Mi sa che fuori è primavera

Concita De Gregorio

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2015
Pagine: 122 p., Brossura
  • EAN: 9788807031588
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 7,02

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Cosa sei venuta a dirmi, Irina? Perché hai bussato qui?
«Vorrei che mi aiutassi, se puoi, a prendere le parole metterle in fila ricomporre tutti i pezzi che sento frantumati e dispersi in ogni angolo del corpo. Vorrei ricostruire i frammenti come si ripara un oggetto rotto, prenderlo in mano e portarlo fuori da me»


È possibile trovare parole adatte a raccontare il dolore infinito e straziante di una madre? Concita De Gregorio ci prova, e secondo noi, ci riesce. La nota scrittrice e giornalista prende per mano un fatto di cronaca ed entra nella voce della protagonista, ricostruendo le fila di una storia drammatica.
È il gennaio del 2011 quando la vita di Irina, la donna di questa storia, cambia per sempre. Suo marito Mathias è andato a prendere le loro bambine, due gemelle di appena sei anni. Da quel momento non si avranno più notizie delle piccole, sono morte? Sono state vendute? Da quattro anni la loro madre vive in questa angoscia.
Lui invece è partito in auto e ha fatto un lungo viaggio, da Losanna è arrivato a Cerignola, in Puglia. È andato in stazione, si è messo sui binari e ha aspettato il treno uccidendosi così. Prima però le ha lasciato un biglietto: «Le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più». E da quel giorno, Irina davvero non le ha più riviste.
A questo punto la richiesta d’aiuto di una madre distrutta all’autrice: il bisogno di raccontare tutto ciò. Insieme intrecciano un dialogo intenso mostrando, oltre al dolore, il ritorno alla vita. Concita De Gregorio indaga a fondo una storia vera mettendo in piedi un flusso narrativo sostenuto e incalzante.
Riportando alla luce giorni tristi e dolorosi, le due donne ricostruiscono i frammenti di una storia e mettono il punto, perché la narrazione è la sola via per segnare il passaggio dal dolore alla vita. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi. Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Teresa Anania

    10/08/2017 12:59:27

    E' un libro forte, destabilizzante quasi per la lucidità con la quale Irina racconta sotto forma epistolare a vari destinatari, i fatti relativi alla scomparsa delle figlie, le due gemelline Livia e Alessia, sottratte il 29 gennaio 2011 dal padre, lo svizzero Matthias Shepp morto poi suicida. Ripercorre tutta la vicenda, come forse nel corso degli anni, nessun giornale ha mai riportato. A partire dalle manie di controllo di Matthias che tappezza di post-it la casa con quelli che inizialmente sembrano consigli per poi diventare veri e propri ordini, passando dai verbi all'infinito all'uso dell'imperativo. Traspare una violenza sottile, non fisica ma di tipo psicologico. Matthias viene descritto come un padre amorevole; il matrimonio però, nonostante la terapia di coppia. giunge al termine, ed è proprio a pochi giorni dal divorzio che lui sparisce portando con se le figlie senza lasciare traccia (o si?). Nonostante tutto, si evince dal racconto che l'indagine sembra essere stata condotta dalle autorità svizzere, con estrema superficialità badando troppo alla burocrazia e poco agli avvenimenti e con troppa fretta di archiviare il caso. E' un libro che partendo dalla drammaticità di un fatto di cronaca realmente accaduto, mostra la grande forza di una madre che pur sperando che le figlie siano ancora vive, cerca di ricostruire la propria vita. Irina non dimentica, non potrebbe, ma fa dei ricordi il suo punto di forza, dà voce ai silenzi e alle onnipresenti assenze, e nonostante i sensi di colpa trasforma le sue fragilità in un sentimento nuovo, l'amore, che credeva di non poter provare mai più e che le permette di continuare a vivere.

  • User Icon

    Agnese

    09/06/2017 20:39:53

    "Il dolore non uccide" ecco la più grande lezione tratta da questo libro......profondo. Scritto sicuramente in uno stile particolare ma fa capire benissimo lo stato d'animo di una madre costretta a subire il dolore piu grande della vita: la perdita delle figlie. Eppure la capacità di amare ancora.

