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Francesco Piccolo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: 134 p. , Brossura
  • EAN: 9788806205515
Francesco Piccolo, nato a Caserta nel 1964, è l'unico caso nel panorama della narrativa d'oggi di scrittore-antropologo: la sua è una poetica incentrata sempre sull'indagine dell'antropologia dei suoi simili e contemporanei e, proprio per questa ragione, la ricerca riguarda se stessi in una inevitabile compromissione col proprio tempo. Non si tratta di auto-fiction o di diarismo, ma sin dai primi racconti, Allegro occidentale (Feltrinelli, 2003), Piccolo propone una forma originale di etnologia critica nella quale lo scrittore per primo è coinvolto, il racconto del carattere e dei costumi, spesso imbarazzanti, del proprio popolo nel quale alla fine ci si riconosce con coraggio. È così che si può affermare che il miglior "Contromano" in questi anni, la collana dei reportage e dei viaggi della Laterza nella quale si cimentano tutti gli scrittori italiani, sia L'Italia spensiera di Piccolo (2007), l'attraversamento dei non-luoghi del consumo e dell'intrattenimento di questa Italia attuale – l'autogrill nei giorni dell'esodo, il parco di divertimento per bambini, lo studio televisivo e la visione del cinepanettone natalizio – nei quali riconoscere come propria la conformistica spensieratezza. Così come l'unico romanzo pubblicato, La separazione del maschio (Einaudi, 2008), poteva essere letto come una auto-analisi del rapporto, allo stesso tempo arcaico e post-moderno, che il maschio italiano ha con il sesso e quindi il potere. Una ricerca operata criticamente sulla propria nevrosi per raccontare un uomo della classe media di una metropoli, realizzato socialmente con un lavoro molto simile a quello dell'autore che è sceneggiatore, e sentimentalmente con una famiglia, ma affetto da una poligamia seriale che lo costringe ad avere una decina di amanti. Anche quest'ultimo e breve libro, Momenti di trascurabile felicità,rappresenta un altro tassello di questa indagine, spiazzando l'aspettativa dei lettori: si tratta diuna raccolta di momenti di sadismo innocuo, inframezzati da brevi racconti, alcune avventure sentimentali, piccole gioie scontate (per esempio "l'acqua quando hai sete, il letto quando hai sonno") e ossessioni personali come "le grandi librerie" oppure "il ritorno dalle vacanze il giorno prima" o ancora "sfogliare le riviste senza trovare alcun che di interessante da leggerci". Una lista che vede una spiccata predilezione per i mezzi di comunicazione e trasporto (sms, treni e attese, telefoni, automobili e motorini) sempre più totalizzanti nel nostro presente e anche per quelli di intrattenimento e distrazione (tv, teatro, cinema e romanzi), senza dimenticare le sigarette fumate di sveviana memoria o quello che succede in una strada in un giorno qualunque, come insegnava Georges Perec. "Un perfido e irresistibile catalogo dell'allegria di vivere" che mette in fila tutti i tabù che non si possono pronunciare e che provocano piacere dai più semplici nel quotidiano, come i rumori e i gesti automatici, a quelli più intellettuali come l'idiosincrasia per Jack Kerouac e Joseph Conrad opposta alla simpatia per Meryl Streep e la televisione. Da un certo punto di vista il catalogo dei trascurabili momenti di felicità quotidiana è come se desse la stura alla cattiveria piccolo borghese, ammiccando al lettore continuamente e proponendo un sotto-testo del coraggioso politicamente scorretto, tipo del qualcuno-lo-doveva-dire, ma anche ricordandoci che siamo tutti coinvolti in questa mediocrità collettiva. Sono questi, infatti, due elementi unificanti: la cattiveria gratuita, che dà l'idea illusoria di trasgressione, e l'esaltazione del quotidiano comune, nel quale gli altri, abitanti delle frivole e provinciali metropoli italiane, si possono ritrovare accrescendo la lista. Inoltre Momenti di trascurabile felicità può essere anche letto come aggiornamento della mutazione antropologica dei nostri comportamenti svelando particolari e impensabili ibridazioni culturali: ad esempio alcuni comportamenti derivano dal più avanzato capitalismo, mentre altri sono opposti e resistenti ai cambiamenti della modernità. Facendoci riconoscere in questi "momenti", Piccolo ci ricorda a che livello di conformismo civile e culturale siamo arrivati, non pretendendo per questo di essere assolto o di guarirsi e guarirci dai sintomi della banalità del contemporaneo: come un etnologo che sta studiando l'antropologia di una tribù, Piccolo è come se avesse appuntato in questo libro i dati "trascurabili" di questo popolo italiano contemporaneo che messi in fila ci dicono molto di più e molto più in profondità di quanto si creda. Ancora una volta l'aspetto più originale risiede nel fatto che Piccolo è un antropologo di se stesso, appartiene a questa nostra tribù, non si esime dallo studiarsi, e quindi diventa lui stesso oggetto di studio rinnovando una necessaria e sempre più urgente autoanalisi civile in nome del "tutti coinvolti". Nicola Villa

