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Francesco Piccolo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 140 p. , Brossura
  • EAN: 9788806225421

Recensioni dei clienti

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    RICCARDO

    28/03/2016 23.54.43

    Dopo aver letto "Momenti di trascurabile felicita'", ho letto questo libro che ha lo stesso stile di racconti e brevi frasi. Si sorride spesso e a volte ci si immedesima nelle situazioni, ma non sempre. Alcuni racconti sembrano un po' "montati" tipo sceneggiatura per far sorridere, allora restano meno simpatici. Nell'insieme un libro piacevole come l'altro, per riflettere sulla vita quotidiana. ("Ognuno di noi e' fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle e brutte; e ho imparato che - come i bastoncini dello shangai - se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di piu'.")

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    archipic

    23/01/2016 13.19.38

    Piacevole lettura; non annoia, in qualche caso fa sorridere e, dopo tutto, sono descritte cose in qualche modo possono essere capitate anche a noi. Di certo non un libro di "spessore" ma godibile e leggero.

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    francesco

    02/07/2015 13.28.27

    Piu'che momenti di trascurabile infelicita, io lo avrei chiamato momenti di palpabile nevrosi. Mi sembra piu'scritto per doveri contrattuali o per cavalcare l'onda del premio strega. Da' qualche leggero spunto, ma tutto il resto e'nevrosi pura. Io non so se Francesco Piccolo sia veramente la persona che si descrive nei vari episodi, perche'se e'cosi, mi sembra una persona estremamente insofferente, con un livello di stress che rasenta il tramutarsi in furia omicida.

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    Mauro

    28/06/2015 18.16.45

    Adoro Francesco Piccolo e mi fa rabbia chi dice che non ha meritato lo Strega. Questo libro è un'ulteriore conferma del suo talento. Devo dire che quando ho letto la storia dello sconosciuto che ti costringe ad affrettare il passo perchè ti regge il portone ho capito quanto può essere profonda la sensibilità di chi a volte non si sente perfettamente sintonizzato col mondo. A me accade spesso di non essere in sintonia con gli altri, specie nei rapporti fatti di convenzione, ma grazie a Piccolo ci ho riso di gusto, e trovo tutte queste infelicità meravigliose, mi fanno sentire "vivo". Insieme a "momenti di trascurabile felicità", è il classico libro da leggere e regalare!

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    Chiara Sav

    22/06/2015 09.43.40

    Piacevole, comico, triste, dinamico, profondo, interessante, ... da leggere e su cui riflettere!!

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    silvia

    19/06/2015 21.19.41

    Sono d'accordo con il parere di francesco v, che ha scritto 2 recensioni più in basso, prima della mia mia: "Io invece mi siedo e me lo godo, a volte mi annoio a volte no, a volte rido a volte no. E ora me lo rileggo anche". Francesco Piccolo è maestro nell'arte sottile di sdrammatizzare e di godersi la vita nonostante tutto. Ho comprato il libro all'aeroporto, e l'ho usato come radiatore di energia quando ne avevo bisogno, durante il volo e la sera tardi in albergo per spegnere gli echi della giornata che si rincorrevano in testa, dopo aver sperato nel potere rigenerante di una doccia che era invece una trappola infernale. È una raccolta di racconti scritti bene, si è vero c'è qualche nota stonata, ma è bello trovarci quello che c'è, non quello che manca.

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    Alessandro

    26/04/2015 17.18.41

    Istantanee e atti di vita quotidiani in una prospettiva malinconica e amara.

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    Talisie

    23/04/2015 00.26.23

    Dopo un inizio un po' fiacco che già spostava in basso l'ago del gradimento, il libro risale con un vivace rincorsa che nelle sue tappe strappa più di un sorriso. Il confronto col precedente è d'obbligo e se ne esce con un bell'ex aequo. Un solo dubbio: i tanti esempi di piccola infelicità a volte paiono intercambiabili con quelli della modera felicità, chiaro segno che i modesti episodi della vita quotidiana vanno spesso letti con l'umore della giornata.

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    francesco v

    21/04/2015 11.52.47

    Il regno della crescita domina, e si porta dietro la ricerca ossessiva dell'incremento dei profitti, delle vendite, dei bonus, delle quote di mercato, sempre meglio dell'anno scorso, sempre di più di più. E il libro di Piccolo deve essere più bello del primo, deve far ridere di più, pensare di più, intrattenere di più. Io invece mi siedo e me lo godo , a volte mi annoio a volte no, a volte rido a volte no. E ora me lo rileggo anche

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    giorgio g

    20/04/2015 09.37.43

    Avevo chiuso la recensione del precedente libro dell'autore con la frase "mi auguro che il seguito sia migliore". Ebbene sì ma di poco. Vorrei dare un esempio di alcuni brani: "La ragazza che davanti a un cancello si è fermata, mi ha aspettato, mi ha detto: prego. E mi ha fatto passare .Se devo pensare a un momento in cui la mia vita è precipitata, mi sembra quello". "Quando mi viene un'idea che mi sembra buonissima, talmente buona che mi fido, non me la posso dimenticare. Poi dopo un po', svanisce, non me la ricordo più. L'unica cosa che mi ricordo è che era una buona idea, ma non so più nemmeno a proposito di cosa". "Alcuni operatori di call center mi chiamano per farmi un'offerta commerciale, ma non sono abbastanza insistenti. Dico che sto lavorando, loro si scoraggiano subito e riagganciano. Li vorrei più combattivi, vorrei che insistessero, che cercassero di convincermi della bontà dell'offerta, che fossero davvero molesti come devono essere. Ovviamente, direi comunque di no, alla fine". "Del resto, non si può più dire che non parti per le vacanze, perché c'è subito una cospicua quantità di persone che ti vogliono lasciare le chiavi di casa per farti innaffiare le loro piante". "Quando dicono che è vero che costa molto, però dura un sacco di tempo"."Quando ti fanno i complimenti per il libro e ti dicono che è molto meglio di quello precedente, e non ti spiegano perché è bello questo ma perché era brutto quello precedente". Insomma, una lettura consigliabile in un pomeriggio di pioggia.

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    eros55

    16/04/2015 17.47.57

    Non capisco il senso di un libro così, cosa voglia trasmettere l'autore, evidentemente sono di una generazione passata."Un vissuto quotidiano" che non ha lo sprint necessario per strappare un sorriso, con spunti completamente avulsi tra loro. Forse si è capito non mi è piaciuto.

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    mary

    11/04/2015 22.12.44

    L'autore è, secondo me, uno dei migliori sceneggiatori che abbiamo in Italia ( ne Il Capitale Umano ha saputo raccontare la crisi in maniera magistrale!). In questo libro si sorride e si ride del "quotidiano condiviso" (cit.), ed è esilarante anche se a tratti di un sorriso amaro. Sicuramente in tono minore rispetto al precedente dedicato alla felicità, ma il linguaggio utilizzato fa perdonare quello di non essere il "primo figlio" o meglio l'essere arrivato dopo il "primo figlio".....l'autore tra l'altro l'ha messo in conto ironizzando in primis sù sè stesso. Piacevole, ma non lo terrò sempre in borsa come .....il precedente (ahimè!).

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    Marylena

    25/03/2015 12.39.24

    Buona l'idea, ma a tratti un po' forzato. Però ci sono degli intelligenti spunti di riflessione.

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