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Middle England - Jonathan Coe - copertina

Middle England

Jonathan Coe

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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 novembre 2018
Pagine: 398 p., Brossura
  • EAN: 9788807033193
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Middle England

Jonathan Coe

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Gaia la libraia

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In questo nuovo romanzo lo sguardo critico di Jonathan Coe si concentra sulle vicende di una famiglia delle Midlands inglesi, per poi abbracciare gli eventi più recenti di un'intera nazione, fino al terremoto Brexit del 2016.

«Il libro di cui tutti stanno parlando.» The Times

«Dalla Birmingham postindustriale alle rivolte londinesi e all'attuale stallo politico, [Middle England] include la famiglia, la letteratura e l'amore in una commedia dei nostri tempi.» The Guardian

«Un viaggio astuto, illuminato e illuminante nel cuore della nostra attuale crisi di identità nazionale. Al tempo stesso commovente e divertente. Come ci aspetteremmo da Coe.» Ben Elton

«Brillante. Lo leggi troppo in fretta, lo finisci troppo presto.» Nigella Lawson

«La comica critica di Coe di un paese diviso abbaglia. . . Da non perdere.» The Bookseller

Tornano alcuni personaggi della «Banda dei brocchi» e di «Circolo chiuso», Benjamin e Lois Trotter e i loro amici, che ritroviamo qui ormai alla prese con le grane dell'età che avanza. Ma l'attenzione principale del nuovo tragicomico romanzo del bardo inglese dei nostri tempi verte sui membri più giovani della famiglia Trotter, come la figlia di Lois, Sophie, giovane ricercatrice universitaria idealista. Sophie, dopo un matrimonio un poco improbabile, fatica a rimanere fedele al marito, soprattutto da quando le rispettive idee politiche si fanno sempre più distanti. Intanto la nazione sfrigola e questioni come il nazionalismo, l'austerità, il politicamente corretto e l'identità politica incendiano il dibattito e le anime.

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    Alessandra

    21/09/2019 14:09:43

    Jonathan Coe è sempre una garanzia e qui è al suo meglio dopo alcune uscite "minori". Recupera i personaggi del suo libro forse più rappresentativo, "La banda dei brocchi", che fu seguito già da "Circolo chiuso", e costruisce un romanzo come sempre piacevolissimo e dallo stile perfetto, elegante e scorrevole, che riesce anche a descrivere il quadro sociopolitico che ha portato alla Brexit meglio di tanti reportage e saggi. Questo perché Coe non produce mai semplici trame, ma storie vivide che con maestria ci coinvolgono nella narrazione facendo anche riflettere e scoprire le realtà più varie. Consigliatissima tutta la "trilogia".

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    giorgia

    12/09/2019 19:05:16

    Bellissimo libro in cui l'autore racconta l'Inghilterra fra il 2010 e il 2018. Un libro che permette anche al lettore che ha meno conoscenze della storia dell'Inghilterra di conoscere il percorso con cui sono arrivati al referendum per la Brexit. La famiglia Trotter già raccontata in due precedenti libri qui viene utilizzata allo scopo di far conoscere al lettore la middle class inglese, fatta di radical chic, politicanti che tradiscono l'elettorato e la voglia di far ritornare l'Inghilterra agli antichi fasti. Consigliatissimo!

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    Alinghi

    31/05/2019 14:30:05

    Ottimo mix tra storia contrmporanea e romanzo. Uno sfondo attualissimo come scenario per le vicende di alcuni personaggi già noti. Difficile trovare un difetto alla trama ed alle scrittura...la Brexit che non si conosceva...da leggere

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    MASSIMO F.

    29/05/2019 15:48:09

    Coe non si smentisce. Solo un grande autore poteva riuscire nel creare una narrazione integrata, ma semplice dell’evoluzione (involuzione?) di una società e di singoli personaggi. Analisi lucida, affilata, ineccepibile. Mood decisamente malinconico (seppure con un’apertura nel finale), ma del resto anche Coe ha raggiunto l’età dei bilanci e delle valutazioni. Scritto benissimo, “as usual”…Da leggere, sicuramente.

