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Enrico Fedrighini

Edizione: 3
Anno edizione: 2005
Pagine: 368 p. , ill. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Casa e cucina - Motori - Navi e barche

  • EAN: 9788831528573

Recensioni dei clienti

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    Ale

    07/07/2010 10.42.23

    Bello perchè assolutamente neutrale. Riporta i fatti con un ritmo quasi da romanzo, non prende le parti nè le difese di nessuno. Espone i fatti benissimo andando poi a formulare un'ipotesi che, alla luce di tutto, appare assolutamente realistica. Da leggere assolutamente.

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    maurizio '.mau.' codogno

    30/03/2008 13.25.32

    Della strage di Ustica ufficialmente non sappiamo nulla, ma in pratica è noto a tutti che nella notte in cui l'aereo cadde in mare ci sono state molte, troppe coincidenze per non immaginare cosa possa essere successo davvero: e soprattutto se ne continua a parlare. Dei centoquaranta morti della Moby Prince, invece, non se ne ricorda nessuno. Gli atti processuali dicono che quella notte dell'aprile 1991 c'era nebbia, gli ufficiali di bordo scelsero per uscire dal porto una rotta pericolosa e intanto se ne stavano a guardare la partita in tv, e fatalità volle che il traghetto non si accorse dell'enorme petroliera davanti a sé e la speronò. Peccato che ci siano plurime testimonianze che giurano che di nebbia non ce n'era affatto, e che il traghetto abbia squarciato la petroliera dal lato rivolto al mare aperto. Enrico Fedrighini, con un lavoro meritorio che purtroppo rimane anch'esso quasi sconosciuto, ha raccolto in questo libro tutti gli atti documentali di cui non si è affatto tenuto conto nel processo, e che fanno intuire che quella notte si stava svolgendo un traffico d'armi verso la Somalia (il nome di Ilaria Alpi non vi ricorda nulla?) con la fattiva collaborazione degli americani di Camp Darby, e che è stato scientemente scelto di non intervenire a salvare le persone del traghetto, possibili testimoni. Un mistero all'italiana riuscito fin troppo bene, purtroppo. L'unica pecca del libro è che il suo stile, soprattutto nelle prime cento pagine, è un po' troppo sensazionalista: garantisco che non ce n'era bisogno. Un'ultima considerazione. Qual è l'editore che ha avuto il coraggio di pubblicare il libro (di un sindacalista di base ancorché al Politecnico, impegnato politicamente coi Verdi)? Non ci credereste mai: le Edizioni Paoline (quelle di Famiglia Cristiana, insomma). Non c'è più religione.

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    Massimiliano

    04/01/2008 16.34.38

    Quando questa brutta pagina della navigazione Italiana è stata tristemente scritta ero un adolescente che stava studiando al Nautico perciò il ricordo era confuso...La nebbia...La partita di calcio...Il povero comandante che aveva messo il pilota automatico prima del dovuto...però solo piccoli ricordi...Poi la trasmissione di Minoli, ed amici di Livorno che parlando mi hanno fatto crescere la voglia di capire meglio...è questo libro me lo ha permesso...mi ha fatto capire meglio che non sappiamo niente o poco di più ma che sopratutto le famiglie di quelle povere 140 persone a bordo,che sono perite,non hanno uno stralcio di perchè...ma hanno solo un muro di gomma costruito ad arte dalle istituzioni, dai media e chissà ancora da chi altro,contro il quale questo libro cerca di aprire dei piccoli forellini per far passare un pò di luce per cercare di dare una risposta alla domanda più importante...PERCHE'??? Purtroppo non l'ho letto tutto di un fiato in quanto molto spesso la rabbia ed il disgusto mi assalivano allora dovevo smettere per poi magari tornare indietro per rileggere dei tratti...Ma una volta arrivati in fondo,quando ogniuno di noi si fa una propria idea dei fatti,l'unica cosa ke può rimanere in mente e un grazie ad Fedrighini Enrico per avere provato a dare luce nel buio più profondo. Massimiliano

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    Gianmarco

    26/01/2007 14.20.36

    Complimenti a Fedrighini per aver realizzato un libro utile, interessante e molto puntuale. Consigliato a tutti coloro che vorrebbero fare un pò di luce sulla tragica sorte toccata alle 140 vittime del Moby Prince. Chissà che opere come questa servano ad abbattere il muro di vergognosa omertà che ormai da anni avvolge la più grande sciagura della storia della marina civile italiana.