  • User Icon

    simona

    18/09/2016 16:40:05

    Non so realmente come abbia raggiunto quasi pieni voti. La storia la conosciamo, è estremamente dolorosa. Storia comunque incompleta, raccontata a sbalzi, come fosse una chiacchierata captata a metà. Sembra raccontata da una ragazzina alle prime armi. Non ha forma fluida nel raccontare. Una storia così importante e drammatica, sarebbe dovuta essere scritta da una scrittrice competente. Mi è rimasta la voglia di saperne di più, e la noia di un libro da scartare. Di sicuro primo e ultimo libro che acquisto di questa.... "scrittrice".

  • User Icon

    francesca

    12/09/2016 14:15:32

    Due donne fantastiche Irina la protagonista e Concita l'autrice, un libro di speranza, rinascita che ci insegna a vivere nonostante la mancanza. Consigliatissimo

  • User Icon

    Alessandra

    27/04/2016 00:36:47

    Un libro potente, che ti lascia sazio di emozioni. L'ho letto in una giornata intera, dalla mattina presto alla notte. A momenti ho fatto gli occhi lucidi. Ci sarebbero decine di frasi da sottolineare, stampare, tatuarsi sul cuore e portarle sempre con sé. Sono frasi flash, che colpiscono e centrano il bersaglio. Tanta emotività, tante emozioni. Non c'è un filo logico, si segue il flusso di coscienza, un po' di cronaca ma soprattutto tanta anima, frammentata come la scrittura. Un libro da leggere.

  • User Icon

    Elisa

    08/02/2016 15:36:19

    Una storia vera...c'è poco da commentare. Una tragedia senza "fine", raccontata in maniera ineccepibile.

  • User Icon

    teresa

    03/01/2016 08:08:01

    ll libro ha un congegno narrativo complesso, incalzante e pieno di sorprese. Una lettura concisa, le parole non si sprecano, le parole sono quelle giuste. In molti conosciamo questo "fatto" accaduto 4 anni fa. Irina Lucidi, avvocato italiano (splendida carriera) vive vicino a Losanna separata da Mathias, ingegnere svizzero tedesco, ha due gemelle di 6 anni, Alessia e Livia. Il 30 gennaio 2011 il marito prende con sé le bambine e sparisce. Dopo 5 giorni di viaggio, attraverso la Francia e la Corsica, arriva in Puglia posteggia l'auto a Cerignola, va in stazione e si lascia travolgere dal treno. Il libro va oltre il "fatto"

  • User Icon

    leonardo de chanaz

    16/11/2015 12:29:15

    Bello, bello, bello! Duro, duro, duro! Un calvario con una rinascita, potente e poetica di due donne, Irina, la protagonista, e Concita che l'ha raccontata. Non un libro, ma una vicenda, profonda dolorosa, quasi impossibile sopravviverle. Non è una vicenda di cronaca, ma umana. Grazie alla grande scrittura della De Gregorio, questo è un libro da comprare e tenere. Consigliato.

  • User Icon

    Mailaprova

    13/10/2015 19:11:51

    Garbata e incisiva come sempre appare, Concita De Gregorio in "Mi sa che fuori è primavera" (Feltrinelli) ci porta senza traumi in una storia che è un trauma in sé. Una storia così forte che - lei dice - cambia chi la ascolta. Ma anche chi la legge, aggiungo io. La storia di Irina Lucidi e delle sue gemelline che il tristemente noto marito ha portato via prima di suicidarsi. Una storia che, narrata in questo libro, svela le negligenze, la burocrazia, i silenzi (non) urlati dai media e, principalmente, il dolore della madre per l'assenza delle figlie. Che - Dio ci risparmi sempre la prova - è un assedio: la presenza di chi manca è un assedio. Mi piace pensare che ogni lettura di queste belle e terribili pagine contribuisca in qualche modo a riportare Livia e Alessia siano lì dove avrebbero dovuto essere, crescere, vivere, amare ed essere amate.

  • User Icon

    silvia

    13/10/2015 14:44:25

    Non esiste altro modo per scrivere questa storia. Una storia purtroppo vera, brutta, cattiva e dolorosa. Bravissima Concita De Gregorio. Racconta, pacata, fatti e sentimenti, dolori profondi e cose che non si può credere siano successe. Commovente. Da leggere assolutamente. Questo libro lascia il segno.

  • User Icon

    monial

    02/10/2015 12:15:37

    Bello! Peccato però che sia una storia vera. Delicata la descrizione del dolore e della voglia di ricominciare ( nonostante tutto...) !