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    Gianlu

    27/05/2019 13:06:02

    Romanzo attualissimo, e ben scritto. lo ho adorato

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    fede71

    06/05/2019 15:43:44

    Un bel libro e un bello spaccato della società britannica attuale, con situazioni e problemi non tanto diversi dai nostri. Ben delineati i personaggi, sui quali spicca il malinconico Benjamin Trotter, giunto alla fatidica mezza età dei bilanci, e ironico al punto giusto. Mi ha fatto venire voglia di leggere anche La banda dei brocchi e Circolo chiuso, dei quali costituisce il seguito ideale, ma è godibilissimo anche senza conoscere questi ultimi. Da consigliare!

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    Giulia

    14/04/2019 11:56:54

    Con il suo tipico stile asciutto e molta lucidità, Coe fa molto più che il ritratto del solo Regno Unito. Sa rendere alla perfezione i sentimenti che oggigiorno mordono tutta l’Europa, descrivendo come questi diventino una questione identitaria che polarizza tutti noi, i nostri modi di pensare e di agire nel quotidiano. Le vicende del libro fanno capire come una politica impreparata porti significative conseguenze alle nostre esistenze, che ci piaccia o no. Bravo Coe, davvero un bel libro.

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    Daniele

    11/03/2019 20:14:46

    Attualissimo, interessante, spiritoso. Ho avuto qualche difficoltà a ricordare i vari personaggi, perché la lettura della banda dei brocchi è davvero lontana nel tempo. La situazione sociale e politica narrata, non è lontanissima da quello che stiamo vivendo e fa capire tante cose

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    Federica

    11/03/2019 11:01:11

    Coe scrive sempre con uno stile cristallino e descrivendo l'Inghilterra di una decina di anni fa toccando temi oggi più che mai attuali in Italia. La convivenza, l'intolleranza, i pregiudizi relativi a razza e genere fanno purtroppo parte della quotidianità dei personaggi. Romanzo intenso e godibilissimo.

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    Stefano

    08/03/2019 09:21:32

    Un affresco leggero e delicato sull'Inghilterra dei giorni nostri. Lettura particolarmente interessante in questi tempi di brexit.

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    Federico

    05/03/2019 16:35:14

    Coe torna ai suoi personaggi migliori. Quelli di circolo chiuso e la banda dei brocchi. È ambientato nel Inghilterra di oggi e i personaggi si sono adattati al contesto mantenendo però le loro peculiarità. Un romanzo davvero ben riuscito

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    sonia

    19/02/2019 11:00:03

    Ho ritrovato il Jonathan Coe della Banda dei Brocchi. Descrizione calzante e inedita di come realmente il popolo britannico ha vissuto l'esperienza del voto Brexit. Lo consiglio.

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    n.d.

    28/01/2019 20:12:58

    Il ritratto di una nazione e della sua unicità.

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    maria grazia

    06/01/2019 07:33:45

    personalmente l'ho trovato di una noia mortale tant'è che non sono riuscita a finirlo

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    Lapo

    03/01/2019 13:10:06

    Un’altra puntata della saga familiare a seguire precedenti romanzi di Coe, la narrazione degli ultimi otto anni di questo secolo con le principali figure della cronaca dell’epoca che nello sfondo condizionano pesantemente la vita dei personaggi di fantasia, in un’Inghilterra nella quale la crisi che morde e la spregiudicatezza con cui la politica ha creato e poi cavalcato le paure hanno lentamente inoculato i veleni dell’intolleranza, del suprematismo, della xenofobia e della violenza, paradossi di una nazione che ha colonizzato decine e decine di territori depredandone le risorse e sottomettendone le popolazioni. Coe descrive dal punto di vista dei protagonisti una società inacidita dall’austerità e sull’orlo dell’impazzimento dopo i risultati referendari favorevoli alla Brexit che hanno dato libero sfogo a rabbia e rancori repressi. Ma non tutto è odio e fiele, c’è spazio anche per riconciliazioni sentimentali, per la riscoperta di vecchi amori, per il recupero di antiche amicizie, per l’esplorazione di nuovi luoghi. Una struggente ballata popolare chiude le vicende ed è toccante ascoltarla in rete mentre la si legge.