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    Mamardieng

    09/01/2007 02.44.43

    Quando il 10 aprile '91 avvenne l'immane tragedia del Moby prince io ero poco più che un bambino. Ricordo però benissimo i TG e gli agghiaccianti reportage dei giornali, ricordo la vergognosa tesi propinataci, quella della negligenza dell'equipaggio del traghetto e ancor peggio quella della distrazione dovuta alla partita di calcio vista in plancia comando. Purtroppo ricordo anche di averci creduto. Il programma di Minoli prima e il libro di Fedrighini poi hanno cancellato quel poco che rimaneva in me di quelle tremende menzogne e per questo li ringrazio. Davanti a inchieste giornalistiche come questa, di questo spessore e di questa qualità non si può far altro che parlare di capolavoro. Fedrighini è riuscito a rendere scorrevolissimo e appassionante (perdonate il termine visto l'argomento) ciò che di per sè sarebbe pesante e angosciante ma soprattutto ha gettato luce, tanta luce, su quella solita maledetta ombra che avvolge ognuno dei tanti, troppi, misteri italiani. Centinaia di elementi, prove e testimonianze portano il lettore pagina dopo pagina ad entrare nei fatti e non solo a comprenderli, tanto che a tratti sembra di trovarsi di fronte ad un legal-thriller di alta classe, in altri punti ad un ricchissimo dossier tecnico, in altri ad un testo universitario (e forse sarebbe ora che nelle scuole certi libri girassero) e in altri ancora dentro la propria memoria quasi come se tutto ci fosse già noto. L'ho comprato per appagare la mia sete di giustizia e verità e la mia "passione" per i misteri del nostro paese e mai scelta fu più azzeccata, spero solo che chi di dovere, chi davvero può fare ancora qualcosa in merito lo legga e mettendosi una mano sulla coscienza proceda finalmente a fare luce sulla questione. Lo si deve alle 140 vittime innocenti, lo si deve all'equipaggio e all'eroico Capitano Chessa, lo si deve ai parenti di queste vittime e lo si deve all'Italia intera, perchè fatti come questi sono l'insulto più grave che possa esistere per una Nazione, per uno Stato sovrano e per l'umanità stessa.

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    Alessandro Tebini

    28/12/2006 00.59.14

    Rarissimo esempio di vera inchiesta giornalistica. Avvincente, dopo le prime pagine non si smette più di leggerlo per "diradare la nebbia" che avvolge questa incredibile storia. Fa luce su più di una oscura vicenda di questo Paese, e leggerlo è forse il modo migliore per onorare la memoria di 140 vittime innocenti. Complimenti all'autore!

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    teo

    24/07/2006 11.37.12

    Si legge tutto d'un fiato, forse per la volontà di vedere fino a che punto questo paese può essere marcio e indegno. Vergogna a chi ha causato l'incidente, vergogna a chi non ha soccorso i passeggeri, vergogna a giudici magistrati e compagnia bella, vergogna a stampa e tv che mai (tranne rare eccezioni, come Minoli) si sono occupati della vicenda. Da diffondere il più possibile. In un'intervista rilasciata qualche mese fa, il figlio del capitano Chessa ha promesso una importante novità nelle indagini durante l'estate: speriamo noi con lui.

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    Leone Calza

    21/07/2006 20.30.49

    Un libro eccellente quanto al rigore delle analisi e all'incalzare degli interrogativi. Sarebbe stato ancora più godibile con l'inclusione di fotografie e disegni (tipo sezioni della nave, mappe della rada, etc) che avrebbero illustrato meglio il caso a chi, come me, non sa niente di navi e navigazione dal punto di vista tecnico.

