Mio padre votava Berlinguer

Pino Roveredo

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 132 p., Brossura
  • EAN: 9788845276026
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    Monica

    17/10/2014 09:33:19

    Potente, profondo, umano, senza vergogne, per chi ama le storie vere narrate con sincerità e pochi fronzoli, grande Roveredo!

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    ant

    31/10/2012 19:07:17

    Volevo segnalare questo libro per la massiccia dose di poesia contenuta all'interno. Ho trovato veramente struggente e affascinante il modo di raccontarsi dell'autore, una scrittura fluida e allo stesso tempo molto cruda e veritiera che, a mio parere, arriva dritta al cuore dei lettori. Il testo ha questo titolo che potrebbe sembrare "troppo politico e di parte", non è così... Berlinguer vuole essere il simbolo e l'emblema di quella razza in estinzione che sono(state...sigh) le brave persone in politica, infatti l'autore poi cita anche: Zaccagnini,Pertini, T.Anselmi,Almirante etc. La trama: si tratta di un racconto autobiografico, con le cadute, le risalite, le fasi di stanca e tutte quelle sensazioni umane che chi vive intensamente può provare, su tutto però spicca l'amore viscerale del figlio verso il padre e la descrizione di quest'ultimo senza sconti, con tante debolezze e anche virtù. La narrazione dicevo è a mio avviso molto poetica, infatti oltre alle argomentazioni molto valide di varia natura, per dare senso al titolo del libro e al contenuto dell'opera, lo scrittore, intervalla il racconto con estrapolazioni dal testo di "Qualcuno era comunista" di G. Gaber. Molte suggestive ho trovato anche le digressioni a riguardo del suo esordio da scrittore, e la chiave di volta che fu una lettera scritta alla redazione del Maurizio Costanzo Show. Bellissime anche le storie riguardanti i piccoli, grandi successi dei 3 figli di Roveredo e le descrizioni caratteriali di questi ultimi. Da promuovere sicuramente

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    antonio

    10/10/2012 11:44:09

    ...ed ecco irrompere,in questo libro,la poesia,struggente,ammaliante,delicatissima,del miglior Roveredo.Darei10/5 ma é impossibile.Bravissimo Pino.

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    fabrizio bianucci

    27/09/2012 00:48:02

    Il solito ( si fa per dire) grandissimo Roveredo, in questa autobiografia ( la seconda in effetti dopo "Capriole in salita") assai lirica, pungente, condotta come lettera al padre, scomparso quasi dall'oggi al domani a soli 18giorni dalla scomparsa della mamma! Una vita, quella di Pino Roveredo, fatta di salti e rimbalzi, di capitomboli e risalite, appunto di "capriole in salita". E ormai da anni tanto meritato successo, in una persona umile, sincera, uno di noi, che non si è mai montato la testa neanche nel 2005 quando vinse il Campiello, ma che ha sempre perseguito i suoi ideali di grande umanità e del socialmente vivere. La sua scrittura è sempre originale e unica, direi poesia-in-prosa, con pennellate impressioniste di drammatica realtà. Rabbia e commozione, ma soprattutto grande...Amore!

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