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    Floriano

    23/12/2018 16:38:58

    Malinconico e,ahimè, reale e spietato ritratto dell Inghilterra contemporanea, ma non solo. Il futuro che attende la nazione che si affida al "Governo del popolo ", Con malcelato disprezzo per le minoranze e diffuso falso interesse per la patria con fanatico e insensato patriottismo. Jonathan Coe si conferma ancora una volta acuto osservatore e delicato romanziere .

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    Clara

    02/12/2018 18:23:36

    Jonathan Coe torna a raccontarci le vicende della famiglia Trotter e di alcuni amici; il libro comincia una decina di anni dopo l'ultimo (Il circolo chiuso), si vede come i vari personaggi sono cambiati, nel bene e nel male, fra nuovi incontri, delusioni, rinascite inaspettate, etc. L'Inghilterra, cioè la Middle England, non ci fa una grande figura, ma purtroppo il quadro è fin troppo realistico. Il libro si chiude con una nota di speranza, chissà che l'autore abbia ragione. Per chi ha letto i primi due, assolutamente da leggere.

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    massimo r.

    21/11/2018 18:01:02

    Dopo alcune prove un po’ deludenti Coe torna ai personaggi dei suoi romanzi migliori narrandone le vicende dell’età matura e oltre. Un bel romanzo, ma c’ un che di malinconico che pervade molte pagine e la Brexit , vista come di una vera disdetta, appare inesorabile metafora della vicenda umana

Vedi tutte le 18 recensioni cliente

“Adieu to Old England, adieu/ And adieu to some hundreds of pounds/ If the world had been when I was young/ My sorrows I’d never had known […]”. Il romanzo si apre e quasi si chiude , riprendendo in chiave ironica le strofe di questa canzone del 1974 di Shirley Collins, emblema nazionale di quell’Inghilterra che non c’è più. Uno dei protagonisti, Benjamin, la ascolta la sera del funerale della madre, evento che dà inizio alla narrazione, senza però riuscire a terminarla, vinto dalla commozione e dal ricordo. La ascolta nuovamente nelle ultime pagine del romanzo, quando una nuova vita si affaccia all’interno della sua famiglia: la tanto adorata nipote Sophie, che insieme al marito Ian diventano una delle coppie simbolo della situazione sociale nella moderna Inghilterra, darà alla luce un bambino a fine marzo del 2019: sarà il loro bellissimo bimbo Brexit. E, su questa allusione quasi irriverente, Jonathan Coe scrive la parola fine.

