Editore: Gribaudo
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 96 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788879066402
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È certamente la prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo alla dolcezza: da sempre, infatti, il miele è legato all'immagine della gradevolezza, del mellifluo, termine del quale, non per nulla, l'etimologia ci rimanda al colare del miele. Insomma, dolcezza e miele vanno a braccetto, non solo in cucina ma anche nell'immaginario collettivo, che associa al miele valenze estremamente positive, dalla lima di miele che indica, in moltissime lingue, il periodo che segue il matrimonio e che si ispira al fatto che nell'antichità il suocero dovesse rifornire il genero di idromele (bevanda fermentata a base di acqua, miele e lievito) per rifocillarlo dalle performance amorose, alla mitica ambrosia o idromele, il nettare degli dei, ovvero di chi è immortale. Ebbene, forse il miele non rende immortali ma rende sicuramente eccezionali molti piatti, dagli antipasti ai dessert, ovviamente passando per i primi, per le carni, per il pesce (in particolare alcuni crostacei) e per le verdure.