Il migliore amico dell'orso

Arto Paasilinna

Traduttore: N. Rainò
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2008
Pagine: 305 p., Brossura
  • EAN: 9788870911626
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Descrizione
Tra invenzioni picaresche e interrogazioni filosofiche al confine tra il reale e l'assurdo, Paasilinna pone nelle vicende di questo Don Chisciotte in salsa finnica e del suo peloso Sancho Panza la migliore felicità creativa, alla ricerca di una fede più autentica nell'uomo e nella vita.

Per il suo cinquantesimo compleanno, il pastore Oskari Huuskonen riceve dai parrocchiani un dono molto particolare, anche per gli standard di un paesino finlandese: un cucciolo di orso. Lungi dal voler rendere omaggio a una guida spirituale amata e rispettata, i fedeli coltivano piuttosto la speranza che, una volta cresciuta, la belva si cibi del pastore in crisi di vocazione e dell'odiosa moglie. Sorprendentemente, però, l'orso mostra fin da subito notevoli doti di adattamento e l'uomo, nel frattempo cacciato dal vescovo e sempre più inviso alla comunità, troverà in lui un prezioso servitore e una via di fuga dalla sua grigia esistenza di provincia. Per i due amici, sempre più uniti, inizia così una deriva geografica ed esistenziale: prima l'obbligatorio letargo, poi il risveglio dei sensi con una giovane etologa e infine un'odissea che li conduce dal Mar Bianco al Mar Nero, dal Mediterraneo fino alle foreste della Lapponia, dove non mancheranno occasioni per celebrare improbabili cerimonie liturgiche, fare proseliti e portare alle genti perplesse di tutta Europa una religione nuova e senza dogmi.

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Recensioni dei clienti

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    la libraia

    28/06/2017 14:37:22

    Volete divertirvi davvero leggendo un libro? Non perdete questo titolo di Paasilinna, un autore ironico che in tutte le sue opere mette una buona dose di paradosso e di elementi surreali che creano storie brillanti. Come non appassionarsi alla figura di un Orso che vive come noi? Come non divertirsi amare il suo "padrone" che ne diventa talora succube? E come non diverirsi a scoprire i mille colpi di scena di questa assurda avventura?

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    wild

    18/02/2013 18:51:52

    E'il primo di Paasilinna che ho letto, dopodichè ho dovuto leggere tutti gli altri. E' sorprendente la fantasia caleidoscopica di questo autore figlio di una nazione apparentemente così fredda e nebbiosa... I suoi personaggi rivelano la vera natura dei Finlandesi, sotto la spessa coltre di ghiaccio che la nasconde...

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    roby

    24/10/2012 22:04:34

    Animali e uomini: dove sta la differenza tra gli uni e gli altri? Chi è la bestia? Naturalmente Paasilinna è un esperto di queste cose e in questo racconto, come in altri precedenti, ci offre la sua personale rappresentazione, una tra le più riuscite direi. Se poi ci mettiamo altri ingredienti per una tipica ricetta finlandese "alla Arto", insoddisfazione e una repressa voglia di cambiare su tutti, ecco che il menù è pronto...e che menù! Da leggere, come tutti i titoli precedenti dell'autore.

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    Graziano

    29/11/2011 22:53:48

    Proprio un bel libro, divertente. Tradotto benissimo, sembra scritto da un italiano. Paasilinna riesce quasi a rendere verosimile la storia.

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    Davide

    25/10/2011 16:29:39

    Mamma mia che noia infinita, dimenticato addirittura in aereo. Peccato perchè dopo aver letto "Il mugnaio urlante" e dopo l'inizio promettente pensavo ad un'altra perla ed invece è stata una delusione.

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    fede75

    16/12/2010 15:35:09

    Come al solito magnifico, un'altra perla che magari non tutti sono in grado di apprezzare, ma che forse per questo è ancora più preziosa

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    nini11

    26/03/2010 06:39:31

    In un primo tempo avevo abbandonato verso pagina 80 la lettura di questo Arto - nonostante abbia letto tutti gli altri suoi libri - trovandola un po' troppo "ironica e distaccata ad ogni costo". Poi l'ho ripresa, qualche mese dopo, e allora è stata godibile e leggera. Paasilinna è uno di quegli autori che riconciliano con la vita, e non ce ne sono molti, specie alle sue fredde latitudini.Solo due note di "demerito": una traduzione qua e là un po' sciatta e la quasi totale mancanza di dialoghi, che al contrario ci starebbero bene.

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    Roby Pi

    15/03/2010 09:56:53

    Ho trovato il libro delizioso, leggero ma non insulso, ironico ma con garbo, pieno di spunti per riflessioni e divagazioni della mente. Ti fa cambiare punto di vista rispetto a ciò che consideri umano e ciò che ritieni bestiale.

