Morte a Firenze. Un'indagine del commissario Bordelli

Marco Vichi

Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 marzo 2012
Pagine: 362 p.
  • EAN: 9788850229178
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Descrizione
Firenze, ottobre 1966. Non fa che piovere. Un bambino scompare nel nulla e per lui si teme il peggio, forse un delitto atroce. Il commissario Bordelli indaga disperatamente, e durante le indagini arriva l'alluvione... La notte del 4 novembre l'Arno cresce, si ingrossa, va a lambire gli archi di Ponte Vecchio, supera gli argini e la città è travolta dalla furia delle acque. Le vie diventano torrenti impetuosi, la corrente trascina automobili, sfonda portoni e saracinesche, riversando nelle strade cadaveri di animali, alberi, mobili e detriti di ogni genere. Mentre la città è alle prese con quella inaspettata e inimmaginabile tragedia, il delitto sembra destinato a rimanere impunito, ma la tenacia di Bordelli non vien meno... Con un'intervista all'autore di Teresa Ciabatti e un saggio di Luca Scarlini.

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Recensioni dei clienti

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    Attilio Alessandro Bollini

    07/05/2018 06:32:36

    Che meravigliosa scoperta! Uno scrittore intelligente, colto, grande affabulatore. Ho letto questo bellissimo libro con grande piacere e mi ha riportato alle atmosfere dell'alluvione di Firenze che io ho vissuto in prima persona. Consigliatissimo

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    Letizia

    20/04/2018 15:10:04

    Un giallo che non è un giallo. Prevalgono la storia personale e l'umanità del commissario Bordelli. C'è molto della Firenze del '66, pure troppi dettagli, cita i nomi delle strade... e poi molta nostalgia per un passato dove tutto andava peggio ma andava meglio. La risoluzione del caso del bambino violentato e ucciso, avviene un po' troppo per caso...

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    Giacomo Bellini

    24/11/2015 17:09:51

    Romanzo molto valido. Vichi sta affinando il suo stile, senza perdere la freschezza dei primi romanzi. Restano le piacevolissime digressioni, con la storia che si perde in sottoracconti mai noiosi. Per chi è rimasto deluso dal finale, consiglio di leggere il seguito, questo è solo il primo capitolo della storia. Piacevole aver ritrovato il capitano Arcieri di Leonardo Gori.

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    LUCA

    07/10/2015 14:09:05

    è il terzo libro che leggo di marco vichi e devo dire che questo è senz'altro il migliore. la descrizione dell'alluvione è perfetta, ti pare di essere lì dentro. la storia del bambino rapito è particolarmente significativa.

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    Mariflo

    16/06/2015 16:26:12

    Ho gradito veramente tanto la lettura di questo capitolo del Commissario Bordelli, tanto che mi sono già procurata il seguito e non vedo l'ora di iniziarlo. La storia del fatto criminoso, la penosa storia di una bambino che sparisce nel nulla, si svolge sullo sfondo di una Firenze ferita e devastata dall'alluvione del '66, al cui racconto lo scrittore dedica molte righe. Per il resto, la profonda umanità di questo'uomo, con i suoi pesanti ricordi della guerra, i suoi scrupoli, la sua solitudine, la malinconia per l'età che avanza. Assolutamente consigliato.

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    P.G.

    09/03/2015 16:38:57

    Se lo stesso Vichi afferma, senza mezzi termini, di odiare i gialli, non gli si fa nessun torto a giudicare questo suo "Morte a Firenze" come un romanzo che è tutto meno che una storia "investigativa". Certo, il commissario c'è, ma provateci voi a considerare Franco Bordelli una sorta di "deus ex machina" che interviene nell'intreccio per ristabilire l'ordine violato, risolvendo il caso, catturando il colpevole e consegnandolo alla giustizia. No, "Morte a Firenze" è un romanzo storico-sociale e Bordelli è uno dei pochi uomini pensanti rimasti su carta e purtroppo anche in carne ed ossa. Custodiamolo, anzi coccoliamolo, come fa la sua adorata Rosa.

