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Anno edizione: 2025
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Con la sua voce unica e inconfondibile, Fabio Genovesi torna in Versilia per raccontarci delle sue maestre. Sua madre, sua nonna, le sue zie e le loro amiche, donne che non hanno scalato l’Everest o scoperto la penicillina, ma hanno saputo disegnare portenti che la Storia non ha registrato perché le manca la sensibilità. Donne che nelle loro vite ingarbugliate non hanno fatto grandi cose, ma hanno fatto cose grandi. E non smettono adesso che sono morte: eccole tornare nei sogni quando c’è bisogno di loro. Perché niente finisce morendo, niente sognando: tutto è sempre vero, e sempre vivo. Brucia e scintilla in queste magnifiche maestre, nelle lezioni che ci donano, e dentro di noi.
«La vita è un sentiero stretto in mezzo a un bosco, sale e scende tra curve, sassi e buche, arriva davanti a un muro e lì finisce. Ma non per le donne di casa mia. Perché il bosco intorno sono sogni e le fantasie, il muro in fondo è la morte, e ai sogni e alla morte loro non hanno creduto mai.»
«La natura è ovunque. La natura, donna suprema che tace e si muove sapiente sopra il dolore e l'incertezza e insegna la lezione più importante: "Non so dove vado, ma ci vado danzando".» - Ida Bozzi, Corriere della Sera
«Fabio Genovesi, che dall'attualità si tiene distante, perché la teme e perché lo annoia, ha scritto però un libro che risponde proprio a una delle sue richieste più bollenti e sentite: darci una guida emotiva, darci un ordine umano, ripristinare la nostra misericordia, disinnescare la violenza, disaffezionarci al potere, al controllo, al possesso, alla vanità.» - Simonetta Sciandivasci, Tuttolibri
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Mi aveva meravigliato che il titolo di questo libro fosse privo dell'articolo determinativo, ma poi ho capito che manca perché è un'invocazione. Infatti all'autore appaiono nei sogni, alla soglia dei suoi cinquant'ani, tutte le maestre della sua vita (madre, zie, nonne e amiche) che gli raccontano il prodigio della vita come se fosse una melodia il cui suonoi rimane sospeso anche quando è scomparso. I sogni sono in fondo la realtà più vera. E allora dimentichiamoci qualche volta di essere formiche e abbandoniamoci al canto delle cicale perché duri per sempre la nostra estate. Mi viene in mente la frase di una poesia di Guido Gozzano "Non amo che le cose che avrebbero potuto essere e che non sono state" (sono quelle che più ci appartengono) che si adatta perfettamente a quanto espresso in questo libro. Amo moltissimo Genovesi, ho letto quasi tutti i suoi libri perchè mi affascina la sua scrittura asciutta che ci regala sempre emozioni e un senso di meraviglia. E' geniale. Sono convinta che saprebbe trasformare in poesia anche la lista della spesa.
Ingredienti: sette giorni di vita prima del 50esimo compleanno dell’autore, varie donne ormai morte essenziali per la sua crescita, un miscuglio di sogni e ricordi, esperienze e desideri, nostalgie e malinconie, una galleria di familiari ancora vivi e vicini anche se lontani nel tempo o nello spazio. Consigliato: a chi si sente un fiume in viaggio verso il mare, a chi si dimentica i sogni ma non li scorda mai.
Premetto che son una grande fan di Genovesi, persona gradevolissima e sempre piacevole da ascoltare nella presentazione dei suoi libri. Ma questo libro mi ha deluso. E' insulso e sembra che sia stato scritto solo per rispondere a qualche esigenza dell'editore. Non dò 1 solo perchè qualche nota divertente ce l'ha, ma non lo consiglio. Dello stesso autore, invece, segnalo "Il mare dove non si tocca"....molto divertente!
Recensioni
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