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    Carla Federica

    26/02/2010 12:59:48

    Non conoscevo questo autore, ma il suo genere 'ecosurreale' mi sembra interessante. E' un libro delizioso ed esilarante, ovviamente inadatto ai cupi razionalisti. Se vi ritrovate a pensare più di due volte "ma come è possibile che un orso ...", è meglio che lasciate perdere, il libro non fa per voi.

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    DKozza

    07/01/2010 10:04:14

    Arto Paasilinna non delude mai.Ironico, irriverente e profondo sulle questioni esistenziali, mette di buonumore senza omettere la riflessione.Consigliato se amate il genere un po surreale.

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    Giulia

    07/01/2009 15:46:12

    Ho scoperto Arto Paasilinna con questo libro e ne sono molto felice. “Il migliore amico dell’orso” è un libro molto interessante,che avvicina la fede a tutti attraverso un orso devoto in grado di pregare e farsi il segno di croce. Inoltre questo libro è scritto con uno stile semplice basato sull’ironia,che lo rende intelligente e profondo e anche piacevolmente leggero. Ottimo lavoro.

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    Manu

    16/09/2008 14:41:20

    Con Paasilinna non sono obbiettiva, semplicemente lo adoro. Da quando un'amica mi prestò ''L'anno della lepre'' aspetto con ansia le traduzioni dei suoi libri. Considero questo libro 'on the road' bellissimo, capace di regalare suggestioni e speranze (come tutti gli altri). Potessi gli darei 10. E adesso aspetto il prossimo.

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    donato

    12/09/2008 12:35:49

    un libro leggero e piacevole. condito di vari ingredienti...il bellissimo rapporto uomo-animale, il gusto dell'esagerazione, la deriva esistenziale di un prete di campagna, il viaggio come senso di liberazione da una esistenza piatta e ripetitiva. la lettura del romanzo di paasilinna risulta scorrevole, mediamente intrigrante, riesce a far rivivere le ambigue atmosfere del grande nord: dall'immensità di paesaggi bellissimi e incontaminati, alla disperazione di luoghi in cui la desolazione e la noia sono gli elementi dominanti. un libro decisamente ecologista, un messaggio di amore verso gli aminali, capaci (ben piu' degli uomini) di provare affetto incondizionato.

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    Ginevrina

    09/09/2008 14:57:42

    Arto non si smentisce mai, e continua ad entusiasmarmi coi suoi libri, carichi di paradossi, situazioni assurde e personaggi divertentissimi. La sua fantasia è sconcertante, in contrasto col suo paese d'origine, stupendo indubbiamente, ma molto grigio in confronto ai ritmi colorati della sua immaginazione! Satan è il vero protagonista, con la sua tavola da stiro e le sue abitudini da umano, e forse tra tutti è quello che sconcerta di meno. Immagini quali la predicazione nelle strade di Odessa, la fuga sui ghiacci e la costruzione delle tane per il sonno di Satanasso sono indimenticabili; così come tocca il cuore il degrado di una Russia ormai allo sbaraglio, tra freddo, vodka e violenza, dimostrazione che l'autore non riesce solo a far ridere. Non dò il massimo punteggio in quanto non credo che sia il miglior lavoro di Arto in assoluto, e intanto aspetto con impazienza la prossima traduzione

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    Giovanni R.

    30/07/2008 17:42:14

    Mi pare che lo svolgimento del libro ricalchi la storia creativa dell'autore : grande inizio con dialoghi e situazioni "scoppiettanti", che pian piano si perdono a favore di una narrazione scontata, non più surreale ma solo inverosimile, con passaggi brutalmente concisi in momenti importanti della storia. Plot e ambientazione meritavano uno sviluppo differente. Ho avuto la sensazione di un esasperato ed ingiustificato trascinarsi degli eventi descritti ( che Paasilinna sia retribuito a nr di pagine scritte ?) Tralascio altre indicazioni per chi vorrà affrontarne la lettura, non prima di aver consigliato pero' la vecchia produzione di questo autore ( dal suo 4° libro andate a ritroso) . Purtroppo, anche Paasilinna, non è più quello di una volta...

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    darko

    24/07/2008 10:26:44

    Ho abbandonato il libro a metà,forse valeva la pena di finirlo, ma con tanti autori da scoprire e tanti classici da leggere mi sembrava tempo perso continuare.L'ho trovato poco pungente, a tratti addirittura ovvio, ed il suo umorismo non m'ha coinvolto. Nel complesso mi è sembrato un altro artigiano della scrittura di cui si puo far a meno. ciao

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    elena

    18/07/2008 14:46:10

    gran bel lavoro, questo. mi sono innamorata di questo scrittore ed ho comprato anche il suo libro precedente. non lo conoscevo per niente ed è stata una bella sorpresa. ho ascoltato una intervista in una trasmissione "il posto delle parole" del traduttore Nicola Rainò che mi ha fatto capire quanto sia importante l'effetto della traduzione: "pergele"! quant'è bello questo libro. e se lo leggete passate parola che staremo meglio tutti.