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    Sembo.Ery

    20/09/2014 10:13:11

    Ho letto tutti i libri che parlano di lui ed ormai il Commissario Bordelli è un amico per il quale, quando interrompo la lettura, provo nostalgia. Mi piace molto il modo di scrivere dell'autore che riesce ad essere avvincente e coinvolgente anche senza una trama mozzafiato. E' una sensazione strana quella che provo durante la lettura, è come se tutto ciò che viene raccontato si svolgesse in quel momento intorno a me. Ho iniziato la lettura dei tomi in ordine cronologico di pubblicazione e credo sia stato importante non solo perché i personaggi intorno al protagonista ricorrono e ritornano ma anche e soprattutto perché ogni libro "è migliore" del precedente. "Morte a Firenze", insieme a "la forza del Destino" sono a mio giudizio i migliori perché i personaggi hanno ormai più spessore, la trama è più avvincente ed il finale non solo non è HAPPY ma non è per nulla scontato.

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    Ellison

    11/07/2014 19:48:46

    Promette e parte molto bene , però nel racconto si perde troppo a parlare di cose estranee al caso , e il finale mi ha delusa

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    DADADA

    26/09/2013 23:35:37

    Simpatico, godibile.Consigliato. I cattivi sono cattivi perchè quel che sono li rende cattivi. Poco da fare. Forza Vichi.

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    roaclub

    02/07/2013 23:45:52

    un bel libro ke ti tiene incollato con la curiosità di come andrà a finire quest indagine,mi aspettavo un altro finale,ma i libri sono interessanti appunto xkè nulla è come ti aspetti,xò forse ci ha lasciato lì in sospeso aspettando la continuazione?mah!staremo a vedere

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    farfallina

    05/10/2012 23:39:08

    Vichi ha una scrittura semplice pur descrivendo generalmente cose non propriamente leggere e frivole: mi è piaciuta la descrizione dell'alluvione di firenze e degli anni 60 ma anche la storia dell'assassinio e dell'indagine poliziesca, anche se a mio parere non ha grandissimi colpi di scena: ho trovato solo inverosimile la relazione del commissario vecchio panzuto gran bevitore e gran mangiatore con la bellissima venticinquenne; la fine secondo me ha varie interpretazioni. Da leggere, comunque

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    Antoine

    31/08/2012 22:17:52

    Devo dare un buon voto, il libro si legge bene: Crudo forse, ma i cattivi sono cattivi e vanno smascherati. OK Vichi.

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    Nicola81

    29/11/2011 16:46:23

    Di Vichi avevo già letto alcuni anni fa due romanzi che non mi avevano particolarmente entusiasmato, mentre questo mi è piaciuto abbastanza. Saranno cambiati i miei gusti, oppure questo libro è davvero migliore degli altri? Certo, nemmeno qui l'indagine riserva chissà quali colpi di scena, però la storia si lascia leggere con un certo interesse, grazie anche alle splendide e intense pagine dedicate all'alluvione, e culmina in un finale che ti colpisce come un pugno allo stomaco. Ma come è possibile che una ragazza giovane e bella come Eleonora si innamori del commissario Bordelli che, oltre a poter essere tranquillamente suo padre, mangia come un porco e fuma come un turco? Va bene che l'amore è cieco, ma a tutto c'è un limite...

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    Nathan

    29/08/2011 11:41:57

    E' il primo libro che leggo di Marco Vichi. Lo conoscevo per corsi di scrittura che teneva all'università di Firenze ed era molto apprezzato dagli studenti. Non ho letto i primi del commissario Bordelli ma ho apprezzato il suo personaggio che mi ha ricordato, anche se in un contesto diverso, l'ex poliziotto in "Prima della notte" di Ken Bruen quando dice: "mentre il mio corpo continua il suo viaggio i miei pensieri continuano a seppellirsi nei giorni passati". Unico appunto da fare è che il commissario non può aver visto in quei giorni il film "il buono il brutto il cattivo" perchè è stato proiettato per la prima volta il 23 dicembre '66 a Roma

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    giancarlo

    27/08/2011 22:10:58

    non gli do il massimo dei voti, perchè deluso da un finale che avrei voluto differente. per il resto molto bello e piacevolissimo da leggere, e adatto per lettura da ferie

