Missione in Manciuria

Seven Women

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Titolo originale: Seven Women
Regia: John Ford
Paese: Stati Uniti
Anno: 1966
Supporto: DVD
Salvato in 9 liste dei desideri

€ 7,99

Punti Premium: 8

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Miss Cartwright ha lasciato gli Stati Uniti, e un amore impossibile, e si è trasferita in una missione cinese per lavorare come medico. Siamo nel 1935 e la zona dove sorge la missione è infestata da briganti che rendono la vita difficile alla popolazione e agli stranieri.
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    Michele Bettini

    04/03/2017 18:50:53

    Capolavoro senza fronzoli e lungaggini, firmato, sebbene John Ford non sempre era altrettanto ammirevole. Come in altre storie ambientate in Cina c'è di mezzo la religione cristiana e il problema è quello di accontentare credenti e non credenti. La sceneggiatura è appropriata. Il finale è tragico, ma verosimile, In quell'epoca era difficile vivere in Cina, ma nei successivi 35 anni risulterà ancor più difficile sopravvivere. Il GRANDE BALZO IN AVANTI di Mao diverrà un salto nel buio. Questo film costituisce il maggiore successo di Anna Italiano (Bancroft era solo il nome d'arte).

  • Produzione: Golem Video, 2015
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 87 min
  • Lingua audio: Italiano
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • John Ford Cover

    "Nome d'arte di Sean Aloysius O'Feeney, regista statunitense. Di etnia irlandese, a diciott'anni, lascia la fabbrica in cui lavora e raggiunge il fratello maggiore, Francis, già impegnato come attore e regista a Hollywood, assumendo il nome di John, che subito cambia in Jack, mutando anche il cognome in Ford. Come Jack F. dirige, tra il 1916 e il 1923, una serie di film d'avventura per la Universal, in particolare molti two reels con H. Carey. Riprende il nome John per dirigere Il cavallo d'acciaio (1924), un western di grande successo che già rivela un'alta padronanza del mezzo. Tra due rulli, medi e lungometraggi sono decine i film che il giovane F. firma. Quattro anni dopo, nel 1928, realizza L'ultima gioia (insulso titolo italiano di Four Sons), con il quale vince il premio... Approfondisci
  • Anne Bancroft Cover

    Nome d'arte di Anna Maria Louise Italiano, attrice statunitense. Bellezza bruna di origine italiana, soprannominata «female Brando» per la sua grinta, debutta più che ventenne in televisione con lo pseudonimo di Annie Marno e giunge al successo in teatro, ottenendo due premi Tony e un Critic Award. Finalmente (ri)scoperta dal cinema, si guadagna subito un Oscar per la sua intensa interpretazione nella trasposizione di Anna dei miracoli (1962) di A. Penn. I film successivi confermano le sue notevoli doti d’interprete, ma la vera, grande, popolarità arriva con il cult Il laureato (1967) di M. Nichols, in cui è Mrs. Robinson, un’avvenente e sensuale quarantenne che seduce il debuttante D. Hoffmann e si oppone poi, inutilmente, al suo amore per la figlia. Scopertasi attrice brillante, partecipa... Approfondisci
  • Sue Lyon Cover

    Attrice statunitense. Tredicenne e sconosciuta, è scelta da S. Kubrick per il ruolo della giovane protagonista in Lolita (1962). L'ottima interpretazione e il clamore suscitato dal film la trasformano in una stellina promettente e ricercata per i ruoli di giovane e seducente tentatrice, come in La notte dell'iguana (1964) di J. Huston. Dopo apparizioni di qualche importanza in Missione in Manciuria (1966) di J. Ford, L'investigatore (1967) di G. Douglas e Carta che vince carta che perde (1967) di I. Kershner, il successo si esaurisce con la fine della adolescenza. Ancora attiva in televisione, dopo una comparsata in Alligator (1980) di L. Teague si ritira definitivamente dalle scene. Approfondisci
  • Margaret Leighton Cover

    "Attrice inglese. Colta e sofisticata, negli anni '40 si unisce alla compagnia teatrale dell'Old Vic e primeggia come interprete di personaggi femminili fragili e complessi, diretta da L. Olivier. In breve tempo diventa uno dei talenti più acclamati sui palcoscenici di Londra e Broadway; vince numerosi premi Tony e riceve interessanti offerte dal cinema. La sua vocazione per ruoli difficili, interpretati con passione, trova conferma sul grande schermo: si distingue in Per una questione di principio (1955) di A. Asquith, L'urlo e la furia (1959) di M. Ritt, Missione in Manciuria (1966) di J. Ford. Nel 1971 è nominata all'Oscar per la sua fine interpretazione in Messaggero d'amore di J. Losey." Approfondisci
Note legali