I misteri di Pompei

Paul Veyne

Traduttore: P. Lucca
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 21 settembre 2017
Pagine: 204 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788811673729
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Descrizione

Veyne racconta una intera comunità di donne e uomini facendola rivivere sotto i nostri occhi a duemila anni di distanza dalla tragica fine, permettendoci di vedere il mondo con gli occhi degli antichi e celebrando l'eterno fascino di Pompei

«Paul Veyne è uno scrittore magnifico oltre che un grande storico» - Emmanuel Carrère

«Uno dei più grandi esperti di Roma antica al mondo» - Stefano Montefiori, Corriere della Sera

La Villa dei Misteri di Pompei racchiude la più grande e meglio conservata tra le pitture dell'antichità classica: venti metri di splendidi affreschi con ventinove figure a grandezza naturale di musicisti, dèi, nudi maschili e femminili, sileni della corte di Dioniso. Che cosa rappresenta esattamente questo capolavoro ammirato ogni anno da migliaia di visitatori? Dal 1911 (l'anno della sensazionale scoperta) gli studiosi hanno proposto le teorie più diverse e suggestive. In questo libro illustrato Paul Veyne elabora una lettura complessiva che fonde il dato archeologico e quello storico e che costituirà un termine di confronto ineludibile per il futuro. Ma il suo non è solo un esercizio di decifrazione del passato.

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    luciano

    15/11/2018 13:44:57

    L'autore propone una nuova interpretazione degli affreschi della Villa dei Misteri di Pompei. Egli mette in evidenza la stretta somiglianza tra questi e l'affresco noto con il nome "Nozze Aldobrandine" (27 a.C.-14 d.C.), che si trova presso i Musei Vaticani. Dunque, gli affreschi di Pompei, per l'autore, non rappresenterebbero un'iniziazione ai Misteri sacri di Bacco, bensì un "Mattino di nozze nel gineceo", ovvero "La visita di Dioniso nel gineceo". Per dimostrare questa sua tesi, P. Veyne, storico e archeologo, analizza e commenta, in modo puntuale e particolareggiato, le dieci o dodici scene che si susseguono lungo le pareti, facendo riferimento, non solo alle "Nozze Aldobrandine", ma anche a documenti, pitture, sculture, bassorilievi, usanze matrimoniali, risalenti all'epoca ellenistica, durante la quale furono realizzati tali affreschi; e alla fine propone di chiamare la villa pompeiana, non Villa dei Misteri, ma Villa delle Nozze.

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    Claudio

    23/10/2017 06:55:13

    La Villa dei Misteri a Pompei, dopo più di cent'anni dalla scoperta, è ancora oggetto di interpretazione da parte degli storici. Cosa rappresneta il grande affresco a figure normali che appare nella stanza principale? Paul Veyne è dell'idea che rappresenti l'iniziazione alle nozze. E lo fa in maniera piana, tranquilla, abbastanza facile da seguire anche per i non esperti. E lo fa mettendo in confronto l'affresco di Pompei con le "Nozze Aldobranbine" affresco che si trova nei Musei Vaticani, di cui si bene cosa rappresenti.

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