Un mondo perduto e ritrovato

Aleksandr Lurija

Traduttore: M. A. Curletto
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 17 settembre 2015
Pagine: 233 p., Brossura
  • EAN: 9788845930096
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Descrizione

«È come se la mia testa fosse chiusa da un pesante lucchetto: scopro con fatica una parola, poi ne cerco un'altra per minuti interminabili, a volte per ore. E mentre cerco nella memoria la seconda parola per esprimere il mio pensiero, dimentico velocemente la prima parola e spesso anche il pensiero che avevo in testa sparisce chissà dove...»

1943. Fronte russo occidentale, regione di Smolensk: Lev A. Zaseckij, giovane tenente dell'Armata Rossa, viene ferito da un proiettile tedesco che gli penetra in profondità nel cervello cancellando la percezione di una parte del corpo e pregiudicando sia la comprensione del linguaggio che la memoria. Sottoposto a un intenso processo di riabilitazione, Zaseckij recupera frammenti delle funzioni cerebrali perdute e torna, dolorosamente, a vivere: riaffiorano nomi di persone e oggetti, impara di nuovo a contare, riconosce la via di casa... Giorno dopo giorno, dapprima con fatica poi con crescente sicurezza, annota i progressi in un diario a partire dal quale il grande neuropsicologo russo Aleksandr Lurija, che lo ebbe in cura per molti anni e con lui stabilì una relazione strettissima e partecipe, ricostruisce il profilo clinico e la personalità di un uomo sensibile e indomabile, realizzando, come ha scritto Oliver Sacks, "quella fusione di pittura e anatomia sognata da Hume". Libro "romantico" - cioè incarnazione di una scienza nemica di ogni riduzione della realtà a schemi astratti -, "Un mondo perduto e ritrovato" è anche un libro unico, frutto della felice combinazione (sono ancora parole di Sacks) di "una descrizione rigorosa, analitica" e di "una comprensione e immedesimazione profondamente personale con gli oggetti", di lucidità scientifica e tensione drammatica. Postfazione di Luciano Mecacci.

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    luciano

    29/11/2015 19:30:09

    Una scheggia, durante un'azione di guerra contro i nazisti nel 1943, penetra nel cervello del soldato Zasetskij e lì resta conficcata. La diagnosi è terribile, la memoria di Zasetskij è "una memoria perduta, con il passare degli anni niente cambierà". Inoltre, dopo la disgrazia, la sua visione del mondo si frantuma, non sa più leggere e fare di conto, non riesce a collegare le parole, ha difficoltà a orientarsi nello spazio...Lurija lo cura e Zasetskij, nell'arco di ventisei anni, scrive un diario di tremila pagine e il libro è il frutto di questo lavoro titanico. Scrive nel diario: " soffro sempre e dappertutto, ogni ora, ogni minuto...". In lui, però, non muore mai la speranza, " la speranza inesauribile di tornare alla vita, di essere utile agli altri". Il libro è un atto di accusa contro la guerra; scrive Lurija: " A cosa serve la guerra, perché esistono la violenza, la schiavitù, l'oppressione, gli omicidi, la pena di morte, le torture, la miseria, la fame, il freddo, il lavoro in condizioni insopportabili, la disoccupazione nei paesi capitalistici?"

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