Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806222215

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli storici

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Recensioni dei clienti

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    Angela

    30/09/2017 21:25:10

    Lettura colta ed impegnativa, contraddistinta da uno stile narrativo ricco di un poetico linguaggio figurato, con personaggi ben delineati che si muovono tra le trame di un intrigo ben ordito. Degna di nota è la vena ironica che fluisce nel romanzo.

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    Lambertosan

    19/01/2017 22:24:25

    Mi dispiace molto doverlo ammettere, ma questo libro ben presto risulta noioso. Intendiamoci: la scrittura è scorrevole e la struttura interessante. L'idea di più narratori-personaggi che si alternano e che danno ognuno la propria verità dei fatti è geniale, ammettiamolo, ma non viene sfruttata bene a mio avviso. Ci sono due omicidi, c'è un segreto legato ad un libro, ci sono identità nascoste... ma il lettore è letteralmente sommerso da soporifere e ripetitive riflessioni sulla miniatura (che son digressioni anche e soprattutto sulla scrittura e sulla creazione artistica in genere, questo è evidente) e rischia di perdersi e perdere il filo del discorso. Anche la tematica dello scontro fra culture, fra Occidente ed Oriente, alla fine risulta eccessivamente marginale. Ahimè, una lettura che non consiglio a tutti...

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    lalla

    11/04/2016 16:07:54

    Ho letto molte recensioni positive, vi avverto subito io non sono dello stesso parere. C'è un omicidio e c'è una storia d'amore. La storia ruota principalmente intorno al mondo del lavoro della miniatura (proprio come il profumo che ruota attorno alle fragranze e agli odori) . E 'affascinante in un primo momento , ma la ripetizione più e più volte degli stessi temi mi ha fatto svanire il mio desiderio di sapere se l'assassino si sarebbe riuscito a farla franca o meno. Un artista può che avere il proprio stile o, al contrario, imitare i vecchi maestri? L'artista può curare al meglio il suo lavoro? Si dovrebbe forse prendere ad esempio qualcosa della pittura occidentale? e tra l'altro diventando ciechi facendo questo lavoro senza sosta è forse il privilegio invidiabile dei grandi maestri? Le risposte a queste quattro domande sono illustrate da molte leggende, storie e aneddoti. Vi esonero dalla lettura del romanzo: la risposta in ogni caso è sempre negativa. E tutto ciò viene semplicemente ripetuto più e più volte. L'illuminatore, l'illustratore deve rispettare coloro che lo hanno preceduto, esercitare la sua arte nel costante timore di Dio, non copiare gli infedeli che hanno il coraggio di fare ritratti, le prospettive e le ombre! Questo viene ripetuto troppe volte. Questa atmosfera di paura e sottomissione alla tradizione, alla autorità del Sultano e a Dio è schiacciante. Gli occidentali vengono sospettati di idolatria con i loro ritratti sono sia ammirati che disprezzati. Un libro ben scritto ma sinceramente si ripete continuamente e con insistenza e quindi il mio voto è basso.

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    Irene

    02/02/2016 20:57:38

    Un libro bellissimo e scritto divinamente. L'inizio è indimenticabile. Da leggere e rileggere.

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    Luca

    11/10/2014 18:42:30

    Il libro ci immerge nella Istanbul di fine 1500,nel mondo dei miniaturisti, nella cultura e nel pensiero mussulmano e nelle sue più diverse sfaccettature. Buona anche la parte del giallo, che gira attorno ai 2 omicidi. Il testo è molto descrittivo e può perciò risultare noioso e ripetitivo per chi segue solamente la caccia all'assassino. Se invece si cerca di comprendere a fondo una cultura come quella mussulmana, che oggi ci è molto vicina, la cultura del mondo ottomano, l'arte dei miniaturisti e forse la malinconia di un mondo passato, si apprezza a pieno la lettura. Consigliato

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    dany

    04/04/2008 11:01:17

    bellissimo. se ha vinto il nobel c sarà 1 motivo...

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    Giorgio

    02/09/2006 13:01:20

    E' un libro bellissimo...è la prima volta che leggo un tipo di libro in "narrazione multidiagetica", e oltre che trovarlo innovativo mi ha affascinato la ricchezza delle descrizioni del luogo, delle abitudini alimentari... Molto affascinante.

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    nadia bianchi

    03/07/2006 23:34:45

    Libro che di sicuro affascina per tutto quello che gira intorno al giallo:quasi un trattato sulle diversità tra occidente/oriente, sulla fusione di queste due culture, sulla laicità dell'uno e la religiosità dell'altro, sull'iconoclastia o meno. Interessante, stimolante, ricco di immagini,barocco. Forse per molti aspetti ripetivo e troppo prolisso: la leggenda di Sirin,ad esempio, quante volte è stata descritta?

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    BIBI

    03/12/2005 21:03:32

    Davvero Bellissimo.... visionario come un sogno! Un libro da 1000 e una notte!

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    Giulia

    03/12/2005 19:18:12

    Bello! Bello! Vale la pena, merita perchè ti conquista. Ambientazione e situazioni visionarie come un racconto delle Mille e una notte! Consigliatissimo!

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    alberto

    23/01/2002 22:58:13

    Libro straordinario. La storia viene raccontata da più voci in ogni capitolo con uno sforzo di soggettivizzare il punto di osservazione di ciascuno: uomo, donna animale o oggetto. E' più di una trovata, é una dimensione dell'espressione che dimostra il talento inventivo e narrativo di Pamuk. Geniale l'idea di costruire le differenza fra due mondi attraverso il contrasto tra due concezioni della rappresentazione: la tradizionale miniatura dei paesi islamici che esprime il punto di vista oggettivo di occhio di dio e la concezione pittorica degli europei della fine del 1500 che esaltano la rappresentazione come occhio dell'uomo sul mondo. Da non perdere.

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    natalia

    13/11/2001 17:00:01

    Sarebbe stato un libro affascinante, con 200 pagine in meno. Bella la vicenda del contrasto tra miniatura-iconoclastia-islam vs. ritratto europeo-cristianesimo. Però prolissa la continua ripetizione di: 1)descrizione della miniatura del maestro tale e talaltro 2) narrazione delle leggende o vicende storiche illustrate nelle miniature 3) tutti 'sti nomi di sultani, pascià, kahn, visir, effendi e compagnia bella dei quali vengono ripetute svariate volte le gesta. Se avessi dovuto leggere una volta di più la storia di Sirin che si innamora di Cosroe guardandone il ritratto appeso a un albero avrei dato di matto. A parte questa lentezza (che pregiudica), bella la vicenda amorosa e anche la vicenda "gialla".

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