  • User Icon

    Erika

    26/09/2015 20:52:53

    Molto bello! Non nascondo che a tratti ho trattenuto le lacrime! mi è piaciuto come l'autore parla di situazioni così delicate e drammatiche. Unica pecca forse non è troppo scorrevole!

  • User Icon

    Carol

    23/09/2015 21:44:09

    Una struttura narrativa particolare ma azzeccata per poter raccontare una storia assurda e dolorosa come questa, che quando ancora era sotto i riflettori della cronaca, non è mai stata riportata in modo chiaro. La protagonista si racconta con modestia e saggezza, e il suo dolore trapela da ogni parola con pudore, così come con discrezione la De Gregorio si inserisce con qualche breve domanda o considerazione. Da leggere.

  • User Icon

    lucioli stefania

    09/09/2015 12:39:31

    Delicato e intenso, perchè intensa e travolgente è questa storia. Vorrei tanto che fosse solo un romanzo scritto magistralmente. Leggerlo è stato entrare in profondità a un dolore indicibile e "conoscere" una donna capace di ritornare alla vita.

  • User Icon

    alessandra

    01/09/2015 15:35:53

    Molto bello, delicato, a tratti commovente...parlare di un dolore personale così grande in un modo estremamente discreto, intimo...senza mai essere banale...lo consiglio!

  • User Icon

    Simo

    28/08/2015 12:30:33

    Uno dei libri più belli che abbia letto ultimamente. Premetto che lo stile della De Gregorio a me piace molto. Sa descrivere sentimenti ed emozioni con una particolarità ed intensità uniche. La storia non è triste, di più... ed ammetto che anche se la speranza pervade ogni istante il racconto (la speranza di continuare a vivere e gioire della vita), il dolore immane vissuto dalla protagonista si sente sulla pelle, è un brivido che corre veloce, perché il turbamento generato non è spiegabile né tantomeno comprensibile. Allora lo si legge, lo si fa entrare dentro di sé, si cercano risposte, si scuote la testa per rimuoverlo e dire "non può essere vero", ma quando la realtà supera anche la più terribile fantasia non resta che il silenzio... modificare ciò che è stato non è possibile, risolverlo improbabile, dimenticarlo non può accadere. Ma si può ricominciare a vivere, nonostante tutto e tutti, con tutto ciò che la nuova vita comporta ed i fardelli della precedente.

  • User Icon

    Stefania

    23/08/2015 00:19:40

    Quando un libro che tratta di eventi e persone reali ti porta a cercare informazioni ulteriori è evidente che ha raggiunto lo scopo desiderato! Ho sentito parlare di questa storia quando i media trattavano della scomparsa delle bambine ma devo ammettere che mi aveva interessato marginalmente. Viverla nel libro ti da davvero la sensazione di quanto possa essere assurdo e terribile ciò che ha vissuto questa madre! Bella anche la struttura del libro, lo rende più dinamico. Ottima la scrittura.

  • User Icon

    Mario

    18/08/2015 12:29:20

    Non è un saggio, non è un romanzo, non è un'inchiesta giornalistica. È il racconto di uno stato d'animo, della forza di chi ha vissuto la tragedia più grande. Un viaggio profondo nel dolore, senza sentimentalismi e senza intenzioni sensazionalistiche. Bello e sensibile, ognuno di noi può trovare infiniti spunti per capire ed elaborare i piccoli e grandi dolori che ci riserva la vita.

  • User Icon

    DolceBuba

    15/08/2015 07:52:24

    Ho trovato questo libro pesante e disarticolato, talvolta non si capisce da subito di chi sia la voce narrante o di che cosa si stia parlando. Ciò penalizza la concentrazione del lettore che non riesce a cogliere le sfumature e la profondità della narrazione. La forza di questo libro è la storia reale alla quale fa riferimento, una storia tragica che indigna, fa riflettere e ci trascina nello stesso baratro vissuto da Irina. Se non si fosse riferito a questo triste fatto di cronaca, il libro sarebbe stato solo da sufficienza.

  • User Icon

    michela

    07/08/2015 09:40:28

    Un libro dove riesci a capire e immaginare il dolore di una persona, ma anche la voglia di "provare" ad andare avanti di vivere nel ricordo delle cose belle e nel ricominciare a "respirare" anche se non senti più ci sia l'aria è una poesia di sentimenti, di malinconia, e di gioia nel dolore. non pensavo ma lo consiglio

Vedi tutte le 24 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione