Categorie

Antonietta Pastore

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2016
Pagine: 132 p. , Brossura
  • EAN: 9788806228736

Un brano dell'intervista all'autrice

B.S. La reticenza a parlare dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki dipende dalla discrezione orientale, oppure da una volontà di rimozione?

A.P. La discrezione ha il suo ruolo, ma riguardo alle esplosioni nucleari si è verificato qualcosa di paradossale: le vittime si sono a lungo vergognate di parlarne e di apparire in pubblico, non tanto nello sforzo di un'impossibile rimozione, quanto per razione all'atteggiamento di rifiuto da parte del resto della popolazione. La reticenza nasce dal desiderio di proteggere se stessi, la propria famiglia. Solo di recente si nota un'inversione di tendenza.

Brunella Schisa, Venerdì di Repubblica

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Rose Congou

    22/07/2016 11.26.49

    Una storia struggente, un romanzo intimo e personale che prende spunto da fatti veri risalenti ai tempi della seconda guerra mondiale. Testimonianza in letteratura, non tanto dei danni diretti della bomba atomica, quanto dei danni indiretti, in particolar modo sulle donne. Due piani temporali: gli anni '80 in cui l'autrice - vivendo in Giappone - è venuta a conoscenza della vicenda e della sua protagonista; gli anni della seconda guerra mondiale, in cui si sono svolti i fatti narrati e commentati. A questi si aggiunge l'oggi, in cui Pastore è tornata a visitare i luoghi e ha preso la decisione di raccontare la storia, per "dare voce anche a quelle donne - di Etajima, di Hiroshima o di altrove - che sono state doppiamente vittime, ma di cui si è sempre evitato di parlare". Conoscevo Antonietta Pastore come traduttrice, e ho trovato il suo stile come autrice un po' semplice ma essenziale e pulito. Nel complesso mi è piaciuto e mi ha coinvolto emotivamente.

Scrivi una recensione