Recensioni dei clienti

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    Vale

    11/01/2015 15.50.42

    Un libro cosi' brutto che dopo anni lo ricordo ancora, anche per i soldi buttati via.

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    strummercave

    16/10/2014 18.16.28

    Per me ogni momento di felicità non è mai trascurabile e mi è sufficiente pensare a quella che provo ogni volta che ho tra le mani un bel libro. E anche stavolta, nonostante la mediocrità del prodotto, ho avuto i miei momenti di felicità: perchè non ho sprecato soldi per comprare il libro, che ho saggiamente preso in prestito; perchè è breve (piccolo) come l'autore, pieno di pagine bianche ed enormi interlinee a separare i paragrafi, e quindi si finisce di leggerlo in fretta; perchè - mi rendo conto - tante volte mi comporto da stronzo, lo so, ma c'è chi mi frega. Voto: 1, perchè meno non si può.

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    laguby

    01/09/2014 09.28.11

    "Naturalmente" smentisco il titolo, perché non è affatto trascurabile la felicità che questi piccoli/grandi momenti possono regalarci. In poco più di 130 pagine, F. Piccolo ci mostra, ammiccante e sornione, ironico e perfido le infinite situazioni nelle quali può annidarsi la felicità: la soddisfazione di indovinare la risposta giusta di un quiz alla tivù, la gioia di sentirsi cercato - la sera tardi - da chi ci vuol bene, la semplicità di accettare il tempo che fa ("Se c'è il sole son contento, se piove, piove"), la tenerezza di osservare coppie che stanno insieme da tanto giocare a carte in silenzio? ma anche il perdersi in ragionamenti inutili e il feroce piacere , in autobus, di anticipare tutti per precipitarsi sul sedile vuoto? Veramente esilarante la storia della bottiglia di vino portata in giro a varie feste e finalemnte riconosciuta dal primo proprietario. In questo libretto l'autore (da poco proclamato vincitore del premio Strega) ci fa davvero divertire, ma anche ci aiuta a smascherare con leggerezza tanti piccoli vizi di un popolo - il nostro - che non si prende mai troppo sul serio.

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    Marino

    19/12/2013 15.29.12

    Direi abbastanza banale. Un insieme di idee, pensieri e riflessioni, in modo abbastanza irrazionale e senza un filo logico. Alcuni carini e perspicaci altri da far cadere le braccia. Sconsigliato!

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    milhous

    12/10/2013 11.09.02

    Bravo Piccolo. Ci sono delle perle dentro questo volumetto. Fa sorridere, fa ridere, commuove, fa riflettere.

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    Anna

    08/06/2012 10.43.15

    Vi è mai capitato di trovarvi tra le mani uno di quei libri che quando hai finito di leggere ti sembra di aver sprecato solo del tempo? Bene, questo è uno di quelli.

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    AB

    24/06/2011 15.10.16

    Io l'ho trovato scanzonato e senza grandi pretese. Tutto sommato una lettura piacevole e disimpegnata.

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    moreno

    20/06/2011 16.46.57

    Carino .. concordo in tanti dei momenti narrati. Da leggere inuna pausa da un libro ad un altro..

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    Elena

    09/06/2011 14.59.24

    Leggero e profondo allo stesso tempo. Alcuni passaggi sono decisamente strepitosi, come quello sulla ragazza che abita in periferia o quello sulle file. Ho riconosciuto molti momenti di felicità trascurabile, sono stati spesso anche miei.