Solo giunta alla “Nota dell’autore” scopro che “Middle England” riprende alcuni personaggi già presenti in due precedenti romanzi di Coe, “La Banda dei Brocchi” e “Circolo Chiuso”. Pur non avendoli letti, “middle England” ha avuto uno scorrimento fluido e a tratti “illuminante”. Il romanzo racconta l’Inghilterra e la sua evoluzione sociale e politica dal 2010 ai giorni nostri. Sembra che l’autore lo abbia terminato ieri. La narrazione parte dal dopo Brown, analizzando dal punto di vista delle vicende personali i tumulti del 2011 e le Olimpiadi del 2012, fino a giungere a Teresa May e la proposta della Brexit. O della Brixit, come si afferma, ridicolizzando al massimo l’esasperato patriottismo dei nazionalisti convinti (“Non sarebbe la Brixit? British – Exit?” “Si ma i Greci l’hanno chiamata Grexit…” “Si ma poi non sono usciti. E poi comunque noi non siamo Greci, siamo Inglesi. Quindi sarà la Brixit!”). Una delle frasi con cui i libri di testo italiano adorano definire l’Inghilterra è “England is a melting pot of different cultures”. A melting pot, un grande pentolone, un guazzabuglio in cui convivono indiani, africani, italiani, polacchi, russi, cinesi, sudamericani e… inglesi. Se prendi la tube alle 7 del mattino, direzione city è probabile che tu senta odore di kebap o di curry mescolarsi a quello dell’acqua di colonia e al profumo tutto loro delle rotaie. Se questo ci sembrava un favoloso esempio di integrazione e civiltà, abbiamo scoperto, con l’avvento di Mrs Teresa May, che era solo la facciata decorosa di ciò che la parte più conservatrice e poco tollerante dell’Inghilterra mostrava al resto del mondo. E così le pagine di Coe sono colme di variopinte descrizioni che incarnano diverse tipologie di umanità: ci sono Colin ed Helena, ultrasettantenni iperconservatori che non si danno per vinti e non riescono a celare la loro intolleranza razziale; Ian giovane, bello, anglosassone fino al midollo e open-minded finchè la promozione che credeva di meritare non viene data alla collega asiatica e per giunta donna; Sophie, baccalaureata insegnante universitaria, che ama l’arte e la raffinatezza negli oggetti come nell’animo umano e finisce col ritrovarsi con un marito ottuso e così diverso da lei; Coriander, figlia dell’Inghilterra che conta, dell’alta società, che disprezza il mondo che l’ha generata e contesta tutto e tutti per il solo gusto di urlare il disgusto che prova. E poi Benjamin. Benjamin lo scrittore, che vive in un mulino sulla riva del fiume, che si incanta a guardare ogni singolo corso d’acqua gli capiti a tiro, che continua a prendersi cura del padre bisbetico e odioso, che ritrova amici mai più visti per oltre quarant’anni, che pensa al suo amore finito per una donna che lo ha abbandonato da solo in quel mulino che avevano scelto insieme. Benjamin che scrive un libro per oltre trent’anni, cinquemila pagine di vita che si intrecciano alla storia del Paese dagli anni ’70 al 2017 e che alla fine si vede scartare tutto quello che secondo lui contava: la sola parte che si salva e diventerà realmente un romanzo è la sua triste storia d’amore, che comunque occupa duecento pagine. Il libro ha successo e lui si stupisce. “Perché?” si domanda “a chi può interessare?”. La risposta non arriva in maniera esplicita, ma al lettore attento appare lampante: la gente, i lettori, difficilmente vorranno confrontarsi con i loro problemi. La storia, i disordini sociali, il razzismo come grande raccoglitore di consensi e voti… meglio una storia d’amore, anche senza un lieto fine.

Leggere “Middle England” alla soglia dell’imminente uscita dell’Inghilterra dalla Comunità Europea e con le notizie fresche di dissenso popolare degli ultimi giorni fa molto riflettere. Fa riflettere anche chi come me vive in un Paese che, negli ultimi mesi, sta fomentando l’incomprensione del diverso da sé, la lotta al politicamente corretto e all’umanamente accettabile. Che differenza c’è tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato se la guerra si combatte a suon di post sui social e hashtag?

Middle England… Middle Italy… Brexit… Grexit… che differenza c’è?

 

  • Jonathan Coe Cover

    Scrittore inglese. Ha svolto molte attività: insegnante di poesia inglese all'università di Warwick, musicista semiprofessionista, correttore di bozze, giornalista e scrittore freelance. E' considerato uno dei più promettenti talenti narrativi inglesi e si distingue per l'originalità dei suoi racconti e l'acuto spirito contro le contraddizioni della società inglese. È stato autore di biografie: di Humphrey Bogart e di James Stewart (pubblicate in Italia da Gremese editore). Ha scritto i romanzi: La famiglia Winshaw (1995), Questa notte mi ha aperto gli occhi (1996), La casa del sonno (1998), L'amore non guasta (2000), La banda dei brocchi (2002), Donna per caso (1985-2003), Caro Bogart (2009), I terribili segreti di Maxwell Sim (Feltrinelli, 2010),... Approfondisci
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