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    Paolo Pallanti

    05/03/2011 17:12:46

    Bellissimo. Un anti-eroe, con tutte le debolezze del caso, le sigarette, il troppo cibo, la pensione che incombe sul suo futuro, anche un po' di imprudenza, per essere un commissario di Pubblica sicurezza. Un detective con una umanità da fare invidia, stimato e ammirato da tutti, soprattutto da chi "sta sotto" nella società. Bravo Vichi, ottimo lavoro, meravigliosa la descrizione dell'alluvione di Firenze del '66, bella storia d'amore incastonata con sapienza. Ho fatto le tre di mattina senza riuscire a staccare gli occhi dalle pagine ... non capita spesso. Un libro da leggere senza esitazioni.

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    Gabriele

    14/02/2011 11:43:13

    La trama potrebbe essere avvincente e l'ambientazione ai tempi della grande alluvione sembra promettere tantissimo. L'elemento che stona di più tra tutto è la natura eccessivamente stereotipata dei personaggi che hanno come esempio massimo l'omosessuale gaudente in vestaglia e con collezione di tartarughine; si fa fatica a pensare a dei personaggi veri e ci si diverte di più a ritrovarsi nello stereotipo. Eppure il tema è fin troppo crudo e realistico con l'ambizione di toccare punte di infinito dolore e sconfitta... Appunto la delusione nasce proprio da questo scarto tra la promessa e la realizzazione. Ultima cosa: l'alluvione. Si impasta con difficolta e scorre parallela alla vicenda portante, tanto che o c'è l'una o c'è l'altra e mal si fondono. Sarebbe potuto essere meraviglioso. Peccato

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    Simone

    26/01/2011 10:30:00

    Bellissimo libro, il miglior Bordelli dopo il primissimo della serie. La scrittura di Vichi è sciolta, diretta, ma non certo "sciatta" o "banale" come qualcuno sostiene;è frutto sicuramente di duro lavoro di lima. La vicenda, direi, riguarda più Firenze e la società italiana dell'epoca che semplicemente l'indagine poliziesca. Sicuramente, come sempre, Vichi sfrutta il commissario per farci un quadro personale e schietto della varia umanità che circonda il suo protagonista. Fantastica la galleria di personaggi secondari: il vile bottegaio che fa sciacallaggio, il vecchio compagno di classe che Bordelli salva da un pestaggio gratuito, Padre Baldesi che dopo l'alluvione si fa in quattro per risollevare la sua parrocchia devastata.Sono figure ed episodi che arricchiscono l'immagine che abbiamo di Bordelli, non sono semplici digressioni che, come dice qualcuno, "disturbano il corso dell'indagine".Sta proprio in questi episodi la bravura e lo stile personalissimo di Vichi, che non si smentisce nemmeno in questo libro.Da leggere.

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    Luca Marchesani

    21/11/2010 11:53:06

    Anche in Italia esistono autori di assoluto valore nel genere poliziesco. Marco Vichi ha ottenuto molti riconoscimenti per questo romanzo e tutti, a mio parere, assolutamente meritati. La storia si legge d'un fiato, alla ricerca di un assassino che è meno nascosto di quanto si possa immaginare, che si annida dietro la porta accanto, in fondo è quello che accade tutti i giorni da queste parti. Il Commissario Bordelli è un antieroe come ce ne sono molti, tra quelli che lavorano alacremente al buio dei riflettori, ma appare ancor più credibile proprio in ragione della sua scarsa fama di gloria. L'alluvione di Firenze è l'inconsueto sottofondo di questo romanzo, dettagliamente raccontata e magistralmente descritta.

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    massimo

    05/09/2010 16:51:12

    Mi ricollego alla recensione di leonardo: " non si legge Bordelli per leggere un triller " ma lo si legge per sapere come sta andando la vita del comissario. Ci si affeziona a questo uomo che ricorda il grandissimo attore Lino Ventura perchè è un uomo di un'umanità sconvolgente... bellissimi i dialoghi tra Bordelli e Diotivede che, peraltro sono pochi ma esileranti..Mi auguro anche io che non sia l'ultima storia del comissario... sarebbe come perdere un amico... bel libro compresi i difetti che, secondo me, lo impreziosiscono

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