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La montagna dell'anima

Xingjian Gao

Traduttore: M. Fratamico
Collana: I grandi romanzi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XIV-640 p., Brossura
  • EAN: 9788817025027
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Recensioni dei clienti

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    Roberto Agostini

    30/01/2016 10.33.30

    Non recensisco (dio, che parolona per dir due cose, lo sa chi ha fatto veramente il recensore come il sottoscritto su quotidiani nazionali)il romanzo ma quelli che lo recensiscono qui: un libro corposo? Ma allora andate altrove, se volete tutti quei libretti che sono in vendita oggi. E poi, un Premio Nobel, di cui a fatica, se non impossibile, si trovano i suoi romanzi e saggi nelle librerie di Milano (Milano non Castelvetrano con tutto il rispetto per Castelvetrano!). Questa è una noterella fastidiosa, ma cosa possiamo farci?

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    Traveller

    03/09/2012 16.21.12

    Bruttissima copia di un romanzo di M. Butor già di per sé non proprio entusiasmante. Rispetto al testo di Butor, però, qui manca un qualsiasi filo conduttore: un libro fatto di pezzetti e pezzettini senza senso per chi legge e probabilmente anche per chi scrive. L'autore sembra proprio il povero esiliato cinese adottato dagli europei come caso umano e osannato soltanto per questo se si presenta con uno scimmiottamento di "letteratura" europea che non è più cinese e non è neanche europeo, uno scritto che non appartiene a nessun sistema culturale...semplicemente illeggibile, una pena.

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    AB

    01/11/2010 17.55.12

    Premettendo che si tratta di una lettura corposa e molto impegnativa, anche dal punto di vista della partecipazione intellettuale richiesta al lettore, questo libro - chiamarlo romanzo non è possibile - può essere definito un capolavoro. Se proprio si vuol trovare una pecca, l'edizione italiana manca di un apparato di note che renda capaci di apprezzare tutti i richiami storico-geografici dell'autore e i talvolta difficili passaggi tra capitoli. Ad ogni modo, da leggere.

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    Vincenzo

    22/01/2009 20.21.26

    La definizione di romanzo è decisamente forzata per questo splendido libro, nel quale risultano del tutto assenti elementi basilari come vicenda e personaggi. Eppure questo inclassificabile scritto, di oltre 600 pagine, trasuda di un indubbio fascino che ci aggancia, trascinandoci in un vortice di immagini, pensieri, suoni, storie e sensazioni che non allentano la loro presa fino all’ultima pagina. Il libro si apre con una narrazione soggettiva a capitoli alternati di due personaggi definiti esclusivamente dai pronomi tu ed io; il primo è un viaggiatore, il secondo uno scrittore perseguitato dal regime. Ma già in questa prima parte, che pure sembra seguire uno schema, si assiste a qualche sconfinamento; i personaggi paiono, a volte, fondersi, accomunati da un viaggio che, più che teso al raggiungimento di una luogo definito sembra trovare, nel suo stesso svolgersi, il fine ultimo. Nel corso del viaggio confluiscono storie e personaggi che non conoscono confine tra realtà e fantasia, vicende senza inizio o conclusione, paesaggi fuori dal tempo che ci avvolgono in un mondo irreale ed allo stesso tempo assolutamente concreto. Ma pian piano lo schema iniziale si scompone, i personaggi perdono del tutto la loro definizione amalgamandosi tra loro e con coloro che popolano i paesi attraversati . Sembra quasi di trovarsi ad ammirare un paesaggio rischiarato soltanto da fugaci e intermittenti lampi di luce così che non sempre si riesce a cogliere i particolari e si resta con la strana impressione di qualcosa di familiare, conosciuto, eppure ammantato del misterioso fascino dell’indefinito. Nell’ultima parte del libro, poi, viene a cadere ogni filo cconduttore. L’autore interagisce con noi, ora filosofeggiando a ruota libera, ora mostrandoci minuziosamente un immagine; il libro si fa pittura, commento politico, musica, poesia in un crescendo sempre più coinvolgente. Si chiude il libro convinti di aver compiuto, con l’autore, un viaggio difficile da dimenticare, e, soprattutto, di aver letto un capolavoro.

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