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    Claudio Gianola

    29/09/2005 23.55.52

    DA DIVULGARE! E' un libro che andrebbe fatto leggere a scuola! Dopo averlo letto, mi sono reso conto di quante cose non sapevo di questa tragedia che è stata veramente dimenticata da tutti... Provate a chiedere ad amici a parenti cosa si ricordano della tragedia del Moby Prince? Poi, dategli questo libro!

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    Vibo

    22/09/2005 23.21.34

    Che dire: un libro assolutamente da leggere, se si vuole scoprire qualcosa di più su uno dei più grandi sinistri marini della nostra nazione. Spero sinceramente che il caso venga riaperto per poter saziare quella vorace sete di giustizia che anima tutti i membri del comitato 140, e sinceramente anche il mio. CONSIGLIO VIVAMENTE QUESTO TESTO

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    piergiorgio capurro

    06/09/2005 23.23.54

    complimenti innanzi tutto all'autore, per aver abilmente espletato il non facile impegno di tradurre in un 'quasi-romanzo' una storia tragicamente vera come quella del moby prince, riuscendo, nel farlo, a trasmettere un'emozione degna di un vero thriller. ciò che il libro ti lascia dentro poi è un grande senso di sconforto, lo sconforto profondo nel comprendere ancora una volta di vivere in un paese, se pur civile, talvolta teatro di accadimenti che presto finiscono per essere omologati come 'misteri'. ma che mistero è questo ? fedrighini fornisce una innumerevole quantità di spunti, non solo di riflessione per tutti noi, ma soprattutto per coloro che, preposti alle indagini ed ai processi, nelle più diverse sedi, non sono riusciti ad evitare di sbattere nell'ormai tristemente famoso e sempre comodo muro di gomma. chi e perchè ? queste sono le domande che attendono una risposta; il come ce lo ha descritto l'autore con una gelida ipotesi finale che, alla luce degli inconfutabili dati forniti in più di 300 pagine, non sembra poi tanto un'ipotesi ... ed una risposta dev'essere pretesa, dal comitato 140, ma non solo ... io voglio una risposta, tutti coloro che hanno letto il libro vogliono una risposta, l'orgoglio di essere italiani vuole una risposta. signori, fedrighini ha indicato la direzione, ha fornito i mezzi per incamminarsi alla scoperta della verità, dei motivi, dei responsabili: rendiamo onore a questi martiri assurdi e cerchiamo di farlo anche per quelli di ustica, questa è una buona occasione. comprendo che queste parole cadranno nel silenzioso sottovuoto che imbavaglia ed immobilizza tutte quelle verità che non potranno mai venire a galla, per i famosi ... come si chiamano ? ah sì, ragioni di stato. ma io, che non ho avuto parenti od amici periti nel disastro della moby prince, mi sento quantomeno offeso nel sapere, ora in maniera molto più chiara di prima, che giustizia, anche questa volta, non sarà fatta.

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    franco

    31/08/2005 16.07.37

    Ottimo e ben argomentato questo libro sulla "Ustica del mare". Una tragedia che si è voluto a tutti i costi dimenticare e archiviare come "tragico incidente". Speriamo che si voglia riaprire questo caso anche grazie a questo libro. Bravo Fedrighini!

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    Ale

    12/07/2005 17.50.10

    STUPENDO. Davvero ben fatto. Un modo di narrare mozzafiato, sembra un legal thriller, uno dei migliori mai fatti. Poi pensi che è tutto vero e ti vengono i brividi. Bravissimo l'autore nel portare solo DATI OGGETTIVI. Leggetelo. da rimanere senza fiato. e senza parole sopratutto per il nostro bel paese.

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    Lorenzo

    16/06/2005 15.39.24

    SPLENDIDO. Una grande inchiesta giornalistica, accurata approfondita, non faziosa. molti dubbi e numerose e ben supportate ipotesi ricostruttive. Quanto alle conclusioni, beh...da non dormirci la notte. DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE.

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    ivano

    02/05/2005 09.49.51

    ESEMPLARE! Un dettagliato resoconto giornalistico che diventa un thriller mozzafiato perchè la storia purtroppo è vera! Si resta interdetti per come la giustizia italiana e la nostra democrazia siano enormemente lontani dalla VERITA!

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