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Marco Marsullo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 138 p. , Brossura
  • EAN: 9788806225087

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    rejectedfrogs

    10/08/2016 13.29.28

    I miei genitori non hanno figli è la storia di un diciottenne, figlio di separati, che si trova alla svolta della vita: il passaggio dall'ultimo anno di liceo all'università. La scrittura di Marsullo è brillante, fresca e nonostante questo il volumetto abbonda di stereotipi e di aneddoti che a tratti fanno sorridere e altre volte un po' inquietare. Un esempio appartenente alla prima categoria è il seguente: "Ci sono figli di colleghi di mia mamma più bravi di me a fare qualsiasi cosa. Dal tradurre le versioni di Latino al pisciare centrando la tazza, dall'andare a dormire presto al risolvere le equazioni di secondo grado. (?) Ci sono figli di colleghi di mia mamma che, forse, sono anche più figli di mia mamma rispetto a me." Eh sì, perché il protagonista è un po' vittima e un po' saggio; ma in realtà sappiamo molto poco della sua vita e molto di quello che lui invece pensa dei genitori. E qui arriviamo a una riflessione sulla madre che, appunto, inquieta un po' per via della mentalità reazionaria del protagonista: "Lo so che non c'è giorno in cui non ti corroda, quando fingi di essere viva nei tuoi corsi di yoga, pilates, nelle tue escursioni per parchi naturali. Con i tuoi compagni, che cambi fingendo la noia, solo perché non sono la tua prima scelta. (?) Lo so che nei viaggi prenotati all'agenzia della tua amica c'è solo la voglia di simulare un'indipendenza fatta di chilometri, ristorantini francesi, austriaci, spagnoli, che baratteresti tutta la vita per quell'ora passata a preparare la cena per me e papà." Le riflessioni da fare sarebbero molte. Personalmente, se fossi nei panni della madre di uno che non ha la minima idea di che cavolo fare nella vita, sputa sentenze, si permette di giudicare e si fa mantenere bello comodo, mi girerebbero alquanto le ovaie. Il libro, comunque, si legge con piacere se non si ha voglia di pensare troppo.

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    chicca

    21/03/2016 15.51.10

    L'ho letto grazie alla segnalazione di Luciana Littizetto a Che tempo che fa e ne sono rimasta estremamente colpita. Bello, delicato ma forte allo stesso tempo. In breve ho letto anche gli altri libri scritti dall'autore; questo è il più sentito, anche se meno brillante. Da madre di un figlio poco più giovane del protagonista mi sono rispecchiata molto nella vicenda. La paura più grande di un genitore è quella di far qualcosa di sbagliato senza accorgertene, per troppo amore; i figli spesso sono spietati con gli errori dei genitori, salvo poi assolverli una volta diventati genitori a loro volta.

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    massimo r.

    03/01/2016 10.00.50

    É difficile trovare nella realtá genitori (peraltro di una certa levatura) che collezionino tanti errori nella propria vita e nei confronti di un figlio, e, in questo senso, il racconto è abbastanza inverosimile, visto che poi il figlio risulta comunque una persona saggia e disincantata. Ben scritto, è un libro un po' esile che avrebbe meritato uno svolgimento più ampio, anche se certi cliché sui figli di separati si potevano evitare.

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    claudio

    14/10/2015 08.28.35

    Marsullo conferma anche in questo libro la sua bravura.L'argomento -una famiglia disastrata- è anche ben più difficile di una squadra di calcio o di una squadretta di anziani entrambe strampalate. Qui invece si tratta di due medici che da sei anni hanno divorziato e di un figlio diciottenne che non riesce a comunicare con nessuno dei due.

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    Luisa Scotti

    01/10/2015 15.13.14

    Bellissimo, da madre mi ha emozionato particolarmente. La scrittura di questo giovane autore è sempre viva nelle descrizioni e nei dialoghi e con questo libro si è superato rispetto ai primi due (sempre molto belli, specie il secondo, gusti personali). Una delicatezza nel descrivere il rapporto di questo ragazzo con i genitori sempre puntuale. E poi, si ride! Ormai si può dire che Marsullo è entrato di diritto nel gruppo dei miei scrittori italiani contemporanei preferiti. Bravo!

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