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    mariangela

    09/07/2008 10:28:36

    Paasilinna non si smentisce mai. Bellissimo anche questo ultimo suo romanzo. Sopra le righe, accattivante, divertente e critico. Da regalare.

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    Roby

    07/07/2008 12:27:29

    Un'ulteriore conferma del grande talento dell'autore. Un libro che si legge tutto d'un fiato e che poi si riprende per leggerne i particolari più divertenti. A quando altri testi in italiano di Paasilinna?

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    mariangela

    02/07/2008 15:37:28

    bellissimo, uno dei suoi libri migliori, persino più piacevole di PICCOLI SUICIDI TRA AMICI.

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Oskari Huuskonen è un pastore protestante un po' anomalo. Un tempo fine apologeta e strenue difensore della dottrina della Chiesa, arriva a cinquant'anni pieno di dubbi e di perplessità. La sua fede vacilla, non si può negare, e suoi fedeli ne trovano conferma ogni giorno, nelle parole e nelle opere. Vita dissoluta e sermoni fuori da ogni precetto cristiano, fino al punto da considerare Gesù il capo di un esercito rivoluzionario per la liberazione della Palestina, al punto da ammettere, direttamente dal pulpito, di aver smarrito la fede. I suoi interessi sempre più spesso si rivolgono altrove: all'osservazione astronomica e alle nuove discipline sportive, come il lancio del giavellotto verticale, che si pratica scagliando l'attrezzo verso l'alto stando sul fondo di un pozzo di pietra.
In una piccola comunità come quella di Nummenpää, le voci fanno presto a rincorrersi e il Vescovo è ormai stanco di giustificare le scappatelle di Oskari, figli illegittimi compresi. Stessa considerazione, ma minore comprensione, da parte di Saara, la moglie del pastore, che non gli ha mai perdonato il fatto di essersi rintanato tra i boschi rinunciando a una sicura carriera da prelato, magari nella capitale. Ma Oskari non è il tipo che si preoccupa dalle dicerie. è un uomo forte e volitivo, una persona dai gusti semplici e genuini, secondo cui le cose per cui vale davvero la pena angustiarsi sono ben altre: le dissertazioni filosofiche, la tranquillità della comunità e poi, naturalmente, Satanasso, il suo piccolo orso domestico.
Regalatogli in circostanze particolari dai suoi stessi parrocchiani, Satanasso, così battezzato dall'algida moglie, segue Oskari in ogni suo spostamento, durante le prediche della domenica, alle riunioni pastorali, nelle passeggiate nei boschi. Così quando arriverà l'ora del letargo, anche il pastore si adatterà in un angolo della grotta – in compagnia di un'avvenente etologa – così come i suoi sensi si risveglieranno insieme all'animale ai primi aliti primaverili. Inizia in questo modo, come un risveglio dal letargo, l'avventura che porterà il pastore in viaggio per tutti i paesi d'Europa fino a Malta, alla ricerca di una libertà consona alla sua ormai proverbiale autonomia di pensiero. Satanasso sarà per lui un compagno di avventure e un complice, un amico in grado di condurlo sui sentieri di una fede più autentica e di un umanesimo tutto votato all'ecologia.
Un romanzo ricco di spunti di riflessione sulla Chiesa, la sua dottrina e le sue cattive pratiche, sulla natura come elemento preponderante nella vita e nella letteratura finnica, e infine sull'uomo e il suo rapporto con la parte più intima e istintiva di se stesso. Satanasso risveglia e accompagna le pulsioni umane nel loro disgelarsi, indicando al pastore un percorso avventuroso alla scoperta di una realtà fiabesca.
Arto Paasilinna, al suo ottavo romanzo pubblicato in Italia, dipinge la realtà in cui vivono i suoi personaggi creando un'atmosfera picaresca e surreale. L'ironia con cui descrive le vicende non cade mai nell'autocompiacimento, non è esplicitamente volta a suscitare il sorriso, ma tende piuttosto a stupire e affascinare il lettore. I suoi toni sono sempre pacati, la prosa è fluida e scorrevole, come se tutta la sua opera fosse architettata ad arte per dissimulare la sua naturale vis comica. Un libro che testimonia ancora una volta l'ineliminabile presenza del grottesco nelle nostre vite, in un mondo che progressivamente si allontana dal normale dispiegamento delle forze della natura.