'ottimismo di una fiaba in una storia vera come la realtà.

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