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Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli

Stefano Rodotà

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Editore: la Repubblica
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 6,52 MB
Pagine della versione a stampa: 136 p.
  • EAN: 9788888241203
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Gaia la libraia

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Internet, il più grande spazio pubblico che l'umanità abbia conosciuto, non ha sovrano. Diventa sempre più urgente una risposta alle domande: il mondo del web può avere regole sebbene mobile, sconfinato e in continuo mutamento? Deve trovare una sua traduzione istituzionale, una sua 'costituzione'? Sono interrogativi che accompagnano da sempre le discussioni sul futuro di Internet, che avevano considerato ogni ipotesi di arrivare a regole come una inaccettabile minaccia alla sua natura libertaria. D'altra parte, la sua sempre maggiore rilevanza sociale e politica - basti pensare al nuovo rapporto tra democrazia e diritti creato dalle reti sociali - ha reso più aggressiva la pretesa degli Stati di far valere le proprie antiche prerogative. Finora ci si era convinti che la libertà in sé della rete avrebbe consentito di riparare ogni smagliatura. Ma proprio i molti attentati alla libertà in rete, la prepotenza di troppi interessi hanno via via mostrato che così non era. Una su tutte: le violazioni o semplici interferenze della sfera privata, continuamente monitorata, implacabilmente registrata. Divenuti entità disincarnate, si rende urgente una tutela del nostro 'corpo elettronico', compreso il diritto all'oblio e alla cancellazione dei dati personali.
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    Gabriele10

    18/01/2019 13:47:16

    All'inizio del libro, prima del prologo, viene precisato che il testo riprende il capitolo XIV del libro "Il diritto di avere diritti". Peccato che non riprende l'argomento per affrontarlo in maniera più approfondita, ma risulta semplicemente un copia&incolla di quel capitolo. Ovvio che, per chi, come me, ha già letto "Il diritto di avere diritti", questo testo risulta assolutamente inutile.

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    n.d.

    18/01/2019 12:54:19

    Prima del prologo, viene fatto presente che il libro in realtà riprende il capitolo XIV del testo Il diritto di avere diritti dello stesso autore. Sembra quasi che, nel riprendere quel capitolo, si faccia una analisi più approfondita del tema trattato. Risulta, in realtà, un suo perfetto copia&incolla.\nPer chi ha acquistato il libro di Rodotà Il diritto di avere diritti, questo libro risulta assolutamente inutile.\n\netti, avendo ordinato entrambi i testi, e avendo letto per prima quest'ultimo, in sostanza, questo libro è risultato per me inutile. Comunque, invece di riportare parola per parola il capitolo XIV, si poteva recuperare il tema sviluppandolo ancor di più

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    Sergio

    26/06/2017 14:36:22

    Peccato parlare oggi di questo saggio, quando il suo autore è appena scomparso. Ma lo faccio per ricordarlo e per ricordare quanto sia stato importante il suo lavoro proprio sulla rete. La questione della privacy porta con sé un mondo con tantissimi chiaroscuri, con zone d'ombra, con pericolose egemonie di portata sociale e politica. Rodotà ne aveva colto gli aspetti più importanti e ci lascia in eredità un monito: vigliamo sempre sulla nostra libertà.

  • Stefano Rodotà Cover

    Stefano Rodotà (Cosenza, 1933 - Roma 2017) è stato un giurista, politico e accademico italiano.È stato un esponenete del partito radicale, quindi è stato eletto al parlamento come indipendente, sostenuto dal PCI.Fu presidente di Sinistra Indipendente, aderì poi al Partito Democratico della Sinistra. È stato membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa e ha partecipato alla scrittura della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.Si batte per il diritto alla privacy nell'era di internet.Ha scritto numerosi saggi, tradotti poi in molte lingue.  Approfondisci
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