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    Costanza

    04/06/2011 07.54.11

    Carino, divertente, leggero. Un libro da spiaggia, che farà sorridere e lascerà un filo di buonumore. Io penso che lo scopo di Piccolo fosse questo....

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    stefania carnevali

    20/04/2011 16.07.51

    L'ho notato sulla scrivania del negozio di una mia amica che me lo ha prestato, non mi aspettavo un saggio sicuramente ma un libretto simpatico e scorrevole da leggere in poco tempo nei ritagli di pausa al lavoro, e non mi ha deluso affatto, carino.

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    flox

    13/04/2011 15.22.01

    un libretto insulso e inutile!

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    A.M.

    10/04/2011 19.21.49

    Raccolta di sterili aneddoti e momenti estemporanei di vita vissuta. Scorrevole, ma nulla più. Trascurabile!

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    ant

    04/04/2011 09.48.39

    Un concentrato di episodi quotidiani comuni a tutti e che inducono a pensare: "Ma guarda questo cosa va a sottolineare!" Il succo e il cuore del breve testo che voglio recensire. Veramente mi ha strabiliato Piccolo per l'attenzione e la maniacalità di sottolineare episodi di vita quotidiana e i momenti di piccole grandi gioie intrinseche dovute a ciò. Io adesso non vorrei incorrere in "violazione del copyright", ma sono talmente tante le cose da estrapolare e mi limiterò a qualcuna, cercando di dare il senso dell'arguzia e dell'acutezza di questo scrittore. Iniziamo con la digressione sui pigiami "...il giorno che ho deciso di non indossare più il pigiama. Se hanno la forma della maglia, sono troppo accollati e ti soffocano. Se hanno la forma della giacca, peggio ancora, non hanno nessuna aderenza e rimangono rigidi quando ti giri nel letto! E poi, perché hanno il taschino sul petto? Chi è che ha mai usato il taschino del pigiama? Nessun responsabile o azionista delle case produttrici di pigiami ha detto una volta in consiglio di amm.ne: ma che li facciamo a fare questi taschini?...". Le intelligenze per le piccole cose(è raro trovare in giro gente così, ma quando s'incrociano fa piacere) "...come il guidatore dell'auto alle tue spalle quando capisce subito che devi parcheggiare e fare retromarcia. E lui si ferma a qualche metro di distanza senza avanzare" e via andare così. Vi consiglio di non perdervi l'elucubrazione mentale sul martello frangivetri all'interno delle carrozze ferroviarie(praticamente se sto martello è custodito in una teca di vetro, perché usare un altro martello per spaccare prima la teca e poi il vetro del treno? Non sarebbe meglio andare direttamente al sodo?..) Voglio concludere con una cosina poetica che mi ha colpito tra i tanti momenti di trascurabile felicità "Le coppie che stanno insieme da tanto tempo e che giocano a carte in silenzio, la sera" Bravo Piccolo libro scorrevole

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    laura

    28/03/2011 11.24.47

    chi si aspetta un libro di alta letteratura si sbaglia di grosso.... Un libro scorrevole, divertentissimo, da rileggere e far leggere agli amici

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    Silvia

    08/03/2011 13.12.05

    Credevo fosse un libro che entrasse nelle mie corde, in cui riconoscessi alcuni dei miei momenti che considero di trascurata felicità dai più. Invece non ha un filo, è un libricino senza'anima e a tratti potrebbe essere intitolato "Momenti di trascurabile banalità"!

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    paola

    07/03/2011 19.25.26

    Pur essendo una via di mezzo tra autobiografia e saggistica, l'ho apprezzato molto, mi ha dato una linfa di ottimismo. consigliabile

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    Mauro

    06/03/2011 20.10.35

    non è certo un capolavoro, va apprezzato per quello che, credo, l'autore volesse fare;un'insieme di considerazioni,osservazioni e aneddoti ,a volte simpatici, a volte ironici,ma estremamente personali nei quali se vuole il lettore ci si può riconoscere.

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    emanuela

    17/02/2011 17.13.49

    Non è narrativa, non è saggistica, è una cosa così: al centro un io debordante, ombelico del mondo, qualche riflessione piacevole e basta.

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    Rox

    05/02/2011 16.58.15

    Libretto scaltro e con poca sostanza. Trascurabile davvero, come nel titolo.

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